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Stefano di nuovo in nazionale

Intervista a Luciano Gigliotti di atleticaweek

Lucio Gigliotti: ''Ho fiducia in queste ragazze. Uomini 'datati' ma dietro c'è la crisi''

 

Intervista in esclusiva di Atletica Week al tecnico federale responsabile del settore maratona Luciano Gigliotti

 

 

di Alberto Stretti

  

Basta pronunciare solo due nomi per capire chi è e come allena Lucio Gigliotti: Gelindo Bordin e Stefano Baldini. Sotto la sua guida due ori olimpici di maratona. Lunedì sono state diramate le convocazioni di maratona per i prossimi campionati europei e con il responsabile di settore Lucio Gigliotti vogliamo analizzare la situazione con una intervista in esclusiva.

 

Diamo precedenza alle donne: solamente tre le convocate Rosalba Console, Anna Incerti e Deborah Toniolo (mancano Genovese per matrimonio e Volpato per infortunio). Si aspetta un risultato di prestigio da alcune di loro? 

Si, penso che sia lecito aspettarci una buona prestazione da almeno due di loro, Console ed Incerti. Non dobbiamo però nasconderci le difficoltà cui andranno incontro le nostre due punte. Il valore delle avversarie in campo femminile è veramente, qualora tutte presenti le migliori, di altissimo livello. Al momento non ci è dato sapere con esattezza chi sarà presente a Barcellona e chi invece farà scelte diverse. Solo per fare alcuni nomi voglio ricordare la forza di una eventuale rappresentativa Russa qualora tutte le migliori dovessero essere della partita: la Shobukhova con 2h22’, la Abitava 2h22’19” più altre 4 tutte nelle prime 10 in graduatoria stagionale.E, tanto per gradire, 2 keniane trapiantate una in Olanda la Kibet e un’altra in Svezia, la Andersson. E ancora la britannica Yamauchi, la tedesca Mockenhaupt, l’ungherese Kalovics e la francese Daunay. Tutto questo solo per sottolineare qualora ve ne fosse ancora la necessità, di quanto sarà complicato e difficile il compito che attende alle nostre. Possiamo sperare in un buon risultato di squadra solo se tutte e tre le nostre atlete saranno all’altezza del compito che le attende. Toniolo,seconda a nessuno per tenacia e caparbietà, ha sempre dato ampie garanzie e sa essere donna squadra (vedi Goteborg 2006).Come responsabile della spedizione non posso che essere ottimista, sempre in passato abbiamo dimostrato di saper preparare ed affrontare questi eventi istituzionali. Certo l’assenza della Genovese, da tempo annunciata e giustificata, nonché quella della Volpato non sono un buon viatico per la nostra rappresentativa.

Visti i due posti vacanti,poteva essere una idea dare una possibilità a Mancini e Iozzia di onorare la maglia azzurra vista anche la assenza di atlete giovani?

Iozzia per motivi di lavoro che non le hanno permesso di adeguatamente allenarsi in questi ultimi tempi e Mancini sono troppo lontane da prestazioni utili a giustificare una loro convocazione per Barcellona.

Londra2012 sarà l'apice del ciclo per queste ragazze?

Londra 2012 sarà senz’altro l’apice del ciclo per Console ed Incerti, sono attualmente in buona crescita e in grado di realizzare buone prestazioni in maratona a patto che la salute le sorregga e che possano dare continuità al lavoro.

La gara femminile a Barcellona: quali le protagoniste e quale tattica di gara si userà?  

Su quali potrebbero essere le protagoniste mi sono già espresso…in Europa al femminile troviamo il meglio dell’intero movimento maratona anche se non ci saranno Radcliff e Mikitenko. Tatticamente, visto l’orario di partenza ( le 10 del mattino) e il caldo che in quei giorni troveremo a Barcellona, prevedo una gara assai prudente nella prima parte con un bel gruppone di protagoniste almeno fino al 20°/ 25° km per poi vivere una bagarre finale con grosse sorprese in negativo nel finale. Prudenza e distribuzione dello sforzo nonché una grande capacità di sopportare condizioni sfavorevoli la faranno da padrona.

Le convocazioni per il settore maschile hanno suscitato qualche polemica per l'esclusione di Danilo Goffi:quale metro di giudizio l'ha portata a queste scelte?  

