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Oggi le dimissioni da Direttore Tecnico Giovanile e allo Sviluppo

  • Pubblicato: Mercoledì, 15 Agosto 2018 15:27
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Atletica, Baldini si dimette: “Troppi errori e nessuno paga”

Il re della maratona ad Atene 2004 si dimette da c.t. giovanile con un duro J’accuse al Presidente Giomi: “Non condivido le scelte”

15 AGOSTO 2018 - BERLINO (GERMANIA) Andrea Buongiovanni

Stefano Baldini, il dio di maratona, alza bandiera bianca. Il campione olimpico dei 42 km di Atene 2004, dal 2010 referente tecnico del settore giovanile federale, si è dimesso. Lunedì con una comunicazione al presidente Alfio Giomi. Ieri formalizzando e ufficializzando la decisione con un documento scritto.

Baldini, perché? “Per motivi di natura tecnica e personali. E’ inutile che continui a lavorare 15 ore al giorno, cercando di far passare certi messaggi, se poi nulla viene valorizzato”.

A cosa si riferisce? “Agli Europei di Berlino, nella gestione della squadra, sono stati commessi errori clamorosi. Per serietà andrebbero ammessi. Invece, come già in passato, ho sentito solo stilare bilanci positivi e parole di difesa del proprio operato. Non è così che si cresce. L’autocritica deve essere schietta e fatta a caldo”.

Il presidente non ha cercato di farla tornare sui suoi passi? “Mi ha detto che leggerà le mia mail a settembre, così come domenica ha dichiarato che sarà il consiglio, sempre il mese prossimo, a valutare eventuali cambiamenti nell’organizzazione. Non sono queste le tempistiche con cui affrontare situazioni e problemi seri. Anche se di mezzo c’è il Ferragosto. Tra qualche settimana tutto verrà annacquato”.

Una decisione del genere matura nel giro di pochi giorni? “Nasce da lontano. Già l’anno scorso mi ero fatto da parte. Poi certi dissidi si erano appianati. In Fidal ho buoni rapporti e godo di piena autonomia. Ma non tutti i tecnici presenti agli Europei hanno potuto esprimersi come avrebbero voluto”.

Qual è in concreto il problema? “Il problema è che io pongo l’asticella molto in alto e non accetto che il mio nome sia associato a un gruppo di lavoro che si accontenta. Remo a una velocità diversa”.

Perché però, due anni fa, prima che la scelta ricadesse su Elio Locatelli, rifiutò la responsabilità del settore assoluto? “Presentai un progetto ambizioso che, anche per questioni economiche, non venne accettato”.

Non è fiero dei risultati raggiunti coi suoi ragazzi? “Sono super orgoglioso, come dei loro allenatori cresciuti nel tempo. A breve, come in ogni stagione, presenterò un consuntivo statistico che dirà della bontà del lavoro effettuato. Ma a trainare un movimento sono i podi assoluti”.

La settimana scorsa, in Germania, è avvenuto qualcosa in particolare? “C’è stata una deregulation totale, i modelli sono saltati. Ci sono state strane decisioni tecniche prese all’ultimo minuto. Chi sbaglia deve pagare”.

Si riferisce alla 4x400 donne? “Anche: con un gruppo così era difficile stare giù dal podio. Importanti investimenti sono stati dissipati. Quella staffetta, fosse stata figlia di regole chiare, avrebbe vinto”.

E’ un attacco al direttore tecnico Locatelli? “E’ un attacco a chi ha imposto modelli, anche di educazione e di condivisione e poi non li ha rispettati”.

Parliamo chiaro: ha ricevuto altre offerte? “Proprio no, ma all’estero non avrò difficoltà a trovare un’occupazione. Sono aperto e ragiono in grande”.

Non tornerà indietro? “Dopo queste parole non ci sarà modo. Nel caso, solo se ci fosse una vera inversione. Ma non ci sarà, niente accadrà. Sono un uomo di rottura, una figura ingombrante. Ma sono intellettualmente onesto”.

