stefanobaldini.net

Intervista a Marco Baldini

Gli inizi della carriera insieme a Stefano  -  Intervista a Marco Baldini

a cura di Fabio Fiaschi (dalla rivista Podismo e Atletica)

Tra le tante persone cui potevamo chiedere qualcosa di diverso per conoscere l’inizio della carriera di Stefano Baldini abbiamo pensato a suo fratello Marco con cui praticamente ha mosso i primi passi.

Ciao Marco ti ricordi come ha iniziato a correre Stefano?

Certo che mi ricordo, erano i primi anni ’80, eravamo due bambini e pensavo che le gare brevi fossero adatte a Stefano, così mi ricordo che insieme siamo andati al Campo Scuola di Reggio Emilia, dove Stefano ha corso i 50m. Partendo da fermo senza blocchi. Arrivò ultimo. Ricordo che dissi a Stefano “Forse è meglio cambiare distanza e allungare un po!” Da li si cominciò a pensare a gare tipo 800m o 1200m.

Chi furono i primi ad allenarvi?

Senz’altro i fratelli Emilio e Marco Benati; con loro abbiamo iniziato a muovere i primi passi nella Corradini Rubiera. Abbiamo imparato pian piano ad allenarci e a correggere gli errori che facevamo nei nostri allenamenti fai-da-te.

Esempio?

Come esempio potrei citarti quando ci preparavamo a disputare i cross, quindi cross=terreno e quindi il sabato, giorno precedente la gara andavamo a correre in mezzi ai campi coltivati e non, perché pensavamo fosse la scelta giusta. Risultato, che il giorno dopo in gara avevamo le gambe di legno e andavamo malissimo.

Errori che comunque servono per fare esperienza?

Si, direi di si. Poi fortunatamente Emilio Benati ci ha saputo indirizzare sicuramente per il meglio.

A tuo parere, quando ha cominciato Stefano ad esprimersi al meglio?

Diciamo che Stefano lo vedevo molto bene, cresceva di anno in anno, piano piano, ma cresceva, mi ricordo anche quando era nel Club Italia, mi sembra da allievo, riusciva a fare delle cose che facevano ben sperare.

Ricordi quando lo hai battuto per l’ultima volta?

Certo che mi ricordo, era il 1990 o il 1991 e durante un Fidalestate abbiamo corso un 1000m, io in 2’28” e lui in 2’29”, ma ricordo anche che tatticamente fu molto ingenuo.

E poi cos’altro  ci puoi dire della sua carriera giovanile?

Che era forte, che correva molto bene, ero veramente convinto che avrebbe fatto grandi cose, pensa che in alcune gare ci facevano gareggiare con i più grandi, diciamo quasi sotto falso nome perché con quelli della nostra età, praticamente non c’era storia.

Veniamo al suo esordio in maratona a Venezia: cosa ricordi di quella gara?

Che era la sua prima esperienza, si era preparato molto bene, arrivò sesto in 2h11’ in volata con Severino Bernardini; in pochi però si ricordano che durante la gara soffrì per un tendine d’Achille infiammato. Io chiusi quella maratona in 2h16’.

Durante la carriera di Stefano il ritiro alle Olimpiadi di Sydney rappresenta sicuramente un momento non facile.

Fu una gara sfortunata. Stefano stava da Dio fino a qualche giorno prima della maratona olimpica. Ricordo che corse a Rubiera  nel circuito per 20 km la mattina e altri 20 km il pomeriggio sempre con medie vicino a 3’ al km. Per me la medaglia era semplicemente rimandata alla prima occasione. Occasione che come sappiamo tutti poi si è trasformata in una marcia trionfale ad Atene 2004.

Secondo te cosa farà adesso?

Lui è un grande, intraprendente e coraggioso, ha mille idee, state pur certi che nei prossimi periodi sentiremo ancora parlare di lui, magari con qualche iniziativa nel mondo dell’atletica che gli ha dato tanto.

Che altro ti senti di dire di lui?

Complimenti veri e sinceri ad un campione che ammiro come un “fratello”.

  • demin94

    Inserito alle 2008-10-07 19:20:19

    questa intervista è stata molto affascinantr,mi ha fatto capire di più su Stefano e come ha mosso i primi passi.Io ho 14 anni e spero di fare una carriera come lui (anche se è impossibile).

    Replica al commento

Aggiungi un commento...

 

Archivio Articoli