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Articolo su "Atletica"

Cliccando su "leggi tutto" ecco l'articolo del mensile della Fidal Atletica.

Stefano Baldini non lascia. Anzi, raddoppia. L’età e gli acciacchi sempre più frequenti non gli impediscono di inseguire nuovi obiettivi agonistici. Non lo ha stroncato neppure l’ultimo infortunio, una lesione al tendine del flessore sinistro, sotto il gluteo, che lo ha costretto a uno stop di quattro settimane tra fine febbraio e fine marzo. “Puntavo a partecipare alla maratona degli Europei di Barcellona – mugugna il campione olimpico – adesso il sogno è diventato quasi un’utopia. Durante quel lungo stop non ho nemmeno potuto fare lavori alternativi. Ho ripreso piano piano, i miei tempi di recupero si sono inevitabilmente allungati. Ma non desisto: lo stage in Kenya era andato bene, il mio inverno, tutto sommato, era stato brillante”. Voglia di ripartire scarpette ai piedi, ma non solo. Baldini – appunto - non lascia, raddoppia. Da qualche tempo, infatti, è coinvolto nel “Progetto tutor” federale, “La tutela e la crescita del talento”.

Al pari di Gabriella Dorio e di Fabrizio Mori, è uno dei personaggi dell’atletica azzurra scelti per fare da chioccia a un gruppo di venti ragazzi di belle speranze, juniores e allievi. “La proposta – spiega Stefano – mi è arrivata direttamente dal presidente Franco Arese nell’ottobre scorso. L’idea mi ha subito affascinato e non certo per quella sorta di rimborso spese che riceveremo in cambio del nostro impegno. Credo che per ragazzi di quella fascia d’età confrontarsi con gente come noi possa essere un aiuto e uno stimolo. Uno dei maggiori problemi del nostro movimento è proprio la dispersione di talenti di 19-20 anni. E’ da sempre un momento molto critico, di scelte importanti, nello sport e nella vita. Si lasciano le scuole superiori, spesso si entra nel mondo universitario e ci si interroga su cosa si farà da grandi. Avere vicino persone di esperienza, che a loro volta sono andati incontro a simili difficoltà, può essere importante. Avessi avuto io un’opportunità del genere... Non avremo un ruolo tecnico, ma da angeli custodi”. In atletica, in particolare, il passaggio di categoria junior-senior è molto delicato. “Di colpo – sostiene Baldini – ti ritrovi dall’essere un numero uno a uno dei tanti, uno del gruppo. E non è semplice da digerire. E’ in quel frangente che le motivazioni vengono meno, che tanti dubbi affiorano e che diversi alzano bandiera bianca. E non credo che enfatizzare eventuali risultati nella categoria under 23 valga la pena. E’ un cuscinetto fine a se stesso. Inoltre, i ragazzi di oggi, rispetto a quelli della mia generazione, hanno molte più possibilità: di fare altri sport, di svagarsi in modo diverso. Quando io avevo vent’anni, i pc non esistevano, le playstation nemmeno. Giocare all’aria aperta, sui prati, negli oratori era molto più facile e scontato di quanto non lo sia adesso. Per non parlare di quanto poco ci aiuti il mondo della scuola. Le teste dei ragazzi sono più o meno le stesse. L’ambiente e le circostanze sono mutate.

E così oggi, nella nostra disciplina, dove peraltro la specializzazione è tardiva rispetto ad altri ambiti sportivi, il bacino dal quale pescare, per tutti questi motivi, s’è decisamente ristretto”. A Baldini sono stati affidati quattro ragazzi e tre ragazze. Nati tra l’agosto 1991 e l’agosto 1993, quindi tra i 16 e i 18 anni. Il gruppo è eterogeneo, per specialità e provenienza. Si va dai mezzofondisti Andrea Sanguinetti (emiliano) e Massimo Falconi (veneto), dal discobolo Eduardo Albertazzi (marchigiano), ai marciatori Massimo Stano e Antonella Palmisano (pugliesi), per finire con la velocista Judy Ekeh (emiliana d’origini nigeriane) e la specialista delle prove multiple Daria Derkach (campana nata in Ucraina). “Per prima – racconta Stefano – ho conosciuto la Palmisano, col suo argento europeo junior forse l’atleta del gruppo che a oggi vanta il miglior curriculum: è successo in febbraio, durante un raduno a San Vincenzo. Ci ha presentati Vittorio Visini. Mi è parsa una ragazza quadrata, nella quale, per quel certo timore reverenziale, mi ci sono rivisto molto. Mi sono venuti in mente i miei 16-17 anni, quando a Formia, da allievo, frequentavo il Club Italia. Ecco, s’è c’è una qualità che mi riconosco e per la quale mi sento quindi tagliato a questo ruolo è la mia capacità di mettermi sullo stesso piano di tutti, di cancellare le distanze. Ho sempre accettato di buon grado chiunque volesse allenarsi con me”. Dopo un incontro a Bologna con il d.t. Francesco Uguagliati e il consigliere federale Osvaldo Zucchetta, incaricato del progetto, il primo contatto con gli altri atleti, allenatori personali compresi, è avvenuto in occasione del raduno pasquale di Formia, tra il 31 marzo e il 3 aprile. “Ci ritroveremo tutti insieme in estate e sotto Natale – dettaglia Baldini – poi saremo presenti a certi collegiali, a determinate gare e avremo rapporti personali anche telefonici. Per loro sarò sempre disponibile, in qualsiasi momento e per qualsiasi esigenza, anche una semplice chiacchierata. Confrontarmi con Gabriella e con Fabrizio, che in questo campo, per motivi diversi, hanno più esperienza di me è molto stimolante”.

C’è bisogno che l’atletica torni di moda: “Servono nuove formule, più vitalità – dice Baldini – non si deve vivere di ricordi. Guardiamo a quello che ha fatto il rugby: la Nazionale vince poco o nulla, eppure, non solo grazie a mirate operazioni di marketing e di comunicazione, ha un seguito clamoroso. C’è bisogno di cose nuove. Senza dimenticare che non è vero che i talenti scarseggiano. Ci sono, occorre valorizzarli”. Tutto il resto è maratona: c’è chi vorrebbe Baldini già al fianco di Lucio Gigliotti quale responsabile tecnico di settore. “Tra breve – dice Stefano – frequenterò il corso di primo livello per diventare allenatore. Non nego che un’eventuale forma di collaborazione mi lusingherebbe”.

Intanto c’è un Europeo alle porte: “Mi candido a un ruolo di... riserva – butta lì Stefano – la mia squadra prevede Andriani, Bourifa, Caimmi, Curzi, Goffi, Pertile tra gli uomini e Console, Incerti, Sicari, Toniolo, Volpato e un posto da assegnare tra le donne. Il debutto di Meucci? Discreto, ma fossi stato in lui avrei rimandato l’esordio al prossimo autunno per concentrarmi esclusivamente sulla stagione in pista”. Più chiaro di così... 

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