stefanobaldini.net

Stefano alla Chief Coach Youth Academy in Germania

 

Il DT del settore giovanile e allo Sviluppo ha preso parte ad una sei giorni di formazione internazionale all'Accademia di Mainz (Germania)

"Chief Youth Coach Academy" per esplorare il presente e il futuro delle nuove generazioni dell'atletica europea. La DLV-Trainerakademie di Mainz (Germania), dal 27 agosto al 1° settembre, ha ospitato sei intense giornate dedicate alla formazione dei Direttori Tecnici nazionali giovanili del Vecchio Continente. Un'importante occasione di confronto a livello internazionale organizzata da IAAF, EA e DLV (la Federatletica tedesca) che per l'Italia ha visto la partecipazione del DT allo Sviluppo Stefano Baldini.

"E' stata un'esperienza molto interessante - spiega l'olimpionico azzurro di Atene 2004 - e ricca di spunti. Eravamo una ventina di DT under 18 al lavoro per 10-12 ore al giorno. Gli argomenti trattati hanno spaziato su diversi ambiti: dalla parte tecnica a quella psicologica, passando per fisiologia e genetica. Il focus era ovviamente sull'attività giovanile tra sviluppo e allenamento, con in primo piano le problematiche che spesso portano del drop out. Un fenomeno che ovviamente non riguarda solo la realtà italiana".

A coordinare i lavori sono stati Günter Lange (IAAF Senior Education Manager) e Wolfang Killing (Direttore DLV Academy Mainz). Tra i vari interventi in programma quelli dello statunitense Loren Seagrave (velocità) e dei tedeschi Herbert Czingon (asta), Elmo Neuberger (genetica), Pericles Simon (fisiologia), Scott Grace, Dietmar Chounard, Jorg Peter (psicologia) e Jurgen Bernhart (tecnico DLV Academy).

Che cosa porta a casa Stefano Baldini da questa esperienza? "Sono rimasto molto colpito dal livello di strutture come quella dell'Academy tedesca e dall'organizzazione sportiva del sistema scolastico che in pratica affianca e coinvolge in maniera crescente i giovani studenti dai 9 ai 18 anni. La Gran Bretagna, invece, investe molte risorse nell'atletizzazione degli under 15 con un sistema premiante meno legato ai risultati e più concentrato sulle abilità che si maturano nel corso del tempo. Si chiama Athletics 365 e prevede, come nel karate, una gradazione di livelli basata su dieci colori. La CYCA continua fino alla prossima estate con la presentazione del project work su cui ognuno di noi sta lavorando e che nel mio caso riguarderà il percorso di avvicinamento e costruzione della squadra azzurra per gli Europei U18 del 2018". E l'Italia dell'atletica? "Diversi colleghi di altri Paesi hanno apprezzato la capillarità della nostra attività giovanile su tutto il territorio e nel corso di tutto l'anno".

Da questo punto di vista quali sono i prossimi appuntamenti riservati ai giovani dell'atletica italiana? "In agosto una quarantina di atleti del comparto endurance (mezzofondo e marcia, ndr) si sono allenati in altura a Sestriere. Dal 31 ottobre al 4 novembre a Grosseto organizzeremo il consueto raduno abbinato alla conferenza di programmazione dell'attività degli under 20 proiettati sugli Europei U18 di Gyor (Ungheria, 5-8 luglio) e sui Mondiali U20 di Tampere (Finlandia, 10-15 luglio). Contiamo di coinvolgere un centinaio tra allievi e juniores con i rispettivi tecnici".(fidal.it)

Gazzetta.it compie 20 anni e celebra venti storie da prima pagina

 

Baldini 2004, ai Giochi di Atene il capolavoro del dio di Maratona

L'azzurro si esalta sui 42 km e conquista un oro da brividi battendo il brasiliano De Lima, aggredito a 6 km dal traguardo da uno squilibrato, e scalando così l’olimpo dell’atletica

03 SETTEMBRE 2017 - MILANO

Fra i tanti titoloni della prima pagina della Gazzetta che hanno fatto storia accanto, anzi due anni prima, dell'imbattibile "Tutto vero" dei Mondiali di calcio 2006 c'è sicuramente "Dio di maratona". Perché non suonò blasfemo? Perché in quel 29 agosto del 2004 all'Olimpiade di Atene Stefano Baldini realizzò veramente il massimo delle imprese concesse a un uomo di sport, perché sul traguardo dello stadio Panathinaiko apparve veramente come un semidio. Appunto dio di maratona, come e forse ancora di più di Gelindo Bordin, il veneto con cui condivideva l'allenatore Luciano Gigliotti, che nell'88 a Seul lo aveva preceduto nella stessa impresa ma senza la cornice mitologica che solo l'antica Grecia e il percorso caro a Fidippide potevano concedere. Certo, parliamo di un'epoca in cui i corridori africani non avevano ancora preso le misure dei 42 chilometri e 195 metri (per la verità non le hanno prese del tutto ancora adesso) ma Stefano a 33 anni era allora all'apice di una carriera prestigiosa che l'aveva portato a correre con i migliori alle maratone di New York e Londra ed era fra i favoriti anche ad Atene.

POEMA OMERICO — Quell'oro olimpico vale più di qualsiasi vittoria nelle classiche del podismo, perfino più di un'accoppiata Boston-New York: non solo perché ottenuto sul più prestigioso traguardo della maratona ma anche per i colpi di scena della gara che fu degna di un poema omerico. Era previsto dal copione che nell'ultima giornata di quell'Olimpiade trionfale per i colori azzurri toccasse al nostro Baldini controllare il plotone che accompagnava il favorito d'obbligo, il keniano Paul Tergat. Era previsto dal copione anche che qualcuno, in questo caso il sudafricano Ramaala e il brasiliano Vanderlei de Lima, provasse ad andare in fuga per risvegliare quell'andatura sonnolenta. Era meno previsto invece che l'uomo diventato ultimo tedoforo all'Olimpiade di Rio, cominciasse a fare sul serio costringendo proprio l'azzurro a quell'inseguimento che passerà alla storia dell'atletica. La cronaca sportiva racconta del cedimento clamoroso del campione mondiale Gharib (solo 11° all'arrivo) e del primatista mondiale Tergat (solo 10°) mentre uno sconosciuto eritreo rifugiato negli Usa, Meb Keflezighi, lascia un'ombra imprevista alle spalle della maglia bianca dell'azzurro.

