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Su Runner's World la recensione di "Sempre con le ali ai Piedi"

  • Pubblicato: Martedì, 06 Febbraio 2018 15:40

«Ci vuole un fisico bestiale per fare un lavoro come il mio, ma basta un fisico normale, adeguatamente allenato, per tentare e, quasi sempre, vincere l’impresa di portare a termine una maratona. Con un adeguato allenamento possiamo trovarci fianco a fianco in uno sforzo non solo sostenibile, ma straordinariamente piacevole».

Sempre con le ali ai piedi di Stefano Baldini è un piccolo grande libro: 42 brevi capitoli e 195 consigli per entrare in modo perfetto, anche dal punto di vista numerologico, nel mondo magico della maratona. Non inganni l’esiguità delle pagine che, al contrario, ne è il punto di forza, l’elemento che consente di puntare all’essenziale. Non un manuale, quindi, ma un libro che con tanta umiltà restituisce il “senso” di una passione, che poi è il senso di una vita dedicata allo sport. Certo, Baldini è Baldini, un campione inarrivabile che è riuscito a mietere successi straordinari fino alla mitica vittoria di Atene 2004 che Linus, nella sua prefazione, celebra facendone l’apologia: «Quella di Stefano non è stata solo una vittoria, ma una specie di sublimazione, l’apice di un percorso che non sarebbe stato più lo stesso».

Male la prima. La carriera di Baldini è eccezionale, certamente frutto di una genetica superlativa che lo ha dotato di tutte le qualità biomeccaniche indispensabili per competere ad alti livelli, ma anche di un carattere che gli ha consentito di affrontare i tanti momenti difficili, primo fra tutti, nel 1995, quello successivo alla sua prima maratona, a Venezia, chiusa con un deludente sesto posto finale, allorquando pensò di dire addio a quel genere di gare. «Più che battuto dagli avversari – scrive – mi sentivo battuto dalla distanza. La maratona era stata più forte di me e avevo la sensazione che non avrei mai potuto sconfiggerla». L’anno successivo per Stefano è «straordinario, con una forma fisica e mentale fantastica», tale da consentirgli brillanti affermazioni su pista; concedersi una seconda possibilità è del tutto ragionevole, ma ecco che l’esperienza successiva, se possibile, è ancora più devastante. La maratona di New York è «un naufragio totale. Sulla First Avenue, dopo 30 km corsi con buona lena, finii di colpo la benzina e iniziai a camminare. Ero così distrutto dai dolori alle gambe e dalla mancanza di energia che per rientrare in albergo mi ci volle un taxi». Una disfatta che avrebbe annientato chiunque, ma che per Stefano Baldini riesce a essere il punto di ripartenza. Baldini e il grande Luciano Gigliotti, suo allenatore, capiscono che bisogna avere il coraggio di cambiare, è ora di intraprendere un programma specifico per la maratona e dedicarle i successivi cinque mesi di durissimo lavoro. Così a Roma, finalmente, quella distanza tanto temibile è domata: Stefano è primo.

La forza di andare oltre. I successi da quel momento in poi si susseguono, ma non mancano problemi fisici grandi e piccoli. Le Olimpiadi di Sydney, poi, sono un flop clamoroso e il campione italiano vi arriva Papa e ne esce cardinale. Sconfortante e, ancora una volta, un bivio: «Mollare tutto e farsi un’altra vita, oppure ripartire da zero e mettere Atene nel mirino, allontanando di quattro anni il giorno nel quale attaccare le scarpe al chiodo». Nello sport praticato a quei livelli la delusione e la conseguente frustrazione sono cocenti, l’equilibrio è messo a dura prova dall’alternarsi di «molti momenti esaltanti ad altrettanti momenti deprimenti. È quindi fondamentale lavorare con la testa, mettere a punto la capacità di leggere le situazioni in modo lucido, esaltarsi e rammaricarsi il giusto, indipendentemente dallo stato di forma del momento». In tale ottica la capacità di interpretare e gestire le proprie emozioni maturata da Baldini è eccezionale e costituisce la forza propulsiva in grado di condurlo, nel 2004, al trionfo della medaglia olimpica di Atene, patria della maratona. Sono passati quasi quindici anni da allora e questo straordinario campione, tutt’altro che arroccato sulla torre d’avorio dei suoi mirabolanti successi, testimonia che «correre è facile, divertente, fa star bene» e continua a vivere la corsa con il piacere di un tempo, «felicemente immerso in questo fluttuare di giovani, di gente che si muove correndo, di gare di tutti i livelli, dal top dell’atletica alla corsa di paese».(http://www.runnersworld.it/libro-ali-piedi-baldini-6893)

