stefanobaldini.net

Ieri articolo sul giornale svizzero "La Regione Ticino"

Il campione olimpico di Atene per la prima volta sarà al via del Grand Prix di Dongio ‘Gara di prestigio’

Stefano Baldini maratoneta d’oro
di Mariano Botta

Le luci dello stadio Panathinaiko illuminano in lontananza la calda sera di Atene. La maratona è la gara che chiude i Giochi olimpici del 2004. Una sfida speciale, più del solito. Si  corre infatti sulla distanza “vera” da Maratona alla capitale ellenica e l’arrivo è nel “catino” che vide la nascita delle Olimpiadi. 42 chilometri e 195 metri nella storia.Stefano Baldini quel 29 agosto se lo ricorda benissimo. L’attesa. La gara. La fatica. Il trionfo dopo 2 ore 10 minuti e 55 secondi. Una medaglia d’oro cercata e ottenuta con merito. Un successo unico,commovente come la sua gioia nel giro d’onore con sulle spalle il tricolore o sul podio mentre il cielo si riempie delle note dell’inno di Mameli.Un momento magico della carriera del 37enne campione di Rubiera (Reggio Emilia).

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Oggi articolo su La Gazzetta dello Sport

Maratona: dall’oro al deserto di oggi

Gigliotti: “Non ci sono nuovi Bordin e Baldini. Cambieremo le regole aspettando Lalli e Meucci”,

di Pierangelo Molinaro.

Il grande ombrello di Stefano Baldini si è chiuso a Pechino e sotto abbiamo scoperto che non c’è nulla. La maratona, che ha tanto successo sotto l’aspetto amatoriale, al vertice è agonizzante. Onore a Migidio Bourifa e Laura Giordano che domenica a Treviso hanno conquistato il titolo tricolore, ma il primo ha 40 anni la seconda 32 e si dedica soprattutto al duathlon. Come si può uscire da questa crisi?

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COME SI FORMANO I VERI CAMPIONI

È DURA DIVENTARE CAMPIONI VINCE CHI NON TREMA DENTRO
di Elisa Chiari 
(giornalista)

Lo sport non è solo questione di corpi. Ad alti livelli quel che conta è la testa. Il corpo è scontato: sa fare cose che solo pochissimi possono permettersi in condizioni di selezione estrema. A un’Olimpiade, a un Campionato del mondo si tratta di scegliere su sei miliardi di persone i tre più abili nel compiere un preciso gesto. Tra questi lo scarto tecnico e di preparazione è infinitesimale. Ai vertici è improbabile che sia una sostanziale disparità tecnica a determinare il risultato: non vince il più bravo, perché bravissimi lo sono tutti. Vince chi non trema dentro. Per questo un vero allenatore è sempre un maestro. Ci vuole carisma per insegnare a vincere e a perdere, serve un misto di sapienza tecnica e di intelligenza emotiva. Non è un caso se i grandi campioni hanno sempre alle spalle grandi allenatori. (da un articolo di Elisa Chiari su sanpaolo.org)

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Articolo su "Il Resto del Carlino"

Stefano Baldini sta subendo un autentico pressing perché ci ripensi e lascia uno spiraglio: “Salire sul podio a 39 anni agli europei del 2010 sarebbe una grande impresa, una scommessa vinta”

"Le maratone? Potrei rifarle…"

di Claudio Lavaggi

Ha vinto un’olimpiade, un campionato del mondo, due campionati europei, nove italiani; ha vinto cinque maratone e molte altre volte è salito sul podio. A Pechino 2008 ha detto che 25 maglie azzurre in 18 anni di nazionale èpotevano bastare, così come 26 maratone. Ma Stefano Baldini, proprio sintetizza l’agenzia di viaggi per cui farà da consulente e uomo immagine, è nato per correre, Born to run appunto, e quindi di fermarsi non ne ha proprio l’intenzione. “Si – dice Stefano – è chiaro che se il 2008 poteva essere un anno di stress per preparare la maratona olimpica, il 2009 è un anno molto più facile. Con questo non voglio dire che non mi ponga obiettivi agonistici, anzi è indispensabile per andare avanti un po’…”