AGGRESSIONE — La cronaca "nera" mostra invece un fanatico religioso in gonnellino scozzese, tale Cornelius Horan, che a sei chilometri dall'arrivo invade il tracciato come aveva già fatto al Gran Premio di Silverstone del 2003. Sono immagini che non appartengono solo alla storia dello sport: il brasiliano aggredito che viene sorretto e rimesso in gara da un corpulento uomo barbuto, Baldini che stacca Keflezighi e raggiunge De Lima a tre km dal traguardo sono nei nostri occhi ancora oggi. Una rimonta su cui si discuterà a lungo: Baldini ha sempre sostenuto (a ragione) che l'aggancio sarebbe avvenuto anche senza l'aggressione, Lima ha riveduto solo nelle interviste all'Olimpiade di Rio la posizione secondo cui senza lo stop sarebbe arrivato da solo al traguardo. A 108 anni dal pastore-contadino Spyridon Louis toccava dunque a un ex contadino emiliano entrare per primo nello stadio Panathinaiko con 2h10'55" davanti a Keflezighi e allo stesso Lima. Quell'immagine del dio di maratona, oggi c.t. giovanile degli azzurri, col pugno alzato è ancora oggi la più diffusa icona mondiale della maratona.Fausto Narducci

Su lastampa.it si parla di Sestriere

 

Baldini: “Sogno la corsa in montagna ai Giochi”

A Sestriere l’ex olimpionico di Atene 2004 a cacca di talenti ed eredi

 

Luca Casali

Stefano Baldini alza la testa e sorride. A Sestriere, a fianco della pista di atletica, c’è un sentiero di appena 700 metri. Si chiama “sentiero Stefano Baldini”, intitolato all’ultimo italiano a vincere una maratona olimpica, ad Atene, nel 2004; l’uomo al quale la Fidal ha dato il bastone di comando del settore “Giovanile e dello “Sviluppo”. Perché l’Italia dell’atletica ha bisogno del suo carisma e al suo essere vincente per un rilancio che, dopo i mondiali di Londra con zero medaglie, non più aspettare. Baldini guida i giovani e sceglie Sestriere. La sua pista e le sue strutture. E sposa la filosofia della corsa in montagna. 

 

Trail, ultra trail, endurance trail: sono la nuova frontiera della corsa in montagna che sta portando a correre sui sentieri milioni di nuovi podisti in tutto il mondo. E’ d’accordo Stefano Baldini su questo modo di intendere l’atletica? O è una forzatura?  

“Nessuna forzatura, tutto il movimento che produciamo in natura o su un percorso misurato, piuttosto che su una pista di gomma si chiama atletica, benessere e performance. Non tutti hanno il cronometro come obiettivo, è anche bello misurarsi con se stessi su un percorso impegnativo, l’importante è essere pronti e preparati”. 

 

Il futuro dell’atletica leggera passa, anche, dalla corsa in montagna?  

“Abbiamo una bella tradizione, che si rinnova nel tempo grazie alle imprese dei ragazzi che si specializzano nella corsa in montagna. Ci sono anche atleti che la utilizzano come preparazione a maratone o per il cross, io stesso sono stato assiduo frequentatore dei percorsi in natura quando finalizzavo le gare più importanti, nei giorni di rigenerazione”. 

 

In pista i talenti azzurri fanno fatica ad emergere: potrebbe essere diverso in montagna ?  

“In pista la concorrenza si è moltiplicata e questo rende tutto più impegnativo; l’Africa è sempre più dura da battere. Lo spazio per far bene c’è ancora, i nostri ragazzi devono andare a prenderselo con pazienza e dedizione, niente arriva da una stagione all’altra. Bisogna sudarsi ogni piccolo miglioramento, celebrarlo e dimenticarlo in fretta per guardare avanti. In montagna siamo sempre competitivi, peccato che non si possa poi coltivare un sogno olimpico in questa specialità”. 

 

Quanto conta avere una corretta dinamica di corsa per districarsi sui sentieri e stare sulle gambe per ore e ore che sono necessarie per coprire distanze che raggiungono e superano anche i 100 chilometri?  

“Fondamentale a tutte le velocità e su qualsiasi fondo mantenere una meccanica di corsa naturale, agile e economica. Risparmiare energie è la base di tutto perché chi sa correre arriva lontano. Anche gli allenamenti sulla forza hanno grande importanza per chi corre distanze lunghe e su sentieri accidentati, ovviamente non per avere le masse muscolari di lanciatori e velocisti, ma per abbassare i consumi e essere sicuri in discesa”. 

 

Sestiere e l’atletica leggera: infine la ripresa dell’attività. Una pista che sarà rifatta nuova nel 2018 e la Fidal che crede nell’attività di preparazione in altura sulla pista e sui sentieri, come quello intitolato a lei, del Colle.  

“Da qualche anno siamo sempre più presenti e nel 2017, oltre agli stage della corsa in montagna con Paolo Germanetto, abbiamo iniziato un percorso educativo all’allenamento in quota con 30 mezzofondisti che corrono dagli 800 metri alla maratona, oltre ai marciatori e tutti Under 25. La pista nuova ci darà la possibilità di mettere le scarpe chiodate ogni giorno e i pistard più forti, anche stranieri, grazie al passaparola, verranno a provare un anello a 2050 metri di altitudine. Il percorso Baldini è una piacevole sorpresa. Vicinissimo alla pista, va bene come riscaldamento ma anche per correre forte su uno sterrato davvero bello: sono onorato e orgoglioso dell’iniziativa del Comune; lo stiamo usando parecchio”. 

 

Stefano Baldini sarebbe mai potuto essere un trailer?  

“Sono un uomo di pianura che ha imparato ad amare la montagna, così come amo la velocità. Correre forte, senza l’ausilio di nessun mezzo meccanico, è la cosa che mi ha emozionato di più nella vita. Mi manca molto”. 

 

Corre ancora, oggi?  

“Corro 3 o 4 volte la settimana, senza un programma di allenamento, giusto per stare bene e divertirmi, di solito corro dai 10 ai 15 km in progressione, ma a volte mi piace ancora fare delle prove su distanze brevi. Ogni tanto faccio qualche gara per iniziative benefiche, la grinta e la passione per il movimento ci sono sempre”.

Gazzetta.it 2004 L'importanza del Coach e del Team

Il professor miracolo

Pubblicato nell'edizione del 30 agosto 2004

Gigliotti, l' allenatore di due olimpionici: Bordin e Baldini. «Stefano è eccezionale»

