A+ A A-

Oggi le dimissioni da Direttore Tecnico Giovanile e allo Sviluppo Fidal

  • Pubblicato: Mercoledì, 15 Agosto 2018 15:34
  • Visite: 0

 

Atletica, Baldini si dimette: “Troppi errori e nessuno paga”

Il re della maratona ad Atene 2004 si dimette da c.t. giovanile con un duro J’accuse al Presidente Giomi: “Non condivido le scelte”

15 AGOSTO 2018 - BERLINO (GERMANIA) Andrea Buongiovanni

Stefano Baldini, il dio di maratona, alza bandiera bianca. Il campione olimpico dei 42 km di Atene 2004, dal 2010 referente tecnico del settore giovanile federale, si è dimesso. Lunedì con una comunicazione al presidente Alfio Giomi. Ieri formalizzando e ufficializzando la decisione con un documento scritto.

Baldini, perché? “Per motivi di natura tecnica e personali. E’ inutile che continui a lavorare 15 ore al giorno, cercando di far passare certi messaggi, se poi nulla viene valorizzato”.

A cosa si riferisce? “Agli Europei di Berlino, nella gestione della squadra, sono stati commessi errori clamorosi. Per serietà andrebbero ammessi. Invece, come già in passato, ho sentito solo stilare bilanci positivi e parole di difesa del proprio operato. Non è così che si cresce. L’autocritica deve essere schietta e fatta a caldo”.

Il presidente non ha cercato di farla tornare sui suoi passi? “Mi ha detto che leggerà le mia mail a settembre, così come domenica ha dichiarato che sarà il consiglio, sempre il mese prossimo, a valutare eventuali cambiamenti nell’organizzazione. Non sono queste le tempistiche con cui affrontare situazioni e problemi seri. Anche se di mezzo c’è il Ferragosto. Tra qualche settimana tutto verrà annacquato”.

Una decisione del genere matura nel giro di pochi giorni? “Nasce da lontano. Già l’anno scorso mi ero fatto da parte. Poi certi dissidi si erano appianati. In Fidal ho buoni rapporti e godo di piena autonomia. Ma non tutti i tecnici presenti agli Europei hanno potuto esprimersi come avrebbero voluto”.

Qual è in concreto il problema? “Il problema è che io pongo l’asticella molto in alto e non accetto che il mio nome sia associato a un gruppo di lavoro che si accontenta. Remo a una velocità diversa”.

Perché però, due anni fa, prima che la scelta ricadesse su Elio Locatelli, rifiutò la responsabilità del settore assoluto? “Presentai un progetto ambizioso che, anche per questioni economiche, non venne accettato”.

Non è fiero dei risultati raggiunti coi suoi ragazzi? “Sono super orgoglioso, come dei loro allenatori cresciuti nel tempo. A breve, come in ogni stagione, presenterò un consuntivo statistico che dirà della bontà del lavoro effettuato. Ma a trainare un movimento sono i podi assoluti”.

La settimana scorsa, in Germania, è avvenuto qualcosa in particolare? “C’è stata una deregulation totale, i modelli sono saltati. Ci sono state strane decisioni tecniche prese all’ultimo minuto. Chi sbaglia deve pagare”.

Si riferisce alla 4x400 donne? “Anche: con un gruppo così era difficile stare giù dal podio. Importanti investimenti sono stati dissipati. Quella staffetta, fosse stata figlia di regole chiare, avrebbe vinto”.

E’ un attacco al direttore tecnico Locatelli? “E’ un attacco a chi ha imposto modelli, anche di educazione e di condivisione e poi non li ha rispettati”.

Parliamo chiaro: ha ricevuto altre offerte? “Proprio no, ma all’estero non avrò difficoltà a trovare un’occupazione. Sono aperto e ragiono in grande”.

Non tornerà indietro? “Dopo queste parole non ci sarà modo. Nel caso, solo se ci fosse una vera inversione. Ma non ci sarà, niente accadrà. Sono un uomo di rottura, una figura ingombrante. Ma sono intellettualmente onesto”.

Azzurro Berlino del 11 agosto su Atletica.TV

  • Pubblicato: Lunedì, 13 Agosto 2018 14:58
  • Visite: 0

Stefano parla della penultima giornata degli Europei di Berlino con Nicola Roggero ospiti di Marco Sicari (guarda il video)

Azzurro Berlino del 9 agosto per Atletica.TV

  • Pubblicato: Venerdì, 10 Agosto 2018 06:00
  • Visite: 3

Guarda la trasmissione (video) di Marco Sicari con Stefano al commento tecnico della medaglia di bronzo Yohanes Chiappinelli assieme a Franco Bragagna e Nicola Roggero.

