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Il Presidente Mattarella visita il Coni e saluta gli Olimpionici

 

Mattarella abbraccia gli azzurri al CONI

 

Il presidente della Repubblica ha fatto visita al CONI per la prima volta nella storia. Presenti il presidente FIDAL Alfio Giomi, Maurizio Damilano, Gabriella Dorio, Stefano Baldini e Fabrizio Donato.

Un incontro unico, il primo nei 103 anni di storia del Comitato Olimpico Italiano. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto visita al CONI e abbracciato gli azzurri fra cui quattro campioni di sempre dell’atletica leggera come l’oro olimpico di Mosca Maurizio Damilano, quello di Los Angeles Gabriella Dorio, quello di Atene Stefano Baldini e il bronzo olimpico di Londra Fabrizio Donato, presenti al Foro Italico insieme al presidente della FIDAL Alfio Giomi. Un incontro reso ancora più speciale dallo scenario mozzafiato del Foro Italico di Roma, con un palco allestito per l’occasione nel piazzale fra Palazzo H e lo Stadio dei Marmi, in cui il presidente Mattarella ha ricevuto l’omaggio di un mondo e di un luogo nato e concepito per lo sport.

Sergio Mattarella ha dimostrato la sensibilità e la vicinanza della massima istituzione dello Stato nei confronti del movimento agonistico nella sua accezione globale. Erano presenti oltre 602 medaglie olimpiche, mondiali ed europee tutte insieme a rappresentare l’eccellenza dello sport tricolore. All’evento hanno partecipato i presidenti delle Federazioni Sportive Nazionali e Paralimpiche, delle Discipline Sportive Associate, delle Associazioni Benemerite, degli Enti di Promozione Sportiva, dei Comitati Regionali, del mondo paralimpico, nonché una folta rappresenta di atleti in attività e del passato. A fare gli onori di casa il Presidente del CONI, Giovanni Malagò che ha accolto Mattarella unitamente al Ministro dello Sport, Luca Lotti, e al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.

Mattarella ha celebrato e abbracciato tutti i presenti con un messaggio emozionante. "Sbagliano quanti considerano lo sport come marginale nella vita sociale, come un tempo di ricreazione. Lo sport è invece una leva di grande efficacia sul piano sociale, culturale, educativo, con rilevanti ricadute economiche. Vogliamo occupare un importante pezzo di welfare attivo del Paese e grazie allo sport coltivare tanti sogni e tante speranze.

Il nostro più grande risultato sarà quando saremo consapevoli di aver regalato un sogno, una speranza in più a tanti ragazzi".

 "Questo incontro intende riaffermare non soltanto i valori dello sport, ma la sua importanza, ampia e crescente, nella società, nella formazione dei giovani, nello sviluppo equilibrato delle persone e delle nostre comunità", le parole del Capo dello Stato, che nella sua visita al Palazzo H è rimasto colpito dalla 'Sala delle fiaccole' e in particolare da quella dei Giochi invernali di Torino 2006. "Lo sport è, insieme, causa e conseguenza di una passione collettiva che accompagna gare e campionati, e talvolta contribuisce a farci sentire un popolo - aggiunge Mattarella -. Nello sport si specchia la nostra società in misura molto maggiore di quanto taluni credono: per questo lo sport italiano ha consapevolezza di rappresentare l'immagine dell''Italia. Chi si impegna per lo sport, chi lo diffonde, aiuta l'intero Paese. Auspico che l'Italia abbia nei prossimi anni la forza e la capacità di guardare allo sport per trarre un nuovo slancio verso traguardi sempre piu ambiziosi. Se sapremo fare squadra nessuna sfida, neanche la più difficile, sarà irrealizzabile. E i nostri sogni, anche i più arditi, potranno diventare realtà". Poi, rivolgendosi alla platea di presidenti e atleti: "Non posso che augurarvi i migliori successi. In tutti i campi. Buona gara a tutti voi. Il mio augurio riguarda il vostro contributo al miglioramento della società del nostro Paese".

Malagò ha rimarcato che “purtroppo Roma 1960 resterà per molti anni ancora l'unica edizione dei Giochi estivi disputata nel nostro Paese. L'Italia dello sport ha conquistato sul campo un prestigio indiscutibile che difendiamo strenuamente ogni giorno con il nostro lavoro e i nostri sacrifici, senza consentire a nessuno di offuscare, ogni tanto con scelte miopi e ingiustificabili, la stima che abbiamo acquisito in Italia e fuori dai nostri confini". 

Che lo sport abbatte, perché "è l’antidoto vero contro la paura. Chi fa sport coltiva l'amicizia, non l'odio - ricorda il ministro Lotti -.

Voglio affermarlo con forza e con chiarezza: lo sport è una delle risposte più efficaci che il nostro mondo ha da offrire anche ai signori del terrore".

