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Partita del Cuore: ecco Baldini…difensore

Grande spettacolo allo Stadio Bentegodi, che non era così colmo dai tempi dello Scudetto dell’Hellas Verona del 1984. Emozioni dall’inizio alla fine, calcio giocato divertente per gli artisti ed i campioni di tutti gli altri sport. Alla fine vince la Nazionale Italiana Cantanti per 6 a 2. Stefano Baldini con la maglia n. 4 gioca in difesa tutta la partita, con tanta voglia di andare in avanti, ma senza lasciare mai il suo ruolo.

Prima del match abbiamo sentito Lucio Gigliotti che  dice: “Che non si faccia male, poi so che ha un buon dribbling, l’ho visto giocare bene sulla fascia e se ha un compagno con cui triangolare può creare pericoli”.

L’entrata in campo degli atleti e dei cantanti tra musica e grandissimi incitamenti del pubblico. Gianni Morandi e Stefano Baldini guidano il gruppo commentando dal tunnel: “Speriamo solo di divertirci tanto”.

Per il campione olimpico un piccolo grande sogno si avvera. Gioca al fianco di Bruno Conti che seppur con la maglia n. 7 è il regista è l’anima della squadra dei campioni, con Lucchetta in porta, Enrico Mentana n. 2, Enrico Fabris con il 3, centravanti è Bernardi, Neri Marcorè regista, Yuri Chechi n.11.

Stefano a fine match ammette: “Bruno Conti è sempre stato un giocatore che mi è piaciuto, i suoi dribbling, le sue lunghe corse su tutta la fascia, averlo al fianco è stato un onore”.

All’inizio un po’ tutti i campioni compreso Stefano, che non giocava da 3 anni, sentono il disagio del campo di calcio, che è davvero grande.

La partita di Stefano, che corre sempre seppur a piccoli passi per abituarsi al ritmo ed al gioco, inizia già con la prima palla toccata al 7’, ruba palla a Paolo Belli a centrocampo. All’11’ segue un azione d’attacco dei cantanti ed è l’ultimo uomo a cercare di evitare che la palla calciata da Povia entri in rete. Non ce la fa. Poi il pareggio immediato dei Campioni e partita però sempre in mano ai cantanti, con Barbarossa da controllare, che salta al limite dell’area proprio il campione olimpico al 17’ ma Bruno Conti salva il suo portiere. Al 20’ Baldini prende la prima iniziativa, recupera da classico mediano palla a centrocampo, lancia i suoi e rientra in difesa con la sua facile corsa. Da segnalare al 23’ il dribbling in difesa subito da Ruggeri, che viene però recuperato. Poi al 27’ scalpita, vuole scendere sulla fascia, esita un attimo, vuole fare un tunnel a Morandi che però gli ruba palla! Risate tra i due maratoneti-amici. Intanto funziona bene il fuorigioco attuato sempre da Baldini-Fabris, olimpionico di pattinaggio. Al 33’ impresa di Stefano Baldini: Barbarossa ruba palla in area dribbla tanto anche il portiere, tira dall’esterno dell’area piccola, ma Baldini salva in corsa sulla linea. Gesto tecnico da sottolineare. La sua posizione in campo migliora, sotto la guida di Conti, recupera anche su Claudio Baglioni ed impedisce nella stessa azione a Barbarossa di chiudere bene. In chiusura di tempo trova il gesto che cercava da tempo. Recupera in difesa, salta due uomini, arriva a centrocampo, seppur circondato da avversari, alza la testa e lancia un compagno che però si va anticipare su un bel lancio sulla tre-quarti. Qualche ricordo di Platini…

Fine primo tempo: 1 a 1.

Secondo tempo altra storia. I Campioni subiscono, non difendono bene da quando Bruno Conti esce e Stefano rimane spesso solo come ultimo uomo. Si riorganizza con Mentana, che però viene espulso per fallo di mano sulla linea di porta. Non c’è più il lungo Lucchetta in porta, entra Walter Nudo. Con Fabris ed il supporto del centrocampo si cerca solo di difendere. Esce un paio di volte palla al piede sino a centrocampo per rientrare subito a difendere. Alla fine abbracci e festeggiamenti. Poi sorpresa, tutti a centrocampo in un girotondo di campioni e cantanti, entra Claudio Baglioni con chitarra per intonare “Strada Facendo” con tanti fuochi d’artificio a rendere unica la cornice di chiusura.

Baldini a fine match ricorda: “Stamattina ho anche lavorato duro, ho corso nel pomeriggio e ammetto che alla fine non ero più brillante. Giocare a calcio è diverso che correre. Ma è stato davvero divertente per me e per tutti, una bella esperienza”.

Non l’avevamo mai visto con pantaloncini e tacchetti. E’ successo anche questo. In una grande serata di festa.

     

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