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L'abbigliamento

L’abbigliamento è un’altra cosa fondamentale per chi corre, e soprattutto per chi corre a lungo. Difatti se prendiamo come esempio una persona che fa 2 o 3 uscite settimanali di 30’, essa non si porrà mai il problema di come sei vestito, troppo brevi sono le uscite per doversi preoccupare se lo sei troppo o poco, mentre riveste più importanza a tutti i livelli e a qualsiasi impegno l’uso di una scarpa adeguata. Basta una tuta pesante in inverno con guanti e qualche copricapo e maglietta e pantaloncini in estate.

Per chi invece fa della corsa un’attività più regolare ed anche intensa, ecco che il vestire in modo adeguato ha la sua importanza: leggerezza e traspirabilità dei capi sono la cosa più importante nei mesi estivi e soprattutto nelle maratone, mentre d’inverno la possibilità di indossare capi che offrono calore ma che non fanno sudare troppo è la prerogativa fondamentale.

I capi invernali sono quelli che offrono la maggiore tecnologia: calzamaglie calde ma che non impediscono alle gambe la fluidità di movimento, con inserti rifrangenti visibili ai fari delle auto nelle uscite serali sono alla moda come le maglie che sembrano leggerissime ma che in realtà danno il massimo rendimento e comfort a temperature vicine allo 0, oppure giacche antipioggia smanicate che essendo traforate nella parte posteriore danno la possibilità di non bagnarsi e nel frattempo di non sudare troppo, oppure guanti di cotone così sottili ma che mantengono le mani sempre alla stessa temperatura anche nelle fasi concitate di un allenamento o una gara.

Nella mia esperienza personale, essendo ormai da tanti anni sulla breccia ho avuto la possibilità di constatare come ci sia stata un’evoluzione favolosa nella tecnologia legata all’abbigliamento sportivo, pari a quella conosciuta per le scarpe.

I tessuti sono passati dalle troppo calde felpe in cotone a maglie in tessuti sintetici o misti che danno più libertà di movimento, più traspirazione (quindi ci si bagna di meno) e sono più leggeri. Alcuni di questi capi sono addirittura confezionati con un tipo di materiale (più pesante) nella parte anteriore che deve affrontare l’impatto con l’aria fredda, o la nebbia o una pioggia improvvisa e uno diverso in quella posteriore (di solito più leggero) che consente maggiore traspirazione dell’altro.

I tessuti sono passati dalle troppo calde felpe in cotone a maglie in tessuti sintetici o misti che danno più libertà di movimento, più traspirazione (quindi ci si bagna di meno) e sono più leggeri. Alcuni di questi capi sono addirittura confezionati con un tipo di materiale (più pesante) nella parte anteriore che deve affrontare l’impatto con l’aria fredda, o la nebbia o una pioggia improvvisa e uno diverso in quella posteriore (di solito più leggero) che consente maggiore traspirazione dell’altro.

 

 

Mentre devo constatare che la maggior parte degli atleti di un certo livello durante l’inverno ha la tendenza a vestirsi troppo, io faccio l’esatto contrario: allora vedi ragazzi che si allenano ad alta intensità supervestiti e poi nelle stesse condizioni climatiche gareggiano in canottiera e pantaloncini, mettendo il fisico e l’organismo di fronte ad una situazione nuova (per me anche questo è allenamento), mentre io cerco di allenarmi e gareggiare sempre nelle stesse condizioni. Magari soffro un po’ il freddo all’inizio però nella maggior parte dell’allenamento sono in una situazione ideale; il fatto poi di vivere in Pianura Padana mi ha poi temprato alle basse temperature, anche se in inverno non ho mai offerto un rendimento pari a quello dei mesi estivi, probabilmente perché il freddo nel mio caso mi impedisce di avere la stessa scioltezza di movimento e di fluidità muscolare che invece mi da l’estate. Ultimamente sto cercando di ovviare a questo problema coprendo molto le gambe con capi un po’ più pesanti mentre cerco di rimanere sempre abbastanza “leggero” nella parte superiore. D’estate questi problemi non esistono. Canotta e pantaloncini sono la costante quotidiana ed è la situazione che preferisco, perché mi sembra di essere sempre in condizioni da competizione.