Azzurro Berlino dell'11 agosto su Atletica.TV

  • Pubblicato: Lunedì, 13 Agosto 2018 14:55
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Stefano commenta la penultima giornata degli Europei di Berlino con Nicola Roggero ospiti di Marco Sicari (guarda il video)

Azzurro Berlino del 9 agosto su Atletica.TV

  • Pubblicato: Venerdì, 10 Agosto 2018 05:56
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Guarda la trasmissione (video) con Stefano al commento tecnico della medaglia di bronzo nei 3000 siepi di Yohanes Chiappinelli assieme a Franco Bragagna e Nicola Roggero.

 

Azzurro Berlino su Atletica.TV del 7 agosto

  • Pubblicato: Mercoledì, 08 Agosto 2018 08:15
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Stefano nello studio di Marco Sicari (guarda il video) per commentare, insieme a Nicola Roggero, l'impresa di Yeman Crippa nella finale dei 10000 metri.

Azzurro Berlino su Atletica.TV del 6 agosto

  • Pubblicato: Martedì, 07 Agosto 2018 08:10
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Guarda la trasmissione (Video) nello studio di Marco Sicari, da Berlino, per commentare le gare del primo giorno dei Campionati Europei di atletica, insieme a Nicola Roggero.

Su Woman un bell'invito a correre al femminile

  • Pubblicato: Venerdì, 03 Agosto 2018 05:48
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Inaugurazione del Campo Scuola di Pesaro con Elisabetta Vandi

  • Pubblicato: Mercoledì, 25 Luglio 2018 08:01
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E’ sempre un piacere inaugurare impianti di atletica, sia nuovi che rinnovati, soprattutto laddove ci sono atleti che li utilizzano. Complimenti al Comune di Pesaro per il bel lavoro e l’augurio a Elisabetta Vandi di consumare la pista con grandi allenamenti. (Elisabetta Vandi è primatista italiana Juniores dei 400 metri e delle staffetta 4x400)

Si parla di Settore Giovanile su Avvenire

  • Pubblicato: Lunedì, 23 Luglio 2018 09:40
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Stefano Baldini. «Ecco le speranze azzurre dell'atletica»

L’olimpionico, ora ct dei giovani: «Mi aspettavo i successi ai Mondiali under 20. Ma per me sono solo il punto di partenza»

