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La mia giornata

  • Pubblicato: Lunedì, 09 Gennaio 2006 00:00
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Allenamento

Com’è organizzata la giornata di un maratoneta di alto livello?

Vi spiego com'era la mia: dipendeva molto dal posto in cui mi trovavo in quel momento, cioè se ero a casa oppure in ritiro da qualche altra parte.

Se ero a casa oltre all’allenamento c'erano tante altre cose legate alla vita quotidiana come tutte le persone comuni hanno: dalla spesa alle commissioni ai figli; quindi si va molto di corsa, in tutti i sensi! Quando poi dovevo anche gestire da solo mia figlia la corsa era doppia: le stavo vicino con assoluto piacere, infatti ho cercato di passare con lei più tempo possibile.

Mi alzavo quasi sempre alle 8 e andavo a dormire verso le 24; durante il pomeriggio mi concedevo spesso un riposino di mezz’ora. Gli allenamenti erano verso le 10 e le 17, nei periodi più intensi mi allenavo 13 volte la settimana (solo la domenica si riposava il pomeriggio) quindi il resto della giornata dovrebbe essere dedicato al recupero anche se è difficile fare l’atleta a tempo pieno, troppe sono le distrazioni legate alle cose di casa o agli affetti per poter essere concentrati al 100% solo sullo sport.

Però questo è anche positivo, è altrettanto sfiancante a volte stare tutto il giorno a pensare di fare o non fare qualcosa solo perché si vive esclusivamente in funzione dello sport, per me era molto stressante. Anche perchè durante la stagione c'erano almeno sei periodi di allenamento collegiale (i raduni della nazionale) di 20/25 giorni nei quali si pensa solo all’atletica. Quindi, almeno a casa, bisogna ricaricare le pile mentali.

Quando ero a casa ci sono state spesso uscite promozionali (per i miei sponsors): devi guidare parecchio, stare fuori anche tutta la giornata; in questi casi ci si allena dove capita e il mio sport fortunatamente ti permette di poterti muovere ovunque, basta organizzarsi un attimo, fondamentalmente non ho mai perso un allenamento. 

In raduno gli orari non cambiavano molto, quello che cambiava è la gestione del tempo libero (molto) che riempivo leggendo, lavorando al mio personal computer o col telefono, in fisioterapia o ascoltando musica. Durante questi periodi mi allenavo molto meglio ma non mi facevo mancare qualche uscita serale per una birra o per incontrare gente in un locale anche se gli orari di rientro erano sempre stretti, il giorno dopo c'era comunque un nuovo allenamento da affrontare.

Ci sono poi periodi dell’anno che sono di “scarico”, che sono quelli successivi a maratone o a gare importanti, nei quali facevo la stessa vita di un qualsiasi uomo della mia età e non mi facevo mancare nulla, diciamo che dopo tante settimane o mesi di “clausura” qualche tempo di libertà te lo godi ancor di più.

Questo stile di vita mi ha permesso di durare a lungo agonisticamente divertendomi, crescendo come persona, facendo sacrifici ma con la possibilità di ritagliarmi anche spazi per me. 

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Negli ultimi trent'anni la Iaaf ha favorito molto lo sviluppo dei paesi africani, con progetti che hanno permesso a molti atleti di emergere aumentando fino al livello incredibile di oggi il mezzofondo mondiale. Con una battuta verrebbe da dire che ora deve favorire lo sviluppo dell'Europa, perché dal punto di vista dell'atletica siamo noi i Paesi arretrati, quelli "in via di sviluppo".
Stefano Baldini