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Londra: le interviste sulla stampa

La stampa da buon risalto alla Maratona di Londra in un periodo in cui non si parla molto di atletica.

Sulla Gazzetta dello sport l’inviato Pierangelo Molinaro intervista Baldini nel dopo gara: “E’ stata una batosta, una vera batosta”. Tre parole sono sufficienti a Stefano Baldini per raccontare la sua delusione. Nella Maratona di Londra vinta allo sprint dal keniano Lel, il campione olimpico ed europeo si è ritirato al 28° km. Pareva in linea con la strategia che aveva preparato, ma di colpo la luce si è spenta, i crampi gli hanno bloccato i bicipiti femorali, segno di un serbatoio vuoto.

“E’ successo poco dopo la metà gara, racconta Baldini, ero nel gruppo che seguiva i primi e quando il brasiliano Dos Santos e lo statunitense Hall hanno accelerato per andare a riprenderli sono rimasto sul posto. Per le condizioni atmosferiche in cui si correva stavamo andando forte, ma non pensavo di trovarmi in crisi tanto presto”.

Stefano ha rallentato nella speranza che la crisi passasse, ma ha capito in fretta che non era giornata. “E’ proprio un brutto ritiro, il 4° della mia carriera. La prima volta a New York, ero alla seconda maratona e non avevo esperienza, a Sydney 2000 avevo una microfrattura all’anca, a Helsinki 2005 ho chiesto troppo a me stesso. Ora non so cosa succederà, c’è innanzitutto un problema di serbatoio che devo risolvere prima di pensare alla prossima maratona. Non so se ho sbagliato qualcosa in allenamento, a gennaio andavo forte, poi quella maledetta influenza, quindi il tentativo di recuperare, settimane con un menù di 250 km. Forse ho esagerato, ma ora è assurdo pensare ai Mondiali di Osaka. Potrei anche non correre altre gare per il resto dell’anno, forse ho chiesto troppo al mio fisico nel 2006”.

Anche Franco Fava era a Londra come inviato del Corriere dello Sport che oggi riporta:

La fatica di Stefano Baldini finisce dopo 28 chilometri. Quella di Haile Gebrselassie due chilometri dopo. Nessuna maratona è facile da correre fino in fondo. E Londra ne è la conferma. 14 gradi alla partenza diventano 20 all’arrivo. Il sole caldo ha portato un milione e mezzo di spettatori sul percorso ma anche prosciugato le energie a molti. “Non ci posso credere!” Stefano Baldini è ammutolito dalla delusione. Cercava la consacrazione e lo slancio per Pechino 2008. Lascia invece l’amata Londra piegato in due, carico di dubbi che oggi pesano come macigni. Solo il coraggio di guardare con onestà i fatti è intatto, anche di fronte a una batosta impossibile da archiviare. “E’ stata la peggiore giornata della mia carriera. Ma questo è lo sport: peccato solo per il grande lavoro fatto quest’inverno. I 250 km a settimana che avrebbero dovuto farmi volare su un percorso che conosco come le mie tasche. Questa poteva essere la mia gara. Speriamo non sia stata la mia rovina”. A metà gara si viaggia a 3’01” a km con un parziale di 1h03’29” e Stefano ancora agganciato al gruppone di testa. Poi, quando lo statunitense Hall strappa per allinearsi con i leader, il nostro inizia a perdere contatto. “Sono sceso a 3’05”, dal 25° al 26° addirittura a 3’10”, poi a 3’15”, le gambe si sono fatte di legno. Avevo finito la benzina e i crampi mi tormentavano. Ho un problema serio, il serbatoio non tiene più”. Era l’8° maratona di Londra, per Stefano, contava di centrare il 14° crono sotto le 2h10”, come a nessuno è mai riuscito. Magari anche di rubare 1, 2 secondi al record italiano di 2h07’22” dello scorso anno. E comunque togliersi un pensierino del minimo olimpico per Pechino 2008 di 2h15’. “Una formalità ma lo devi pur fare” aveva confessato alla vigilia. Invece porta a 4 ritiri su 23 maratone disputate e questo è il più difficile da digerire. Anche perché tra poco più di 4 mesi ci sono i Mondiali. “Adesso non voglio pensare a un’altra maratona: se decido di andare un posto per me c’è sempre”. E coach Gigliotti: “Vorrei evitare di fare un’analisi a caldo, sarebbe impietosa. Gli dirò di prendersi una vacanza”. Nessuno lo dice, ma a 35 anni tutto diventa maledettamente complicato quando all’orizzonte c’è la difesa del titolo olimpico. Se poi è nella maratona…