di Cesare Monetti

I numeri e le medaglie parlano chiaro e levano i dubbi: la baby Italia dell’atletica corre forte ed è vincente. Multietnica con la foto delle quattro ragazze tutte di colore che ha fatto scalpore, e talentuosa, questa è l’Italia del futuro capace di vincere una medaglia d’oro, come quella della staffetta 4x400 metri che ha trionfato davanti a Stati Uniti e Gran Bretagna nell’ultima giornata dei mondiali under 20 che si sono tenuti a Tampere. Gjetia, Romani, Sibilio e Scotti il magico quartetto che ha piazzato pure il record italiano, forse il record europeo (c’è un giallo in atto con la federazione mondiale) e pure il primato mondiale stagionale. 36 finalisti tra Europei under 18 di due settimane fa in Ungheria e la rassegna iridata per i minori di 20 anni, un record storico di 12 piazzamenti tra i primi 8, ben 18 primati personali battuti e per la prima volta 4 staffette su 4 tutte in finale. Italia in cima al mondo, così come accadde in quella calda domenica di fine agosto del 2004 quando Stefano Baldini vinse l’oro olimpico in maratona ad Atene. Baldini dal 2010 è il responsabile del settore giovanile della Federazione di atletica, il ct dei giovanissimi, a lui il compito di preparare gli azzurri del domani, impegno non facile a giudicare dalla crisi nera in cui l’Italia dei grandi è precipitata in questi anni. Più di una volta tra mondiali e Olimpiadi siamo tornati a casa con “zero tituli”, ma ora il futuro sembra roseo: «Mi aspettavo tutto questo, mi aspettavo il record italiano della 4x400, forse non l’oro, ma una grande prestazione sicuramente sì. Mi aspettavo i primati personali dei ragazzi, il loro entusiasmo e la loro voglia di fare». Baldini parla appena rientrato dalla Finlandia: «È accaduto che sia gli under 20 che gli under 18 abbiano espresso prestazioni superiori alla media. Ma non è un caso, questo è il frutto di esperienza internazionale che hanno già potuto vivere due anni fa quando da Allievi hanno fatto gli Europei a Tbilisi e l’anno scorso a Grosseto gli Europei juniores. Tanti di loro hanno anche gareggiato a fine giugno ai Giochi del Mediterraneo under 23. Insomma seppur neanche ventenni hanno già maturato ampia esperienza internazionale». Campioni da giovani se n’è visti tanti nella storia di qualsiasi disciplina sportiva, ma questo non significa continuare a vincere da adulti, anche in questo caso il ct non ha dubbi: «Questi ragazzi non li perdiamo, hanno già la mentalità da professionisti. Andrea Dellavalle, il capitano, seppur infor- tunato era presente comunque a Tampere, gli altri, pochi, infortunati li stiamo recuperando ». Sia chiaro, quest’oro mondiale conquistato domenica è solo la ciliegina sulla torta, la ricetta Baldini sta producendo talenti ed entusiasmo da diversi anni, considerando anche l’effetto Tortu, il velocista gioiellino che a soli vent’anni compiuti ha battuto lo storico record di Mennea: «Nel 2010 ho ereditato un sistema che già funzionava e stava in equilibrio, ho solo perfezionato l’organizzazione e dato più chiarezza. Ora è un sistema atletica che in primis produce motivazione, che ha un calendario gare ideale nella stagione lasciando crescere i ragazzi, si è formato un gruppo di lavoro insieme ai tecnici dei club che seguono ogni giorno questi atleti dove tutti si va nella stessa direzione. Ho inserito linee guida chiare, poche cose ma fisse. Gli allenamenti collegiali li comunichiamo con tanto anticipo così che oggi vantiamo quasi un 90% di presenze, c’è un’attività di sviluppo importante con oltre 60 raduni. Tutto deve essere chiaro e le cose importanti vanno valorizzate. I risultati di oggi li considero comunque un punto di partenza». Sentirsi arrivati a vent’anni potrebbe rivelarsi un errore: «Devono solo continuare a crederci e ripetere quando saranno seniores ciò che fanno oggi, ovvero compiere il gesto tecnico perfetto e di alto livello nel momento che conta, nella gara clou, dimostrando alta concentrazione e gestione dello stress. Già lo sanno fare, questa è la vera vittoria». Qualcuno parla di fortuna, di annate fortunate, Baldini non ci sta: «Di sicuro sono dei gran talenti questi ragazzi, ma è dal 2010 almeno che vedo continuità di risultati. Ogni anno produciamo diversi nuovi ragazzi che possono fare Atletica con la A maiuscola. Siamo costanti nei risultati, ad esempio il record italiano della 4x400 femminile under 20 è stato abbassato per cinque volte negli ultimi cinque anni. Non è un caso che stiamo facendo bene con le staffette che si dice da sempre siano lo specchio di un movimento. Abbiamo la panchina lunga e i risultati arrivano». Sembra tutto bello e perfetto, ma Stefano Baldini è da sempre un perfezionista: «Per migliorare ancora abbiamo bisogno di professionalità. Servono tecnici preparati, professionisti a tempo pieno. Un’altra delle chiavi del successo è avere la soluzione corretta ad ogni problemi e in tempo breve. La base dei giovanissimi è larga, purtroppo però solo al Centronord ci sono impianti per fare atletica. Da emiliano posso dire che nella mia zona si sono inaugurate piste nuove a Parma, Modena, Ferrara, Forlì, Ravenna e sistemati diversi altri impianti come quello di Rubiera vicino a casa mia. Sono cambiati i costi e le tecniche per il rifacimento delle piste a beneficio delle amministrazioni pubbliche. Piste migliori significa anche meno infortuni per tanti atleti. Rimane scoperto il Sud Italia e mancano totalmente gli impianti indoor per l’inverno. Una vera falla che non vi sia nulla a Milano e Roma». Tra qualche settimana a Berlino gli Europei assoluti: «Farò parte della spedizione, non so se un giorno sarò il ct della nazionale assoluta, vivo il presente che con oltre 300 atleti da gestire mi assorbe molto. Per vincere tra i seniores tra qualche anno serve che in Italia venga organizzato un grande evento tipo Europei o Mondiali capaci di dare una spinta forte al movimento. Nel 2020 avremo gli Europei Allievi a Rieti, abbiamo avuto a Chia gli Eurocross e Grosseto 2017. Serve qualcosa di storico per galvanizzare definitivamente questa generazione pronta ad esplodere ».(Foto Giancarlo Colombo/Fidal)