Erano presenti gli olimpionici Elia Viviani (ciclismo), Diana Bacosi (Tiro a Volo), Niccolò Campriani (Tiro a Segno) e, tra gli altri, Fabrizio Donato (Atletica), Matteo Castaldo (Canottaggio), Marta Pagnini (Ginnastica Ritmica), Gabriele Detti (Nuoto), Francesca Piccinini (Pallavolo), Riccardo De Luca (Pentathlon Moderno), Mirco Scarantino (Pesi), Margherita Granbassi (Scherma), Valentina Marchei (Sport del Ghiaccio), Francesca Lollobrigida (Sport Rotellistici), Filippo Volandri (Tennis), Claudia Mandia (Tiro con l’Arco), Alessandro Fabian (Triathlon), Flavia Tartaglini (Vela), Veronica Yoko Plebani (Canoa Kayak), Anika Niederwieser (Handball), Luigi Busà (Karate), Yuri Farneti (Squash), Alessia Mesiano (Pugilato), Luca Marziani (Sport Equestri), Giacomo Redondi (Motociclismo), Alberino Pascale (Armi Sportive da Caccia), Alessia Zecchini (Pesca Sportiva e Attività Subacquee), Gianluca Formicone (Bocce), Rosario Maddaloni (Badminton), Letizia Ingrosso (Danza Sportiva), Erika Piancastelli (Baseball e Softball), Renato Paratore (Golf), Chiara Colantoni (Tennistavolo), Davide Spinosa (Taekwondo), Dalila Mirabella (Hockey), Thomas Degasperi (Sci Nautico), Sara Gama (Calcio), Fabio Andolfi (Automobil Club), George Biagi (Rugby), Renato Molinari (Motonautica), Alex Righetti (Pallacanestro), Sofia Goggia (Sport Invernali), nonché la rappresentanza di atleti delle Discipline Sportive Associate, tra cui Laura Rogora (Arrampicata Sportiva), Cosimo Zecca (Bowling), Marco Zanetti (Biliardo), Gayashan Munasinghe Ranga De Silva (Cricket), Ilaria Giunchiglia (Tiro Dinamico Sportivo), Daniele Macali (Dama), Mauro Sabatini (Giochi e Sport Tradizionali), Christine Kirchlechner (Orientamento), Federico Merighi (Palla Tamburello), Massimo Vacchetto (Pallapugno), Michele Godena (Scacchistica), Dario Botta (Canottaggio Sedile Fisso), Federica Gasparini (Wushu Kung Fu), Luisa Gullotti (Kickboxing Muay Thai Savate), Daniele Zambito (Twirling), Paolo Sensi (Turismo Equestre) e quella dei Rappresentanti degli Atleti e dei Tecnici in Consiglio Nazionale.

Hanno inoltre partecipato – tra gli altri - Raffaello Leonardo (Canottaggio), Daniele Lupo (Pallavolo), Clemente Russo (Pugilato), Paolo Maldini (Calcio) e una rappresentanza di grandi campioni della Walk of Fame, tra cui Nino Benvenuti, Gianni Rivera, Dino Meneghin, Gabriella Dorio, Mario Fiorillo, Ezio Gamba, Mauro Numa, Carmine Abbagnale, Giuseppe Abbagnale, Giuseppe Di Capua, Josefa Idem, Novella Calligaris, Giorgio Lamberti, Jury Chechi, Stefano Baldini, Domenico Fioravanti, Maurizio Damilano, Paola Pigni, Nicola Pietrangeli.

Per il mondo paralimpico protagonisti Alex Zanardi, Bebe Vio, Valerio Taras, Tiziano Capitani, Paul Eghaghe Osarobomwen Iyobo, Andrea Lanfri, Marco Ferrazza, Chiara Coltri, Simone Ianiro e Davide Bendotti. Hanno presenziato anche i Commissari Tecnici della Nazionale Italiana di Calcio, Giampiero Ventura, e della nazionale italiana di pallavolo maschile, Gianlorenzo Blengini, oltre a Claudio Ranieri.

(da coni.it, foto GMT)

 

Mega intervista sulla Gazzetta di Modena

 

Stefano Baldini: "La mia maratona adesso la corro in una vita nuova"

 

Il campione è direttore tecnico nelle giovanili «Un’altra sfida. Il meglio deve ancora venire»

di GIOVANNI BALUGANI

I ragazzi corrono, saltano e lanciano in un bel sabato pomeriggio di primavera. Al Campo scuola è in corso un importante raduno giovanile di atletica leggera. A guardare quei giovani c’è un altro ragazzo, che il 25 maggio ha compiuto 46 anni: Stefano Baldini. È lì in qualità di direttore tecnico delle nazionali giovanili, ma anche per la passione infinita che ha per questo sport.

 

SPORT E SCUOLA

«Non è mai stato un problema andare a scuola e fare sport insieme - racconta l’olimpionico di Atene -. Io già dalla seconda superiore facevo gare nazionali, viaggiando nel weekend. Riscontro la stessa capacità organizzativa nei ragazzi di oggi: non hanno tempo da perdere, sanno ottimizzare i tempi. Non è un caso che chi fa sport a certi livelli quasi sempre vada bene a scuola. A me piacevano le materie tecniche e anche oggi mi interesso di statistica, gestione di budget e risorse umane. Tutte materie che mi hanno aiutato come atleta nella programmazione del lavoro, d’altronde uno sportivo è il manager di se stesso. Lo sport, poi, negli anni della scuola mi ha dato la possibilità di sognare, attraverso i viaggi: già a 16 anni giravo in Europa e nel mondo. È una delle cose che amo di più, ho imparato ad essere un cittadino del mondo e sentirmi a casa ovunque. È altrettanto vero che lo sport mi ha privato di qualcosa: non sempre potevo uscire con gli amici, ma sono sacrifici che poi vengono ripagati. L’amicizia non si perde, anzi le amicizie vere non finiscono mai. Tuttora esco con ragazzi con cui andavo in giro da adolescente e facciamo di tutto per ritrovarci il più possibile».

 

SPORT E FATICA

«La fatica nello sport è relativa ed è comunque uno stimolo a superare se stessi. Lo sport, e l’atletica in particolare, ti fa sognare di poter raggiungere un obiettivo. Se in allenamento hai avuto la capacità di resistere alla fatica e di fare anche cose di cui non avevi voglia, allora anche in gara avrai la stessa capacità. E così succede nella vita di tutti i giorni. Chi fa sport ha sempre una marcia e mezzo in più rispetto agli altri».