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Oggi articolo sul Corriere della Sera

BALDINI RIPENSA ALLA MARATONA

di Giorgio Rondelli

Il 2009 non doveva essere niente di più che una stagione in cui fare passerella nelle varie kermesses stradali per dare un lungo saluto agli appassionati e contemporaneamente, portare a casa ancora qualche robusto ingaggio, operazione assolutamente condivisibile in chi sta per chiudere definitivamente una straordinaria carriera con tanto di titolo olimpico della maratona conquistato nel 2004 ad Atene.

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Intervista su Quimamme.it

Stefano Baldini che entra nell’arena dello Stadio Panatinaiko di Atene è rimasto, nel cuore degli italiani, come Tardelli che esulta dopo il gol del 2-0 nella finale mondiale contro la Germania Ovest. Era il 29 agosto del 2004, e la maratona, per tradizione la gara di chiusura dei giochi, ci regalava l’ultimo, bellissimo oro dell’Olimpiade di Atene. Stefano, dopo tante vittorie significative, entra nella storia raggiungendo l’obiettivo più importante. Eccolo, 4 anni dopo, di ritorno dal suo terzo appuntamento olimpico consecutivo. L’ultimo. Perché Pechino oltre al settimo posto è stato teatro dell’annuncio del suo ritiro dalla Nazionale. Ma lui continuerà a correre e a regalarci emozioni.

Quando è nato il tuo amore per l’atletica?
La mia è una famiglia numerosa, siamo 11 fratelli, 6 maschi e 5 femmine. Ero un ragazzino, avevo circa 10 anni e i miei fratelli maggiori già facevano atletica quindi è stato piuttosto semplice avvicinarmi a questo bellissimo sport. Ai tempi poi l’atletica veniva promossa anche a scuola: c’erano i giochi della gioventù e varie possibilità per praticarla. Ho iniziato con i 50 metri piani e sono arrivato ultimo. Poi sono passato agli 800 e ho vinto subito: in quel momento ho capito che la mia strada sarebbe stata il mezzofondo.

I tuoi genitori ti hanno agevolato nel momento in cui il tuo talento si è manifestato?
In realtà non hanno mai considerato lo sport come una vera professione. Per i miei genitori era importante che io finissi gli studi e che trovassi un lavoro. L’atletica doveva essere solamente una passione. Devo ringraziarli perché, nonostante avessi subito messo in evidenza talento e capacità, con la loro cautela mi hanno aiutato a stare con i piedi per terra e a non montarmi la testa. Ho visto molti miei coetanei dotati bruciare le tappe e smettere molto presto. Io invece sono andato per gradi, allenandomi 3-4 volte alla settimana con impegno, costanza e sacrificio ma senza mai trascurare gli studi, ottenendo risultati sempre più importanti. Quanto è importante per un bambino praticare sport?
Credo sia fondamentale: lo sport agevola il processo di crescita psicofisica e allontana dalla “strada” in un’età delicata in cui è molto facile sbandare. Le proposte alternative sono varie e pericolose. I valori dello sport educano ad una vita sana ed equilibrata, forgiano il carattere e la personalità disciplinando le scelte future. Sicuramente contano molto anche la sovrastruttura, la famiglia in cui si cresce e il background personale. Ma, in alcune situazioni, lo sport è un vero toccasana.

Quali sono le caratteristiche fisiche e mentali per diventare un campione di atletica?
L’ atletica è una disciplina positiva perché non esiste un allenatore che ti mette in panchina e non c’è competizione con i compagni. Sei tu, da solo, che cerchi di migliorare con il lavoro e con la volontà. Superi i tuoi limiti e centri gli obiettivi. Inoltre l’atletica propone varie alternative: corsa, lanci, salti. E, per lo più, si pratica all’aria aperta. Un ruolo fondamentale è svolto dagli educatori che devono saper motivare nel modo corretto senza creare false illusioni di successo.

