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Baldini e New York la stampa di oggi

Tantissimo spazio sulla stampa di oggi per la Maratona di New York e il sogno sfuggito di Stefano Baldini. Non si chiede nulla al Campione, sui quotidiani è riportato nei titoli il rammarico per il mancato arrivo vittorioso. New York è come un'Olimpiade, Stefano è grande campione. Gli italiani ormai lo vogliono sempre in vetta. La maratona è uno sport a sè. Tutto deve essere perfetto. E in "tutto" non c'è solo preprazione e strategia, ma tantissimi piccoli ma importanti dettagli.

 Il Corriere della Sera nell'articolo di Riccardo Romani titola a pag. 47 "Baldini, New York proibita". Parla dell'annuale miracolo della grande partenza dal Ponte di Verrazzano, e del fatto che "ogni previsione della vigilia il giorno della gara è chiacchiera di fumo sulle collinette di Central Park", elemento che Baldini aveva segnalato su questo sito prima di partire. Baldini spiega: "Ho corso con lo stesso passo: quando sarebbe servito, non ho potuto effettuare un cambio di velocità. Il risvolto curioso è che nel finale, correndo col mio ritmo, ho recuperato almeno cinque posizioni".

Il Corriere dello Sport racconta dalla penna di Riccardo Zanni a pag. 35. A tutta pagina un "Baldini, mela stregata" con un sottotiolo da "Finisce solo sesto nell'ultimo tentativo alla Big apple". Il racconto delle 4 milioni di persone sulle strade di New York ad incitare i maratoneti, la vittoria dell'incredulo Marilson Gomes Dos Santos. Giudicata deludente la prova di Stefano Baldini.

Zanni riporta il racconto di Stefano sul Queensboro Bridge. "Mi è mancato il cambio di ritmo, ho corso in modo uniforme e dopo lo strappo è stato difficile recuperare. Peccato, è stata la mia ultima occasione: nel 2007 dovrò concentrarmi sulla maratona Mondiale di Osaka".

La Gazzetta dello Sport titola invece: "Aspetti Baldini, arriva Gomes", a pag. 29 Massimo Lopes Pegna inizia facendo notare che il giallo non ha portato bene nè a Tergat nè a Baldini, vestiti con divise di colore oro, sfavillante o meno, ma a Gomes, brasiliano doc, quasi sconosciuto del mondo della corsa mondiale. Poi un articolo intervista al Campione Olimpico in un pezzo a lato dal titolo "Non sono riuscito a cambiare marcia". Stefano parla con la sua tranquilla sincerità. "Decisamente male rispetto alle aspettative che mi ero fatto. Ma con l'orgoglio sono riuscito a chiudere in modo, forse non da sufficienza, ma decoroso. Ho provato soddisfazione quando ho raggiunto e superato Ramaala: Gli africani quando crollano, crollano davvero. Ho capito di non poter più vincere sulla First Avenue e mi sono messo l'anima in pace. Gomes non è proprio un outsider, ha vinto due volte la 15 di San Paolo, deve essere bravo per forza. Siamo andati piano nella prima parte e ci siamo comunque stancati. Non so cosa sia successo. Addio a New York, ma nella maratona non si può mai sapere". Insomma Stefano Baldini chiude sapendo che ha un debito con sè stesso e con New York. Vincerla non sarebbe solo una ciliegina sulla torta della sua carriera. Ma un'altra sfida da vincere. Il ragazzo sappiamo che è molto giovane dentro.

Tuttosport a pag. 29 ha l'articolo con titolo a nove colonne di Guido Alessandrini: "Baldini, occasione perduta". Nel sottotitolo ancora "I grandi sono crollati ma purtroppo le mie gambe non hanno funzionato. Era giusto provare a conquistare il mio primo successo nella gara più affascinante. E' mancato il qualcosa in più che fa la differenza". Per Alessandrini, Stefano Baldini "non è ben sintonizzato con le maratone illustri, quelle che non assegnano medaglie ma regalano solo fama e dollari, o forse il fatto che fosse la terza maratona dell'anno", una nota sul grande spirito da guerriero del campione olimpico che è sempre stato costante in carriera e che "resta uomo da campionato, quindi un campione, verrebbe da dire e non il successore di Pizzolato. Poli e Leone". La stagione è stata lunga e le lodi e note positive non mancano, da tutte le voci di esperti "il suo 2006 resta ottimo, con il record italiano migliorato a Londra ed il titolo europeo rivinto a Goteborg in agosto". 

  • GARFIELD

    Inserito alle 2006-11-07 19:47:17

    :?
    Non sono ne mago ne allenatore. Solo un po di riflessione. Come hai potuto andare a New York per vincere e veramente solo per vincere ? Il test di Newcastle non era andato al meglio. Nel frattempo avrai fatto il massimo in allenamento. Purtroppo c\'era una parte di dubbio e penso che puoi essere felice di aver lottato come l\'hai fatto. Con la mia massima stima e auguri per il 2007.
    :-)

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