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Intervistato dal blog vadodicorsa

 

 

Chissà perché si pensa ai grandi atleti come a persone sfuggenti e altezzose, Stefano Baldini è tutto il contrario: è sorridente, accogliente e disponibile. Ci sediamo, parliamo di del più e del meno. Difficile trovare una domanda a cui non abbia già risposto. Chiedere qualcosa di originale è impresa quasi impossibile e mi scoccia continuare a fargli sempre le stesse domande. Allora mi limito ad abbozzare qualche argomento e ad ascoltare attenta, cercando di cogliere le emozioni che stanno dietro alle parole e ai contenuti: “Sono nato in una famiglia numerosa con undici figli (6 maschi e 5 femmine), per ricevere attenzione da piccolo dovevo sgomitare. Correre mi ha dato la possibilità di uscire di casa e fare esperienze che mi hanno portato a crescere come persona. La corsa ha contribuito fortemente a far uscire una parte di me che senza non sarei mai riuscito a tirare fuori. Peraltro lo sport fatto ad un certo livello devi già sapere che non sarà sempre la tua strada, dura poco è una parentesi della propria esistenza, bisogna cercare di godersi questo periodo perché è uno dei più belli della vita e quando finisce lo si rimpiange tantissimo. Mi è sempre piaciuto gareggiare, la tensione dei momenti importanti, quelli di quando metti il numero sul petto, per questo ho cercato di portare più avanti possibile questa fase, ma sapendo che finisce ho cercato di viverla al massimo e nel modo più soddisfacente possibile. Momenti difficili ce ne sono stati, ce ne sono sempre , però devi avere la voglia di ripartire e avere vicino persone che ti fanno vivere nel modo giusto il quotidiano, ovvero insegnandoti che non tutto va bene, che è più difficile vincere che perdere, ma che dalle sconfitte si impara molto di più che dalle vittorie. Quando poi riesci ad arrivare ad un buon risultato, magari dopo tante battute d’arresto, il successo ha un sapore decisamente più buono rispetto alle cose che arrivano invece un po’ per caso. La corsa è democratica: vede tutte le persone partire dalla stessa linea, correre sullo stesso percorso, davanti allo stesso pubblico e tagliare lo stesso traguardo, non esiste uno sport come questo.

 

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