Il Prof ride, il Prof piange, il Prof non sa cosa fare, il Prof non ci sta più dentro: «Fatemi chiamare casa per dire che sono ancora vivo...». Il Prof, il grande Prof, è Luciano «Lucio» Gigliotti, settant' anni splendidamente portati, un bel paio di furbi baffetti, una parlata con inflessione modenese e una carica infinita. E' più di un allenatore. Senza di lui, forse, l' atleta Stefano Baldini non esisterebbe. Anzi, che diamine: il campione olimpico Stefano Baldini. E non ci sarebbe nemmeno questa notte da brividi. Con la maratona che va da Maratona fino al cuore di Atene, lungo il percorso più suggestivo, lungo quarantaduemilacentonovantacinque metri che profumano di gloria. E il Panathinaiko che, col suo carico di fascino e di tradizione, di colpo si colora di bianco, di rosso e di verde. Che spettacolo, che gioia, che impresa. In Italia dire maratona equivale a dire Lucio Gigliotti da almeno vent' anni. Il primo importante successo internazionale di un suo allievo risale all' 86 quando Gelindo Bordin vinse gli Europei di Stoccarda. Già, Gelindo, Gelindoro. Dopo Seul ' 88, ecco Atene 2004. L' attesa e l' incantesimo di un' Italia senza olimpionici per sedici anni, lo hanno rotto dieci giorni fa Ivano Brugnetti e la sua cavalcata trionfale nella venti chilometri di marcia. Ma c' è un lungo filo sottile che unisce le maratone a cinque cerchi della Sud Corea e questa di Grecia. Il comun denominatore è appunto Gigliotti, il Prof. Uno che, dopo Bordin, ha guidato a vittorie che hanno fatto la storia campioni come Alessandro Lambruschini, oggi suo genero e Maria Guida, campionessa continentale di maratona in carica. Lucio è nell' atletica da cinquant' anni: «Nel ' 57 - ama ricordare - sulla carbonella del Giuriati di Milano, corsi un 800 in 1' 55"». Famiglia a parte, ha un altro grande amore: il rugby. Col Modena ha giocato una partita in serie A, poi ne è stato a lungo dirigente. Lucio sapeva, Lucio non bluffa mai: «Non firmerei per il bronzo» aveva detto alla vigilia. Ieri ha accompagnato Stefano alla partenza. E' stato con lui fino a quando ha potuto. Poi, in fretta e furia, coi mezzi dell' organizzazione, ha fatto ritorno ad Atene. S' è diretto al Panathinaiko e quando si è seduto in tribuna presso la postazione Rai, circa cinquanta minuti di gara se ne erano già andati. Seguirne gli sviluppi al suo fianco è stata un' emozione nell' emozione. «Troppo piano, stanno andando troppo piano - ha sbuffato poco dopo il passaggio al 15° chilometro -: così rischiano di coinvolgere nel gioco anche degli outsider e l' accelerazione sarà violenta». Non s' è spaventato quando Raamala ha provato ad allungare, non ha aperto bocca quando è stata la volta di Lima. Baldini è sempre stato nelle posizioni di testa: «E' bello, è bello, si vede che sta bene» ha spiegato il coach poco dopo la mezza. Poi, finalmente, s' è mosso l' iridato Gharib, un califfo: «Era l' ora - ha esclamato Gigliotti - adesso la gara entra nel vivo». Il vantaggio di Lima, però, è salito fino a 42 secondi: «Non mi piace - ha sentenziato - potrebbe diventare un' azione pericolosa». Lì è cominciato il Baldini-show: «Sta correndo sciolto, ha tutto per arrivare fino in fondo - ha commentato l' allenatore -: Tergat, invece, ha un' ampiezza eccessiva». E infatti: il gruppo, sotto l' azione dell' azzurro, si riduceva e anche il keniano era costretto a rallentare. Fino all' invasione, al corpo a corpo con Keflezighi, al sorpasso su Lima e agli ultimi interminabili dieci minuti di azione solitaria. «E' fatta, è fatta» ha presto gridato il Prof, mentre altri suggerivano ancora prudenza. Di colpo, dal suo zainetto, è comparso un vessillo tricolore: «Sta qui dentro da sei mesi - ha svelato - dal giorno in cui abbiamo cominciato a pensare a questa maratona. Sapevo che stasera ci avrebbe fatto comodo. Il ragazzo ha fatto una cosa enorme, da infarto. Rispetto a Bordin mi ha fatto soffrire ancora di più, perché quella di Gelindo non fu un' impresa annunciata, mentre sapevo in che condizioni stava Stefano. Ero addirittura preoccupato tale era la sua sicurezza. Del resto è un uomo con qualità speciali, lucido, serio, determinato e capace di finalizzare al meglio gli obiettivi. E' solo lui l' artefice di questa impresa, ma voglio ringraziare chi ci ha sempre seguito con professionalità e passione, in particolare il dottor Pierluigi Fiorella e il fisioterapista Daniele Parazza». Anche loro due hanno ricevuto i grazie dei tifosi e i complimenti degli staff stranieri: «Lavoro con Stefano dal ' 93 - spiega Parazza anche a nome di Fiorella -. E' una persona eccezionale, con una grande carica umana. Quest' oro è nato in Namibia, nei due raduni di gennaio e marzo a 1860 metri di quota. Poi ci sono state tante altre tappe e tanti altri stage. Ma quel che ha fatto la differenza è il carattere dell' atleta. Erano di mercoledì gli ultimi test sul lattato: eravamo rimasti sbalorditi. Lavorare con Stefano è un onore». Anche la maratona è una disciplina di squadra. Andrea Buongiovanni (Gazzetta.it)

Atene 2004, 29 Agosto

 

Sono passati 13 anni, non c’erano smartphone e social network per comunicare. Invece internet era già una certezza. Grazie al sito maratoneti.com, ideato assieme a Daniele Caimmi e Ottavio Andriani, Stefano era all’avanguardia nella comunicazione. Ecco il suo post la mattina della gara e l’articolo scritto da Alessandro Fino che racconta la maratona olimpica.

 

Grazie a tutti!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Visite: 271

 

Finalmente questo giorno e' arrivato. Credo di parlare anche a nome di Daniele: sappiate che comunque andra' questa non e' una guerra, ma una gara sportiva, nella quale noi non cercheremo il risultato ad ogni costo, ma di divertirci per primo, onorare l'Italia che rappresentiamo con il massimo dell'impegno per secondo, e per concludere correre per tutti quelli che tifano per noi. Di questo vi ringraziamo gia' da adesso. "Enjoy the competition" diceva un grande atleta del passato, per me sara' cosi'. Ciao a tutti, Stefano.