Stefano su Sportweek per Asics

  • Pubblicato: Domenica, 14 Gennaio 2018 08:11

Sportweek, il magazine di approfondimento di Gazzetta dello Sport che esce ogni sabato, dedica una pagina a Stefano, testimonial del brand Asics dall'anno 2000, per parlare e promuovere la nuova Gel Nimbus 20.

Vuoi diventare un Asics FrontRunner? Hai tempo fino all'11 Febbraio.

  • Pubblicato: Martedì, 06 Febbraio 2018 15:19

COSA SERVE PER ENTRARE NEL NOSTRO TEAM?

I membri del team ASICS FrontRunner sono Ambasciatori del movimento. Condividono la loro passione per il movimento, la corsa e lo sport. Ispirano. Motivano. Tanto offline quanto online. Vivono e amano semplicemente quello che stanno facendo: passano la maggior parte del loro tempo libero ad essere attivi e muovendosi e facendo muovere gli altri. Ti sembra familiare? Bene, allora dovresti considerare di unirti a noi e compilare alcuni dettagli nel nostro questionario. Vogliamo sapere di più su di te!

ESSERE UN ASICS FRONTRUNNER - QUALI VANTAGGI OTTENGO? Oltre ad appartenere ad una squadra che condivide la stessa passione per il movimento, ci sono molti altri vantaggi ad essere un ASICS FrontRunner, tra cui:

Accesso esclusivo alla nostra community internazionale ASICS FrontRunner


Fornitura stagionale gratuita di esclusivi capi e calzature da running ASICS FrontRunner


Partecipazione gratuita agli eventi ASICS


Avrai la possibilità di partecipare ad ASICS FrontRunner training camp internazionali


Scatti fotografici esclusivi


Accesso ad eventi esclusivi


Pettorali gratuiti per gare ASICS selezionate in tutto il mondo


Incontri con atleti di massimo livello


Consigli dagli esperti e dai professionisti ASICS FrontRunner


Riunioni della community degli ASICS FrontRunner (che saranno davvero divertenti)


Possibilità di partecipare alle nostre campagne promozionali e alle storie PR


Test prodotto (in molti casi relativi a prodotti pre-lancio)


Un sacco di ragioni per tenerti in movimento

PER QUANTO TEMPO FARÒ PARTE DEL TEAM? Il nostro obiettivo è motivarti a rimanere parte della squadra per un lungo periodo. In effetti, siamo felici di dire che molti dei nostri membri fanno parte della famiglia ASICS FrontRunner da anni. Per garantire che ognuno stia vivendo in pieno il movimento, si sia integrato con il resto della community e voglia ancora far parte del team, controlliamo tutti gli iscritti alla fine dell'anno. In caso di disinteresse per la comunità o nessuna partecipazione a gare o eventi (eccetto in caso di infortunio), in alcuni casi abbiamo purtroppo bisogno di escludere il membro dal guppo.

CHE TIPO DI IMPEGNO È RICHIESTO? Vorremmo vedere il nostro ASICS FrontRunner orgoglioso di appartenere a questa community esclusiva. Vorremmo vedere quell'orgoglio mediante la condivisione sui social media, durante eventi e manifestazioni. Dovresti essere un fan del marchio che indossi, dovresti provare i nostri capi e le nostre scarpe e se ti piacciono, raccontarli sul nostro blog e raccomandarli. Partecipare agli eventi del team almeno due volte all'anno, interagire e scambiare opinioni e interessi con il team, tanto offline quanto online. Rappresentare ASICS e il concetto di "Mens sana in corpore sano" come uno dei nostri "Ambassadors del movimento" all'interno del team ASICS FrontRunner, ispirare e motivare la comunità dei runner e degli sportivi. Produrre testi, immagini o video sulla tua passione.

