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Stefano a New York intervistato da Il Resto del Carlino

Baldini a new york

«Correrò l'undicesima maratona Mi diverto e faccio beneficenza»

«Ml METTERO' IN MEZZO AL GRUPPONE CERCANDO DI RADUNARE UN PO' DI ITALIANI CHE VOGLIANO ARRIVARE INTORNO ALLE 3 ORE»

«Sulla canotta avrò la scritta ActionAid, onlus per l'adozione di bimbi a distanza»

Claudio Lavaggi

Stefano Baldini oggi lo possiamo riassumere in due soli "titoli" d'enorme spessore, uno da atleta e uno da dirigente: campione olimpico di maratona ad Atene 2004 ed attuale commissario tecnico della nazionale italiana giovanile di atletica leggera. Nel mezzo, però, una marea di altri impegni, incarichi e collaborazioni, sicuramente non ultima quella di accompagnatore per la Born2Run, che si definisce "tour operator specializzato in turismo sportivo di maratone e podismo in Italia e nel mondo, maratona di New York in particolare". E quindi da oggi... «Sì, partiamo proprio oggi, anche se quest'anno i numeri sono sicuramente minori che in passato. A parte la crisi, in tanti sono stati scottati dalla mancata edizione dell'anno scorso (dovuta al famoso uragano Sandy, n.d.r.). Quindi credo che il nostro gruppo sarà di circa 400 persone, mentre in totale gli italiani al via sono circa 1.800». Baldini compreso... «Beh, sì, ho il pettorale 1505 e correrò tutta la maratona. In realtà dobbiamo usare i termini giusti: diciamo che farò quello che dovevo fare l'anno scorso e cioè mettermi in mezzo al gruppone, cercando magari di radunare intorno a me un po' d'italiani che vogliano correre intorno alle 3 ore. Ma di qui a parlare di gara ce ne passa». Contiamo le tue partecipazioni? «Direi 10: cinque da atleta, una da ospite quando ricevetti il premio Abebe Bikila e quattro da accompagnatore. Questa dovrebbe essere l'undicesima volta, la prima nel 1996, l'ultima nel 2007 e un terzo posto nel '97 in 2h.09'31” come miglior piazzamento. Nel 2002 il mio miglior tempo in 2h.09'12”». Dunque l'idea è quella di divertirsi e basta. «Non solo, certo in corsa sarò tranquillo e rilassato, ma nel frattempo porto avanti un'attività benefica per la ActionAid, una onlus per l'adozione a distanza di bambini. Collaboro da tre anni e porterò questa scritta sulla canotta». Ma se Parigi e sempre Parigi, New York è sempre New York? «Assolutamente sì, a livello di fascino di maratona non ha uguali nel mondo. Io ci sono stato tante volte e ogni anno regala qualcosa di nuovo. E' questo il suo bello ed è per questo che si toma volentieri nel tempo. In più quest'anno l'organizzazione deve fare bella figura, perché le proteste per l'anno scorso sono state davvero tante. E' un ulteriore banco di prova per la maratona 2013». Quindi unisci il viaggio di piacere a quello di lavoro. Ma non solo, giusto? «Vero, perche lunedì mi sposterò a Eugene, nell'Oregon, dove dal 22 luglio dell'anno prossimo si svolgeranno i campionati mondiali juniores d'atletica. Sarà un'accurata «site visit», una visita ad impianto, alberghi e condizioni per la nostra nazionale che ha carte in regola per risultare protagonista». A questo punto siamo passati dal Baidini-maratoneta al Baldini-tecnico. Puoi già fare un bilancio di questo tuo primo anno? «La stagione non è ancora finita, perché ricordiamoci che a novembre ci sono le Gymnasiadi in Brasile, un evento internazionale di alto valore riservato a ragazzi sino a 17 anni. Gli azzurri saranno 37, purtroppo ho avuto un numero chiuso e sono stato costretto a scelte, ma abbiamo elementi di valore tra i quali anche il nostro Yassin Bouih che correrà gli 800». Gare, ma anche esperienze importanti? «Soprattutto questo: andremo 12 giorni lontanissimi da casa, quasi a creare la situazione di chi un domani farà sport a livello massimo. Diciamo una simulazione di olimpiade a soli 17 anni, un'esperienza unica, direi». Per il resto come giudichi la stagione dei tuoi azzurri e in particolare quella dei reggiani? «Quest'anno tra raduni e impegni della nazionale abbiamo visto 309 ragazzi che non mi sembrano davvero pochi. Ognuno ha la propria storia, il proprio tecnico, la propria struttura, sono tante realtà da tenere presenti. Abbiamo avuto molte manifestazioni giovanili e molti si sono messi in mostra. Riguardo ai reggiani, beh, a parte Bouih di cui ho detto, in evidenza Sara Corradin (poi infortunata nel finale di stagione, n.d.r.), l'astista Zobbi ed il mezzofondista Guerrieri, soprattutto ad inizio annata. Per noi l'importante è tenerli sempre motivati, perché sono l'atletica del domani». (IlRestoDelCarlino)

     

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