Stefano su Tampere intervistato da Tuttosport

  • Pubblicato: Martedì, 17 Luglio 2018 20:12
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Tampere2018: l'Opinione di Narducci su Gazzetta dello Sport

  • Pubblicato: Martedì, 17 Luglio 2018 09:04
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Italia U20 Mondiale a Tampere, oro storico nella 4x400 maschile

  • Pubblicato: Lunedì, 16 Luglio 2018 09:40
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12 piazzamenti nei primi 8, mai così tanti alla rassegna iridata under 20, ma anche 5 record nazionali e 1 medaglia d’oro.

Baldini: “Due settimane bellissime con gli azzurri protagonisti, ora non ci dobbiamo fermare”. Guarda il video dell'intervista a Stefano

Un’edizione storica per l’Italia dell’atletica ai Campionati Mondiali under 20 di Tampere, in Finlandia, e non solo per l’entusiasmante medaglia d’oro della staffetta 4x400 maschile nell’ultima gara in programma. La squadra azzurra guidata dal Direttore Tecnico del settore giovanile e allo sviluppo Stefano Baldini chiude con 12 piazzamenti tra i primi otto, mai così tanti in questo evento iridato. Il massimo era finora di 10, in tre occasioni consecutive: 1990, 1992 e 1994. Nella “placing table”, quello del 2018 è il secondo risultato di sempre: per il numero di punti a quota 38, tre in meno dei 41 di Lisbona 1994, e per il 13° posto nella classifica finale, inferiore solo al 12° del 1994. Stabiliti 5 record italiani di categoria, tutti nei 400 metri o nella staffetta 4x400, a conferma dello straordinario momento di questa specialità: Edoardo Scotti (45.84) ed Elisabetta Vandi (53.24) nella prova individuale, il quartetto femminile (Camilla Pitzalis, Eloisa Coiro, Chiara Gherardi, Elisabetta Vandi con il primato di 3:35.86 eguagliato in semifinale e migliorato a 3:34.00 nella finale) e infine la fantastica vittoria della 4x400 maschile, con i campioni del mondo Klaudio Gjetja, Andrea Romani, Alessandro Sibilio, Edoardo Scotti in 3:04.05. Ma complessivamente sono stati ottenuti ben 18 record personali. Poi le prestazioni che hanno riportato gli azzurrini ai piani alti delle liste nazionali alltime, in almeno altre due gare: gli 800 metri di Simone Barontini, con il miglior crono di uno junior italiano negli ultimi 27 anni (1:47.35), e i 3000 di Nadia Battocletti, 9:13.45 come non accadeva da 39 anni. E per la prima volta il “4 su 4”: tutte e quattro le staffette hanno raggiunto la finale. Cifre che ribadiscono il valore delle prestazioni realizzate in questa rassegna. “Sono state due settimane veramente intense e bellissime per l’atletica giovanile italiana - le parole del DT Stefano Baldini - dagli Europei under 18 della scorsa settimana a Gyor, in Ungheria, fino a Tampere. Questo Mondiale under 20 lo abbiamo preparato da lontano, dalla prima riunione di programmazione con un raduno a Grosseto post-Europei all’inizio di novembre insieme ai tecnici personali degli atleti, fondamentali per portare avanti un lavoro che ha condotto a una bella stagione indoor e che qui è esploso con gli azzurri protagonisti. Abbiamo visto davvero tanta Italia, con risultati eccellenti e poi la perla che ci mancava. Un gol da pallone d’oro che aspettavamo, ma va conquistato sul campo e i ragazzi sono stati eccezionali, battendo nettamente il record italiano, come anche al femminile. Tutti i finalisti sono stati meravigliosi. Questa squadra ha valori diversi rispetto alla media. Mi piace sottolineare l’unità di intenti con tecnici e club, si rema tutti dalla stessa parte. Alla fine i risultati poi dovevano venire e quello che abbiamo fatto, ad esempio con le staffette, è qualcosa di notevole. Ma non ci dobbiamo assolutamente fermare, i risultati dimostrano la bontà della nostra linea: tirare fuori il gesto tecnico migliore nell’occasione che conta, in funzione dell’atletica dei grandi. Più di uno di questi ragazzi potrà andare agli Europei di Berlino. Le esperienze fatte dicono che sono quasi pronti, è una soddisfazione ma non bisogna assolutamente mollare perché anche gli altri corrono, basta vedere l’Indonesia che è arrivata alla medaglia d’oro sui 100 metri. Attivi e cattivi, fino a Berlino”. DA TAMPERE A BERLINO - Per tre dei protagonisti di Tampere 2018 l’avventura azzurra probabilmente non finirà qui. Infatti l’ottocentista Simone Barontini e i due neoprimatisti italiani under 20 dei 400 metri Edoardo Scotti ed Elisabetta Vandi (entrambi nella staffetta 4x400) potrebbero ricevere a breve la convocazione per gli Europei di Berlino. Un’onda azzurra che dalla Finlandia continua la sua corsa verso l’atletica dei grandi.

