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Il vincitore della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene del 2004 ci svela qualche segreto su come preparare e affrontare nel migliore dei modi una gara importante

DI DAVIDE GRILLI

Dio di maratona. E' questo il titolo della prima pagina della Gazzetta dello Sport il giorno dopo la conquista della medaglia d'oro nella maratona alle Olimpiadi di Atene del 2004 tagliando il traguardo in 2:10:55 e correndo l’ultima metà di gara in 1:03:18,una straordinaria impresa che catapulta Stefano Baldini nell'Olimpo dei grandi maratoneti. Il primo posto nel 1996 ai campionati mondiali di mezza maratona, la vittoria del campionato europeo di Maratona nel 1998, la vittoria della Maratona di Roma nello stesso anno e la vittoria alla maratona di Madrid nel 2001 sono solo alcuni dei grandi traguardi raggiunti dal maratoneta reggiano. Negli anni successivi la medaglia d'oro colleziona altri importanti successi come l'oro nella maratona ai campionati europei di atletica nel 2006 e il terzo posto alla maratona di New York nel 2007. Il suo segreto? Tanti allenamenti, una buona strategia in gara ma soprattutto tanta passione per la corsa, quella che attualmente cerca di diffondere con il suo attuale ruolo di responsabile Fidal dell'attività giovanile. Un esempio da imitare e seguire. In questa intervista ci svela alcuni segreti su come preparare, in pista e a tavola, e affrontare una gara e una maratona.

Quando hai iniziato a correre?

Ho iniziato da bambino, nell’azienda agricola dei miei genitori: c’erano dei capannoni distanti tra i campi e per raggiungerli andavo sempre di corsa. Per me correre è sempre stato un gesto naturale, spontaneo e molto divertente, ma crescendo la spontaneità deve lasciare spazio anche alla programmazione.

Come affronti l’ultima settimana prima di una gara?

È la settimana più importante, dove puoi concretizzare o vanificare tutto il lavoro fatto. Dal punto  di vista fisico è fondamentale il recupero: non bisogna commettere l’errore di voler accumulare chilometri per essere più allenati. Quindi, attività più leggera, riposo e… cerco di non pensare troppo alla gara: lo consiglio a tutti per non correre il rischio di crearsi ansie.

Quindi è meglio non esagerare?

Certo, la regola vale tanto per l’allenamento quanto per l’alimentazione. Io per esempio, l’ultima settimana continuo ad alimentarmi come nelle settimane precedenti, proseguo con una dieta bilanciata ed evito qualsiasi esperimento o eccesso.

Ma il famoso carico di carboidrati dei giorni precedenti?

Sfatiamolo: allenandoci di meno e mangiando allo stesso modo, il nostro serbatoio di glicogeno si riempirà naturalmente. Evitiamo di esagerare con i quantitativi: si appesantirebbe ulteriormente il fegato.

Come ti prepari il giorno prima della gara?

Controllo tutto il materiale, che deve essere già stato ampiamente testato durante le settimane precedenti: mai andare in gara con un paio di scarpe nuove! Ma anche gli integratori devono essere provati in allenamento.

Hai qualche suggerimento o segreto per i neofiti alle prime gare?

Sì, per esempio il maratoneta utilizza dei cerotti sui capezzoli e della vaselina nell’interno coscia e sotto le ascelle per evitare lo sfregamento e la conseguente irritazione dopo vari chilometri. Sembrano dettagli ininfluenti, ma possono compromettere una prestazione.

Che tipo di colazione fai la mattina della gara?

Faccio colazione alcune ore prima del via per non aver problemi di digestione; una colazione non pesante, con una piccola quota di proteine e senza eccedere con i carboidrati. Un’ora e mezza circa prima del via aggiungo un paio di Enervit Pre Sport, alimento energetico con carboidrati altamente digeribili.

Mentre corri a cosa fai più attenzione?

Penso al ritmo che ho impostato, a non stare troppo vicino alle altre persone, a non strafare nei primi chilometri; spesso si rischia di andare oltre le nostre possibilità, andando fuori giri. Partite piano, c’è sempre tempo per recuperare.

Quanto è importante la concentrazione mentale?

È fondamentale, ma il segreto è entrare in gara, dal punto di vista mentale, il più tardi possibile. Le energie mentali ci serviranno nella seconda metà della gara. Risparmiate energia nella prima parte correndo anche più liberi e lontani dal gruppo.

Come ti integri durante la gara?

Recuperare i liquidi è importantissimo in qualsiasi condizione climatica. Portate con voi in gara integratori pratici, alcuni si possono  attaccare anche al pettorale come le pastiglie di Enervit GT Sport. Poi uso carboidrati liquidi di pronto utilizzo, facilmente assimilabili uno al 20° km e uno al 30° km. Consiglio di assumerli poco prima del ristoro, per bere subito dopo una sosta.

Come ci si deve comportare ai ristori? Si rischia di perdere minuti preziosi?

Fermatevi ai ristori e bevete un bicchiere con sali minerali, perderete solo pochi secondi. Chi non vuole perdere tempo può pinzare il bicchiere con le tre dita in modo da chiuderlo e bere più comodamente. È fondamentale provare gli integratori salini in allenamento!

Cos’è il famoso “muro” del 30° chilometro?

Qualcuno lo vede prima, qualcuno lo vede dopo, qualcuno non lo incontra neanche. Se questo crollo fisico arriva, significa che siamo stati troppo dispendiosi nella prima parte di gara. Il problema si può superare ponendosi degli obiettivi intermedi, lottando psicologicamente contro se stessi, e cercando di sfruttare al meglio i ristori. Io consiglio di correre in progressione tenendosi un margine nella prima metà, da sfruttare nella seconda parte. Superare gli atleti in difficoltà, correndo più velocemente di loro, psicologicamente dà una gran carica!

Dopo la gara è importante assumere integratori?

Dopo aver tagliato il traguardo, la gara non è ancora finita! Il recupero per il prossimo impegno inizia da quel momento. Entro la prima mezzora dopo la gara, il nostro corpo viene stimolato in modo più diretto: quindi metabolizza meglio ciò che viene assunto.

Ci puoi svelare qualche altro trucco prezioso?

Non tutti sanno gestire la densità dell’allenamento: vedo tanti podisti gareggiare a ogni uscita. Bisogna gestire gli allenamenti con un po’ di margine, in modo da controllarli, come gli esercizi da fare. Un segreto è correre da soli e gestire la connessione mente-corpo.

Un consiglio per la Maratona?

Guardate la maratona come distanza globale, dal primo metro al 42° km; vi aiuterà a gestire bene la prima parte o i momenti di difficoltà.

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