  • GENE

    Inserito alle 2007-04-23 17:41:04

    Ero là a Londra e ti ho visto passare sul Tower Bridge, poco prima della mezza, sembravi controllare a pochi secondi di distanza dai primi.
    Ti ho atteso invano prima dell'arrivo, ma quando ho visto passare i primi e tu non arrivavi ho capito subito che era successo qualcosa, a dire il vero ho sperato solo crampi!
    Forse hai veramente chiesto troppo a te stesso in questo periodo, tre maratone le scorso anno ed altri impegni ... Non bisogna dimenticarsi i grandi risultati che hai sempre ottenuto.
    Sono sicuro che rifiatando un pochino tornerai ad essere quel grande campione che sei e che hai sempre dimostrato di essere e la gara di ieri sarà solo un piccolo passo falso che chiunque ha fatto in carriera, anche i più grandi al mondo.
    Come dicono a Londra: "Take it easy" e "Think pink".

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  • mcmarc

    Inserito alle 2007-04-23 18:21:15

    Stefano, che dire, NON MOLLARE.
    C'è bisogno di recupero, questo si. Tornerai forte come prima, con o senza Osaka. Vai alla grande!!!!
    Marco modena

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  • Sabry

    Inserito alle 2007-04-23 22:15:20

    ...io non so che dire, cerco di immedesimarmi in te e questo mi fa soffrire.
    Certe volte abbiamo forse delle aspettative troppo severe nei nostri confronti e un insuccesso si trasforma in una "tragedia".
    "Non importa" se ieri è stata forse la giornata più brutta della tua cariera...sono certa che altre giornate straordinarie debbano ancora arrivare....forza Stefano!

    Ciao.

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  • alexius

    Inserito alle 2007-04-23 22:23:12

    Che dire,
    come tuo tifoso non posso dire nulla;
    nel senso che non sei un atleta che va a vincere e gareggia in maratone di secondo piano o maratone studiate a tavolino con pochi avversari...
    Tu sei SEMPRE lì con i migliori al mondo OGNI VOLTA ,
    sei TU contro TUTTI I PIU' FORTI (dopo di te), è andata male, vabbè,
    io sò che tu sei UN ATLETA DA MEDAGLIA! perciò a Osaka c'è una medaglia che ti aspetta...
    dopo EDMONTON 2001 PARIGI 2003 fai sorridere ancora il medagliere italiano che a parte te e Andrew Howe...è ahimè poca cosa.
    Massima stima alla faccia di quelli che criticano senza mai aver corso un metro!

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  • vegetable

    Inserito alle 2007-04-24 08:05:46

    :eek
    Ciao Stefano, dalla tua intervista sicuramente traspare tanta delusione e qualche serio dubbio sul perché è accaduto!!
    C'è sempre una giornata storta. So anch'io - perchè essendo anch'io un maratoneta amatoriale, cosa vuol dire fare tanta fatica per prepararuna gara così e poi ...va tutto all'aria senza spiegazioni particolari!!
    Non importa, forza e ...su le maniche: via per un'altra occasione!!!!
    Non ascoltare nessun commento di tutti quelli fatti da stampa, addetti ai lavori ecc., in quelli che ho letto (tutti), traspare comunque una critica che ha poco fondamento.
    Solo il tuo allenatore può permettersi di trarre somme!!
    Non mollare, non adesso perchè psicologicamente sei molto debole in questi momenti!
    Sono sicuro che tornerai a correre come solo il più grande uomo bianco della storia della corsa sa fare!!!
    Sicuramente ci farai ancora gioire per le tue prestazioni!
    A presto!

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  • Véro

    Inserito alle 2007-04-24 09:18:56

    Ma perchè non l'hai presa a dicembre, che già eri un po stanco dopo una stagione bellissima ? Scriverlo cinque mesi dopo è facile, ma...

    Ho qui l'intervista data da Gigliotti a VO2 durante il raduno di dicembre e pubblicata questo mese di febbraio. Prima replica, la pianificazione da New York 2006 a Londra 2007: "10 giorni di riposo, niente di più, perchè se no l'atleta rischia di prendere peso e 2 mesi saranno necessari per riportarlo al livello più elevato. Perchè dovrei accomodarmi di questo ?" Che errore, che egoismo !

    Mi spiace tantissimo perchè a febbraio i primi segni di fatica si facevano sentire, e adesso sei tu a soffrirne le conseguenze. Hai bisogno di calma. E primavera, gli uccelli cantono e le rane sono tornate a gracidare. Nella vita succedono tante cose e spero che potrai superare anche questa.

    :-)

    PS: se non vinci un secondo titolo olimpico, Atene rimanerà per sempre.

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  • paola

    Inserito alle 2007-04-26 11:01:06

    Come il mito della Fenice.....rinascerai.....UN augurio sincero. Paola

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  • stefano

    Inserito alle 2007-04-27 09:23:55

    Grande sostegno, grande stima, grazie davvero a tutti. Ricominciare e ritornare sarà molto più bello.

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