 

L’ADDIO ALLO SPORT

«Mi divertivo ancora negli ultimi anni di carriera e forse per quello ho smesso con un po’ di ritardo. Quando si fa attività ad altissimi livelli per molto tempo si ha un po’ la paura del dopo e di dover ripartire da zero. Ma io mi ero preparato e poi ho cercato nuovi stimoli attraverso la formazione, seguendo un corso di management e facendomi ricoinvolgere nel mondo dell’atletica con la massima umiltà. Spogliarsi degli abiti del campione non è semplice, bisogna scendere dal podio. Io ad esempio non sarò mai un grande allenatore, perchè chi fa risultati straordinari difficilmente riesce a vedere gli atleti in maniera diversa da se stessi. Allora ho cercato un’altra strada, lavorando come tecnico che fa supervisione. Un’opportunità che ho colto al volo e in cui mi sono calato come uno studente. Il mio grande vantaggio è essere innamorato di questo sport e di essere curioso. È stimolante come essere un atleta e i ragazzi lo avvertono e allora bisogna dare il massimo per ripagare la loro fiducia. Lo sport nelle scuole? Il ministero della scuola se ne frega altamente, sono le società di atletica che dovranno andare nelle scuole.

 

LA FAMIGLIA

«Con i miei figli cerco di essere il più presente possibile, l’unica “eccezione” è con la maggiore quando si trova sulla pista d’atletica: cerco di starle a distanza siderale (ride, ndr). Poi ci sono i due piccoli, di 5 e 2 anni, e con loro cerco di esserci sempre, anche se con il mio lavoro non è facile. Ci sono periodi dell’anno in cui sono via anche 5 giorni a settimana, ma ce la metto tutta, anche se essere perfetti è impossibile».

 

MAI SMETTERE DI CORRERE

«Correre mi aiuta a risolvere problemi, trovi soluzioni che quando sei seduto ad una scrivania non immagini neanche. Poi lo sport è credibilità e quindi devo presentarmi bene e in forma se voglio avere un ruolo di dirigente. Senza dimenticare che correre mi permette di sedermi a tavola... Certo una volta facevo 200 chilometri a settimana, ora 40».

 

LA MIA MODENA

«Sono legato indissolubilmente al Campo scuola, in cui mi sono allenato per tantissimi anni. Qui ritrovo sempre un’atmosfera speciale ed è casa mia. Poi adoravo correre ai Tre Olmi, dove c’è un circuito molto bello. Oppure sugli argini del Secchia o a Stradello degli Orsi».

 

LA MEDAGLIA DI ATENE

«Sono abituato a guardare avanti e non indietro, sono gli altri a ricordarmi il passato. Quell’impresa per me nasce da cose semplici che per altri erano difficili, come venire a Modena e farmi dieci ripetute sui mille metri oppure sei volte i duemila. Anche grazie al prof. Gigliotti, che è stato maestro di vita e di sport. Ce la siamo spassata, vivevamo quel periodo con la leggerezza e la consapevolezza di fare grandi cose. Tenendo conto che ci sono gli altri: se sono più bravi ci si vede la prossima volta. Ma il giorno migliore deve ancora venire».

Un abbraccio a Laura Biagiotti

E' stato un piacere sfilare per te. Un grande bacio a Lavinia.

Ad Agropoli per la prova del percorso degli italiani di mezza

 

 

L'olimpionico Baldini nel Cilento sul percorso dell'Half Marathon

 

Una giornata da ricordare per atleti e appassionati podisti cilentani. Nella giornata di ieri, infatti, hanno avuto l'onore di correre con Stefano Baldini, medaglia d'oro ad Atene 2004. Baldini ha effettuato una ricognizione in corsa lenta del percorso della gara podistica Half Marathon, tra Agropoli e Paestum, allo scopo di studiarne l'allenamento per gli aspetti più peculiari.

 

Il 15 ottobre prossimo, la gara di mezza maratona che si corre nel Cilento rappresenterà una tappa del campionato italiano. Insieme a Baldini ieri hanno effettuato il percorso diversi appassionati che non hanno perso l'occasione di rubare uno scatto con il campione. 

Baldini in carriera, oltre alla medaglia d'oro olimpica di Atene (conquistata con il record sulla pista ellenica, battuto solo dopo 10 anni dal kenyota Kandle), può vantare un palmares di assoluto prestigio condito da vittorie importati come i due ori ai campionati europei di atletica leggera (Budapest 1998 e Goteborg 2006) e le due medaglie di bronzo ai mondiali di atletica leggera a Edmonton nel 2001 e a Parigi nel 2003. L'Half Marathon, organizzata dall'associazione Libertas Agropoli del presidente Roberto Funicello è diventata un punto di riferimento per tantissimi atleti negli ultimi anni raccogliendo oltre 2.000 iscrizioni nelle ultime edizioni disputate. Si tratta di una gara podistica di 21 km con partenza ed arrivo ad Agropoli con tappa a Capaccio Paestum. (ilmattino.it/salerno)

 

 

Su Repubblica l'omaggio all'amico Denis Curzi

 

 

Da Baldini a Goffi e Ruggiero, tutti in gara per l'addio di Curzi all'agonismo

 

Domenica a San Benedetto del Tronto l'ultimo atto della carriera del runner marchigiano, ex cam-pione italiano di maratona. Baldini: "Il nostro segreto? Correndo sapevamo divertirci"

 

Sono arrivati a San Benedetto del Tronto, nelle Marche, da ogni angolo d'Italia per salutarlo e cele-brarlo, Come ai vecchi tempi, quando in palio c'erano olimpiadi, mondiali e campionati europei. Solo che stavolta, Stefano Baldini, Maurizio Leone, Danilo Goffi, Giovanni Ruggiero, Debora Toniolo, Migi-dio Bourifa, Ottavio Andriani e Gianni Bruzzi parteciperanno alla gara "Corri per Martina" di domeni-ca, organizzata dai Lions e dall'Ads Running Team "d' lu Mont",  per immortalare con un'istantanea di gruppo l'addio all'attività agonistica di Denis Curzi.  Per la circostanza, anche la sua terra gli  tri-buterà  un applauso lungo quasi 9 chilometri sul  percorso più bello della città: la riviera che, oltre a rappresentare il salotto della Tirreno-Adriatico, si trasformerà nel riconoscimento unanime all'atleta nell'ultimo atto della sua carriera. Una vittoria ai campionati italiani di maratona, un terzo posto agli europei a squadre di Barcellona, poi successi internazionali sparsi sempre nei 42,195 km. Più altre vittorie nelle mezze martone e nei 10.000 metri.  Insomma, un discreto palmares in una fase storica nella quale la maratona italiana dominava il mondo.

