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Articolo su "Il Resto del Carlino"

Stefano Baldini sta subendo un autentico pressing perché ci ripensi e lascia uno spiraglio: “Salire sul podio a 39 anni agli europei del 2010 sarebbe una grande impresa, una scommessa vinta”

"Le maratone? Potrei rifarle…"

di Claudio Lavaggi

Ha vinto un’olimpiade, un campionato del mondo, due campionati europei, nove italiani; ha vinto cinque maratone e molte altre volte è salito sul podio. A Pechino 2008 ha detto che 25 maglie azzurre in 18 anni di nazionale èpotevano bastare, così come 26 maratone. Ma Stefano Baldini, proprio sintetizza l’agenzia di viaggi per cui farà da consulente e uomo immagine, è nato per correre, Born to run appunto, e quindi di fermarsi non ne ha proprio l’intenzione. “Si – dice Stefano – è chiaro che se il 2008 poteva essere un anno di stress per preparare la maratona olimpica, il 2009 è un anno molto più facile. Con questo non voglio dire che non mi ponga obiettivi agonistici, anzi è indispensabile per andare avanti un po’…”

E quindi torniamo di nuovo in strada?“Si, martedì corro a Catania il Trofeo Sant’Agata che ho già vinto l’anno scorso. E’stata una decisione presa all’ultimo, ma credo sia un’ottima rifinitura per la mezza maratona di Verona dell’8 febbraio”.Una mezza annunciata con tempi strani…“No, non scherziamo – prosegue l’olimpionico – diciamo che sarei molto soddisfatto di scendere sotto i 63 minuti. Non ho altre velleità, se non proseguire la preparazione per la Stramilano della prima domenica d’aprile”.Che è quindi l’obiettivo primaverile?“La gara di Milano è di alto livello e ho voglia di tornare a correre forte; questo inverno è filato via liscio, peccato per il freddo di alcuni giorni fa. Mi era preso il mal d’Africa…sai, io in gennaio me ne andavo sempre in Namibia e un po’ mi è mancata. Ma quest’anno sarei andato da solo e quindi ho lasciato perdere”Allora: Catania 11 km, Verona e Stramilano 21…a quando una nuova maratona?“Ehi, no, con la maratona ho chiuso. Mi pare di aver già dato no? Poi sto ricevendo diverse pressioni. Il mio allenatore, Lucio Gigliotti, è stato confermato dalla Fidal come responsabile del settore e gli piacerebbe che nell’attesa dei giovani gli potessi dare una mano. Anche il presidente Arese, in chiave europei 2010, mi ha chiesto di pensarci…”Già, perché sei campione europeo e c’è un titolo da difendere…“oggi come oggi dico no; se tutto l’anno stessi bene, poi anche ad inizio 2010 e mi tornasse la voglia…chissà. Certo che potrei anche salire sul podio, e a 39 anni sarebbe una piccola grande impresa, una scommessa contro tutti e prima ancora contro me stesso”.E invece metti in cantiere un po’ di pista…“Sì, il cross è troppo rischioso a livello di infortuni, così per la mia società gareggerò il 10 maggio sui 10000 in pista. Poi potrei anche correre qualche 5000 per velocizzare l’azione”.Diamo un po’ di numeri?“Beh, in parte li hai già dati: 160000 km in carriera (quattro giri della terra all’equatore, poco meno di metà distanza terra-luna, n.d.r.), trecento paia di scarpe usate, nove maratone di Londra, quattro olimpiadi, non c’è male no?”E ora nel mondo del lavoro?“Come ho detto collaboro con Born to run e quest’anno accompagnerò gli amatori alla maratona di Londra e New York: l’anno prossimo probabilmente ne aggiungerò altre. La mia soddisfazione più grande in questo rapporto è che è stata una delle rare volte che mi ha cercato un’azienda reggiana. Poi sto scrivendo il mio terzo libro: “Con le ali ai piedi” ha venduto 12000 copie, “Quelli che corrono”circa 20000 ed è ancora in libreria, questo parlerà ancora di maratona. Ma deve uscire in primavera, e quindi ora devo andare, sono in gran ritardo…”

     

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