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Gianni Demadonna anticipa New York e Baldini

Si avvicina la Maratona di New York, la 42 km più bella, affascinante e attesa del mondo. Al via ci sarà Stefano Baldini, campione olimpico di Maratona che quest'anno ha anche conquistato il suo secondo oro europeo in carriera.

Gianni Demadonna il suo manager che lo segue da sempre, parla dell'atleta e del suo prossimo impegno, che è l'ennesima sfida vissuta dal ragazzo biondo di Castelnuovo Sotto con grande tranquillità e coscienza dell'importante e difficile impegno.

Demadonna da grande conoscitore della gara, che ha corso e rischiato di vincere nel 1987, ma anche di tutti gli atleti vede un Baldini che come sempre sarà tra i protagonisti. E gli avversari sono tanti. Percorso compreso.

Nella foto CONI Baldini con la Coppa del Mondo degli azzurri al Salone d'Onore del Coni in occasione della consegna del Collare d'Oro

Gianni Demadonna ha seguito Stefano sin dalle prime vittorie ed anche prima, in diverse gare è stato curioso seguire i dibattiti e le previsioni fatte insieme a Lucio Gigliotti o Mario Benati sugli esiti della gara, naturalmente per Stefano. Insomma la gente che Baldini vede vivere con grande amicizia e divertimento intorno, e non solo, alle sue gare. 

Gianni Demadonna nel 1987 ha sfiorato la vittoria a New York, fu secondo in 2h11'53", sicuramente un peccato essere arrivato ad un soffio dalla grande vittoria. Ma il carattere di atleta con temperamento non gli ha mai fatto abbandonare l'Atletica, che è la sua vita ed il suo lavoro (quest'ultimo è conseguenza della passione).

Come sta Stefano è la curiosità numero uno. L'allenatore c'è lo dirà meglio. Non c'è problema però quando si sa che c'è un carattere da campione nel DNA del Baldini. Demadonna parla del Baldini dell'ultimo periodo. "L'ho visto molto bene a Trento, al Giro al Sas ha vinto una gara non facile per lui. Su New York che dire... Stefano è un atleta che non arriva mai impreparato in maratona, se lui ha deciso di partecipare significa che è in condizione. Mi vien da dire che è sul podio, sarà pronto per giocarsi al meglio la gara. A Trento mi ha impressionato, lo voglio paragonare ad un altra gara, l'Amatrice-Configno prima di Atene 2004. Vinse."

Possono esserci dei dubbi, perchè New York è New York per tanti motivi. "Non è una gara con percorso facile o piatto come altre, tra cui Londra, dove però il parterre dei partenti è ogni anno sempre più di vertice assoluto. Il migliore. La mia unica incognita sulla New York di Stefano è il fatto che corra la terza maratona in un anno, dopo Londra e Goteborg ora New York. E' successo solo una volta in carriera, nel 2001 al rientro corse Torino in 2h08'48" e fu 2°, poi Edmonton dove fu bronzo ai Mondiali, quindi in Madrid su un percorso difficilissimo e vinse in 2h09'59", tempo più veloce mai corso da nessuno su quel percorso. Certo la maratona di Goteborg l'ha gestita bene, vincere in 2h11'30" non è stato come correre in 2h09'30", ma il suo avvicinamento a New York lo ha comunque visto impegnato in molte gare".

Potrebbe esserci qualche timore, ma Stefano mostra di vivere una nuova carriera con grande maturità. "Stefano fa sempre scelte appropriate, non sbaglia mai l'interpretazione di una gara. A New York ci saranno 15 keniani forse al via, di questi 2 o 3 potrebbero essere lì alla fine per la vittoria. Anche se devo dire che vedo molto bene Ramaala, ha corso bene alla Great North Run dove ha vinto. Stefano nei 3 finali... beh... sarebbe bello da vedere. L'anno scorso Ramaala ha perso con Tergat perchè si è spremuto molto all'inizio. Il tracciato di New York non risparmia niente. Tergat è stato bravo a vincere tenendo sino alla fine un atleta che ha fatto tutta la gara, con ritmi esasperati sin dall'inizio, cosa che è possibile fare a Londra. Ha corso dei mille in 2'45" durante la maratona. Sui 42km è sempre importante arrivare bene negli ultimi 6-7km. Comunque il favorito quest'anno per me è Ramaala, Tergat tra l'altro ha già avuto problemi di avvicinamento. Rodgers Rop nel 2006 ha corso il suo personale a Londra. E' da tenere d'occhio, come anche un altro atleta da 2h06'40".

Resta da capire bene Baldini, vederlo correre ancora ad alti livelli lo inserisce nel palco degli atleti che la competizione la vogliono sempre nel massimo impegno. Com'è Baldini per chi lo ha visto crescere, come Demadonna, accordando i suoi impegni? La curiosità anche umana è una storia di amicizia e di lavoro. Demadonna risponde: "Stefano è un computer, la sua grande forza è nella sua testa, ha una grande sicurezza in gara, sa capire quando gli altri sono più forti e come affronatrli. Ad Atene sapeva di poter vincere e non ha sbagliato nulla. Ha un'intelligenza tattica diversa rispetto anche ad altri grandi azzurri, è diverso da tutti quelli che ho conosciuto. E' un bianco e lotta con gli africani che sono campioni esagerati. Questo è incredibile. Si conosce, sa quando può fare risultato anche con loro in campo e capisce quandio sono più forti.L'unica debacle è stata Helsinki se non avesse seguito Gharib avrebbe colto la medaglia, anche Gharib per staccarselo al termine ha ceduto."

Stefano Baldini sarà a New York, l'ha deciso lui. Sarà un'altra bella pagina della sua storia di atleta.

nelle foto dall'alto, Gianni Demadonna, Stefano premiato a New York nel 2004, l'arrivo dello scorso anno alla Grande Mela, quindi il favorito per Demadonna, Hendrick Ramaala
  • Fabry93

    Inserito alle 2006-10-29 21:36:10

    Dai Stefano ce la puoi fare alla maratona di New York
    in bocca al lupo. ;-)

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