Non è stato facile per Denis farsi avanti nell'atletica: già a 18 anni era costretto a fare i conti col de-stino che gli aveva imposto di abbandonare qualsiasi sogno sportivo e trovare un'occupazione che gli garantisse un po' di sicurezza. Con un padre che ti muore prematuramente, d'altronde, devi pensare subito a crescere, non c'è  spazio per la gloria. Denis finito il turno in azienda, scalpitava. Correva la domenica come gli altri e più di tutti vinceva e migliorava i tempi. Prima però il lavoro, poi le compe-tizioni con Goffi, Baldini, Ruggiero e gli altri campioni. I successi arrivavano ma il lavoro restava sempre al primo posto.  Romano Tordelli, anche lui marchigiano della terra di Leopardi e tecnico del-la nazionale, convocò Denis Curzi nel 2000. Poco prima qualcuno aveva pensato di inserire il runner marchigiano nel gruppo sportivo dei Carabinieri. Denis aveva finalmente cambiato vita: la sua pas-sione era diventata un lavoro. E che lavoro!. "Nei lunghi ritiri - ricorda Giovanni Ruggiero - coordina-vo le attività casalinghe: lui, invece, come lo chiamavo io era lo scoordinatore. Sa il segreto di tanto successo? Eravamo un gruppo d'acciaio e soprattutto eravamo consci di essere dei privilegiati per-ché la nostra passione veniva pure retribuita". "La differenza? - racconta Stefano Baldini - Era la no-stra serenità. Avevamo voglia di divertirci". E se sentite il festeggiato, Denis Curzi,  non distorce il suono dell'orchestra: "Il messaggio che lancio ai giovani? Divertitevi, prendete lo sport come diver-timento". "Eravamo capaci - ricorda ancora Ruggiero - di ridere fino a pochi secondi prima che ini-ziasse il mondiale,  sistemandoci sulla linea di partenza.... Poi si diventava seri". "Facevamo tanti sacrifici ridendo - dice Danilo Goffi - oggi non c'è più voglia di sottoporsi a tanta fatica". "Denis? - conclude Baldini - Si merita tutto il bene possibile. Un grande atleta che si è tolto le sue belle soddi-sfazioni.  Come persona rappresenta l'indole dei marchigiani che grazie ad una semplicità innata sdrammatizzano tutto". Non è un caso se certi campioni hanno continuato nell'ambito sportivo e nel-la vita di tutti i giorni ad essere protagonisti. E proprio domenica, tornando nuovamente insieme, dimostreranno che i loro valori sono la password universale della vita. (repubblica.it)

 

 

Stefano per Dynamo Team Challenge

27 e 28 maggio, torna il Dynamo Team Challenge, il fundraising personale contro il cancro

 

L'ex campione olimpico di maratona Stefano Baldini: «Cosa c’è di più semplice e trasversale per fare del bene alle persone?». Appuntamento a Limestre (Pt)

 

Due giorni di sfide con il ciclismo a farla da padrone, ma anche giochi di squadra per rendere ancora una volta coinvolgente il Dynamo Team Challenge, appuntamento presentato a Roma presso il circo-lo Canottieri Aniene, che per il quinto anno porterà tanti sportivi più o meno famosi sulle colline dell’Appennino pistoiese. In molti, il 27 e 28 maggio prossimi arriveranno al Dynamo Camp di Limestre, centro di Terapia ricreativa che durante le vacanze estive accoglie gratuitamente bambini con patologie gravi o croniche.

«Cosa c’è di più semplice e trasversale per fare del bene alle persone?», ha sottolineato Stefano Baldini, campione olimpico di maratona ad Atene 2004. Sì, perché, per aiutare il progetto a finanziarsi non bisogna far altro che attivarsi in prima persona con il meccanismo del personal fundrai-sing, modello già sperimentato con grandissimo successo negli Stati Uniti dal Pan Massachusetts Challenge, capace negli ultimi 37 anni di raccogliere 550 milioni di dollari per la ricerca contro il cancro. Chi inizia la raccolta fondi si dà un obiettivo liberamente definito e chiede sostegno a amici, colleghi, conoscenti per raggiungerlo.

Nel programma del Dynamo Team Challenge quattro percorsi amatoriali e cicloturistici variabili tra i 35 e i 90 km, un torneo di tennis a squadre, prove outdoor e, novità di questa edizione, il Trail Challenge, sempre all’interno dell’oasi Dynamo affiliata al Wwf. (corriere.it)

 

Su La Stampa un commento su Breaking2

Baldini: “È un risultato straordinario ma le gare vere sono diverse”

Il campione olimpico: “Senza fattore umano manca il bello dell’atletica”

 

GIULIA ZONCA

Stefano Baldini, quanto vale questo record?  

«Come un test di allenamento. Non voglio togliere emozione o enfasi, il risultato tecnico è molto im-portante. Kipchoge ha dimostrato che oggi vale 2 ore e 2 minuti. È un atleta straordinario, tra i po-chi che possono permettersi certi risultati». 

 

Quindi avrebbe battuto il record del mondo in una gara vera?  

«A livello puramente cronometrico sì, solo che una maratona vera appesantisce i tempi. Lì si è mos-so sull’asfalto liscio, senza una buca, un cordolo, un marciapiede, un dislivello e senza la pressione dell’avversario. Se vicino a lui ci fosse stato Bekele, un altro che adesso può correre così, sarebbero andati più piano perché sarebbero entrati in campo tattica e fattore umano. Il bello dell’atletica in-somma». 

 

Non si può trasferire quel tempo in una maratona reale neanche arrotondando?  

«Kipchoge ha nelle gambe il vero record del mondo, ma una maratona ha tutte le variabili che lui non ha dovuto prendere in considerazione. Faccio un esempio: quando io mi allenavo al meglio della forma sulla Modena-Rubiera, in piano, a 50 metri sul livello del mare tirando al massimo facevo tempi che non uscivano in gara». 