 

Baldini è ORO olimpico!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Visite: 140

 

Da Atene Non e’ un sogno. E’ Stefano Baldini Oro Olimpico. Poco dopo le 20,10 di questa magica serata di domenica 29 agosto 2004 Stefano Baldini e' Campione Olimpico di Maratona. Dopo 16 anni dalla vittoria di Gelindo Bordin il campione reggiano corona con un’impresa incredibile la sua gia’ stupenda carriera. Stefano ha raccontato sulle pagine personali e sul sito di www.maratoneti.com l’avvicinamento all’Oro piu’ bello di un’Olimpiade, quello di Maratona. Il sapore di quest'oro riveste un significato particolare per non dire unico. E’ stato vinto ai Giochi Olimpici Moderni, nella stessa terra dove gli stessi sono nati nel VIII secolo a.C. e sono stati ricreati con forza e volonta' di uomini illuminati nel 1896. Veniamo alla gara. La condotta tecnica e tattica di Stefano e’ stata ineccepebile. Alla partenza da Maratona era tranquillo, aspettava solo la gara senza alcuna ansia o tensione particolare. Le tante gare e le grandi vittorie, come le sconfitte, gli hanno solo dato saggezza. Cadere e sapere rialzarsi, come arrivare a un filo di fiato da una grande vittoria internazionale non sono mai state iniezioni di sfiducia per Stefano. Anzi, tutto e’ servito per costruire una grande vittoria, per se’ stesso, per l’Italia e per chi lo ha incitato sino alla fine. Stefano ha controllato la gara sin dall’inizio, dopo 50 minuti di gara circa e’ scappato via il brasiliano Vanderlei De Lima. Stefano e’ stato il protagonista dell’azione che lo ha portato con calma e con il passare dei chilometri a recuperare. Sia Gharib (grande favorito e temutissimo avversario alla vigilia); che Tergat hanno tenuto il ritmo di Stefano senza pero’ rendersi a loro volta protagonisti. Con Stefano al termine dei terribili e temuti chilometri che conducevano al 35o chilometro circa c’era solo l’atleta di passaporto statunitense Keflezighi. Intanto clamorosamente un pazzoide (ne circolano tanti sui circuiti internazionali ultimamente…); ha placcato il brasiliano De Lima, testa della corsa che stava subendo una strepitosa rimonta da Baldini. Il brasiliano ha perso qualche secondo ed e’ rimasto per un tantino smarrito. Stefano Baldini lo raggiungeva poi nei chilometri finali, dopo che si era liberato della compagnia dell’americano Nel finale Stefano corre verso la Gloria e la Storia. L’entrata nello Stadio Panathinaiko e’ da brividi, I quasi 30.000 presenti sono solo per questo grande atleta. Bianco, non africano, con una maglia azzurra addosso. Stefano corre l’ultimo giro. A pochi metri dal traguardo comincia a gioire. Il tempo finale e' 2h10'54". L’esultanza e’ meritata, alza le braccia e gli occhi al cielo. Sta con gli dei, forse puo’ sentirsi come loro. Poi compie un gesto che forse la sua mente ha pensato tante volte. Si inginocchia e bacia la pista, compagna di tante fatiche e restutitrice di vittoria. Quindi la corsa e’ verso il suo tecnico, Lucio Gigliotti che e’ gia’ circondato dal dott. Fiorella dal fisioterapista Parazza. E’ la vittoria di Stefano e’ condivisa da tutti coloro che in questi ultimi mesi hanno costruito giorno per giorno i particolari di un grande appuntamento. Finalmente una bandiera tricolore. Stefano la prende con forza, adesso e’ il momento del giro di pista (saranno due e qualcosa in piu’ alla fine…); per raccogliere applausi e farsi fotografare da gente di ogni nazione. Stafano viene subito rapito, la premiazione e’ allo stadio Olimpico, dove alle 21,15 inizia la cerimonia di chiusura dei XXVIII Giochi Olimpici. Questa splendida medaglia d’oro e’ italiana e’ dell’Atletica Italiana…e’ di Stefano Baldini, reggiano di Castelnuovo di Sotto, ottavo di undici figli, figlio di due genitori che insieme a tutta la famiglia devono abbracciare questo ragazzo capace di dedicare la sua vita alla fatica… e premiato a 33 anni con l’oro piu’ luccicante di un’Olimpiade. L'inno di Mameli da qualche emozione a Stefano e agli italiani, momento indimenticabile. Daniele Caimmi e’ giunto invece in ritardo, finale in 2h e 23 minuti, si toccava gli adduttori all’arrivo. Per lui l’abbraccio di tutti per aver concluso seppur in difficolta’ la gara olimpica. Ottima prestazione per Alberico Di Cecco giunto nono a fine gara. Dietro di lui niente poco di meno che… Paul Tergat, il primatista del mondo. Avremo Stefano nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore…come avrete avuto modo di vedere… non lascia mai troppo soli i visitatori di www.maratoneti.com.... intanto.... GRAZIE STEFANO!!!!!!!!!!

In 2000 ad Amatrice: tutti alla “Corsa della Rinascita”

 

La Amatrice-Configno era alla sua 40esima edizione, la più delicata dopo il terremoto di un anno fa

Oltre 2000 podisti hanno partecipato domenica pomeriggio alla 40° esima edizione della Amatrice- Configno, la classica gara di corsa su strada di km 8,500 ribattezzata quest’anno “Corsa della Rinascita” a significare un ritorno alla vita dopo il terribile terremoto del 24 agosto 2016.

TRE MOMENTI –  L’avvenimento è stato vissuto in tre particolari momenti. Sabato sera una premiazione che ha visto coinvolti fra gli altri i campioni olimpici Stefano Baldini, Gelindo Bordin, Gabriella Dorio ed Ezequiel Kemboi, oltre agli ex olimpionici della maratona, oggi apprezzati giornalisti come Marco Marchei e Franco Fava. Il secondo significativo omaggio ad Amatrice è avvenuto domenica  mattina quando Gelindo Bordin e Gabriella Dorio, insieme a Bruno D’Alessio storico organizzatore della Amatrice- Configno ed a Luigi Salvi dell’ Associazione Configno hanno deposto una corona di fiori bianchi e rossi all’interno della Zona Rossa, tutt’ora inaccessibile, davanti alla Torre Civica. Uno dei luoghi di Amatrice più colpiti dal terremoto di un anno fa. Poi la gara, con la presenza record di oltre 2000 partecipanti.(Gazzetta.it Ph.Gianfranco Grazioli)

Due ori di Atene sulla pista di Cecina

Il campione della maratona Stefano Baldini è sulla costa per coniugare mare, relax e allenamenti, ha ritrovato un altro oro del 2004, Paolo Bettini

Stefano Baldini, il maratoneta medaglia d’oro alle olimpiadi di Atene 2004 e campione mondiale della mezza maratona, ha scelto la riviera cecinese per le vacanze e per coniugare il relax all’attività che porta avanti da diversi anni ormai, in qualità di direttore tecnico del settore giovanile della Fidal, la federazione italiana di atletica leggera.

In questi giorni, sulla pista di atletica messa a disposizione dal presidente dell’Atletica costa etrusca, Baldini si è allenato ed ha allenato sua figlia Alessia, velocista, e la giovane atleta bibbonese Alessia Niotta, già da qualche anno nel giro della nazionale azzurra.

Per l’occasione gli hanno fatto visita il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini e il consigliere Francesco Gori, accompagnati da un altro olimpionico, Paolo Bettini, anche lui medaglia d’oro ad Atene come maratoneta. L’amminstrazione comunale ha donato a Stefano Baldini e Alessia Niotta il “coccetto” in terracotta, simbolo della zona. 

