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Baldini da record a Londra: la stampa di oggi

Stefano Baldini è stato autore di una grandissima prestazione ieri nella Flora London Marathon 2006. La stampa di oggi gli dedica giustamente molti spazi per dare non solo informazione sportiva ma anche risalto al fantastico record italiano di maratona. Due ore sette minuti e ventidue secondi

La Gazzetta dello Sport già in prima pagina riporta ”Baldini da record. Poi a pag. 25 a tutta pagina il grosso titolo Baldini rinasce a Londra. Nel pezzo di Pierangelo Molinaro si legge: ”Alla fine ha alzato gli occhi al cielo, come aveva fatto ad Atene quando aveva conquistato il più suggestivo degli ori olimpici. Non guardava quel maxischermo che sopra la sua testa scandiva il nuovo primato italiano, ma guardava finalmente negli occhi quel Baldini che due anni fa aveva saputo stupire il mondo”. La dichiarazione di Stefano dopo la gara è secca e semplice, e può dirlo. ”Ho fatto un piccolo miracolo”.

Stefano nell’intervista precisa che temeva la mancanza di lavoro specifico sulla velocità a causa dell’infortunio, che la gara è stata comunque molto difficile. Poi dice confrontandosi col primato del 2002: ”Questa esperienza è stata più difficile, non conoscevo i miei limiti, ma mi ha dato risposte importanti, quelle che cercavo. Sono un atleta sano, il mio organismo sa ancora reagire alle situazioni difficili.”
Sul 2:06.52 di Julio Rey ad Amburgo dice: ”Non mi spaventa, Amburgo è più veloce di Londra, su un percorso più scorrevole posso essere anche più veloce. Quando gareggi, come lo spagnolo senza avversari, puoi correre più rilassato e veloce. Per gli Europei ho fiducia. Da 2 anni mi manca una medaglia importante…”

Il Corriere della Sera dedica metà pagina e foto a colori. Baldini da record: la testa conta più delle gambe. Nel pezzo di Fabio Monti si legge: ”Stefano Baldini ha espiato le colpe. E ha corso la maratona più veloce della storia italiana. A Londra, sotto la pioggia, ha ritrovato il senso tattico che lo aveva fatto grande. Con il cervello più ancora che con le gambe aveva costruito le due medaglie di bronzo di Edmonton e Parigi. Con la testa aveva battuto tutti all’appuntamento con la storia, sulla strada che congiunge la piana da Maratona allo stadio Panathinaiko. Otto mesi a Helsinki, inseguendo il grande slam, era stato tradito da un peccato d’orgoglio. A 13 km dall’arrivo aveva commesso l’errore di seguire Gharib e fu costretto a gettare la spugna al 35° km. Colpa dei crampi”
Continua sulla sua condotta in gara: Baldii ha rispettato le consegne, muovendosi come se la sua corsa fosse regolata da un metronomo”. Quindi Stefano che dichiara: ”Sapevo di non poter vincere, ma mi interessava il primato e l’ho raggiunto.
La chiusura con una osservazione giusta sul carattere di Stefano in corsa. ”Maratoneta da genio” per essersi messo alle spalle signori campioni della maratona. ”Londra riconsegna all’atletica italiana un campione che può puntare senza paura all’oro agli Europei”. .
Il Corriere dello Sport titola a nove colonne: ”Baldini, è ancora record” e parla di campione ritrovato. Nel testo viene riportata un’affermazione di Baldini: ”E ora voglio il titolo europeo”. In merito alla gara si racconta: ”Dei grandi solo Baldini aveva rinunciato a stare davanti. Finito il lavoro dei battistrada, però, in testa alla corsa si sono guardati perché nessuno voleva prendere l’iniziativa. Baldini ha visto premiare la sua scelta tattica andando a chiudere 5° con il record italiano. … Per l’azzurro si tratta di una conferma importantissima dopo l’infortunio al tendine che lo aveva bloccato per alcune settimane lo scorso gennaio. Unico europeo sul traguardo tra i primi 10 classificati”

TuttoSport titola invece: Londra, Baldini 5° ma con record, giudicando la gara di Baldini ”giudiziosa, per una condizione di forma non ottimale, ottimo risultato in una gara impostata su passaggi regolari”.

Stefano Baldini ha svolto il suo compito, che non è altro quello per il quale è nato ed è stato preparato da chi l’ha portato alla corsa e ha reso il suo motore come quello di una Ferrari. Accettate il paragone. Quando Stefano vinse ad Atene prese tutte le prime pagine, a Schumacher al settimo mondiale furono lasciate piccoli spazi. Ieri sono ritornati entrambi. Casualità e storie da campioni…

  • alessandro

    Inserito alle 2006-04-25 21:35:22

    Stefano non finisce più di stupire. Non tanto per il cronometro, è primato italiano e personale, non c\'è bisogno di aggiungere altro. Mi stupisce come sempre nei modi, ogni sua gara è un impresa, una storia a sè.
    Per chi ama lo sport come me, queste sono le giornate in cui si ricaricano le pile, a vedere l\'espressione di tanto valore.
    Volendo fare un paragone, Stefano è il Valentino Rossi dell\'atletica, se non nei risultati assoluti, perchè è l\'atleta che fa diventare speciale ogni gara.

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