Mi dispiace dover partire dalla esclusione di Danilo Goffi poiché per me che sono il selezionatore questo compito costa sempre tanto. Dover comunicare ad un atleta la sua esclusione è sempre compito ingrato, nel caso di Danilo doppiamente ingrato poiché a questo atleta mi sento particolarmente legato per averlo personalmente seguito per diverse stagioni. Danilo è un caro ragazzo che oltretutto ha sempre saputo in passato onorare la maglia azzurra come pochi altri hanno saputo fare. Purtroppo le cose non sono andate per il verso giusto…Danilo dopo Firenze si è un po’ troppo rilassato, questo anche a detta sua, quando poi ha ripreso lo ha fatto male e forse troppo in fretta. Si è infortunato ed è stato fermo per un periodo troppo lungo…il resto è sotto gli occhi di tutti.

Oggi è veramente poco efficiente e troppo lontano da una condizione che possa far sperare in un suo recupero a breve. Bourifa da parte sua non mi ha assolutamente aiutato in questa scelta e ha optato per fare del campionato Italiano di mezza maratona una seduta di tranquillo allenamento e, nonostante questo, chiudendo a pochi secondi da Danilo. Vi devo confessare che da parte mia c’era l’intenzione di lasciare a casa anche Migidio, questa infatti era la mia proposta, ma il C.T. Francesco Uguagliati in persona ha voluto decidere diversamente sostenendo che non si poteva lasciare a casa l’atleta che al momento nelle graduatorie stagionali era il numero uno.

Il gruppo azzurro appare un po "datato", ha preferito fidarsi di atleti altamente competitivi per una competizione cosi importante?  

So benissimo che la nostra rappresentativa è “datata” come so anche altrettanto bene che stiamo andando a chiudere con un gruppo di persone che tanto hanno dato al movimento ma non avevo alternative. I giovani che si stanno dedicando alla distanza sono pochi e ancora molto lontani da quei valori che li possano collocare al vertice del movimento. Unica eccezione al momento è rappresentata da Gualdi che alla sua seconda maratona si è degnamente comportato migliorandosi in maniera abbastanza lusinghiera. Ho parlato con i responsabili delle Fiamme Gialle e so che parteciperà ai mondiali militari sulla distanza. Aspettiamolo e diamogli la possibilità di crescere senza fretta.

Le due punte, Baldini e Pertile, sono reduci da un inverno tribolato: sono superati i loro problemi e li vedremo in prima linea completamente recuperati a Barcellona?

Il discorso riguardo a Baldini e Pertile mi lascia abbastanza tranquillo. Tutti e due hanno avuto problemi durante l’inverno ma al momento direi che tutto va procedendo per il meglio. Stefano è sempre stato molto determinato nel voler recitare da protagonista questo suo ultimo impegno e devo dire che da parte mia ho sempre cercato di aiutarlo in questa sua scelta cercando insieme a lui di dare un obiettivo a questa sua recita finale.Purtroppo non tutto è filato per il meglio e una lunga sosta gli ha portato via il mese di marzo per intero. Oggi, per fortuna, tutto sembra superato e il Campionato Italiano di mezza, dopo poco più di un mese e mezzo lo sta a testimoniare. I problemi di Pertile, anche se di diversa origine (si è operato ad un piede a fine 2009) sembrano anche essere alle spalle. Bene ha corso sulla mezza al rientro da un raduno di allenamenti in quota ad Ifrane. Tutti e due avranno solo bisogno di lavorare serenamente e senza problemi da oggi al 1° di agosto e poi saranno senz’altro in grado di far bene agli europei.

Dagli altri ragazzi del sestetto, cosa possiamo attenderci e quali le aspettative dei singoli?

Gli altri saranno chiamati a completare una squadra che a parer mio avrà buone possibilità di salire sul podio della Coppa Europa a squadre sempre cercando di tener d’occhio la classifica individuale. In particolare vorrei rivedere il Caimmi dei Campionati del Mondo di Parigi e un Denis Curzi finalmente in grado di dimostrare il suo valore…ma da tutti mi aspetto il massimo del momento.

Doloroso punto della maratona azzurra è il futuro. Due i nomi possibili. Meucci e Lalli. Come valuta la prova romana in primavera di Meucci? Andrea Lalli è più adatto a pista o cross?

Discorso a parte merita Daniele Meucci. In occasione dei Campionati del Mondo di mezza a Birmingham parlando con il suo tecnico Luigi Principato avevo manifestato i miei dubbi sul farlo esordire in maratona prima dei Campionati Europei dove invece avrei puntato ai 10.000 metri. Mi venne risposto che comunque l’atleta non avrebbe finalizzato più di tanto l’impegno di maratona ed anche questo a parer mio avrebbe costituito un motivo in più per rimandare il tutto ad una maratona autunnale. L’esordio non è andato tanto male anche se qualcuno si aspettava molto di più dal ragazzo. Quello che si è visto comunque è stato un atleta che poco aveva digerito il lavoro specifico per la maratona e soprattutto che non aveva assolutamente modificato la sua meccanica di corsa rendendola più utile a mantenere bassi i costi della medesima (troppo ampia e con troppo utilizzo della forza).