 

Quindi ha senso una prova come quella di Monza?  

«Sì, perché si può studiare e qualche dettaglio in gara può essere trasportato». 

 

La scarpa progettata apposta dalla Nike può davvero migliorare la performance del 4 per cento?  

«Mi sembra uno sproposito e pensarlo sarebbe fare un torto a Kipchoge: anche la scarpa più per-formante può incidere dello 0 virgola qualcosa. Non di più. La differenza l’hanno fatta il tracciato li-scio e il lepraggio aggressivo». 

 

Quanto è lontano il limite delle due ore in una corsa riconosciuta dalla federazione?  

«Ancora tanto, il record di Kimetto può avere i giorni contati, ma quella barriera resiste soli-da».(lastampa.it)

 

100 giorni agli Europei U20 di Grosseto

 

Al via il conto alla rovescia per la rassegna continentale (20-23 luglio), con la presentazione alla città della squadra italiana in raduno nel capoluogo maremmano

 

Mancano 100 giorni ai Campionati Europei under 20 di atletica a Grosseto. Il conto alla rovescia per la rassegna continentale, che tornerà allo stadio Zecchini dal 20 al 23 luglio, è scattato oggi. La squadra azzurra, attualmente in raduno nel capoluogo maremmano, si è presentata alla città in un incontro alla presenza delle istituzioni locali, svolto nel Palazzo della Provincia. Sono intervenuti il presidente FIDAL Alfio Giomi e il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, insieme a Fabrizio Rossi, assessore allo sport del Comune di Grosseto, e a Stefano Baldini, Direttore Tecnico allo Sviluppo dell’atletica italiana. Il vicecampione mondiale under 20 dei 100 metri Filippo Tortu, in partenza per le IAAF World Relays di Nassau (Bahamas), ha inviato un videomessaggio per salutare i compagni di squadra, mentre l’azzurra di Rio Ayomide Folorunso - testimonial d’eccezione fra i ragazzi di un paio d’anni più giovani - si è immersa, con il solito incontenibile entusiasmo, nell’onda azzurra che nel pomeriggio ha invaso il centro storico grossetano. Consegnate le maglie con il logo della manifestazione a due campioni europei under 18 in carica: Desola Oki (100 ostacoli femminili) e Alessandro Sibilio (400 ostacoli maschili). Gli oltre 100 azzurrini hanno voluto mandare - attraverso uno striscione esibito in Piazza Dante - un messaggio speciale a Jacopo, il 19enne piemontese che due settimane fa a Modena ha avuto un brutto incidente durante un allenamento di salto con l’asta.

I NUMERI - Alla manifestazione, in base alle preiscrizioni, sono attesi 1175 atleti provenienti da 47 nazioni e 460 tra tecnici, dirigenti e staff. In preparazione all’evento, il team italiano sta già prendendo confidenza con gli impianti grossetani.

Sono 115 gli azzurrini convocati in raduno da mercoledì 12 a sabato 15 aprile: 22 velocisti, 15 ostacolisti, 28 saltatori, 8 specialisti delle prove multiple, 19 mezzofondisti, 8 marciatori e 15 lanciatori.

IL RADUNO - La nazionale under 20 disegnata dal Direttore Tecnico allo Sviluppo Stefano Baldini - con l’assistente DT Tonino Andreozzi, il capitano delle squadre nazionali giovanili Gabriella Dorio e lo staff tecnico, medico e fisioterapico federale - si sta preparando infatti al campo Bruno Zauli e nell’adiacente stadio olimpico Carlo Zecchini, che ha fatto parte del circuito di impianti delle Olimpiadi di Roma 1960. Nel 2001 l’anello azzurro a otto corsie ha già ospitato proprio gli Europei juniores e nel 2004 è stato sede dei Campionati Mondiali U20. Grosseto, che nel 2015 ha accolto i Campionati Europei Master non stadia e nel 2016 i Campionati Europei Paralimpici, rinnova così una riconosciuta tradizione organizzativa.

LA STORIA - È la prima volta che i Campionati Europei U20 tornano in una città che li ha già ospitati. Il Consiglio dell’Associazione Europea di atletica ha attribuito di nuovo la manifestazione alla città toscana nella riunione del 12 giugno 2015 a Oslo. L’edizione inaugurale si è svolta a Parigi nel 1970 e quella di Grosseto 2017 sarà la numero 24, la terza in Italia a quattro anni di distanza da Rieti 2013. A entrare in azione nei 4 giorni della rassegna saranno i migliori giovani talenti d’Europa che non hanno ancora compiuto 20 anni (nati dal 1° gennaio 1998 in poi). Alcuni di loro hanno già conquistato la ribalta internazionale, altri lo faranno a breve.

LE DICHIARAZIONI - “Stare con voi giovani - le parole del presidente FIDAL Alfio Giomi - è come respirare una boccata di aria buona e credo che competere con la maglia azzurra sia il desiderio più grande per tutti. Questa è la manifestazione più bella, e faremo il possibile affinché sia un’esperienza indimenticabile per tutti: atleti, tecnici, appassionati, volontari, pubblico.

La storia dell’atletica a Grosseto parte da lontano, da quando nel 1987 il rientro alle gare di Pietro Mennea fu trasmesso in diretta dal Tg1, e proprio oggi a Roma è stata presentata una borsa di studio a lui intitolata. Un filo conduttore che unisce tutti quelli che sono innamorati dell’atletica”. Scatta l’applauso, spontaneo, dalla platea.

“Lo sport è un efficace mezzo per veicolare, soprattutto ai più giovani - commentano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore allo sport Fabrizio Rossi - valori quali la disciplina e l’impegno. Per dare spazio al talento, promuovere quei sentimenti che sono alla base dei buoni rapporti umani e per sviluppare una sana competizione come spinta a migliorare, ad eccellere. Questo evento è un’opportunità per mostrare quanto Grosseto sia impegnata sullo sport, per dare il meglio in una cornice che ci colloca tra le eccellenze in Europa grazie anche alla rete di impianti sportivi che la nostra città ha a disposizione”.

