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Baldini vede rosso: oggi su Gazzetta dello Sport

Articolo a tutta pagina su "La Gazzetta dello Sport" di oggi, intervista di Pierangelo Molinaro a Stefano Baldini in raduno a St. Moritz. "Agli Europei il pericolo è Rey"

Il giornalista della Rosa decrive il Campione olimpico con in possesso "la calma dei forti", dopo Atene 2004, Budapest 1998 dove è stato oro, ed i bronzi mondiali del 2001 e 2003.

Baldini sa che gli avversari lo guarderanno per capire le sue intenzioni, e lo stesso faranno con lo spagnolo Rey. Baldini racconta le ipotesi di gara.

"E' un piccolo problema perchè potrebbero costringermi a entrare in gara subito. E questo costa. Penso che saranno tre le variabili. Una partenza molto lenta con un'accelerazione dopo il 25° km, una fuga da lontano col gruppo che all'inizio lascia fare o una gara veloce sin dal primo metro con una selezione naturale. E' l'ipotesi che preferisco, perchè al momento decisivo ci saranno meno avversari da controllare".

Baldini sicuro che dichiara ancora ricordando Helsinki: "E' tutta un'altra vigilia. Lo scorso anno sono arrivato ai Mondiali con la forza della testa e non è bastato. Qui a St. Moritz qualche lavoro non ero riuscito a portarlo a termine. Ora invece tutto procede a meraviglia. Nella maratona non si inventa più niente, conta la qualità della preparazione e la capacità di gestire le energie. Ora nella settimana centrale dell'allenamento sono arrtivato a percorrere 245km senza intoppi. Nessuna vigilia di una grande gara è uguale all'altra, ma qui se sento un peso è solo quello psicologico. Perchè so che la gente attende la mia vittoria e questo mi crea un pò di pressione, pressione che però vivo bene. Significa che la gente crede in me, che quello che ho fatto ha lasciato il segno".

Viene descritta anche serenità nel campione olimpico quando parla di Londra del 2006. "Non mi ha lasciato il segno nelle gambe, ho ripreso subito la preparazione".

Poi pensiero a Pechino 2008 e la dichiarazione della sua vera motivazione, la figlia Alessia di 5 anni, che vede una volta a settimana.

Goteborg è già nota al campione olimpico, nel 1995 ha gareggiato nei 10.000m dove fu finalista. "Avevo 24 anni, la mia medaglia era accedere alla finale, feci 27'50" in batteria il personale. E' una bella città, dove il percorso si svolge su un circuito di 10km".

Poi si parla dei rivali, degli avversari di Gorteborg. "Julio Rey soprattutto, che ha corso in 2:06'52" ad Amburgo ma correndo da solo, mentre io a Londra avevo di fronte il meglio del mondo. Ai Mondiali di Parigi 2003, Rey mi ha preceduto, quando ci sono medaglie in palio va sempre forte, ma ora ho qualcosa in più. Poi c'è Rios che ha un carattere vincente, mentre credo meno in Martinez. Quindi l'ucraino Baranovski e lo svizzero Kotlin, che in allenamento qui a St. Moritz va forte. Ma ciò che più conta è che sto bene. Sono pronto a tutto. E a tutti".

     

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