I PIAZZAMENTI DEGLI AZZURRI ORO (1): Klaudio Gjetja, Andrea Romani, Alessandro Sibilio, Edoardo Scotti (4x400m) QUARTO (2): Edoardo Scotti (400m); Carolina Visca (giavellotto) QUINTO (2): Simone Barontini (800m); Sara Zabarino (giavellotto) SESTO (2): Giovanni Gatto (3000 siepi); Camilla Pitzalis, Eloisa Coiro, Chiara Gherardi, Elisabetta Vandi (4x400m) SETTIMO (1): Elisabetta Vandi (400m) OTTAVO (4): Alessandro Sibilio (400 ostacoli); Nadia Battocletti (3000m); Sydney Giampietro (peso); Vittoria Fontana, Moillet Kouakou, Alessia Carpinteri, Margherita Zuecco (4x100m) FINALISTI NP (2): Francesco Libera, Lorenzo Paissan, Mario Marchei, Lorenzo Patta (4x100m); Simone Biasutti (triplo, 12°) Alessio Giovannini per fidal.it

Europei U18, 9 medaglie e tanto futuro per l'Italia

  • Pubblicato: Lunedì, 09 Luglio 2018 09:29
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L'Italia Team saluta Gyor con quattro ori, il secondo posto nel medagliere dietro la Gran Bretagna e la terza piazza nella classifica a punti. Baldini: "Grande campionato, adesso a Tampere per competere con il mondo". Guarda il video dell'intervista a Stefano

