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Intervista di Il Resto del Carlino

Baldini e un big anche sui libri

E' il primo reggiano ad ottenere il diploma di Tecnico di 4° livello Europeo: «E non mi fermo qui»

di Claudio Lavaggi

Torna a parlare solo d'atletica leggera, Stefano Baldini, e lo fa dall'alto del suo nuovo diploma di "Tecnico di 4° livello Europeo" ottenuto in settimana presso la Scuola dello Sport del Coni a Roma. Nel corso della sessione d'esami ha discusso un Project Work su: "Coaching e Leadership dei tecnici: attività di crescita nel nuovo modello tecnico della FIDAL". «Sì - dice Stefano - io credo che sia importante quello che si fa sul campo, ma anche studiare. Per questo, ottenuto il diploma d'istruttore e quello di allenatore, come c.t. azzurro ho potuto accedere a questo quarto livello, senza dimenticare che mi sono proprio oggi iscritto a quello di terzo, sui salti e prove multiple, che credo sia ricco per me di novità e dunque molto stimolante». Tornando al corso di quarto livello, che nessun reggiano ha nel proprio curriculum, eravate in molti? «Una quarantina, ma non era un corso d'atletica leggera e quindi c'erano bei nomi dello sport, come la velista Alessandra Sensini, il d.t. della vela Michele Marchesini e ancora la judoka Giulia Quintavalle». Lei dunque continua a studiare. «Certo, per mio sapere personale, perché sono commentatore in un grande network, perché devo gestire dei ragazzi e i loro tecnici, perché un domani potrei allenare io stesso. Questo diploma europeo giunge dopo un corso di management e un altro sulla direzione tecnica dei giovani». Giovani che le stanno dando ottime soddisfazioni. «Sì, c'è gran fermento e ottima collaborazione con i tecnici personali. Il mio invito è che collaborino i tecnici stessi, magari con allenamenti congiunti con atleti di città limitrofe». Ma non c'è il rischio che poi un atleta vada in altre società, come Ferrante Grasselli e Luca Ferretti alla Fratellanza Modena? «L'atleta cerca nuovi samoli anche negli allenamenti. L'importante è che restino i tecnici, perché di loro abbiamo bisogno in prospettiva».

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