POSSO AVERE ALTRI SPONSOR? Non ci sono problemi in caso di altri sponsor, basta che non siano dei competitor diretti di ASICS. Candidandoti a entrare nel nostro team, dichiari di non avere altri fornitori come sponsor. Nel caso in cui tu stia già collaborando con un altro fornitore, faccelo sapere.

La mia recensione di Asics Gel Nimbus 20

  • Pubblicato: Giovedì, 11 Gennaio 2018 14:35

E’ inutile negarlo, nella corsa, con gli anni che passano, le velocità di percorrenza e i tempi di appoggio al suolo si allungano. Si tratta di un andamento fisiologico assolutamente normale. Sta capitando anche a me, con la necessità di variare più spesso i modelli di scarpe da corsa rispetto ai 2 che abitualmente calzavo quando facevo 200km a settimana orientati alla performance massimale.

La GEL Nimbus taglia un traguardo importante come quello dei 20 anni, ed è una scarpa che sto utilizzando sempre più spesso nelle mie abituali uscite da 15km. La calzata è ottima, grazie alla tomaia a rete stampata in 3D, con il collo del piede morbido e perfettamente a suo agio grazie agli occhielli separati più deformabili. Rispetto al modello precedente si ha quasi la sensazione di aver bisogno di un mezzo numero in più e se la pianta del mio piede fosse appena più larga prenderei quella direzione.

Nella Nimbus c’è tutto quel che serve per esaltare la mia meccanica di corsa, dall’Adaptive GEL inserito nell’avampiede e nel tallone al perfetto connubio tra Speva e FlyteFoam che rendono l’intersuola della 20 la migliore da me mai provata in una scarpa neutra. Apprezzo da sempre la conchiglia esterna che mi offre un confort decisamente sopra la media e ospita l’inserto 3M fondamentale nelle uscite serali.

Ormai ci ho corso 350 km e le sensazioni sono ancora quelle del terzo allenamento, anche quando decido di cambiare ritmo, abbassare i tempi di appoggio a terra e concludere la mia uscita con delle variazioni di ritmo o in forte progressione. Il grip è al top, molto importante nei mesi invernali, da la sensazione di assoluto controllo e sicurezza in ogni appoggio e su tutti i terreni, nelle curve più strette e negli improvvisi cambi di direzione. Buon compleanno Nimbus 20.

Peso 305 g ▪ Differenziale di 10 mm ▪ Calzabilità ampia ▪ Calzabilità personalizzata ▪ Collo del piede morbido ▪ Protettivo ▪ Comfort eccezionale durante la corsa ▪ IGS ▪ Intersuola FluidRide ▪ Strato superiore in SpEVA ▪ Strato inferiore dell'intersuola in FlyteFoam ▪ Intersuola in SpEVA 45 ▪ Soletta interna in Ortholite X-40 ▪ Gel nell'avampiede e nel tallone ▪ Conchiglia del tallone esterna ▪ Guidance Trusstic ▪ Guidance Line ▪ 3M riflettente ▪ Ammortizzazione specifica per uomo/donna ▪ Da donna +3MM ▪ Suola in spugna di gomma AHAR ▪ Tassello del tallone in AHAR

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Negli ultimi trent'anni la Iaaf ha favorito molto lo sviluppo dei paesi africani, con progetti che hanno permesso a molti atleti di emergere aumentando fino al livello incredibile di oggi il mezzofondo mondiale. Con una battuta verrebbe da dire che ora deve favorire lo sviluppo dell'Europa, perché dal punto di vista dell'atletica siamo noi i Paesi arretrati, quelli "in via di sviluppo".
Stefano Baldini

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