Senz’altro, insieme a Lalli quando anche questo vorrà dedicarsi alla specialità, rappresenta il futuro sulla distanza ma attenti a non farli troppo più forti di quanto siano in realtà…

Aspettiamoli…vediamo dove saranno in grado di arrivare. Essere i più forti in Italia può anche significare poco, il movimento è in crisi e il mezzofondo prolungato è in crisi profonda. La strada un tempo ritenuta colpevole dell’impoverimento dei risultati in pista è altrettanto in crisi, probabilmente la fatica, il sudore, l’impegno, non sono più tanto alettanti per le nuove generazioni. Ma qui il discorso andrebbe approfondito e si farebbe lungo.

Quale è il programma di avvicinamento del gruppo "europei" nelle prossime settimane?

Il cammino da qui agli europei ci vedrà tutti impegnati per un lungo periodo di lavoro in quota. Scenderemo dalla quota con buon anticipo per vedere, nei limiti del possibile, di creare gli adattamenti utili a superare nel migliore dei modi le difficili condizioni ambientali nelle quali ci troveremmo a correre nella trasferta in terra di Spagna.

Come per le donne:una sua possibile interpretazione tattica della gara maschile spagnola e un paio di possibili favoriti?

Per i maschi prevedo la medesima gara che per le donne, anche se lo spagnolo Martinez è elemento tutto sommato imprevedibile…senz’altro a pare mio il fattore “campo” lo potrebbe portare a strafare. Rimane uno dei favoriti insieme all’austriaco Weidlinger, al moldavo Musinschi, all’ucraino Baranovsky (questi se ci saranno) a qualche russo o portoghese.

Cosa pensa di questi "africani volanti" a tempi incredibili? Grazie anche a tecnici occidentali, pare proprio che le gazzelle degli altipiani abbiano imparato a correre la maratona?

Finalmente posso dire di aver toccato con mano il fenomeno Kenia…una realtà completamente diversa da quella occidentale. Erano pochi poi negli anni sono diventati tanti troppi. Siamo stati molto bravi nell’esportare tecnici e soprattutto manager…si sono moltiplicati i loro “training camps”, hanno capito in molti quello che un tempo era di pochi, la possibilità di cambiare la loro vita e di uscire da condizioni di povertà estreme. Il tutto poi condito da un regime di vita che li porta a muoversi soprattutto negli anni della loro pubertà attraverso attività in natura fatte di tanto tanto movimento…grande palestra naturale nella quale crescono e si formano. Non hanno la percezione della fatica che hanno i nostri giovani molto abili invece nei giochi statici, video game su tutti.

In quanto all’aver imparato a correre la maratona vorrei solo ricordarvi come già nel 2004, quando Baldini ha vinto l’oro olimpico ad Atene, il record del mondo era a 2h4’55” realizzato da un certo Paul Tergat anche lui presente in quella gara insieme ad altri forti africani. A dimostrazione che già allora erano ai vertici del movimento.

 

CHI E' LUCIO GIGLIOTTI

Luciano Gigliotti il Professore Olimpico.

La storia del professor Luciano Gigliotti, nato ad Aurisina, (Trieste) il 9 luglio 1934, comincia nella città Geminiana sul finire del secondo conflitto mondiale quando orfano di guerra fu costretto a riparare a Modena con il resto della sua famiglia, suo padre ufficiale dell'esercito italiano fu una delle vittime delle foibe nell'Istria controllata dai partigiani Jugoslavi di Tito. All'età di 11 anni frequentando le scuole del Sacro Cuore, ha la fortuna di conoscere il professor Ponzoni, uno degli storici tecnici della Fratellanza Modena, che lo contagiò con la sua passione per l'atletica e per il rugby. Orfano di padre, Luciano Gigliotti trova in Ponzoni un secondo padre, una guida che gli traccerà una strada fatta di passione per lo sport che negli anni a seguire peserà per lo sport italiano ed in particolare per l'atletica, in maniera considerevole.

Diplomatosi all'Isef nel 1955, insieme a Ponzoni nel 1960 decide di trascorrere un mese a Roma per assistere alla sua prima Olimpiade, innamorandosi definitivamente di questo sport per poi farne un motivo di vita.

Discreto atleta oltre che per la Fratellanza gareggia anche per l'A.S. Roma su distanze che vanno dai 400 metri agli 800 metri.

Tra i risultati più importanti di Gigliotti atleta, vi è un secondo posto ai campionati italiani assoluti nella 4x400 con l'A.S. Roma, due secondi posti ai campionati universitari, ed un titolo di campione italiano nella vecchia seconda serie, a cui vanno aggiunte altre piccole cose in ambito regionale. Gigliotti incomincia la sua carriera da allenatore nel settore giovanile della Fratellanza nel 1962, per poi passare con alcuni dei suoi atleti, Giuseppe Cindolo e Renzo Finelli alla Panini.

