stefanobaldini.net

Gigliotti parla di Baldini 8 giorni dopo Londra

Stefano Baldini sta ricaricando le batterie, dopo l’ennesima dimostrazione di talento nella sua enorme e lunga carriera, trascorre un 1° Maggio a riposo. Solo 8 giorni fa ha corso la Maratona segnando il suo nuovo personale e naturalmente anche il record italiano, ritoccato di 7 secondi.

Gara corsa con grande sagacia tattica la sua, conscio di quali erano le sue forze e le sue possibilità dato il campo di gara e conosciuti i suoi avversari. Sembra una formula matematica perfetta la sapienza tattica di Stefano Baldini, non possiamo definirlo certamente un aritmetico o matematico, ma se approfondirà la materia sarà certamente un buon giocatore di scacchi. L’unica differenza che rende la maratona unica come disciplina sportiva è che oltre alla testa ci vuole anche il corpo, le gambe. La stampa, dopo Londra, ha riportato questo nei titoli con grande evidenza.

 

Per sapere cosa sta facendo Stefano Baldini e cosa farà abbiamo sentito il suo mister, Lucio Gigliotti, capace di essere non solo costruttore di atleti e uomini, e di saper portare il campione olimpico al suo personale nonostante un periodo difficile.
Proprio dal primato si può partire.
”Ci può anche stare il record italiano in una gara ben gestita da Stefano come quella di Londra. Sul versante della potenza e del motore c’eravamo quasi, sul versante delle resistenza c’eravamo. Arrivato a Londra ho detto a Stefano che c’era da fare un certo tipo di gara, ma anche che se ci fosse stata la condizione del Baldini dell’agosto 2004 non ci sarebbe stato nessun Limo o nessun Lel, atleti di livello e coi controfiocchi, che avrebbero saputo tenere”.
 

Il percorso di Atene non era quello di Atene in effetti, ma la gara era quella uomo contro uomo che Baldini predilige.
”Certamente Stefano correndo insieme ai primi avrebbe avuto bisogno di rifiatare come hanno fatto tutti loro, ma l’arrivo sarebbe stato diverso. Non ho dubbi nel dire che a Londra Stefano era indietro di condizione di 1’30” rispetto ad Atene, è quello che vale davvero. Questo ragazzo dimostra di saper raggiungere grande forma, ha grande regolarità, sa gestire momenti difficili, compreso l’ultimo dello stop di dicembre e gennaio, ed eravamo felici già di sapere di poter essere a Londra”.
 

La felicità era certamente dovuto al fatto che c’era la cognizione di sapere che con una giusta gara si potevano raggiungere non solo i primi, ma anche un primato. Dichiarazioni fatte come solito dallo stesso Baldini prima della gara. Si pensa al futuro, cosa ci sarà ora?
”Ci sarà da lavorare. Lascio Stefano un po’ rifiatare, ma tra due giorni ci vediamo e facciamo il punto. Non voglio che scenda di condizione, dovrà subito riprendere sia come lavori, sia con qualche piccola gara, anche un paio subito, poi dal 29 maggio al 17 giugno saremo a Livigno, per scendere poi 2 settimane a casa, poi come ogni anno si torna a St. Moritz. In vista dell’impegno europeo da onorare al massimo. E’ opportuno non mollare. Quindi semplice routine quella di correre e lavorare con umiltà e modestia. E’ bene che ognuno sappia quale è la sua forza e i suoi obiettivi, e sapere quanto valgono a cominciare dal Campione Olimpico”.

Stefano Baldini dimostra di essere motivato, cosa che lo stesso ha voluto dire ad alta voce dopo Londra. Lui per primo vuole trovare voglia di correre come quando era ragazzo.
”Abbiamo visto in passato atleti che in maratona si sono espressi al meglio anche da 37enni. Io dico che a prescindere dagli infortuni patiti è sempre importante la struttura, il motore più la testa… semplice…”.

Non è un’altra forma matematica, ne filosofia. È volontà di guardare sempre avanti. Come due ragazzini, questa è la vera prova del nove…

    Aggiungi un commento...

     

    Archivio Notizie