“Cento giorni sono quelli che bastano per poter fare buone cose - dichiara Stefano Baldini - qui abbiamo i nostri migliori giovani che si stanno allenando con lo staff della Nazionale e qui torneremo prossimamente per finalizzare la preparazione. Gli Europei under 20 dovranno essere per loro un punto di partenza verso l’atletica dei grandi. Grosseto è una città che investe fortemente nell’atletica e tutto non finirà con questa manifestazione, perché rimarranno due impianti di altissimo livello che saremo onorati di continuare a frequentare.(fidal.it)

 

Asics, partito il progetto FrontRunnerItaly

Io, appassionato di corsa e finalmente capitanato dal mito Baldini

 

Il progetto della multinazionale ha coronato un sogno di Andrea: incontrare il campione olimpico di Atene e...

Quando ci si appassiona ad uno sport come è capitato a me con la corsa prima, con il triathlon poi si va a scavare su tecnica e materiali, passando magari da notizie carbonare da amici a giornali specializzati, sognando il trattamento VIP dei professionisti, per cui si studiano anche scarpe su misura come per Stefano Baldini cui “han fatto le scarpe” per Atene 2004, con le bucce di riso mescolate nella suola dando un grip strepitoso, rinnovato nella sua scarpa personale negli anni. Come so un dettaglio del genere? Beh, perché ho passato venerdì e sabato con l’oro olimpico a Cuneo in sede del colosso giapponese, grazie al progetto ASICS Frontrunner in cui oltre a campioni della caratura di Dario Chitti argento europeo di triathlon under 23, Angelica Olmo triathleta della nazionale, Daniele Cesconetto recordman mondiale con 62 maratone consecutive, Xavier Chevrier e Mattia Scalas realtà e promessa dell’atletica italiana, sono stati inseriti dei medioman come me, che ho scoperto la corsa come placebo al calo di tempo causa paternità dopo decenni di pallacanestro ormai amatoriale, e tanti altri amatori divisi tra strada, trail e triathlon. 

Immaginate che tra 5000 candidatura si scremi a soli 35 posti totali, fenomeni inclusi, e ci si ritrovi ad essere tra questi… 

Vi conduco subito per mano alla scoperta dei nostri compiti, che in realtà sono piuttosto semplici: continuare a diffondere la passione per il nostro sport, corsa, trail, triathlon o ultramaratona attraverso i social network, visto che diffondo in fretta più di qualsiasi pubblicità le novità e gli eventi. 

Il progetto nasce in Germania nel 2010 e vista la riuscita è stato allargato a diverse nazioni europee fino a planare in Italia nel 2017. Il ruolo ASICS FrontRunner è una sorta di ambasceria con una partecipazione attiva agli eventi ufficiali, maratone e mezze nel mondo ASICS ,  ma anche ad altri esclusivi, creati appositamente per i team, come quello che sta facendo da giorni il responsabile progetto europeo Jan Erik Kruse che sta correndo 320 km da Spagna a Portogallo con altri 4 frontrunners, solo con uno zaino e circa 40 km al giorno

Venerdì dopo l’accoglienza del “capo dei capi” Luca Bacherotti e un minimo inquadramento dei doveri, ci è stato consegnato il secondo splendido kit per lo shooting del giorno seguente inclusivo delle ASICS Noosa FF, la cui nuova tecnologia di ammortizzazione ci era stata spiegata dal sapiente Giorgio Garello. Il primo era giunto via corriere una ventina di giorni fa.

 

 

Sotto le telecamere che hanno immortalato ogni istante delle giornate, dall’arrivo in azienda al pranzo del giorno dopo, siamo andati a fare la prima corsa di gruppo per la bellissima città di Cuneo, impreziosita dalla recente nevicata sulle alpi, un panorama mozzafiato, con Baldini a fare un’andatura placida e a minacciare uno “scatto finale” a ritmo imprecisato che per fortuna non si è materializzato. La sera cena tutti noi insieme con la dirigenza ASICS e poi ancora in giro a fare festa, il gruppo si è già formato, fino a chiudere la nottata con una seconda corsa per i più eroici, che la mattina presenteranno i segni sotto gli occhiali da sole. Il primissimo shooting è una scoperta per molti, siamo tutti vergini di riflettori, una foto perfetta richiede diversi scatti e diverse ripetizioni, già sarebbe complicata se stessi correndo da solo, immaginate ottimizzare gruppi di 5/6 persone o tutti e 30 i presenti!

Il primo meeting è andato, già stiamo mirando alle gare in Europa, Parigi, Francoforte e chissà non si sogni fino a Tokyo… per seguire le nostre festa, i nostri test di materiali, i nostri sorrisi, talvolta stanchi vi basterà cercare i nostri hashtag, #ASICSFrontrunnerItaly o quello mondiale #ASICSFrontrunner, non rimarrete delusi! (Andrea Toso per running.gazzetta.it)

Stefano oggi nel negozio "Il Podio" di Cuneo

 

Dopo la sciatrice Marta Bassino, oggi (sabato 8 aprile) all’evento «Podio sport Day» è stato il giorno dell’olimpionico di maratona Stefano Baldini e di Martin Dematteis, campione di corsa in montagna (il gemello Bernard, influenzato, ha dato giustificato “forfait” in extremis). Premiati Elia Mattio della Podistica Valle Varaita e Mattia Galliano dell’Atletica Roata Chiusani, due giovani promesse della corsa. (lastampa.it) 

Stefano commenta su Eurosport le maratone di Parigi e Londra

La stagione delle maratone internazionali entra nel vivo con Parigi e Londra, il 9 e 23 aprile, in esclusiva diretta su Eurosport 1. Ad affiancare Maurizio Trezzi, e per gentile concessione di Fox Sports, fa il suo esordio sui canali di Eurosport, come Talent tecnico, Stefano Baldini, che commenterà entrambi gli eventi. 