Azzurro Berlino per Atletica.TV del 7 agosto

  • Pubblicato: Mercoledì, 08 Agosto 2018 08:19
  • Visite: 3

Stefano ospite di Marco Sicari (guarda il video) per commentare il bronzo sui 10000 di Yeman Crippa agli Europei di atletica di Berlino, insieme a Nicola Roggero.

 

 

Azzurro Berlino del 6 agosto su Atletica.TV

  • Pubblicato: Martedì, 07 Agosto 2018 08:22
  • Visite: 3

Stefano con Marco Sicari e Nicola Roggero commenta le gare della prima giornata degli Europei di Atletica a Berlino (guarda il video)

Atletica TV, puntata del 25 luglio, Onda Azzurra protagonista

  • Pubblicato: Giovedì, 26 Luglio 2018 07:43
  • Visite: 316

Stefano ospite dello studio Fidal, argomento Europei Allievi, Mondiali Junior, Berlino 2018 e Elena Vallortigara a 2.02 nell'alto: guarda il video

Atletica TV dell'11 aprile con Stefano ospite

  • Pubblicato: Giovedì, 12 Aprile 2018 19:56
  • Visite: 51

Puntata di Atletica TV del 11 aprile con Stefano Baldini ospite. Maratone e giro del mondo con le interviste ai nostri atleti in raduno. Guarda il video.

 

Il drop nelle scarpe da corsa

  • Pubblicato: Giovedì, 15 Marzo 2018 08:45
  • Visite: 54

Intervista di Daniele Menarini, Direttore di "Correre", per parlare un po' di drop nella scarpe da corsa.

Guarda il video 

Atletica TV del 14 marzo con Stefano ospite

  • Pubblicato: Mercoledì, 14 Marzo 2018 20:18
  • Visite: 44

In questa puntata del 14 marzo si parla di lanci e cross con ospite Stefano nello studio di Anna Chiara Spigarolo. Guarda il video.

Atletica TV del 28 febbraio con Stefano

  • Pubblicato: Mercoledì, 28 Febbraio 2018 20:25
  • Visite: 47

Puntata del 28 febbraio con Stefano ospite per parlare di lanci e indoor. Guarda il video.

Atletica TV del 7 febbraio con Stefano ospite

  • Pubblicato: Mercoledì, 07 Febbraio 2018 20:07
  • Visite: 50

Puntata di Atletica TV con Stefano Baldini ospite nello studio di Alessio Giovannini. Si parla di indoor e cross. Guarda il video.

Su Runner's World la recensione di "Sempre con le ali ai piedi"

  • Pubblicato: Martedì, 06 Febbraio 2018 15:43
  • Visite: 143

«Ci vuole un fisico bestiale per fare un lavoro come il mio, ma basta un fisico normale, adeguatamente allenato, per tentare e, quasi sempre, vincere l’impresa di portare a termine una maratona. Con un adeguato allenamento possiamo trovarci fianco a fianco in uno sforzo non solo sostenibile, ma straordinariamente piacevole».

Sempre con le ali ai piedi di Stefano Baldini è un piccolo grande libro: 42 brevi capitoli e 195 consigli per entrare in modo perfetto, anche dal punto di vista numerologico, nel mondo magico della maratona. Non inganni l’esiguità delle pagine che, al contrario, ne è il punto di forza, l’elemento che consente di puntare all’essenziale. Non un manuale, quindi, ma un libro che con tanta umiltà restituisce il “senso” di una passione, che poi è il senso di una vita dedicata allo sport. Certo, Baldini è Baldini, un campione inarrivabile che è riuscito a mietere successi straordinari fino alla mitica vittoria di Atene 2004 che Linus, nella sua prefazione, celebra facendone l’apologia: «Quella di Stefano non è stata solo una vittoria, ma una specie di sublimazione, l’apice di un percorso che non sarebbe stato più lo stesso».