Hai figli?
Si, ho una bimba di 7 anni, Alessia, che fa sia danza classica che moderna ed è molto dotata. Da piccolissima ha anche fatto nuoto. Quello che mi auguro è che lei possa scegliere da sola la sua strada seguendo le sue inclinazioni. Non la forzerò in alcun modo né sulla scelte né in quelle di vita. Se ha talento arriverà da sola.

Un’ultima domanda. Che cos’hai provato quando hai tagliato il traguardo olimpico di Atene?
Un’emozione incredibile, la più grande. Appena prima del traguardo mi è passata davanti tutta la mia vita. Ero in uno stato di incredulità in cui non ci si rende bene conto del sogno che sta per diventare realtà. Atene poi è stata l’Olimpiade per definizione per l’atmosfera che evocava e per il calore del pubblico. Poi ho tagliato il traguardo. Ed un attimo dopo ho realizzato di avere vinto la medaglia d’oro olimpica e che tutti i sacrifici erano stati ripagati. Ed è stato straordinario. 

Intervista sul primo numero di Atleticaweek

di Cesare Monetti

Piove in provincia reggiana, novembre è stato un vero disastro per chi di professione fa il runner. A volte si può optare per un più asciutto tapis-roulant,ma se la domenica hai una 15 km in Olanda dove al via c’è anche un certo Bekele, meglio uscire a correre e spingere forte anche sotto il temporale. Ci penserà poi il fisio con un bel massaggio a sciogliere tensioni e contratture.E’ qui che incrociamo Stefano, sdraiato sul lettino con due mani sapienti addosso a lucidare muscoli pregiati.

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Da Repubblica-Espresso per Giro al Sas

Il volto più famoso della radio farà festa con il Mezzocorona Demadonna per il 2009 sogna la gara d’addio dell’olimpionico

Baldini sfida gli africani ma sabato al Giro al Sas la stella è il deejay Linus

Nicola Baldo

TRENTO. Sarà perché lo scenario sarà il salotto storico di Trento. Sarà perché al via ci sono sempre atleti di caratura internazionale. Sarà perché da 62 edizioni porta la grande atletica nell’ombelico di Trento. Il “Giro al Sas” è ormai nel dna dello sport trentino, divenuto uno di quegli appuntamenti irrinunciabili. Nonostante la crisi economica, il costo dei campionissimi e la stanchezza di Gianni Demadonna. Ma anche quest’anno, sabato per la precisione, il Giro al Sas tornerà di scena con due “prime donne” d’eccezione: Stefano Baldini ed il deejay Linus.

