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Baldini verso New York: "Sarà grande gara"

Stefano Baldini è partito per New York, verso la Maratona della Grande Mela domenica è al via di una gara che ha tutti i presupposti per essere definita competizione di altissimo livello.

"Sono a posto - dice Stefano mentre attende il volo - so anche che solo in gara tutti i concorrenti che ambiscono alla vittoria faranno vedere cosa possono e vogliono fare, io sono molto tranquillo, sarà importante non sprecare energie fisiche e nervose. Tra il 25° e 28° km inizierà la vera gara, da lì in poi c'è da stare pronti".

Grande calma e coscienza contraddistinguono il Campione Olimpico, che dopo l'esperienza del 1996, 1997 e 2002 partecipa per la quarta volta in carriera alla Maratona più famosa del mondo. Solo il palcoscenico di una maratona olimpica è paragonabile in notorietà e conoscenza del pubblico di massa alla maratona newyorchese.

Baldini ha concluso la preparazione ai 42km e 195 metri con la solita regolarità. Sa che non ci sono favoriti particolari anche in questa maratona, come in ognuna. I passi percorsi in ogni chilometro e la corsa spalla a spalla dopo la partenza con colpo di cannone dal Ponte di Verrazzano gli faranno capire come muoversi tra la flotta di avversari.

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Tutti vogliono dire la loro opinione prima della partenza, nessuno si nasconderà già negli incontri prima del via. In gara ci sarà un netto e solito mescolamento di carte e strategie, ognuno potrà condizionare la gara. L'anno scorso ci fu partenza forte, poi gara tattica per vedere un'entusiasmante volata finale, dovevano passare in 1h04' alla mezza ed invece il transito fu in 1h05'. Le parole del pre-gara possono essere pretattiche, forse non lo sono nemmeno. La maratona è così. Per me sarà come essere in gara ad Atene ai Giochi, bisogna stare sempre attenti e non distrarsi mai".

Le esperienze di Stefano Baldini provengono da maratone corse con avversari di primissimo livello, le tante maratona di 

Londra e le competizioni in azzurro hanno lasciato tanto nel bagagliaio agonistico del bianco più temuto e rispettato al mondo dell'ultimo decennio. "Sarò lì con tutti gli altri, so che dal 25° km succederà o potrà succedere di tutto. Non mi va di dire che temo alcuni tratti o meno. New York è un percorso da temere e affrontare in un certo modo. Sino a quel punto tutti saranno tranquilli, magari anche sino al 28° km poi ci saranno i fuochi d'artificio. Con tanti africani, specie keniani, e qualche nuovo elemento che potrebbe farsi conoscere. C'è questo giovane americano, Ritzenhein, non è mai stato impegnato in maratona, ha un personale sotto i 27'30" sui 10.000m ed a Newcatle ha corso in 1h01' alla prima mezza della carriera. E' in gamba. Ma ci sono altri che conoscono molto bene la maratona e la sfida di alto livello tecnico-agonistico".

Il biondo reggiano è definito il "golden boy dello sport italiano", è una giusta definizione in nome delle sue grandi imprese, ma per Stefano è solo una delle tante citazioni, che con suo grande apprezzamento personale lo faranno sentire a casa sua dal primo momento in cui poggierà piedi e valigie a New York. L'organizzazione della gara negli ultimi anni ha creato il clima di grande famiglia intorno a tutti gli atleti, dai top runners agli ultimi arrivati. Grande sforzo e grande amore per questo sport, che dalla strada conquista tutti.

"La parte più difficile è la First Avenue, voglio dirlo anche perchè è lì che nelle mie tre partecipazioni ho avuto problemi, fermandomi nel 1996, e satccandomi dal gruppo di testa nel '97 e 2002. E' un tratto di 6km che è anche in leggera salita, ma anche prima c'è da stare attenti. Correremo in tanti e non si può cadere per piccole distrazioni. Sono cose spiacevoli che possono accadere. Il tratto stradale spesso ha qualche buca sul percorso, ci sono da prendere bene anche i rifornimenti dove si può creare un pò di caos e confusione".

I segreti della maratona sono sempre tanti e dietro l'angolo della fatica possono esserci insidie nascoste. Il comportamento da tenere per evitare oltre alla fatica anche "incidenti" sono gestibili per Baldini, con un trucco semplice, il controllo di sè stessi. "Bisogna stare rilassati, non solo in gara, ma anche prima, evitare ogni tipo di ansia e non sprecare energie nervose che danneggiano anche quello che serve avere in gara, la forza non solo nelle gambe ma anche nella testa. E' tutto semplice, ma da gestire, sempre...".

E' il solito Stefano Baldini, che attende la gara con la maturità di cui parla il suo tecnico Lucio Gigliotti e con l'arma in più che ci ha indicato Gianni Demadonna: l'intelligenza tattica. Saranno tra l'altro i due compagni d'avventura di Stefano a New York, il coach ed il manager. Lo accompegneranno sino alla linea di partenza, quel grande fiume di partenti che quest'anno tocca quota 37.000 al via. Un vero record di passione e storia dello sport. Forza Stefano! L'Italia corre con te ed è cosa molto bella, anche unica. Un'emozione da vivere per cercare il miglior risultato possibile grazie alle tue falcate da campione.

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