Secondo posto nel medagliere alle spalle della corazzata Gran Bretagna (6-2-1). Terzo posto nella classifica a punti (106) dietro la Germania (122), ad un punto dai britannici (107). Nove medaglie per l'Italia Team, come a Tbilisi 2016, ma con un titolo in più: 4-4-1. Quattro ori, quattro argenti e un bronzo. È il “modulo” di Gyor 2018, un campionato europeo under 18 che profuma di futuro e che ha messo in luce tanti giovani prospetti della nostra atletica. Stabiliti anche due record nazionali di categoria: Lorenzo Benati nei 400 (46.85) e le ragazze della staffetta (Menchini, Cavalleri, Cappabianca e Gherardi, 2:07.46). “È un’Italia che ha fatto molto bene - commenta il direttore tecnico delle squadre giovanili e allo Sviluppo, Stefano Baldini -. Sono molto soddisfatto anche perché abbiamo chiuso con due grandi vittorie nelle staffette sulle quali avevamo lavorato bene. Abbiamo avuto qualche acciacco di troppo ma ci siamo fatti valere. Questi ragazzi dimostrano di essere ancora degli allievi, c’è tanta strada da fare verso l’atletica dei grandi, ma grazie a queste esperienze riescono a capire dove sono e dove possono arrivare”. Per 18 di loro, intanto, la destinazione è Buenos Aires (11-17 ottobre), per i Giochi Olimpici giovanili: “Sì, questo il numero dei qualificati, poi dovremo vedere quali nazioni rinunceranno, per esempio la Gran Bretagna non parteciperà, e faremo le nostre scelte insieme al CONI. Il mio obiettivo è portare in Argentina tutti coloro che lo hanno meritato. Chiederemo alla famiglie se sono d’accordo perché la trasferta durerà 16 giorni, durante il periodo scolastico, e per me la scuola è fondamentale”. Neanche il tempo di godersi le emozioni di Gyor, che si torna in pista per una nuova rassegna internazionale, stavolta dall’orizzonte globale: “Da domani vedremo gare eccezionali ai Mondiali under 20 di Tampere (anche il campione europeo dei 400 Lorenzo Benati e l'oro della staffetta Chiara Gherardi a disposizione per la 4x400, ndr). Abbiamo consultato le starting lists e i ragazzi sanno a cosa vanno incontro. Speriamo di fare la nostra parte e se è vero che sarà difficile portare a casa medaglie, l’obiettivo è avere tanti azzurri tra i primi otto o tra i primi dodici. Saremo competitivi, siamo pronti”.

I PIAZZAMENTI DEGLI AZZURRI (4 ori, 4 argenti, 1 bronzo)
ORO (4): Davide Finocchietti (10000 marcia), Lorenzo Benati (400), staffetta mista maschile (Federico Manini, Federico Guglielmi, Francesco Domenico Rossi, Lorenzo Benati, Luca Pierani), staffetta mista femminile (Rebecca Menchini, Noemi Cavalleri, Alessia Cappabianca, Chiara Gherardi, Eleonora Foudraz) ARGENTO (4): Aldo Andrei (10000 marcia), Carmelo Musci (peso), Davide Favro (lungo), Emma Silvestri (400hs) BRONZO (1): Simona Bertini (5000 marcia) QUARTO (3): Dalia Kaddari (200), Diletta Fortuna (disco), Idea Pieroni (alto) QUINTO (1): Enrico Saccomano (disco) SESTO (4): Francesco Guerra (3000), Gabriele Tosti (triplo), Ivan De Angelis (asta), Carmelo Cannizzaro (2000 siepi) SETTIMO (3): Larissa Iapichino (lungo), Francesco Domenico Rossi (400), Simone Di Cerbo (asta) OTTAVO (4): Veronica Crida (lungo), Angelica Ghergo (400hs), Veronica Zanon (triplo), Rebecca Pavan (alto) FINALISTI NP (5): Riccardo Ferrara (peso, 10°), Mame Diarra Sow (triplo, 10ª) Nathalie Kofler (asta, 11ª), Alain Cavagna (3000, 12°), Sara Zuccaro (martello, 12ª)