“Per noi è un onore che un campione del tuo livello scelga la nostra zona per le vacanze e per gli allenamenti - ha sottolineato Niccolini consegnando l’omaggio -. Un omaggio anche ad Alessia, giovane campionessa, che sta portando in alto i nostri colori, augurandole i migliori risultati possibili”.(quinewscecina.it)

Su Sky Sport 24 speciale Ius Soli da Grosseto

 

Speciale Ius Soli: la situazione nello sport italiano

In un servizio per Sky Sport 24 (guarda il video video), Fabrizio Monari analizza la situazione legata allo Ius Soli nello sport italiano, specialmente nell’atletica in occasione dei Mondiali Under 20 di Grosseto.

 

Grosseto 2017 «È la sede ideale per la preparazione ai grandi eventi»

«Vi ho fatto divertire? » chiede il presidente Fidal Alfio Giomialla stampa, mentre la tribuna dello Zecchini canta a squarciagola l’inno di Mameli durante la premiazione della staffetta azzurra 4x400 campione d’Europa.

 

È l’ultimo atto di una manifestazione che rimarrà nella storia per una serie di motivi, a cominciare dalle presenze di pubblico sugli spalti dello Zecchini, arrivate a sfiortare le ottomila unità.

 

«L’Italia ha preso la via della maturità – è il commento del commissario tecnico della nazionale Stefano Baldini – Il medagliere ha un valore relativo, anche se abbiamo fatto il record di medaglie, di medaglie d’oro, abbiamo fatto quasi il record di punti, che è la classifica che m’interessa di più: ti dice la profondità di questo movimento che ha prodotto 24 primati personali, 24 finalisti. Sono molto soddisfatto di questa squadra che si è espressa al meglio, anche in considerazione che abbiamo messo tanti ragazzi under 18, under 19 in una manifestazione che dovrebbe essere formativa ma che per molti è stata qualcosa in più: vedi le medaglie di Visca, Battocletti e quella della Vandi nella 4x400 femminile. C’è una grande armonia nel settore giovanile. I ragazzi vengono fuori nel momento che conta: quattro primati nazionali non sono pochi e c’è stata la conferma delle nostre punte. Il fatto che negli Europei Under 23 in Polonia e qua a Grosseto abbiamo vinto il medagliere maschile e questo la dice lunga come stiamo lavorando e di cosa spero di dare a Locatelli per l’alto livello. 

 

Io godo di uno staff di alto livello, che ho implentato con ex atleti come Vizzoni, Mori, Frinolli. È il risultato di un anno di grande lavoro che ci deve portare a fare un salto di qualità. Ecco perché il mio ruolo è sul settore giovanile ma anche sullo sviluppo». 

 

I meriti di Grosseto. Baldini fa presente che «la motivazione di questi ragazzi si è vista fin dalla cerimonia inaugurale: cantavano l’inno per le vie di Grosseto. Questo evento ha coinvolto tutta la città. Ci eravamo preparati bene e questo grazie a Grosseto, una sede di allenamento abituale». 

 

«Continueremo – aggiunge il ct Baldini – a utilizzare Grosseto perché ci regala, dopo queste gare, un impianto eccezionale. Ci siamo trovati benissimo. A fine ottobre saremo qui per la programmazione annuale per l’under 20. Quindi un arrivederci a Grosseto nella speranza di poter utilizzare questo impianto anche per manifestazioni di carattere nazionale come i campionati italiani, perché qua si sta veramente bene e la pista è stata rifatta alla grande: al di là del vento contrario nella velocità pura si sono visti dei risultati eccezionali sia dalle pedane che in pista». 

 

Cosa le rimane di questa esperienza?

 

«La tanta energia che questi ragazzi regalano all’atletica italiana. Io e miei collaboratori dobbiamo solo alimentarla, continuare a darci dentro: gli altri non ci aspettano». 

 

L’emozione più grande? «Nella staffetta 4x400 che ci ha dato l’oro sembrava venisse giù lo stadio tanto era l’entusiasmo. Di questa esperienza mi rimarrà anche la tribuna, il pubblico che ha spinto Aceti, la Battocletti alla medaglia cui tenevano tanto. Organizzare significa anche questo: dare motivazioni all’ambiente». 

 

Il pubblico di Grosseto è partito innamorato di Filippo Tortu, ma ha imparato ad apprezzarne anche altri atleti.

 

«È bello così, oltre a Tortu ci sono stati altri ragazzi che si sono fatti voler bene. In primis Aceti, e lo dico scherzosamente, ha anche battuto Filippo nel medagliere: lui la doppietta d’oro l’ha fatta, mentre Tortu ha fatto oro e argento. E quindi i due compagni di allenamento sul campo di Giussano portano a casa un bel bottino. Filippo è stato un capitano eccezionale, come la Di Lazzaro alla quale è mancata solo la medaglia. Abbiamo una squadra con un gran carattere». (iltirreno.it)

 

 

Grosseto 2017: energia giovane e grande atmosfera

 

Il presidente FIDAL Alfio Giomi e il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini commentano la 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusa nella città toscana video

Quattro giorni e quaranta ore di gare. 1159 atleti di 47 nazioni che si sono contesi le medaglie e i 44 titoli in palio. 42 ore di evento trasmesse in Eurovisione, 125 operatori dei media accreditati da tutta Europa comprese diverse TV internazionali. Ecco solo alcuni dei numeri della 24esima edizione dei Campionati Europei under 20 appena conclusi a Grosseto. "Una città - commenta con soddisfazione il presidente FIDAL Alfio Giomi alla guida anche del Comitato Organizzatore di Grosseto 2017 - che è tornata ad accoglierci dopo gli Europei Juniores del 2001 e i Mondiali U20 del 2004. Con impianti rimessi a nuovo e uno stadio pieno come non mai con un'atmosfera meravigliosa. Penso che chi è venuto a vedere le gare dal vivo avrà da raccontare un'esperienza indimenticabile così come quella dei giovani atleti in pista. E' stata stimata una media di 10-12.000 presenze che si sono alternate nel corso di ogni singola giornata. Non posso che ringraziare chi ha permesso all'Italia dell'atletica di vivere questa fantastica avventura: l'Amministrazione Comunale in primis, le aziende partner, i giudici, i volontari e tutto lo staff del comitato organizzatore. Presto avremo i dati ufficiali di uno studio che abbiamo commissionato per valutare l'impatto della manifestazione sul territorio che, a quanto pare, in questi giorni ha registrato un autentico sold-out nelle strutture ricettive. Tanti buoni motivi che qui non possono non far pensare al futuro". 