Parigi sarà trasmessa domenica 9 aprile dalle ore 8.20 alle 11 e Londra il 23 aprile a partire dalle 9.50

 

Buon lavoro Stefano!

 

Stefano e le maratone sul Corriere: Roma o Milano?

Baldini "Roma e Milano grandi maratone"

Olimpionico "ma devono crescere e c'e' dubbio concomitanza"

 

 (ANSA) - ROMA, 2 APR - "Roma e Milano sono due maratone tecnicamente eccellenti benchè diverse: ma per raggiungere il livello delle Major devono crescere. Nonostante la concomitanza". Stefano Baldini, oro della maratona ad Atene 2004, è ora direttore tecnico dell'alto livello nella federatletica italiana: difficile per lui 'svelare' il cuore diviso tra la 42 chilometri della Capitale ("ho vinto a Roma nel '98, come nascondere il fascino di quella gara per me") e quella velocissima di Milano ("il tempo del vincitore di oggi e' il più veloce di ogni tempo, in Italia"), alla quale ha presenziato oggi.

 

Su Corriere.it 10 consigli di Stefano per finalizzare la maratona

 

Cosa fare prima di una maratona?

I 9+1 consigli di Stefano Baldini

 

Dall’ultimo «lungo» alla dieta alla vigilia della gara. Le «dritte» del campione olimpico di Atene a due settimane dalla «Milano Marathon» 

di Riccardo Bruno per corriere.it

 

1.Smaltire la preparazione

Mancano due settimane alla «EA7 Milano Marathon». Chi meglio di Stefano Baldini — storica medaglia d’oro all’Olimpiade di Atene nel 2004, dirigente Fidal e che guiderà una delle staffette della competizione milanese — può dare i giusti consigli agli amatori. Per non mandare all’aria mesi di preparazione con comportamenti poco corretti alla vigilia della gara (qui anche un video di suggerimenti realizzato con l’Enervit, di cui è «ambasciatore»). «Bisogna aver chiaro che il grosso del lavoro è stato fatto — esordisce Baldini —. L’errore più comune è concentrare alla fine ciò che non si è fatto in precedenza. Le ultime due settimane sono invece il momento in cui smaltire l’allenamento e il lavoro svolto nei mesi di preparazione».

 

2.L’ultimo «lungo»

«L’ultimo allenamento lungo va fatto proprio due settimane prima della maratona. Non deve essere il più lungo, si può ad esempio correre una mezza maratona, oppure fare un lungo in progressione di non più di 30 chilometri, simulando cosa succederà il giorno della gara».

 

3.Simulare la gara

«L’ultimo lungo è anche l’occasione per testare sia l’allenamento che la strategia di integrazione alimentare in gara. Se abbiamo acquistato delle scarpe nuove, vanno almeno provate adesso e poi possono essere riprese il giorno della gara. Va fatta la stessa colazione che si farà il giorno della maratona e assumere integratori, maltodestrine, gel, sali minerali, per evitare sorprese. Ci avviamo vero la bella stagione, le temperature possono salire oltre i 20 gradi, è fondamentale una buona idratazione».

 

4.L’ultima settimana

«Via via che si avvicina il giorno della gara bisogna scemare gli allenamenti. Non vanno coperte distanze lunghissime e, soprattutto nell’ultima settimana, va ricercata la brillantezza, la ricerca di una corsa fluida e il riposo. È buona cosa anche andare da un fisioterapista per una “sistematina” che garantisca maggiore efficienza muscolare».

 

5.Riempire il serbatoio

«Nei tre giorni prima della gara bisogna riempire il serbatoio di energie, senza esagerar. Si possono assumere carboidrati sia a pranzo che a cena, bastano 100 grammi a pasto. Possibilmente anche carboidrati a basso indice glicemico, per stressare meno fegato e apparato digerente».

 

6.Vigilia: corro o non corro?

«Io ho sempre corso. Direi che chi è abituato a uscire 4/5 volte a settimana può farlo, altrimenti va bene anche il riposo. Può essere sufficiente una camminata, se si in una città diversa dalla propria si può approfittare per fare un giro turistico o per lo shopping».

 

7.Niente abbuffate all’alba

«L’abitudine di mangiare un piatto di pasta la notte o all’alba prima della gara non mi è mai piaciuta. È più un aiuto psicologico e può avere una sua validità in altri sport, come nel ciclismo dove puoi digerire pedalando. Nella corsa lo stomaco si chiude, fai fatica a digerire. Meglio fare una buona colazione tre ore prima della gara e poi prendere un integratore tipo Pre Sport mezz’ora prima della partenza».

 

8.Un bicchiere di vino

«L’alcol non è uno zucchero amico dell’endurance. Ma un bicchiere di vino a pasto non è vietato. Io stesso il sabato prima della gara olimpica di Atene a Casa Italia ne ho bevuto un sorso ....»

 

9.Usare la testa (non solo le gambe)

«Una gara come la maratona può dare preoccupazione. Soprattutto negli ultimi giorni si può avere la sensazione di avere piccoli dolori, in generale l’aumenta la sensibilità verso ciò che non funziona o si crede che non funzioni. Invece bisogna spostare l’attenzione su ciò che è andato bene, su quanto abbiamo costruito in settimane e mesi di allenamento. Bisogna pensare alle cose belle della gara, la città senza traffico, il mare di gente che ti incita. Può aiutare molto stare in compagnia, partecipare con un gruppo di amici».

 

10... dopo la gara

«Negli ultimi cento metri, sia che tu sia un professionista oppure un amatore, pensi: “questa è l’ultima maratona.” Due metri dopo aver tagliato il traguardo, pensi invece già alla prossima. é giusto che sia così ma devi mettere in campo un’adeguata strategia di recupero. Le due settimane dopo la gara vanno dedicate alla rigenerazioni, bisogna correre brevi distanza, o praticare altri sport come nuoto o ciclismo. Recupero anche dal punto di vista alimentare. A partire da una buona birra che si può bere la sera dopo la maratona».