Negli anni sessanta fino sul finire degli anni settanta allena gli atleti del gruppo sportivo dei carabinieri Bologna; qui oltre a maturare una grande esperienza porta diversi atleti nei ranghi della nazionale italiana: nomi come Brutti, Solone, Mangano, Fontanella, Diamante, Grippo, Marchei, Angeletti, Tentorini, Lauro, e tanti altri.

Grazie al suo lavoro, la federazione lo gratifica sempre più facendolo salire nelle file del settore tecnico.

A distanza di tanti anni sono centinaia gli atleti maturati sotto la sua guida tecnica, i più importanti vanno da Vittorio Fontanella, Renzo Finelli, Giuseppe Cindolo, fino ad arrivare ai più famosi come, Gelindo Bordin, Alessandro Lambruschini, Maria Guida e Stefano Baldini, ricordarli tutti qui sarebbe troppo riduttivo, ma questi ultimi hanno portato all'Italia medaglie pesanti che hanno giustificato la permanenza del professore olimpico ai vertici del settore tecnico della federazione d'atletica italiana dagli anni ottanta fin oltre il duemila.

Il suo primo atleta olimpico fu Renzo Finelli che partecipò ai giochi di Città del Messico nel 1968, rimanendo fuori della finale dei 1500 metri per un errore tattico, poi ebbe Antonio Brutti a Monaco nel 1972 nella maratona, a seguire a Montreal nel 1976 Carlo Grippa negli 800 metri, che riuscì a disputare la finale. A Mosca nel 1980 partecipò con Vittorio Fontanella finalista nei 1500 metri, quinto classificato.

Ma è nel 1988 alle Olimpiadi di Seul che avviene la consacrazione del grande tecnico: qui Gelindo Bordin vinse una splendida maratona riscattando nel contempo la dignità dell'Italia su questa distanza dopo l'episodio dello sfortunato Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra, squalificato per essere stato sostenuto poco prima del traguardo.

Bordin all'arrivo della maratona s'inginocchiò baciando la pista dichiarando che solo il duro lavoro è quello che paga, quasi a incoronare il suo tecnico che venne sempre più visto come il Re della fatica.

A lui seguì Alessandro Lambruschini, bronzo nelle siepi ad Atlanta 1996, l'atleta toscano definito il keniano degli altopiani di Fucecchio, per essere stato fino ad ora l'unico atleta bianco al mondo a riuscire a contrastare il dominio sulla distanza dei 3000 siepi degli atleti africani. L'ultimo atleta in ordine temporale è l'ormai mitico Stefano Baldini che vinse ai giochi d'Atene 2004 la gara più dura delle Olimpiadi, la maratona. A rendere ancor di più suggestiva questa sua vittoria fu il vincere nella patria dei giochi olimpici sul leggendario percorso della maratona, contro atleti che sulla carta dovevano essere più forti di lui.

Queste alcune delle figure di valore cresciute grazie al genio di Luciano Gigliotti, che negli anni ha costruito una prestigiosa carriera tanto da essere considerato tra i migliori tecnici al mondo, sicuramente uno specialista nelle maratone anche se lui non ne ha mai corsa una.

Il suo regno indiscusso è divenuto quello della fatica, una forza che per Gigliotti diventa con il tempo un'energia costruita sulla dignità del lavoro costante. L'atleta (sostenne il professor Gigliotti in un'intervista tempo fa) in fondo è un privilegiato, la vera fatica sono la routine e i problemi della vita di tutti i giorni, come di chi lavora in fabbrica, mentre un'atleta che corre più di 300 chilometri a settimana in fondo si diverte è appagato. I successi dei suoi atleti, hanno trasformato Modena in un piccolo regno delle grandi distanze, a cui il mondo intero spesso ha dovuto rendere conto volgendosi verso di lui, il professore Olimpico.


Tratto da: Ritratti di personaggi Modenesi Sport Edizioni D'arte L'atelier

  • Veronica

    Inserito alle 2010-06-11 19:33:50

    Mi fa stranamente pensare al primo professore per chi ho lavorato. Era nato anche lui nel luglio 1934, si chiamava Reinhart, che vuol dire puro-duro, e aveva l\'abitudine di portare i suoi allievi al successo. Purtroppo era ognitanto anche pesante, perchè faceva realizzare agli altri i suoi obiettivi. Dai, rimangono esattamente 50 giorni.
    PS: sarò nei Grigioni dal 24 luglio.

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