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Intervista di Romacorre

di Caterina Fusco (romacorre.it)

Ho corso la mia prima maratona nel 2004 a marzo, a Roma e, nello stesso anno, dopo appena 5 mesi dal mio esordio sulla distanza, l’Italia trionfava nella maratona per antonomasia, quella olimpica, grazie a Stefano Baldini. E’ stata la prima maratona, che ho seguito, in diretta, dall’inizio alla fine e, mai visione, fu più fortunata. Non dimenticherò mai, quei pugni stretti, in segno di vittoria, per dire al mondo intero: “ Ce l’ho fatta!”. Il gesto, di chi stava raccogliendo il frutto, di anni di sacrifici e dedizione, di rinunce e sofferenza, perché la corsa è anche questo.

Quel giorno, Stefano è salito sull’Olimpo, nella terra che ha concepito quell’Olimpo, abitato solo dagli immortali e lui, il campione nostrano, da quel momento, immortale lo è diventato, entrando nella storia, per sempre.

Stefano, è un ragazzo che da vent’anni è attore principale sulla scena internazionale e che, già nel 1990, partecipava ai mondiali juniores, arrivando quinto. Il ragazzo già andava forte, prometteva bene, non si è più fermato e, non ha deluso.

Da quel magico 2004, ho sfiorato un paio di volte Stefano, una volta a Livigno e, un’altra a Salsomaggiore, nel 2005, il giorno del mio personale in maratona, ma mai una parola né un cenno di saluto, fino a venerdì scorso quando, sul corso principale di Amatrice, in occasione della presentazione dei top runners, della gara “Amatrice-Configno”, incontro Stefano, fermo a parlare con altri due atleti; mi giro, gli scatto una foto, lui mi nota e mi chiede, con il sorriso, chi ci fosse, dietro l’obiettivo, a “rubargli” la foto. Mi presento, gli spiego perché sono lì e, facendomi coraggio, gli chiedo se posso fargli alcune domande per romacorre.it. Non conoscevo Stefano, se non dalle notizie dei giornali e, non sapevo come potesse reagire alla mia richiesta, ma lui, sorprendendomi , mi ha risposto :” Certo, ma tu stai qui anche domani?” “Sì, sono qui per seguire la gara” “Bene, allora domani, con calma parliamo”.

Stefano, è stato di parola e, sabato, a fine gara, dopo le premiazioni, mi ha concesso del tempo per intervistarlo.

Stefano, l’ultima volta che sei venuto ad Amatrice, era il 2004 ed eri in partenza per le Olimpiadi, oggi torni qui dopo gli Europei: due fasi della tua carriera diverse…

Bhè sì, nel 2004 corsi qui l’ultima gara prima della maratona di Atene, la scelsi perché il percorso era simile a quello su cui avrei corso la maratona e, poi, perché il mio allenatore, Gigliotti, ci teneva che io la corressi, perché “l’Amatrice-Configno”, fu anche, l’ultima gara che Bordin corse, prima di vincere l’oro olimpico. Lui qui vinse e poi trionfò alle Olimpiadi, nel 2004 anch’io vinsi la “Amatrice-Configno” e, sembrava tutto già scritto…questa gara è stato il nostro portafortuna, ma c’era anche tanta paura che con me non funzionasse, ma per fortuna non è stato così!

Oggi torni ad amatrice, dopo gli europei e una delusione… 2004 e 2010, dunque, anche due stati di forma diversi?

Nel 2004 corsi davvero forte qui, era il mio ultimo test e feci la terza migliore prestazione di sempre. Ricordo che in paese, alla partenza, sbagliammo anche strada, ma, nonostante questo, feci un’ottima gara e, forse, avrei anche potuto fare il record della manifestazione.

Oggi, ho voluto correre, comunque forte, questa che è una gara ad inviti ed onorarla, ma non sono più quello del 2004…gli allenamenti non vengono più come prima e la condizione è molto diversa da allora.

Due anni fa avevi dichiarato che non avresti più corso la maratona, cosa ti ha fatto cambiare idea?

Nel 2008, io volevo smettere di correre le gare, di ogni tipo, però continuavo a ricevere inviti dagli organizzatori ed era difficile dire no a tutti. Inoltre, non ho trovato un lavoro che mi soddisfacesse e, poi, vedevo che non c’erano nuovi atleti italiani dopo di me e, quando nel 2009, Gigliotti mi ha chiesto di correre agli Europei, io non aspettavo altro!

Non pensi che stare due anni, senza correre una maratona, siano stati troppi?

Certamente sì. Avrei dovuto correre una maratona in primavera, in particolare Treviso, ma è saltata a causa di un infortunio e, poi, ho tentato di recuperare la preparazione, ma soffrivo i lunghi e abbiamo sbagliato a valutare che potessi essere pronto per gli Europei.