Male la prima. La carriera di Baldini è eccezionale, certamente frutto di una genetica superlativa che lo ha dotato di tutte le qualità biomeccaniche indispensabili per competere ad alti livelli, ma anche di un carattere che gli ha consentito di affrontare i tanti momenti difficili, primo fra tutti, nel 1995, quello successivo alla sua prima maratona, a Venezia, chiusa con un deludente sesto posto finale, allorquando pensò di dire addio a quel genere di gare. «Più che battuto dagli avversari – scrive – mi sentivo battuto dalla distanza. La maratona era stata più forte di me e avevo la sensazione che non avrei mai potuto sconfiggerla». L’anno successivo per Stefano è «straordinario, con una forma fisica e mentale fantastica», tale da consentirgli brillanti affermazioni su pista; concedersi una seconda possibilità è del tutto ragionevole, ma ecco che l’esperienza successiva, se possibile, è ancora più devastante. La maratona di New York è «un naufragio totale. Sulla First Avenue, dopo 30 km corsi con buona lena, finii di colpo la benzina e iniziai a camminare. Ero così distrutto dai dolori alle gambe e dalla mancanza di energia che per rientrare in albergo mi ci volle un taxi». Una disfatta che avrebbe annientato chiunque, ma che per Stefano Baldini riesce a essere il punto di ripartenza. Baldini e il grande Luciano Gigliotti, suo allenatore, capiscono che bisogna avere il coraggio di cambiare, è ora di intraprendere un programma specifico per la maratona e dedicarle i successivi cinque mesi di durissimo lavoro. Così a Roma, finalmente, quella distanza tanto temibile è domata: Stefano è primo.

La forza di andare oltre. I successi da quel momento in poi si susseguono, ma non mancano problemi fisici grandi e piccoli. Le Olimpiadi di Sydney, poi, sono un flop clamoroso e il campione italiano vi arriva Papa e ne esce cardinale. Sconfortante e, ancora una volta, un bivio: «Mollare tutto e farsi un’altra vita, oppure ripartire da zero e mettere Atene nel mirino, allontanando di quattro anni il giorno nel quale attaccare le scarpe al chiodo». Nello sport praticato a quei livelli la delusione e la conseguente frustrazione sono cocenti, l’equilibrio è messo a dura prova dall’alternarsi di «molti momenti esaltanti ad altrettanti momenti deprimenti. È quindi fondamentale lavorare con la testa, mettere a punto la capacità di leggere le situazioni in modo lucido, esaltarsi e rammaricarsi il giusto, indipendentemente dallo stato di forma del momento». In tale ottica la capacità di interpretare e gestire le proprie emozioni maturata da Baldini è eccezionale e costituisce la forza propulsiva in grado di condurlo, nel 2004, al trionfo della medaglia olimpica di Atene, patria della maratona. Sono passati quasi quindici anni da allora e questo straordinario campione, tutt’altro che arroccato sulla torre d’avorio dei suoi mirabolanti successi, testimonia che «correre è facile, divertente, fa star bene» e continua a vivere la corsa con il piacere di un tempo, «felicemente immerso in questo fluttuare di giovani, di gente che si muove correndo, di gare di tutti i livelli, dal top dell’atletica alla corsa di paese».(http://www.runnersworld.it/libro-ali-piedi-baldini-6893)

Atletica TV del 31 gennaio con Stefano

  • Pubblicato: Mercoledì, 31 Gennaio 2018 20:27
  • Visite: 54

Puntata di Atletica TV con Stefano ospite di Alessio Giovannini insieme a Antonella Palmisano, per parlare di marcia e di indoor. Guarda il video.

Mega intervista su Gazzetta di Modena

  • Pubblicato: Giovedì, 01 Giugno 2017 07:32
  • Visite: 432

 

Stefano Baldini: "La mia maratona adesso la corro in una vita nuova"

 

Il campione è direttore tecnico nelle giovanili «Un’altra sfida. Il meglio deve ancora venire» di GIOVANNI BALUGANI

 

I ragazzi corrono, saltano e lanciano in un bel sabato pomeriggio di primavera. Al Campo scuola è in corso un importante raduno giovanile di atletica leggera. A guardare quei giovani c’è un altro ragazzo, che il 25 maggio ha compiuto 46 anni: Stefano Baldini. È lì in qualità di direttore tecnico delle nazionali giovanili, ma anche per la passione infinita che ha per questo sport.