BALDINI: "UNA SQUADRA FANTASTICA!" - Grosseto 2017, il giorno dopo. Allo Stadio Zecchini oggi non ci sono gare, ma nell'aria resta l'eco freschissima del fantastico finale degli Europei under 20: l'oro della 4x400 azzurra maschile con l'inno d'Italia cantato a squarciagola da tutta la tribuna, compreso il DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini. "La voce anche stavolta se ne è andata, come purtroppo questi bellissimi giorni di gare. Tra Bydgoszcz e Grosseto abbiamo vissuto due settimane di grande lavoro, ma anche di grandi soddisfazioni. Risultati che, grazie al confronto con il resto del Vecchio Continente, ci danno delle certezze e delle indicazioni su quello che c'è ancora da fare. Degli Europei U20 resteranno tante emozioni e il ricordo di un evento che ha dato belle risposte sia in pista che dal punto di vista organizzativo. Eravamo il paese ospitante e penso che abbiamo fatto una bella figura". 

 

Il bilancio finale della rassegna continentale non è fatto solo di cifre, ma anche di tante storie. "9 medaglie, 111 punti, 24 finalisti, 5 record italiani e 25 primati personali. Siamo di nuovo a piani alti di classifica a punti e medagliere con il primo posto in quello maschile come una settimana fa agli Europei U23. Ogni medaglia ha una storia e un percorso: aggiungere al podio individuale quello di squadra in staffetta come hanno fatto Aceti, Tortu e Sibilio, battendo primati che resistevano da tanto tempo è un bel valore aggiunto. I quartetti azzurri sono stati assolutamente protagonisti a Grosseto e considerando che tre dei componenti della 4x400 l'anno prossimo saranno ancora juniores, li aspettiamo in azione anche ai Mondiali U20. Insomma, tanti bei mattoncini per il futuro del nostro sport". Che cosa ha fatto la differenza a Grosseto? "Sicuramente l'atmosfera: è stata entusiasmante e ha generato una bella energia per l'atletica italiana che ora non bisogna assolutamente disperdere. E' il frutto di un lavoro programmato e iniziato da tempo con atleti, tecnici personali, società e staff tecnico federale. Grazie perché ognuno ha fatto la sua parte e questi risultati sono merito di tutti".    

LIVELLO TOP, ECCO LA GENERAZIONE DEI MILLENNIALS - "Molte prestazioni, come il livello complessivo della manifestazione, sono state davvero di spessore internazionale - continua l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 -. Su tutti i record del mondo del decathlon del tedesco Kaul e della 4x100 femminile della Germania (43.27 in batteria, ndr) e in generale i salti in estensione su una pedana fantastica. Atleti giovani come il triplista Dallavalle o "millennials" come Battocletti, Coiro e Visca si sono fatti trovare pronti nell'occasione che conta. Questa è la mentalità giusta che vogliamo vedere nei nostri ragazzi e nell'ambiente da cui provengono che ha permesso loro di crescere con serenità. Altri magari non erano al 100% e qui non sono potuti esserci: penso alla Zenoni che ci ha provato fino all'ultimo o alla Tommasi, frenata da un problema fisico, ma che nei 5000 sarebbe stata sicuramente protagonista. Attenzione, però, perché non finisce qui. Questo luglio azzurro continua con l'EYOF a Gyor in Ungheria: in un mese oltre 200 giovani tra i 15 e i 22 anni avranno vestito la maglia della Nazionale".

"I ragazzi a Grosseto ci hanno fatto sognare e divertire - aggiunge Tonino Andreozzi, assistente alla Direzione Tecnica del settore giovanile -. E penso che questo sia arrivato al tanto pubblico che c'era in questi giorni allo stadio e che ha ha dato una bella spinta in più quando si trattava di correre quell'ultimo rettilineo sotto la tribuna. La squadra è stata compatta e coinvolgente anche nel fare il tifo. Ma la squadra è anche quella dello staff tecnico federale a cui contribuisce la costante collaborazione con i tecnici personali". Da Grosseto ora il testimone passa a Boras, in Svezia, sede della prossima edizione degli Europei U20.(www.fidal.it)

 

Baldini: ''Bydgoszcz-Grosseto, l'Italia dei giovani''

 

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo passa in rassegna i risultati dei recenti Europei U23 con l'attenzione già proiettata sulla rassegna continentale under 20 in Italia dal 20 al 23 luglio (Video)

 

E' rimasto quasi senza voce. Dopo quattro giornate in prima linea ai Campionati Europei under 23 di Bydgoszcz, il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini ha gli occhi ancora pieni dello scintillio delle imprese degli azzurri. Tre ori, tre argenti e due bronzi, 29 finalisti, Italia quinta nel medagliere e nella placing table con 111 punti. Superato anche il record della precedente edizione degli EuroU23 a Tallinn 2015 dove erano arrivati 2 ori, 2 argenti e 4 bronzi, 25 finalisti e 109 punti. "Ci sono stati momenti davvero esaltanti a Bydgoszcz - spiega l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 - e in tribuna non sono mancati gli urli di gioia. Sabato con l'ultimo giro di Crippa sui 5000, mentre Falocchi era in lizza per l'oro nell'alto. Domenica con la fantastica doppietta Chiappinelli-Abdelwahed nei 3000 siepi e la Furlani bronzo nell'alto. Mi sono anche un po' commosso per la vittoria della Folorunso nei 400hs perché ha passato un periodo complicato per alcuni problemi fisici che, però, è riuscita a gestire molto bene. Yeman, Ayomide, ma anche Yohanes che lo era stato un anno fa ai Mondiali U20: i capitani dell'Italia Team non tradiscono mai, su di loro si può fare sempre affidamento".

 

E il resto del team come si è comportato?

"Squadra numerosa (83 gli atleti in Polonia, ndr), ma comunque competitiva a prescindere dalle controprestazioni che vanno sempre messe in conto. E' stata una settimana impegnativa, ma i nostri ragazzi hanno avuto l'atteggiamento giusto. Lo dimostra anche il fatto che a Bydgoszcz 16 atleti hanno ottenuto il personal best.  Senza un infortunio (Tanzilli nei 200m, ndr) e una squalifica (la 4x100 maschile, ndr) i finalisti sarebbero potuti diventare un paio in più. Devo dire grazie all'ottimo lavoro dei tecnici personali che hanno voluto condividere con la struttura federale una programmazione che li ha portati ad arrivare in forma a questo punto della stagione".

   

Scomponendo il medagliere, emerge il dato di un'Italia che al maschile con 6 metalli è prima a pari merito con la Gran Bretagna. 

"Sono numeri che emozionano e danno soddisfazione. E' vero parliamo di under 23, ma alcuni di questi giovani sono già maturi, fanno un'atletica di un certo livello e hanno davanti un gran bel futuro. Ma dobbiamo continuare ad investire anche su altri, non possiamo permetterci di perdere per strada nessuno. Per far questo serve poter continuare e se possibile implementare l'attività tecnica e di raduni che è stata organizzata quest'anno. Grazie allo staff tecnico e sanitario per il continuo supporto. E' già stato fatto molto, speriamo di aver ripagato la fiducia di chi ha concretamente creduto in questo progetto".                        

