stefanobaldini.net

Baldini alla Cinque Mulini, il cross più bello del mondo

da www.fidal.it di Gabriele Gentili 

Sarà la star della Cinque Mulini, che vinca o non vinca. Stefano Baldini affronta domenica un test importante per la costruzione della sua stagione. E lo affronta con la curiosità quasi di un novizio: “Sono due anni che non affronto un cross e non so davvero come mi troverò. La condizione è indubbiamente buona, sono allenato, ma la gara rappresenta sempre un’incognita. Per me è importante che il tempo rimanga esattamente così com’è e il percorso rimanga asciutto perché sono le condizioni di corsa campestre dove vado meglio”.

Baldini doveva essere presente nel cross già ai Societari di Modena, ma un’influenza lo ha fermato proprio alla vigilia della manifestazione emiliana: “Certamente quella prova sarebbe servita, avrebbe rotto il ghiaccio, oltretutto mi sarei trovato nelle stesse condizioni di adesso quindi avrei già saputo a che livello sono. Io comunque parto tranquillo e credo che farò la mia figura”.

- Il fatto che da vent’anni nessun italiano vince a San Vittorie Olona e che tutti guardino lei come leader della nostra pattuglia, anche davanti agli specialisti del Grand Prix come De Nard o Pertile, rappresenta un peso?

- No, è normale ma so che la Cinque Mulini è una gara per specialisti. Se dai tempi di Cova nessun italiano vince è perché alla gara di San Vittore Olona hanno sempre partecipato i più forti crossisti al mondo, è una vetrina importantissima. A me serve proprio perché sarà una gara tirata.

- Teme di più l’ucraino Lebid o i corridori africani?

- Lebid l’ho visto spesso quest’inverno e so che sta bene, ha vinto anche domenica in Portogallo, ha ritrovato smalto. Inoltre conosce molto bene il tracciato di gara, credo che sarà lui il faro della corsa. I keniani sono sempre meteore piene d’incertezze, certamente saranno davanti ma il loro reale valore si conoscerà solamente in gara.

- Questa gara chiude un primo ciclo di preparazione verso la Maratona di Londra. Comincia a pensare alla sfida londinese?

- Sicuramente, è da tempo che ci penso e voglio prepararla bene. Siamo a sette settimane di distanza e le prossime tre e mezzo tornerò a passarle in Namibia per la seconda fase della preparazione, quella più delicata dove bisogna cercare la brillantezza. Poi al ritorno effettuerò un test alla Stramilano e quindi si partirà alla volta di Londra.

- Londra è un appuntamento fisso nella sua carriera: non si rammarica per non aver fatto altre scelte che magari le avrebbero consentito maggiori successi?

- Devo dire che ogni tanto ci penso, ma io sono sempre stato uno alla ricerca delle massime sfide. A Londra partecipano sempre i migliori, hanno un budget imbattibile, è la sfida per stabilire la supremazia del momento. Inoltre, cosa non secondaria, a Londra mi coccolano tutti: gli africani cambiano, io sono sempre lì, baluardo europeo e questo, consentitemelo, è un punto d’orgoglio.

    Aggiungi un commento...

     

    Archivio Notizie