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Da gazzetta.it intervista nel blog "Luci su Milano" di Lucilla Andreucci

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Proprio lui, lui che incarna il sogno di chiunque abbia messo un paio di scarpe ai piedi e sfidato la strada. Lui, Stefano Baldini, ( nella foto la sua vittoria olimpica di Atene) Dio di maratona. E cosa viene a dirti, come primo consiglio?

“Basta: buttate cuffiette o auricolari, la musica mentre si corre inibisce la comunicazione mente-corpo. E invece è fondamentale essere sempre a contatto con se stessi”.

Cosaaaa? La musica è così energizzante e tu dici: no music while running.

“Una volta sì, nel 2004, sul bus che mi portava alla partenza della Maratona Olimpica di Atene. Ecco, quella mattina ho ascoltato per tutto il tragitto il cd di Vasco Rossi Buoni o cattivi. Lui lo venne a sapere e mi invitò al suo concerto di Reggio Emilia”.

Ma viiieni!

 Divieti a parte, a  chi volesse correre una maratona tra tre mesi che cosa consiglieresti?

“Comprare paio di scarpe nuove, e volare alto. Sognare dà energie e aiuta ad allenarsi con più voglia. La realtà poi prenderà forma sulla linea della partenza”.

Atleta non più in attività da pochi mesi, oggi sei supervisore di mezzofondo e maratona per la Nazionale, sempre di corsa ma in un altro modo. Ti manca la partenza di una gara?

“Pensavo di soffrire di più a sentirmi in panchina, invece ho scelto il momento giusto. Ero pronto. Me la sono goduta la mia corsa, al massimo e per lungo tempo, e anche ora penso che non farei nulla di diverso da quello che ho fatto. E poi mi sento anche più bello: dopo anni con la percentuale di massa grassa tra il 4 e il 5 %, ora che ho preso un paio di chili ho un aspetto più rilassato…”

Quante volte rivivi quel che è stato? 

“Non mi manca il pensiero dell’agonismo, anche perché alla corsa ho dato tutto. Certo che rivivere sei mesi di gloria come qualche anno fa sarebbe una bella adrenalina per la testa… Ma dopo 20 anni di professionismo puro ho voglia di altre strade da percorrere”.

Come sono le tue corse adesso? 

“Vado tre volte a settimana, riesco ancora a correre 15 km in un’ora, e mi diverto a fare dei progressivi con l’ultimo km forte”.

Forte quanto?

“In tre minuti!".

I pensieri dentro la corsa oggi sono diversi?

“Quando corro, penso alle cose che devo organizzare durante la giornata, prima ovviamente era un‘altra concentrazione, ma la corsa lenta è sempre stata l’occasione per pianificare il mio quotidiano”.

Conosci le strade di Milano ma non hai mai corso la maratona...

“Sono comunque di casa anche a Milano… Credo che la sua sia la maratona dalle potenzialità inespresse. Ho girato e visto molte maratone in città minori che riescono a portare anche 10 mila partenti. Forse la prima cosa da fare sarebbe la domenica di chiusura al traffico”.

Un nuovo Baldini all’orizzonte?

“A oggi non lo vedo, ma anche dopo Bordin lo dicevano e poi c’è stata una generazione che ha vinto. E anche molto”.

E Stefano se ne va, con la sua bella voce veloce.
Grazie, anche di questa chiacchierata.

(lucisumilano.gazzetta.it)

     

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