 

Per alcuni dei protagonisti di Bydgoszcz, gli Europei under 23 hanno rappresentato soltanto una tappa di questo 2017. All'orizzonte ci sono, infatti, i Mondiali di Londra. 

"Chiappinelli il minimo per Londra lo aveva già fatto al Golden Gala, la Folorunso lo ha ottenuto qui. C'è chi poi continuerà a gareggiare, qualcuno invece prenderà fiato per prepare cross e indoor. A metà ottobre ricomineremo a lavorare insieme per la prossima stagione".

 

Niente vacanze nemmeno per il DT Baldini: valigia già pronta per Grosseto e gli Europei under 20. 
"Le energie non mancano sicuramente e la voce tornerà. Ci prepariamo a vivere altre quattro fantastiche giornate di atletica. L'impianto è stato tirato a lucido e la pista è bellissima. Saremo forti e tosti. Vi aspettiamo tutti per tifare i nostri azzurrini che sono sicuro che ci faranno divertire". (fidal.it, foto G.Colombo)

Baldini: ''Bydgoszcz, una tappa per crescere''

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo traccia il profilo della squadra che sta per scendere in pista agli imminenti Europei under 23 in Polonia (13-16 luglio) Video

 

di Alessio Giovannini

Le gare inizieranno giovedì 13 luglio, ma la Nazionale italiana dei Campionati Europei under 23 di Bydgoszcz (Polonia) un record l'ha già battuto. Con 84 convocati (83 dopo la defezione del discobolo Anesa) è la squadra azzurra più numerosa che abbia mai partecipato a questa rassegna. "La configurazione del calendario - spiega il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini - ci ha dato una grossa mano per permettere ad un bel numero di atleti di raggiungere lo standard di iscrizione. Ma questo è anche il frutto di una generazione di ragazzi e ragazze che stanno crescendo molto bene e che già in passato hanno dimostrato il loro valore a livello internazionale. Tutto questo coadiuvato da un lavoro di preparazione che da febbraio ha visto il coinvolgimento di atleti e tecnici personali in un fitto numero di raduni federali".

 

In base alle graduatorie stagionali dell'European Athletics, 24 degli azzurri (12 uomini e 12 donne) di Bydgoszcz sono nella top-10 under 23 con Yohanes Chiappinelli leader continentale dei 3000 siepi grazie all'ottimo 8:27.34 corso al Golden Gala. Un crono che per il campione europeo junior 2015 vale anche lo standard di iscrizione per i prossimi Mondiali di Londra. "Come Yohanes ci sono anche altri atleti che qui possono avere l'occasione giusta per raggiungere il pass mondiale o provare a trovare spazio nei target numbers. E' il caso ad esempio di Ayomide Folorunso al rientro nei 400hs, Filippo Randazzo nel lungo e Erika Furlani nell'alto. Ci sono poi diversi azzurri che arrivano dall'esperienza nei college americani dove hanno affrontato la lunga ed intensa stagione NCAA. Quella degli under 23 è una categoria di maturazione agonistica e una rassegna come questa ha proprio il senso di spingere questi giovani verso il salto di qualità. Anche perché qui gli stimoli per migliorarsi davvero non mancano".

 

Scorrendo, infatti, l'entry-list è impossibile non notare nomi di big di livello assoluto come l'olimpionica croata del giavellotto Sara Kolak (68,43 a Losanna!) e del tedesco Max Hess (PB 17,52i), campione europeo in carica del triplo, il più giovane della storia dell'atletica continentale. In pista potrebbe puntare ad un'altra doppietta la turca di origine keniana Yasemin Can che ad Amsterdam 2016 ha conquistato 5000 e 10.000 e poi, a Chia, anche il titolo europeo di cross. Occhio alla ventenne tedesca Konstanze Klosterhalfen, fresca autrice di un sensazionale 3:59.58 sui 1500 in occasione dei Campionati nazionali ad Erfurt. Sul giro di pista - a prescindere dal fatto se opterà per la distanza con o senza barriere - il norvegese Karsten Warholm dopo il 44.85 nei 400 piani e il 48.25 nei 400hs, è senz'altro il superfavorito. Per la Polonia, l'uomo copertina della rassegna ha il volto del recordman mondiale junior del peso Konrad Bukowiecki (PB 21,51) che domina l'immagine scelta per la promozione dei Campionati. "Gareggiare al fianco di atleti di questo livello - aggiunge Baldini - per i nostri ragazzi è un'opportunità preziosa per confrontarsi con chi già vive al top l'atletica internazionale. Un'esperienza che 20 di loro hanno già sperimentato anche attraverso le recenti convocazioni in Nazionale senior".       

 

Saranno queste delle settimane molto intense per gli under dell'atletica italiana: Europei U23 a Bydgoszcz (13-16 luglio), Europei U20 a Grosseto (20-23 luglio) ed European Youth Olympic Festival a Gyor in Ungheria (23-29 luglio). In tutto 201 atleti in maglia azzurra: un bel numero e un bell'impegno. "Tanto lavoro, ma anche tanti giovani che hanno voglia di fare atletica, che sudano, sorridono e sognano per l'atletica. E questo è quello che ti fa dire che ne vale la pena. In questi giorni a Grosseto è in corso un raduno in vista di Europei U20 ed EYOF sugli impianti appena rinnovati. Si tratta di strutture che saranno una grande risorsa per la nostra attività anche a seguire".

 

Il messaggio del DT Baldini ai giovani dell'atletica italiana che stanno per affrontare l'Europa?

 

"L'atmosfera è di grande entusiasmo. Il mio invito è quello di vivere tutto questo con lo spirito giusto: concentrazione quando si gareggia, ma anche divertimento per portare a casa un bel ricordo di queste trasferte. In particolare a chi sarà in pista a Grosseto dico che hanno il privilegio di gareggiare in Italia e che un po' li invidio perchè nella mia carriera non mi è mai capitato di farlo in maglia azzurra nel nostro Paese. E' da esperienze come queste che si possono costruire le basi per il futuro di questa nuova generazione".(fidal.it)

 

Il caldo estivo? I consigli del FrontRunner Baldini

 

Direttamente dal Blog di Asics FrontRunner, Stefano ci consiglia alcune strategie per rendere gli allenamenti estivi più produttivi.

 

Questi giorni sono stati davvero caldi. Nei fine settimana sono stato “murato” in campi di atletica leggera a seguire Campionati nazionali giovanili, dove tribune bollenti hanno avuto il sopravvento sulla voglia di correre. Ma durante la settimana, l’ora di tempo necessaria a una corsa ristoratrice è stata un’oasi nel deserto.

A quel punto, con temperature che tra Rubiera e Roma oscillavano facilmente tra i 32 e i 35 gradi, mi son chiesto se un allenamento di corsa lunga fosse veramente rigenerante e allenante. Non ho appuntamenti agonistici da finalizzare quest’estate anzi, mi chiedo ogni giorno come facessi a preparare una maratona nei mesi estivi. Chi si allena per Europei, Mondiali e Olimpiadi passa settimane “refrigerate” in quota, ma noi lavoratori? Sono abituato a uscite spesso monoritmo, uguali a quelle dei giorni precedenti, a intensità moderata, quei 15 km che a oltre 30 gradi sono in ogni caso faticose.

