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Atene 2004+10, bella serata

Dio di maratona Baldini in festa per il decennale d`oro di Atene

Celebrazione di corsa per il reggiano insieme a duemila appassionati: «Come potrei scordare...»

DAL NOSTRO INVIATO PIERANGELO MOLINARO (La Gazzetta dello Sport)

 

RUBIERA (Reggio Emilia) La differenza la fa la gente, quasi duemila persone ieri sera di corsa al suo fianco, una splendida solitudine dieci anni fa allo stadio Panathinaiko. Atene, 29 agosto 2004, ore 20.10: Stefano Baldini regala allo sport italiano una delle pagine più belle e importanti della sua storia, la vittoria nella maratona olimpica. Nelle ombre della sera, accolto nello storico stadio che ospitò la prima Olimpiade Moderna da migliaia di spettatori emozionati che applaudivano il trionfo di un ragazzo di campagna che aveva costruito il suo successo m anni di fatica e migliaia di chilometri, che aveva creduto in uno sogno e lo aveva realizzato m un momento fra i più difficili della sua vita personale. Una vittoria che nessun altro potrà mai più ripetere, su quel percorso, all'ombra di tanta storia, almeno in questo secolo. Rubiera, 29 agosto 2014, ore 19.10 (20.10 ad Atene) : Stefano Baldini, taglia ancora il traguardo, dopo 10 km di corsa con tifosi e amici, in piazza XXIV Maggio, dieci anni esatti dopo l'impresa olim pica. Non c'è un'altra medaglia d'oro ad aspettarlo, ma l'affetto di migliaia di persone, gente che pianse davanti alla tv, altri nei viali di Atene. Una festa voluta soprattutto dalla sua società, la Calcestruzzi Corradini che a Rubiera è stata la chioccia e la casa di Stefano Baldini. La festa Una festa per raccogliere fondi per l'Ascmad, l'Associazione per lo studio e la cura delle malattie dell'apparato digerente e per rivivere l'emozione dell'impresa. E non è difficile riaccendere il fuoco, basta vedere Stefano correre, tirato come allora, insieme ai compagni di tanti allenamenti come Ruggiero e Andriani, seguire sul maxischermo il racconto di quella fantastica cavalcata ateniese. Ci sono le lacrime del suo primo allenatore. Marco Benati (il regista della rievocazione), la commozione più pudica del maestro che l'ha condotto a tanti trionfi, Luciano Gigliotti. E poi tanta gente che ama l'atletica, venuta da ogni parte d'Italia. Perché quel 29 agosto 2004 si erano commossi in tanti, consci di aver vissuto un'impresa memorabile. I segnali Anche per Baldini non è una giornata come le altre e il ricordo di quell'impresa è ancora vivo. «E come potrei scordarlo... E' stato il giorno più importante della mia carriera - afferma Stefano -, che ho costruito e voluto con tutte le mie forze, ma non senza paure». Ma quel giorno ad Atene c'era al via un Baldini imbattibile. «La svolta è stata quattro mesi prima, m aprile a Londra. Ero arrivato quarto, avevo 33 anni. All'Olimpiade mi interessava solo vincere, nient'altro. Ma per farlo dovevo forzare la preparazione, rischiare di infortunarmi, Cosa ricordo di quel giorno? Innanzitutto di essermi svegliato dopo le otto, sereno. La gara era alla sera, non come quelle al mattino che ti obbligano a levatacce all'alba o anche prima. Mi sentivo sicuro, pensavo a certi fatti che avevo preso come segnali. Come sei giorni prima della partenza per Atene: mi allenavo a Modena, un doberman uscì da una villa per aggredirmi. Un morso ed il sogno sarebbe finito, invece, non so come, lo preso a calci e lui scappò». Il protagonista «Ma soprattutto quel giorno stavo bene, ero sereno - prosegue Stefano -, sapevo che mi avrebbero attaccato e che avrei risposto. Lo fecero prima Ramaala e poi Gharib. Partii al 37° km, mi ritrovai a inseguire solo Vendelei Lima, gli recuperavo 15 secondi a chilometro. Quando mi trovai solo in testa mi vennero i brividi. Pensavo a quella gente che mi aspettava allo stadio e sentivo di volare. Quell'ingresso al Panathinaiko l'avrò sempre nel cuore». E sotto il palco in piazza c'è chi si commuove ancora. Anche la moglie

Virna, la figlia maggiore Alessia, che si rende sempre più conto di quanto sia stato grande papa. Grazie Stefano, che regalo ci hai fatto. Certe emozioni non muoiono.

DICONO DI LUI

Luciano Gigliotti (allenatore) «Ho avuto la fortuna di poter toccare due ori olimpici, con Gelindo Bordin e con Baldini, ma lo confesso: Stefano è stata la mia opera d'arte»

Daniele Meucci (oro europeo) «Stefano, con il suo passato, mi ha dato la spinta per centrare, come aveva fatto lui, il titolo europeo di maratona»

Linus (conduttore) «Stefano Baldini, da "tapasclone" mi metteva molto in soggezione all'inizio. Poi ho capito che è un uomo vero, da cui imparare tanto»

     

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