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Oggi articolo su "Il Resto del Carlino"

Baldini, a quarant'anni l'olimpionico diventa giornalista

Stefano Baldini: "Oggi festa in famiglia, e domani a Roma al Golden gala. Sono nello staff di Sky sport" 

Reggio Emilia, 25 maggio 2011 - Stefano Baldini oggi compie 40 anni. Un traguardo di vita, per un campione con la 'c' maiuscola che è partito correndo dietro ai fratelli maggiori (a loro volta atleti di valore) per finire col vincere la maratona olimpica di Atene 2004. Baldini alla fine delll’anno scorso ha appeso le scarpette al chiodo e si è buttato a capofitto in nuove attività.

Allora, Stefano, intanto auguri per i tuoi primi 40 anni. Quaranta e…

“Quaranta e non sentirli. Sono passati veloci e sono stati anni molto buoni. Io sono un privilegiato, ho fatto tantissime cose divertenti”.

E come festeggerai?

“In famiglia prima di tutto, poi domani sera (stasera per chi legge, n.d.r.) a Roma si disputa il Golden Gala e non voglio perdermi il grande spettacolo di questo meeting internazionale”.

Ma oggi il fisico cosa dice?

«Intanto tutti mi danno meno dei miei 40 anni, quindi vuol dire che lo sport mi ha dato una bella mano. Diciamo che messi in archivio i 12 allenamenti settimanali, qualche chilo è normale crescere. Ma credo d’essere ancora in forma».

Anche perché le scarpette… cadono dal chiodo.

«Beh, certo, corricchio ancora tre o quattro volte la settimana. Un’oretta sotto i 4’ a chilometri li corro ancora. Non faccio cose tecniche, ripetute e velocità, ma devo dire che non mi mancano».

E poi c’è la bicicletta.

«Ma non sono allenato, ho gareggiato nella 9 Colli e dovrei essere arrivato 1167°. Ma è un’iniziativa legata a trasmissioni televisive, in cui alcuni campioni di altri sport vanno in bicicletta. Oltre a me, pure Yuri Chechi, Antonio Rossi, Cristian Zorzi e Alessandra Sensini».

Tre libri alle spalle, ci sarà il quarto?

«Per il momento no: di solito il primo deve saggiare la situazione, il secondo diventa un successo, il terzo chiude la storia. Per me sono stati tre libri in crescendo, per cui è stata una bella esperienza che per il momento accantono».

Guardando indietro, cosa vedi?

«Beh, una vita passata sempre con le persone giuste. A partire dalla famiglia, la scuola, la Corradini Rubiera con i fratelli Benati, il mio grande allenatore Lucio Gigliotti. E’ importante avere punti di riferimento così, si cresce come persone».

E poi però si trova anche Barbi che arriva ad accusarti, velatamente o no, di doping. Tu lo hai querelato?

«L’ho già detto, era un atto dovuto a tutela della mia persona. Ma non l’ho sentito, non mi interessa, la querela farà il suo iter. Io credo di aver guadagnato tantissimo credito nella società che mi circonda e non solo per i risultati ottenuti. In più ho sempre privilegiato la maglia azzurra, portando per il mondo anche la mia reggianità».

Spiegandoti meglio?

«Dove vado, ricevo complimenti: lo so, alcuni saranno di circostanza, ma non tutti. Credo che l’amicizia e il rispetto che mi portano tutti siano il riconoscimento più grande di un lavoro che ho svolto sempre con il massimo dell’impegno, ma anche con il sorriso sulle labbra».

In quarant’anni c’è un’emozione incancellabile?

«La nascita di mia figlia Alessia. Mi ha cambiato la vita, mi ha dato una marcia in più. Mi mancava qualcosa, non riuscivo a concretizzare nulla. Ma dal 2001 è cambiato tutto… e non mi riferisco ai risultati sportivi».

Tua figlia fa già atletica, ma tu non vuoi allenarla.

«Per lei l’atletica oggi è un gioco, in futuro si vedrà… e poi non ho neanche il patentino da istruttore. Scherzi a parte, a settembre avrò l’esame di primo grado, poi vorrei salire sino al terzo, che è il massimo».

Ovviamente per arrivare ad allenare una grande maratoneta…

«Non scherziamo. E’ un bagaglio tecnico necessario anche solo per poter parlare di atletica leggera con tutte le sue discipline. E visto che a Londra 2012 dovrò davvero parlarne…».

Con chi?

«Sono entrato nello staff di Sky Sport e già dal 27 luglio inizieremo a lavorare per diverse trasmissioni che ci porteranno sino alle olimpiadi di Londra. Là farò anche il commentatore tecnico».

Hai nominato le Olimpiadi?

«Quella è la più grande emozione sportiva. Il coronamento di un sogno».

La medaglia dov’è?

«Quella non si tocca, è in banca, l’ho tirata fuori solo per festeggiare Razzoli. Mi piacerebbe riprenderla ancora… spero che un altro sportivo reggiano mi obblighi a farlo».

E il Baldini di oggi fa altro ancora?

«Non mi annoio di certo. Sto seguendo un corso di management sportivo e ho già fatto il docente in campo aziendale. Strategie, costanza di lavoro, scelta e raggiungimento degli obiettivi, nello sport come nella vita. Io con lo sport attivo ho davvero chiuso, niente coppe e cimeli per casa. Mi voglio rimettere in gioco, in una vita nuova, forse non più dorata come quella dell’atleta, ma di nuovo impegno e responsabilità».

(di CLAUDIO LAVAGGI)

  • Véronique

    Inserito alle 2011-05-26 09:45:59

    Che dire, 2500 amici su Facebook proprio il giorno dei 40 anni, management sportivo ? Frankfurt Marathon cerca un praticante per 3 mesi, magari ti interessa, viva le reti sociali!

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