 

 

Come intimo uso sempre costumi da bagno in lycra e d’inverno una canottiera estiva (meglio se in tessuto cool max), mentre le calze sono uguali in tutte le stagioni: io le utilizzo molto sottili così in allenamento e in gara si inzuppano di acqua e sudore il meno possibile, il che diminuisce il rischio di vesciche o fastidiosi dolori ai piedi.

Una cosa che faccio sempre è lavare spessissimo l’abbigliamento, difatti usarlo più di una volta ne diminuisce le proprietà di traspirazione e aumenta il pericolo di sfregamenti dolorosi nelle parti più in movimento, come interno coscia o le ascelle e i materiali sintetici oltre ad essere più a rischio da questo punto di vista diventano anche rapidamente maleodoranti.

Le scarpe

La scarpa da corsa è un oggetto che negli ultimi anni ha avuto un’evoluzione incredibile, costante. Le aziende produttrici di abbigliamento hanno fatto enormi investimenti per scoprire prima degli altri soluzioni tecnologiche che possano migliorare l’ammortizzamento, la traspirazione, la durata, la leggerezza, la flessibilità e chi più ne ha più ne metta. Attualmente esistono in commercio una varietà infinita di scarpe da corsa che riescono a soddisfare tutte le esigenze. Questo perché ogni maratoneta ha problematiche diverse: peso corporeo, appoggio del piede, velocità di percorrenza, tecnica di corsa.

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L'abbigliamento

L’abbigliamento è un’altra cosa fondamentale per chi corre, e soprattutto per chi corre a lungo. Difatti se prendiamo come esempio una persona che fa 2 o 3 uscite settimanali di 30’, essa non si porrà mai il problema di come sei vestito, troppo brevi sono le uscite per doversi preoccupare se lo sei troppo o poco, mentre riveste più importanza a tutti i livelli e a qualsiasi impegno l’uso di una scarpa adeguata. Basta una tuta pesante in inverno con guanti e qualche copricapo e maglietta e pantaloncini in estate.

Per chi invece fa della corsa un’attività più regolare ed anche intensa, ecco che il vestire in modo adeguato ha la sua importanza: leggerezza e traspirabilità dei capi sono la cosa più importante nei mesi estivi e soprattutto nelle maratone, mentre d’inverno la possibilità di indossare capi che offrono calore ma che non fanno sudare troppo è la prerogativa fondamentale.

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Gli accessori

Anche un’attività sportiva semplice da praticare come la corsa può essere vissuta meglio grazie all’utilizzo di numerosi accessori che completano l’abbigliamento o l’allenamento oppure strumenti di controllo dello sforzo.

L’orologio è da sempre lo strumento che accompagna il maratoneta tutti i giorni. La misurazione del tempo è a qualsiasi livello molto importante e lo è sempre di più con l’aumentare del livello di un atleta. Nel mio caso, pur non essendo proprio schiavo di questo accessorio fondamentale, non riesco proprio a farne a meno ogni volta che esco a correre, anzi mi sentirei o mi sento a disagio ogni volta che lo dimentico a casa (raramente) anche se in quel caso ho già pronto il percorso che normalmente faccio quando devo correre per x tempo.

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Per fortuna non capita spesso, ma ho visto tante carriere ostacolate, ritardate, a volte rovinate da allenatori che quando scoprono il talento si ostinano a gestirlo senza aiuti, rifiutando la consulenza di specialisti anche quando la Federazione li mette a loro disposizione. Confrontiamoci sempre.
Stefano Baldini
 

Consigli

 

Se voleste dei consigli interessati e interessanti potete leggere questi  libri che ho scritto dopo i Giochi di Atene:

Maratona per tutti

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

Quelli che corrono

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Con le ali ai piedi

“Con le ali ai Piedi”, edito da Mondatori che è stata una bellissima soddisfazione personale, e contiene aneddoti della mia carriera e consigli per chi vuol cominciare a correre per stare in forma o con l’obiettivo maratona.

Per passione

“Per passione” edito da Disney e rivolto per lo più ai ragazzi più giovani , che è stato realizzato insieme ad altri campioni azzurri quali Aldo Montano, Federica Pellegrini e Giorgio Rocca.



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