L'Italia U20 pronta per i Mondiali di Tampere

  • Pubblicato: Sabato, 07 Luglio 2018 09:25
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Atletica, sport globale. Sarà una delle edizioni più partecipate di sempre. A Tampere, in Finlandia, i Campionati del Mondo under 20 saranno animati da 1466 atleti di 160 Paesi. 782 ragazzi e 684 ragazze che, dal 10 al 15 luglio, metteranno sotto i riflettori la Next Gen dell'atletica mondiale. In palio 44 titoli iridati, 22 maschili e 22 femminili. ITALIA TEAM - Si parte domenica 8 luglio. 52 in tutto gli azzurrini inizialmente selezionati dal DT del settore giovanile Stefano Baldini, ma alla vigilia del decollo manca un nome all'appello: "Purtroppo Andrea Dallavalle non potrà essere in gara. L'argento europeo e recordman italiano under 20 del salto triplo (PB 16,87 a Grosseto 2017, ndr) deve fare i conti con un problema al piede di stacco che lo costringe a restare ai box". Saranno, quindi, 25 al maschile e 26 al femminile i volti dell'Italia Team a Tampere 2018. Tra di loro il vicecampione europeo di categoria dei 400 ostacoli Alessandro Sibilio, che nella rassegna continentale della scorsa estate a Grosseto ha conquistato anche l’oro della staffetta 4x400 insieme a Edoardo Scotti e Klaudio Gjetja. Spiccano quindi i nomi di altri medagliati agli Europei U20: la giavellottista Carolina Visca, argento come Mario Marchei (4x100), e la mezzofondista Nadia Battocletti che in quell’occasione ha vinto il bronzo sui 3000 metri. Poi anche alcuni dei protagonisti a livello individuale negli Europei under 18 del 2016: Desola Oki (oro sui 100hs), Andrea Romani e Simone Barontini, rispettivamente argento e bronzo degli 800 metri, e Sydney Giampietro (bronzo nel peso). In arrivo dagli EuroU18 di Gyor anche due promettenti velocisti come Lorenzo Benati e Chiara Gherardi, entrambi a disposizione per le staffette 4x400. "Gli atleti che si preparano a vivere questa trasferta - continua Baldini - arrivano qui dopo un percorso che parte da lontano. Per molti di loro quest'ultimo mese, tra allenamenti, gare ed esami di maturità, è stato un periodo molto impegnativo. Ma il lavoro fatto già dalla fine del 2017 a livello federale, con la collaborazione di società e tecnici personali, ci ha permesso di monitorarli passo passo. Nei giorni scorsi, ultime rifiniture nei raduni di Tivoli (velocità, staffette, ostacoli e salti), Predazzo (mezzofondo) e Tirrenia (lanci). Siamo pronti, andiamo!". Aspettative in chiave azzurra? "Ragazzi, questi sono Mondiali! Basta guardare l'entry-list. A Tampere saremo di fronte ad una concorrenza di livello straordinario in alcune specialità, con atleti come l'astista Duplantis in grado di battagliare già con i big della IAAF Diamond League. E' in contesti del genere che i nostri devono trovare lo spunto per esaltarsi e capire a che velocità giri il resto del mondo. Sono convinto che gli azzurrini non si tireranno indietro. L'importante, come sempre, è dare il proprio meglio nell'occasione che conta. Primati personali e stagionali sono la chiave per farsi strada in questa rassegna".(AlessioGiovannini per fidal.it)

