stefanobaldini.net

Intervista sul primo numero di Atleticaweek

{flike id=397}

di Cesare Monetti

Piove in provincia reggiana, novembre è stato un vero disastro per chi di professione fa il runner. A volte si può optare per un più asciutto tapis-roulant,ma se la domenica hai una 15 km in Olanda dove al via c’è anche un certo Bekele, meglio uscire a correre e spingere forte anche sotto il temporale. Ci penserà poi il fisio con un bel massaggio a sciogliere tensioni e contratture.E’ qui che incrociamo Stefano, sdraiato sul lettino con due mani sapienti addosso a lucidare muscoli pregiati.

E’ finito il quadriennio che ti ha visto come campione olimpico in carica. Ti senti meno responsabilizzato adesso?“Sicuramente sono più leggero, sereno,senza l’obbligo di dover dimostrare sempre qualche cosa. Ma è anche vero che sento già la mancanza di un vero obiettivo all’orizzonte.Tipo un mondiale o qualche maratona internazionale. Difficile così trovare le motivazioni per dare sempre il massimo in allenamento,specialmente in questo periodo di piogge e dove mi alleno sempre solo.Posso fare un appello?”Atletica Week è qui anche per questo…“Cerco compagni d’allenamento, l’inverno è lungo. Scherzi a parte…ho proposto alla Federazione, ed ho già avuto il benestare,che seppur non convocato presenzierò a qualche raduno azzurro, giusto per stare in compagnia”.Bene, già che sei lì potresti mettere a disposizione la tua esperienza ed essere da guida per i più giovani?“Impossibile. Non ci sono giovani all’orizzonte,sono tutti già oltre i trent’anni. I giovani corrono in 2h20’, tempi assai mediocri e completamente inutili per prevalere già nelle maratone nazionali. Ci sarà molto da fare e da lavorare per il nuovo tecnico federale”.Chi consigli?“Si è fatto il nome di Piero Incalza ma bisogna vedere se confermerà la disponibilità. Lucio Gigliotti ha lasciato, a 74 è difficile trovare nuovi stimoli ed energie per scovare un altro giovane e farlo crescere.Con la sua uscita si è chiuso totalmente un ciclo eccezionale della maratona azzurra iniziato con Gelindo Bordin”.Domenica 16 in Olanda in una 15 km hai corso contro Bekele. Anche per lui una fuga dalla pista alla più remunerativa strada?“Bekele ha vinto e guadagnato sicuramente tanto in pista, quindi non imputerei questa sua voglia di ‘asfalto’ ad una ricerca di un maggior profitto. Ora ha 26 anni però e nel giro di poco potrebbe perdere quella brillantezza necessaria a vincere in pista contro le giovani leve africane. Se forse ha deciso di puntare sulla maratona delle Olimpiadi 2012 è giusto che inizi fin da ora a cimentarsi in qualche maratona, per fare esperienza,ma anche per convertire il suo motore da velocista ai ritmi più lenti e pro-lungati di una 42km”.Sforzi eccezionali visto l’uso del doping che sembra emergere dai casi Di Cecco e Barbi?“Due brutte situazioni, bisogna aspettare le controanalisi però prima di giudicare. Certo sono notizie che danneggiano l’intero sistema e gli sponsor che investono. Credo però che salvo rari casi il mondo amatoriale è ancora pulito, niente a che vedere ad esempio con il ciclismo. I podisti vivono l’allenamento e una maratona ancora come sinonimo di ‘stare bene e in forma’. Chi va in bici invece vive tutto come una gara e una sfida contro il compagno o l’amico”.Chiuso con le maratone, dove ti vedremo nei prossimi mesi?“A Bolzano il 31 dicembre e poi in una mezza maratona italiana di alto livello in primavera. Questo il grande obiettivo nel mirino che ti accennavo prima. Non credo che proverò mai gare tipo ultra, 100 km, deserti vari e simili”.Da “grande” cosa farai?“Ho tante buone idee in testa. Sicuramente rimarrò nel mondo dell’atletica, che è la mia vita. Diversificherò e selezionerò le opportunità che mi si presenteranno”.La pioggia è incessante a Reggio, come la fame di vittorie di Baldini, ultimo nostro grande maratoneta.

  • Chacho

    Inserito alle 2008-12-12 17:34:58

    Finalmente un settimanale dedicato all\'atletica leggera!

    Replica al commento

 

Archivio Articoli