 

SPORT E SCUOLA

«Non è mai stato un problema andare a scuola e fare sport insieme - racconta l’olimpionico di Atene -. Io già dalla seconda superiore facevo gare nazionali, viaggiando nel weekend. Riscontro la stessa capacità organizzativa nei ragazzi di oggi: non hanno tempo da perdere, sanno ottimizzare i tempi. Non è un caso che chi fa sport a certi livelli quasi sempre vada bene a scuola. A me piacevano le materie tecniche e anche oggi mi interesso di statistica, gestione di budget e risorse umane. Tutte materie che mi hanno aiutato come atleta nella programmazione del lavoro, d’altronde uno sportivo è il manager di se stesso. Lo sport, poi, negli anni della scuola mi ha dato la possibilità di sognare, attraverso i viaggi: già a 16 anni giravo in Europa e nel mondo. È una delle cose che amo di più, ho imparato ad essere un cittadino del mondo e sentirmi a casa ovunque. È altrettanto vero che lo sport mi ha privato di qualcosa: non sempre potevo uscire con gli amici, ma sono sacrifici che poi vengono ripagati. L’amicizia non si perde, anzi le amicizie vere non finiscono mai. Tuttora esco con ragazzi con cui andavo in giro da adolescente e facciamo di tutto per ritrovarci il più possibile».

 

SPORT E FATICA

«La fatica nello sport è relativa ed è comunque uno stimolo a superare se stessi. Lo sport, e l’atletica in particolare, ti fa sognare di poter raggiungere un obiettivo. Se in allenamento hai avuto la capacità di resistere alla fatica e di fare anche cose di cui non avevi voglia, allora anche in gara avrai la stessa capacità. E così succede nella vita di tutti i giorni. Chi fa sport ha sempre una marcia e mezzo in più rispetto agli altri».

 

L’ADDIO ALLO SPORT

«Mi divertivo ancora negli ultimi anni di carriera e forse per quello ho smesso con un po’ di ritardo. Quando si fa attività ad altissimi livelli per molto tempo si ha un po’ la paura del dopo e di dover ripartire da zero. Ma io mi ero preparato e poi ho cercato nuovi stimoli attraverso la formazione, seguendo un corso di management e facendomi ricoinvolgere nel mondo dell’atletica con la massima umiltà. Spogliarsi degli abiti del campione non è semplice, bisogna scendere dal podio. Io ad esempio non sarò mai un grande allenatore, perchè chi fa risultati straordinari difficilmente riesce a vedere gli atleti in maniera diversa da se stessi. Allora ho cercato un’altra strada, lavorando come tecnico che fa supervisione. Un’opportunità che ho colto al volo e in cui mi sono calato come uno studente. Il mio grande vantaggio è essere innamorato di questo sport e di essere curioso. È stimolante come essere un atleta e i ragazzi lo avvertono e allora bisogna dare il massimo per ripagare la loro fiducia. Lo sport nelle scuole? Il ministero della scuola se ne frega altamente, sono le società di atletica che dovranno andare nelle scuole.

 

LA FAMIGLIA

«Con i miei figli cerco di essere il più presente possibile, l’unica “eccezione” è con la maggiore quando si trova sulla pista d’atletica: cerco di starle a distanza siderale (ride, ndr). Poi ci sono i due piccoli, di 5 e 2 anni, e con loro cerco di esserci sempre, anche se con il mio lavoro non è facile. Ci sono periodi dell’anno in cui sono via anche 5 giorni a settimana, ma ce la metto tutta, anche se essere perfetti è impossibile».

 

MAI SMETTERE DI CORRERE

«Correre mi aiuta a risolvere problemi, trovi soluzioni che quando sei seduto ad una scrivania non immagini neanche. Poi lo sport è credibilità e quindi devo presentarmi bene e in forma se voglio avere un ruolo di dirigente. Senza dimenticare che correre mi permette di sedermi a tavola... Certo una volta facevo 200 chilometri a settimana, ora 40».

 

LA MIA MODENA

«Sono legato indissolubilmente al Campo scuola, in cui mi sono allenato per tantissimi anni. Qui ritrovo sempre un’atmosfera speciale ed è casa mia. Poi adoravo correre ai Tre Olmi, dove c’è un circuito molto bello. Oppure sugli argini del Secchia o a Stradello degli Orsi».

 

LA MEDAGLIA DI ATENE

«Sono abituato a guardare avanti e non indietro, sono gli altri a ricordarmi il passato. Quell’impresa per me nasce da cose semplici che per altri erano difficili, come venire a Modena e farmi dieci ripetute sui mille metri oppure sei volte i duemila. Anche grazie al prof. Gigliotti, che è stato maestro di vita e di sport. Ce la siamo spassata, vivevamo quel periodo con la leggerezza e la consapevolezza di fare grandi cose. Tenendo conto che ci sono gli altri: se sono più bravi ci si vede la prossima volta. Ma il giorno migliore deve ancora venire».

 

 

Direzione Tecnica Fidal, articolo sulla Gazzetta

  • Pubblicato: Lunedì, 19 Dicembre 2016 14:07
  • Visite: 609