 

Stefano sarà ospite della maratona di Belgrado il 22 aprile

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - Stefano Baldini, campione olimpico nella maratona ai Giochi di Atene del 2004 e due volte campione europeo, sarà l'ospite speciale alla 30/a edizione della maratona di Belgrado in programma il 22 aprile.

 

"Per noi è un grande onore e motivo di orgoglio avere come ospite il leggendario Stefano Baldini, uno dei più grandi maratoneti della storia", ha detto il direttore dell'evento belgradese Dejan Nikolic.

 

Grande weekend a Halle

 

Baldini: ''Dai giovani di Halle un pieno di fiducia''

05 Marzo 2017

 

Il Direttore Tecnico allo Sviluppo dopo i successi U20 e U23 contro Francia e Germania: "La strada verso Grosseto 2017 è tracciata. Gran lavoro dei tecnici personali".

di Anna Chiara Spigarolo

Primo posto con gli juniores, secondo con le under 20 e nella combinata, una vittoria storica delle donne dei lanci lunghi e un altro secondo posto nella classifica complessiva outdoor. Oltre a 11 successi individuali (6 indoor, 2 nelle staffette e 3 nei lanci all’aperto) e 2 record italiani under 20. Il bilancio azzurro nell’Incontro Internazionale di lanci lunghi under 23 e under 20 tra Germania, Francia e Italia svoltosi ieri sabato 4 marzo ad Halle (Germania), fa sorridere il Direttore Tecnico allo Sviluppo Stefano Baldini.

 

“Sì, possiamo tornare a casa soddisfatti. Gli under 20 del 2017 sono un gruppo dalle grandi possibilità: la sensazione l’avevamo avuta già in inverno, durante l’attività di raduno e di controllo tecnico, ma qui ad Halle è arrivata una conferma importante contro due nazioni di grande tradizione. Il livello medio è stato decisamente buono, nonostante non schierassimo alcune delle nostre punte”.

Quali sono i punti di forza del settore? 

“Dal match internazionale sono arrivate prestazioni a cui non eravamo abituati, frutto di un’attività coordinata e ben programmata fra staff federale, tecnici personali, società e atleti. Anche il calendario è stato ben gestito, armonizzando preparazione e momenti agonistici. Ma soprattutto i tecnici personali stanno lavorando molto bene: il confronto continuo e la programmazione cominciano a rendere. La crescita dei tecnici era ed è un punto fermo di questa federazione: un tecnico, una volta arrivato ad alto livello, può allenare più di un campione nell’arco della propria carriera”.

Archiviato il triangolare di Halle, come proseguirà l’attività under?

“Le attività tecniche sono già programmate. Diversi junior, soprattutto per quanto riguarda lanci e salti, parteciperanno alle attività di sviluppo anche prima del tradizionale raduno di Pasqua, che si svolgerà a Grosseto dal 12 al 15 aprile e che sarà dedicato soprattutto agli under 20. L’attività allievi verrà infatti sempre più delegata ai settori tecnici regionali. Le staffette hanno progetti dedicati: i ragazzi si alleneranno insieme in diverse occasioni, per confrontarsi e provare i cambi.

Grazie al Progetto Meeting avranno diverse occasioni agonistiche dedicate, sia a livello individuale che in chiave 4x100”.

La vittoria della squadra femminile, il secondo posto nella combinata, la tripletta di Carolina Visca, Giada Andreutti, Sara Fantini: i lanci hanno stupito? 

“Dai lanci lunghi sono arrivati risultati davvero buoni: nel triangolare eravamo abituati a subire dai tedeschi e a batterci con i francesi, e invece questa volta siamo stati protagonisti in tutte le gare. È in atto un bel turnover, senza contare che in alcune specialità - penso per esempio al martello femminile - il bacino è più profondo. I risultati di Halle sono frutto anche di un calendario azzeccato: i Campionati Italiani di lanci lunghi svoltisi una settimana fa ci hanno permesso di schierare in Nazionale ragazzi ancora in piena forma. Il risultato della squadra mi dà fiducia anche in vista della Coppa Europa di lanci a Las Palmas: abbiamo selezionato la squadra under 23 migliore possibile, e vogliamo confermare il trend positivo iniziato qui in Germania”.

“Il potenziale della squadra junior si esprimerà completamente solo a luglio a Grosseto. Non dobbiamo dimenticare che questo bel risultato, qui ad Halle, è arrivato senza schierare alcune delle nostre stelle, come lo sprinter Filippo Tortu, la mezzofondista Marta Zenoni o il triplista Andrea Dallavalle. Faccio l’esempio dei 400: mancava quello che sulla carta è il nostro uomo di punta, Vladimir Aceti, eppure Alessandro Sibilio e Edoardo Scotti, che è ancora allievo, sono stati primo e secondo. In questa fascia d’età le soprese sono frequenti e sempre ben accette”.

Questo è stato il fine settimana degli Europei di Belgrado. Quale di questi atleti sarebbe già pronto a giocare con i grandi?

“Sicuramente fra i ragazzi che ho visto in campo ad Halle ce ne sono alcuni che, per maturità tecnica e agonistica, non sfigurerebbero in un palcoscenico superiore. Elisa Di Lazzaro ha dimostrato una continuità e maturità impressionante, e lo dimostra il record italiano under 20 migliorato tre volte agli Italiani junior, agli Assoluti e ieri in maglia azzurra. Lo stesso discorso vale per Rebecca Borga, già capace di conquistarsi un posto da protagonista nella finale dei 400 agli Assoluti e che lascia intravedere una crescita importante. Ma anche Simone Barontini, sugli 800, non sfigurerebbe in un contesto superiore. E sono convinto che in estate diversi U20, oltre a Tortu, potranno giocarsi un posto nelle staffette che contano” (fidal.it)

 

 

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