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Su Repubblica l'omaggio all'amico Denis Curzi

 

 

Da Baldini a Goffi e Ruggiero, tutti in gara per l'addio di Curzi all'agonismo

 

Domenica a San Benedetto del Tronto l'ultimo atto della carriera del runner marchigiano, ex cam-pione italiano di maratona. Baldini: "Il nostro segreto? Correndo sapevamo divertirci"

 

Sono arrivati a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, da ogni angolo d'Italia per salutarlo e cele-brarlo, Come ai vecchi tempi, quando in palio c'erano olimpiadi, mondiali e campionati europei. Solo che stavolta, Stefano Baldini, Maurizio Leone, Danilo Goffi, Giovanni Ruggiero, Debora Toniolo, Migi-dio Bourifa, Ottavio Andriani e Gianni Bruzzi parteciperanno alla gara "Corri per Martina" di domeni-ca, organizzata dai Lions e dall'Ads Running Team "d' lu Mont",  per immortalare con un'istantanea di gruppo l'addio all'attività agonistica di Denis Curzi.  Per la circostanza, anche la sua terra gli  tri-buterà  un applauso lungo quasi 9 chilometri sul  percorso più bello della città: la riviera che, oltre a rappresentare il salotto della Tirreno-Adriatico, si trasformerà nel riconoscimento unanime all'atleta nell'ultimo atto della sua carriera. Una vittoria ai campionati italiani di maratona, un terzo posto agli europei a squadre di Barcellona, poi successi internazionali sparsi sempre nei 42,195 km. Più altre vittorie nelle mezze martone e nei 10.000 metri.  Insomma, un discreto palmares in una fase storica nella quale la maratona italiana dominava il mondo.

Non è stato facile per Denis farsi avanti nell'atletica: già a 18 anni era costretto a fare i conti col de-stino che gli aveva imposto di abbandonare qualsiasi sogno sportivo e trovare un'occupazione che gli garantisse un po' di sicurezza. Con un padre che ti muore prematuramente, d'altronde, devi pensare subito a crescere, non c'è  spazio per la gloria. Denis finito il turno in azienda, scalpitava. Correva la domenica come gli altri e più di tutti vinceva e migliorava i tempi. Prima però il lavoro, poi le compe-tizioni con Goffi, Baldini, Ruggiero e gli altri campioni. I successi arrivavano ma il lavoro restava sempre al primo posto.  Romano Tordelli, anche lui marchigiano della terra di Leopardi e tecnico del-la nazionale, convocò Denis Curzi nel 2000. Poco prima qualcuno aveva pensato di inserire il runner marchigiano nel gruppo sportivo dei Carabinieri. Denis aveva finalmente cambiato vita: la sua pas-sione era diventata un lavoro. E che lavoro!. "Nei lunghi ritiri - ricorda Giovanni Ruggiero - coordina-vo le attività casalinghe: lui, invece, come lo chiamavo io era lo scoordinatore. Sa il segreto di tanto successo? Eravamo un gruppo d'acciaio e soprattutto eravamo consci di essere dei privilegiati per-ché la nostra passione veniva pure retribuita". "La differenza? - racconta Stefano Baldini - Era la no-stra serenità. Avevamo voglia di divertirci". E se sentite il festeggiato, Denis Curzi,  non distorce il suono dell'orchestra: "Il messaggio che lancio ai giovani? Divertitevi, prendete lo sport come diver-timento". "Eravamo capaci - ricorda ancora Ruggiero - di ridere fino a pochi secondi prima che ini-ziasse il mondiale,  sistemandoci sulla linea di partenza.... Poi si diventava seri". "Facevamo tanti sacrifici ridendo - dice Danilo Goffi - oggi non c'è più voglia di sottoporsi a tanta fatica". "Denis? - conclude Baldini - Si merita tutto il bene possibile. Un grande atleta che si è tolto le sue belle soddi-sfazioni.  Come persona rappresenta l'indole dei marchigiani che grazie ad una semplicità innata sdrammatizzano tutto". Non è un caso se certi campioni hanno continuato nell'ambito sportivo e nel-la vita di tutti i giorni ad essere protagonisti. E proprio domenica, tornando nuovamente insieme, dimostreranno che i loro valori sono la password universale della vita. (repubblica.it)

 

 

     

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