Dopo il ritiro agli Europei, hai dichiarato che l’età avanza e non riesci più a correre bene, ma io, vedendo la tua gara e, correndo anch’io le maratone, mi sono fatta l’idea, che tu abbia difficoltà, ad accettare di correre una maratona, con tempi più alti, per esempio in 2h20’.

È esattamente così. Questo è il problema che hanno anche altri atleti che hanno il mio curriculum, quando si arriva a certi risultati, è difficile accettare di non poter più stare a quei livelli e, così, la testa cede. Questo è il problema, altrimenti non mi sarei fermato al 23°km.

E’ vero che stai per smettere di gareggiare?

Sì, sto correndo le ultime gare. La prossima settimana sarò a Napola in Sicilia, poi a Shelfield e, il 9 ottobre, correrò la mia ultima gara a Trento.

Non correrai più dunque?

Continuerò a correre, per stare bene, ma non gareggerò.

Cosa ti aspetta da ottobre?

Ho molti progetti e molte idee per lavorare. Attualmente, ho aderito ad un progetto di “tutoraggio” della FIDAL, che consiste nel seguire e guidare i ragazzi di 17-18-19 anni che fanno atletica, per evitare che smettano di fare sport. Inoltre, ho cominciato a collaborare con un tour operator, che organizza i viaggi per le maratone internazionali ed io, mi occupo di accompagnare gli atleti e, poi, sarò promoter del mio sponsor ASICS.

Grazie Stefano.

Chi corre, può immaginare cosa io abbia provato, ad intervistare Stefano; chi scrive di sport, sa cosa vuol dire annoverare, nel proprio curriculum, un’intervista con un campione olimpico.

Non mi ero preparata delle domande, forse i giornalisti, quelli seri, lo avrebbero fatto, ma ho voluto parlare con Stefano, soddisfacendo alcune mie curiosità su di lui, senza un canovaccio da seguire, né un registratore da riascoltare, volevo parlargli e ascoltarlo con attenzione, ero curiosa di conoscere Stefano e non Baldini, la persona e non il personaggio, certa che mi sarei ricordata tutto.

Stefano Baldini è salito sull’Olimpo, ma è rimasto, con i piedi, nel mondo di noi comuni mortali, senza perdere la spontaneità e la gentilezza, di chi sa, cosa vuol dire, correre e faticare. Stefano è un ragazzo comune, che ha fatto cose incredibili, ma non fa il divo e, non si nega, mai, a nessuno, per foto e autografi, sempre con il sorriso ed una parola gentile per tutti.

Lo sguardo magnetico di Stefano, durante la nostra intervista, era attento, concentrato su ciò che gli chiedevo e, non sempre, era facile guardare l’azzurro di quegli occhi, curiosi e pronti a condividere, una piccola parte, della sua vita, con me, lui che, di interviste ne ha fatte migliaia, ma che, continua a concedersi, con la stessa serietà, ad ogni interlocutore, sia esso un giornalista illustre o, una ragazza, che ama scrivere di corse e campioni.

Stefano Baldini, non è solo un grande campione, è molto di più.

  • Veronica

    Inserito alle 2010-08-26 17:51:56

    Ecco quello che causa oggi il mio tormento: non posso fare delle gare impossibili per guadagnare la stima di chiunque, e nemmeno la tua.

    Caterina, un ottimo servizio.

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  • vegetable

    Inserito alle 2010-08-27 14:31:11

    Ciao a tutti i podisti ed agli amici di Stefano.
    In effetti è così !! Volevo pensare che Stefano volesse sì smettere di correre, ma solo le maratone , ma magari continuare a farlo in gare meno impegnative.
    Purtroppo apprendo daopo avere letto l\'intervista dell\'amica di Romacorre che non lo vedremo più sulle strade del mondo!!!
    Ho un groppo in gola, seriamente, io che ho gridatoper tre anni a gran voce il suo nome alla Scalata Al castello ad Arezzo per incitarlo ed accompagnarlo nello sforzo, o a Torino quando vicino a lui parti per la maratona nella quale lui arrivo secondo (ed io....esimo)!!!.
    Stefano ci mancherai tantissimo e forse il podismo non mi....piacerà più come prima!!!!!
    Ma tant\'è; nulla verrà scordato di quello che ci lasci: di sportivo ma anche di umano!!!
    Grazie ancora Stefano!!!!

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  • GENE

    Inserito alle 2010-08-27 23:41:53

    Ultima gara? E\' la tua risposta definitiva?
    L\'accendiamo?
    Assicurati di rispondere accuratamente a tutte le domande e se la risposta sarà sempre la stessa, beh mi rassegnerò anch\'io al fatto che non potrai correre in eterno, anche se i campioni come te sembrano non avere età. Bello l\'incarico di sviluppare prospetti interessanti nel mondo dell\'atletica, ne abbiamo veramente bisogno e tu credo possa essere la persona giusta.
    Ti auguro un futuro roseo e pieno di successi.

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