 

Cosa fare in alternativa?

Ho deciso che il caldo deve diventare un’opportunità invece che un disagio. Ho accorciato le sedute e aumentato l’intensità, per risvegliare un motore che diventa sempre più pigro, e di sfruttare queste settimane estive per fare cose che ormai avevo abbandonato e che, anche con l’afa, sono divertenti. 

 

Un esempio?

Riscaldamento di 4 o 5km e 10x200m ad intensità sub massimale con recupero 1’ da fermi (facendo andata e ritorno potete anche dissetarvi ogni due ripetute), una seduta che si potrebbe fare anche sfruttando una piccola pendenza correndo una volta in salita e una volta in discesa (max 4/5% di dislivello). Oppure, se il caldo non è così pressante e non avete un percorso misurato, fare 10 volte 1’ di corsa veloce da alternare con 2’ di riposo. Oppure ancora, 3 o 4 mini circuiti di 4 esercizi per gambe e tronco (esempio saltelli, addominali, dorsali per circa 30”) con 100m di corsa sostenuta tra un esercizio e l’altro e 1’ di corsa forte dopo il quarto esercizio, con recupero di 3’ e bevuta tra un circuito e l’altro. Così facendo, in tre settimane (12 allenamenti totali) devo ammettere che mi sento molto tonico, più brillante ed economico nella corsa. Ovviamente si suda comunque, ma sento un disagio nettamente minore e muscoli più forti.

Per chi volesse provare, attendo feedbak!

 

A Sestriere si corre nel cielo

 

Una bellissima giornata. Grazie davvero a Sestriere e a quello che sta investendo nello sport e per lo sport. Il Sentiero è un’idea che ho proposto in un incontro col Sindaco Marin durante un raduno di 4 anni fa. Da queste parti devi stare attento perché un’idea, se buona, prende forma in poco tempo. Ieri l’ho provato, molto bello, 700 metri di lunghezza e c’è già in progetto il prolungamento a 1km. A 2080 metri di altitudine, un bell’anello sterrato per correre forte mi pare un’ottima soluzione. Ad agosto ci torno e, durante il raduno del Progetto di Sviluppo, avrò l’occasione per correrci sopra un po’ di più. Prossimo obiettivo fondamentale, il rifacimento della pista, così si completa il lavoro.

Inaugurato a Sestriere il sentiero Baldini

 

Stefano Baldini, ex maratoneta e mezzofondista italiano medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Atene del 2004, ha inaugurato il sentiero a lui intitolato al Colle del Sestriere. Lunedì 26 giugno il sindaco di Sestriere Valter Marin, assieme al vicesindaco Gianni Poncet ed all’assessore Francesco Rustichelli, ha accompagnato Stefano Baldini lungo l’anello di 700 metri in terra battuta situato nella collinetta che affianca la pista di atletica a Sestriere. Un percorso panoramico pianeggiante, che oscilla su una curva di livello di circa 2080 metri d’altitudine, realizzato dal Consorzio Forestale Alta Val Susa e particolarmente ideale per gli atleti che vogliono lavorare in quota a ritmi più intesi.

Baldini al Sestriere

Baldini, che preparò i suoi grandi successi proprio allenandosi in quota a Sestriere, è apparso entusiasta del nuovo tracciato a disposizione degli atleti. In qualità di Direttore Tecnico Giovanile e per lo Sviluppo della Federazione Italiana di Atletica Leggera ha annunciato che porterà ad allenarsi gli atleti Fidal per tre settimane nel mese di agosto con l’obiettivo di preparare la seconda parte della stagione agonistica. “Vedere realizzato questo sentiero – ha dichiarato Baldini – che avevo suggerito qualche anno fa, è sicuramente una bella soddisfazione. Sestriere è stato, è, e sarà, uno dei posti che frequenteremo costantemente durante l’estate. Da quest’anno, in aggiunta ai raduni di corsa in montagna, faremo anche un’attività permanente durante il mese di agosto per educare all’allenamento in altura i ragazzi dell’attività di sviluppo nati tra il 1993 e il 1997. L’obiettivo è di creare, attorno ad un gruppo di 25/30 atleti che saranno in ritiro ad agosto con la Federazione, anche un’attrazione per tanti altri atleti che al momento in nazionale non sono ancora ma hanno voglia di condividere un periodo di allenamento assieme ai nostri. Un volano anche per gli atleti stranieri che sceglieranno di prepararsi in quota a Sestriere. Abbiamo avuto negli anni passati grossissimi risultati utilizzando gli allenamenti in quota e Sestriere rimane dal punto di vista paesaggistico e a livello di ospitalità uno dei luoghi migliori. Da atleta a Sestriere ho fatto la mia prima esperienza in altura e da qui sono passate tantissime fasi di allenamento. Questo posto ha sempre pagato tantissimo dal punto di vista del ritorno di condizione fisica”.

Comune e Fidal

Si rinnova così, prendendo decisamente più slancio, l’accordo siglato quattro anni fa tra il Comune di Sestriere e la Fidal. Un’intesa che ha portato una serie di interventi da parte del Comune per migliorare le infrastrutture dedicate all’atletica: dopo il rifacimento della pedana di salto (lo scorso anno) è stato realizzato il Sentiero “Gelindo Bordin” che va ad aggiungersi al Sentiero “Ivano Brugnetti” e da oggi anche al Sentiero “Stefano Baldini”: tre percorsi intitolati ad altrettanti grandi campioni olimpici che hanno costruito i propri successi allenandosi in quota al Colle del Sestriere. “Sestriere è una montagna di sport a tutti i livelli – commenta il vicensindaco ed assessore allo sport Gianni Poncet – Baldini, che si era allenato qui a tempi d’oro, è tornato portando il suo nome su questo sentiero inaugurato oggi. Per noi è un elemento importante per riportare le squadre dell’atletica leggera ad alto livello ad allenarsi in quel di Sestriere. Abbiamo una condizione ottimale con una sentieristica unica ed anche con una pista d’atletica a 2.000 metri con un glorioso passato legata a Meeting importanti che hanno visto sfidarsi big del calibro di Lewis, Johnson e Bubka che vorremmo riproporre per gradi assieme alla Federazione”.

 

I primi a correre sul “Sentiero Baldini” sono stati Pietro Riva, atleta azzurro attuale Campione Europeo Juniores nei 10mila, il primatista norvegese Sondre Nordstad Moen ed anche i maratoneti coreani in ritiro a Sestriere in vista dei Mondiali di Atletica in programma a Londra.(l'agenda.news)

 

 

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