Ambedue correranno. Baldini cercherà di iscrivere per la quarta volta il suo nome nell’albo d’oro, mentre il grande capo di Radio DeeJay metterà alla prova il suo fiato nella gara riservata agli Amatori. Ed incontrerà il suo Mezzocorona, squadra della quale s’è professato tifoso in più di un’occasione, prima che i gialloverdi salgano sul pullman per Varese, dove giocheranno domenica.
«Organizziamo questa manifestazione da 12 anni ormai - commenta, presentando l’edizione 2008, Gianni Demadonna - e ogni anno cerchiamo di migliorare. In primis come organizzazione, solo così si può avere una gara di qualità».
E le novità di quest’anno riguardano i maxischermi che saranno distribuiti lungo tutto il percorso ed il sito internet. Quel www.giroalsas.it, curato dallo Studio Pegaso Multimedia di www.sportrentino.it, che mancava e che pubblicherà classifiche e tutto sulla gara in tempo reale.
«Il mio favorito resta il vincitore del 2007, Mosop, anche se per problemi fisici quest’anno ha corso poco - conclude Demadonna -. Ma il mio sogno è un altro. Vorrei che Stefano Baldini corresse ancora un anno, per poi nel 2009 organizzare proprio a Trento una grande festa per il suo ritiro invitando tutti i suoi amici, da Gianni Morandi a Vasco Rossi».
Sarà che l’atletica italiana è in crisi, ma dopo Baldini l’unico altro italiano che potrebbe sognare la vittoria è Cosimo Caliandro, campione europeo indoor sui 3000 nel 2006. Assieme all’olimpionico di Atene, infatti, il ruolo di grandi favoriti va anche al keniano campione in carica Moses Mosop ed al marocchino Jaouad Gharib, medaglia d’argento nella Maratona a Pechino. Outsider azzurri sono Ottaviano Andriani, Andrea Lalli e Stefano La Rosa.
«L’atletica italiana sarà anche in crisi - ha aggiunto l’assessore provinciale Iva Berasi - ma in Trentino per fortuna sta benissimo, basta vedere il quinto posto ai Societari del Gs Valsugana. Ed è sempre più rosa, grazie ai risultati delle nostre ragazze».
Il percorso della gara internazionale sarà il classico con partenza da piazza Duomo per affrontare poi via Garibaldi, via Dordi, piazza Vittoria, piazza delle Erbe, via Mantova, Largo Carducci, via San Pietro, via Manci, via Roma e via Belenzani. Per finire poi all’ombra del Duomo dove il deejay Linus, già alle maratone di Londra e New York, incontrerà Rastelli ed i suoi.
«Fra sportivi questo generi di scambi sono indispensabili - commenta la dg gialloverde Monica Morandini - perché noi che parliamo di sport tutti i giorni abbiamo il dovere di lanciare anche importanti messaggi a tutti».
Messaggi che riguarderanno anche la salute, con i volontari del Lega contro i tumori che ricorderanno a tutti l’importanza dell’attività fisica. Normale che tutti gli occhi siano concentrati su Baldini, ma per l’oro olimpico del 2004 ripetersi per la quarta volta non sarà facile. Vista l’agguerrita concorrenza degli atleti africani.

IL PROGRAMMA
ORE 13: ritrovo e conferma dell’iscrizione presso l’Ufficio Gare

ORE 15.15: partenza gare giovanili del Csi categorie Cuccioli/e (500m), Esordienti (500m), Ragazzi/e (1000m), Cadetti/e e Allievi/e (2000m).

ORE 17.15: partenza gare giovanili della Fidal categorie Junior e Senior maschili, Amatori, Master 35-40-45, Junior e Senior femminili, Amatori e Master F35 femminili, Master 40 e oltre femminili, gare queste che si svolgeranno sulla lunghezza dei 5000 metri.

ORE 18.30: partenza della gara internazionale di 10 mila metri ad invito, categorie Junior/Senior maschile.

Intervista a Marco Baldini

Gli inizi della carriera insieme a Stefano  -  Intervista a Marco Baldini

a cura di Fabio Fiaschi (dalla rivista Podismo e Atletica)

Tra le tante persone cui potevamo chiedere qualcosa di diverso per conoscere l’inizio della carriera di Stefano Baldini abbiamo pensato a suo fratello Marco con cui praticamente ha mosso i primi passi.

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Oggi articolo su "La Stampa"

Baldini: "Giusto tartassare Riccò, ma chi controlla i maratoneti africani?"  
«Se centro il podio non smetto altrimenti questa è l’ultima gara con la Nazionale»

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Oggi articolo su l'Informazione

STEFANO BALDINI Maratona, il campione in carica si prepara a dar battaglia a Pechino

