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L'intervista del dopo-gara con Franco Fava

LONDRA, 13 aprile - Dopo il 12° posto oggi a Londra in 2h13:06, uno dei tempi più lenti della carriera, Stefano Baldini non rinuncia al sogno olimpico, ma è severe e onesto con se stesso: «Domani prenderò comunque il volo per Pechino, dove andrò a visionare il percorso e l’Università dello Sport dove ci sarà il quartier generale azzurro. Ma il 24 agosto spero di non essere il Baldini che avete visto oggi».

TEMPO BASSO - Il campione olimpico di Atene confessa che sperava in un crono migliore: «Oggi mi sento a pezzi, ma non ho alcuna intenzione di abdicare. Ci sono ancora quattro mesi e anche se l’anagrafe non è dalla mia, c’è tutto il tempo per recuperare quella forma che oggi proprio non c’era».

AI GIOCHI CON CONVINZIONE - Nessun cedimento sulla sua partecipazione ai Giochi: «Io e il mio allenatore (Luciano Gigliotti), sentiamo il dovere di esserci. La gara di oggi ha segnato un grande balzo in avanti del livello. Si è affermata una nuova generazione di giovani. A Pechino sarà tutta un’altra cosa anche per loro. Ma francamente il divario che c’è oggi con loro sarà difficile da colmare. Però, non avessi vinto l’oro ad Atene, probabilmente la mia carriera sarebbe già finita a 37 anni».

NIENTE È COMPROMESSO - Per Gigliotti, nulla è definitivamente compromesso: «Stefano è un ragazzo serio e ancora molto motivato. Ha tanti stimoli e saprà riprendersi. Di sicuro a Pechino sarà al 100% della forma, anche se non sarà quella di quattro anni fa. Quello che c’è da fare adesso è rimettere i cocci insieme e guardare avanti. E lui sa come fare».


Franco Fava

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