«Reggio ti porterò in alto» «Ce la metterò tutta per ottenere un buon risultato» Si fa presto a dire campione olimpico,si fa un po’meno presto a difendere il titolo.Soprattutto se sei atteso al varco in una sorta di uno contro tutti (un europeo contro un intero contingente africano),sei reduce da un infortunio che ti ha costretto a ridisegnare la preparazione e la carta d’identità dice che non sei più un giovanotto di belle speranze. Stefano Baldini, domanda secca: firmi per un posto nei primi cinque alla Maratona olimpica di Pechino? «Per come sono messo oggi sarebbe un bellissimo risultato,ma è un po’velleitario. Diciamo che potrei essere da primi otto posti,ma è meglio non firmare per nessuna posizione,queste sono gare molto incerte da pronosticare»Preoccupano più gli avversari o la qualità dell'aria? «Gli avversari meritano grande rispetto,e più che l’inquinamento mi preoccupano il caldo e l’alto tasso di umidità,che frenano tantissimo la velocità e rendono una gara lunga molto più difficile; ci attacchiamo anche a questo, all’esperienza e al fatto che in queste situazioni riesco sempre a fare bene,poi sarà quel che sarà, ce la metterò tutta per portare Reggio e l’Italia più in alto possibile». La fiducia aumenta con l'avvicinarsi di Pechino? «Miglioro giorno dopo giorno,anche se è impossibile fare paragoni con il 2004 o con il 2006, quando ero nettamente più in forma. Ma da oggi al 24 agosto posso migliorare ulteriormente,sperando sempre che la salute continui a farmi compagnia». Cos'è che rende l'Olimpiade"speciale"? «L’atmosfera e l’emozione si fanno sentire già parecchio tempo prima della gara,non c’è nient’altro che un giovane atleta possa sognare da ragazzino...Poi c’è il fascino della maglia azzurra;io sono stato molto fortunato perché ho avuto la possibilità di partecipare ad Atlanta 1996,Sydney 2000 e Atene 2004:in quell’occasione dissi che mi sarebbe piaciuto continuare fino al 2008,ma in realtà non credevo fosse possibile.Invece eccomi qui,a coltivare un altro sogno». Come procede il lavoro aSaint Moritz? «Da quando ho ripreso gli allenamenti a metà maggio non ci sono stati più problemi;ho fatto tanta fatica soprattutto nelle prime settimane perché sono partito da un livello molto basso,ora le cose vanno molto meglio.Questo è il periodo di preparazione più importante,un paio di giorni la settimana faccio allenamenti che toccano le velocità di gara,anche se con distanze inferiori.Sto lavorando molto anche al campo di atletica e con sprint veloci in salita.35 chilometri di media sono il pane quotidiano».(al. ba.)

I tre reggiani a cinque cerchi. Sono tre gli atleti reggiani che parteciperanno alle Olimpiadi di Pechino. Il più esperto della mini compagnia, Stefano Baldini da Castelnovo Sotto,classe ’71, entrerà in gioco per ultimo: la maratona scatterà alle 7.30 (ora locale, in Italia 1.30) di domenica 24 agosto. Il primo a scendere in campo sarà il più giovane e l’unico debuttante olimpico dei tre, Luca Cigarini da Montecchio Emilia, classe ’86, che con la Nazionale Olimpica di Calcio affronterà giovedì 7 agosto l’Honduras; nel girone anche Corea del Sud e Camerun. Due giorni dopo, sabato 9 agosto, toccherà a Francesca Ferretti da Reggio Emilia, classe ’84: l’ItalVolley femminile esordirà contro la Russia;nel girone anche Algeria, Serbia, Kazakistan e Brasile. In tutto sono 22 gli atleti emilianoromagnoli convocati nelle varie discipline:comanda Bologna con 8 elementi; seguono Ravenna 5, Reggio Emilia 3, Ferrara, Modena e Parma2. 140mila euro per l'oro. La squadra italiana che parteciperà alle Olimpiadi di Pechino è composta da 347 atleti, di cui 215 uomini e 132 donne. Nei giorni scorsi il Coni ha definito i compensi in denaro per chi riuscirà a salire sul podio. Per la medaglia d’oro il premio è di 140mila euro, per l’argento 75mila, per il bronzo 50mila.Nelle Paralimpiadi 75mila euro per l’oro, 40mila per l’argento e25mila per il bronzo. 

Oggi articolo su Tuttosport

Età, delusioni e infortuni, ma a Pechino difenderà l’oro

Baldini, ultimo show

«Psicologicamente sono a posto e anche la salute è buona» L’emiliano ha ritrovato la forma, ma non si presenta in Cina da favorito: «Mi basta arrivare tra i primi otto». Da battere sono i keniani, tutti e tre allenati dall’italiano Rosa

WALTER BRAMBILLA
PIMPANTE. Quanto basta. Specie dopo aver appreso che con lui per le Olimpiadi cine­si partiranno Ruggero Perti­le
e Ottaviano Andriani. Lui è Stefano Baldini, il campio­ne olimpico di Atene 2004. Classe 1971, il 25 maggio ha compiuto 37 anni. La voglia di esserci in quel di Pechino, all’azzurro non è mai venuta meno. Lo promise quattro an­ni fa vincendo ad Atene. La promessa è stata mantenuta, nonostante tutti i contrat­tempi che gli sono accaduti. I problemi per il maratoneta azzurro, quest’anno non sono mancati. L’ottimo quarto po­sto a New York lo scorso no­vembre, una stagione inver­nale trascorsa in Namibia e la maratona di Londra d’apri­le, avrebbero dovuto chiarire le sue reali possibilità di riu­scire a risalire sul podio olim­pico. Il risultato londinese ha, invece, affossato tutte le sue attese. «Ho vinto il campiona­to inglese di maratona» disse Baldini con la sua solita im­pertinenza verso sé stesso do­po il 2h13’06 che gli valse il tredicesimo posto davanti al­l’inglese
Robinson. Poi un ul­teriore infortunio, una noiosa microfrattura, lo ha tenuto lontano da gare e allenamen­ti, ma con la sua proverbiale caparbietà è riuscito a ricom­porre i pezzi del mosaico ne­cessari per prendere parte al­la maratona olimpica.

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Press zone del 06/07/08

GAZZETTA DI REGGIO

Stefano Baldini

PRIMO PIANO Domenica 6 luglio 2008

«Sono d’indole agonista fin da quando ero bambino»
di Alessandro Zelioli

In Cina? Ho sentito il dovere di andare per l'oro da difendere e l'Italia da onorare,ma preferirei essere in forma migliore.Non riesco a stare fermo. Devo ancora decidere cosa fareda grande. Penso a una vacanza, poi vedrò le opportunità.

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Intervista di Claudio Lavaggi del 6/07/08

Stefano Baldini: "A Pechino vestirò per l’ultima volta l’azzurro"

Scritto da Claudio Lavaggi - Redazione Podisti.Net

Stefano Baldini, dopo l’apparizione nel Giro della Pietra di Bismantova sull’Appennino Reggiano, torna ad una gara internazionale, domattina a Londra, nella British 10k, manifestazione che vedrà al via circa 25.000 podisti ed i cui introiti andranno in beneficenza. Il livello qualitativo negli anni passati non è stato altissimo, ma la presenza di alcuni atleti africani rende ovviamente improbo il successo del reggiano. L’anno scorso, per esempio, l’olimpionico vinse in un 29’27”, ma il secondo fu l’inglese Phil Wicks in 29’33”; a oltre un minuto Simon Tonui e N’daisenga.

“Mi fa piacere tornare in gara _ dice l’azzurro _ è ora di velocizzare un po’ il tanto lavoro fatto a Livigno. Voglio mollare il freno, dare una sgasata e vedere qual è l’attuale condizione. Poi è chiaro che rischio anche… di prenderle, ma per fare qualcosa di buono bisogna anche rischiare”.

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Un pò di rassegna stampa

Sul mensile First di luglio che esce in allegato a Panorama c'è un bellissimo articolo di moda: protagonisti alcuni degli azzurri che difenderanno i colori dell'Italia a Pechino 2008, tra i quali Howe, Magnini, Brugnetti, Cassina e tanti altri compreso Baldini alle pagine 122 e 123.

Un'intervista a Baldini anche sull'ultimo numero de "L'Orologio", grazie al fatto che Stefano è testimonial di Sector.

Diverse visioni del tempo

STEFANO BALDINI

È tempo di Olimpiadi. Come da tradizione, a chiudere i Giochi è la maratona maschile. A colloquio con un grande campione, andiamo a scoprire quanto conta il fattore tempo in una gara di corsa sulla distanza di 42,195 chilometri. di Simonetta Suzzi 

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