L'Italia U18 parte per gli Europei di Gyor

  • Pubblicato: Mercoledì, 04 Luglio 2018 09:16
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Quarantotto atleti (23 uomini, 25 donne), 35 nati nel 2001 e 13 nel 2002, la Lombardia come regione più rappresentata (11) davanti a Lazio (7) e Veneto (4), 5 i medagliati dell’Eyof 2017 (Fortuna, Musci, Filpi, De Angelis, Favro). Sono i numeri della spedizione azzurra ai Campionati Europei under 18 di Gyor. La città ungherese, già sede un anno fa del Festival Olimpico della Gioventù Europea, da giovedì 5 a domenica 8 luglio accoglie la seconda edizione della rassegna continentale che nel 2020 sarà ospitata a Rieti. BALDINI: “SERENI E MOTIVATI” - Quella che volerà in Ungheria sotto la guida del Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini è una squadra che può competere su tutti i fronti con gli altri migliori talenti d’Europa. “Si prospetta un campionato di ottimo livello tecnico e Gyor ci dirà a che punto siamo in questo momento - sottolinea Baldini -. Per molti dei nostri sarà la prima esperienza internazionale e come tale va vissuta nel modo più sereno possibile. Dobbiamo cercare di mantenere un ambiente tranquillo e motivato che rispetti il nostro obiettivo, cioè riuscire a esprimere buoni gesti tecnici in condizioni di stress agonistico. Le medaglie a tutti i costi non ci interessano, vogliamo invece che questi ragazzi siano pronti per affrontare tra qualche anno l’atletica dei grandi”. Molti azzurrini si affacciano a Gyor ai piani alti delle liste stagionali. E oltre il 50% dell’Italia Team vanta un accredito tra i primi otto: “Ma il nostro valore va confermato nel momento giusto - ricorda Baldini -. A Gyor troveremo le condizioni ideali perché ognuno possa fare la propria migliore prestazione. Alcuni hanno già provato la pista e le pedane ungheresi in occasione dell’Eyof: ne portiamo 19 sui 24 già presenti lo scorso anno, ciò significa che la squadra è stata in grado di confermarsi quasi in blocco”. In via di risoluzione un paio di inconvenienti: “L’astista Francesca Zafrani non ha gareggiato ai Tricolori per qualche problema fisico ma in raduno ha palesato una buona condizione. Il siepista Samuele Siena è stato sfortunato, dopo Rieti si è fratturato un polso ma il gesso è stato già rimosso e se non avrà fastidio potrà esserci con un tutore”. In vista dei Giochi Olimpici Giovanili di Buenos Aires (11-17 ottobre), per cui Gyor varrà da trials, Baldini fissa l’asticella: “L’obiettivo è confermare i 18 qualificati della scorsa edizione di Nanchino 2014”. Novità anche per il completamento della squadra che la prossima settimana affronterà i Mondiali U20 a Tampere. "Lo spareggio di domenica scorsa al raduno di Grosseto - spiega Baldini - ha dato ragione a Cecilia Desideri per 58,01 a 55,78 su Jessica Mazzola. Sarà quindi la lanciatrice della Studentesca Rieti Milardi la seconda martellista dell’Italia Team in Finlandia". E che sorpresa per gli azzurrini all’arrivo all’aeroporto di Budapest, prima del trasferimento verso Gyor. Per l’Italia Team un piacevole incontro con la stella del triplo Christian Taylor, due volte campione olimpico e tre volte campione del mondo. L’americano, ieri in gara a Szekesfehervar (vicino alla capitale ungherese) ha augurato agli azzurrini un grande campionato europeo e non si è sottratto alle numerose richieste di selfie. Foto speciale anche con gli olimpionici Stefano Baldini e Gabriella Dorio per un trio a cinque cerchi. Poi su twitter Taylor ha scritto: “È stato un onore incontrare i passati e i futuri campioni olimpici”.(NazarenoOrlandi per fidal.it)

 

Intervista su Corriere della Sera/Torino

  • Pubblicato: Lunedì, 25 Giugno 2018 14:46
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Baldini a Torino: «Dove chi corre, vola»

Il campione olimpico della maratona 2004 con gli amatori al Valentino.

Oggi è il dt azzurro e ci racconta i talenti del futuro, da Pietro Arese a Daisy Osakue, a Manenti e Capello.

Ma anche gli allenatori e la preghiera per gli organizzatori: collaborate tra voi.

di Manlio Gasparotto

Stefano Baldini ha vinto l’oro olimpico in maratona ad Atene. Era il 2004. Quel giorno è entrato come un dio nella storia dello sport italiano. Sabato era a Torino per correre tra la gente. Chi corre lo venera e lui ogni volta sorprende tutti con la sua semplicità. Usata anche ieri per guidare due gruppi lungo i sentieri e le strade del Valentino «Questa città è straordinaria, la puoi correre a lungo e bene. Vale per gli amatori ma anche per gli atleti perché ha spazi enormi e ben organizzati. Qui l’atletica è sempre stata importante, ma anche incontrando la gente si sente che le cose si fanno per bene, con consapevolezza e cultura». Correndo raccontava la sua maratona nel 2001. La rincorsa all’oro olimpico cominciò qui «Assolutamente. Venivo dalla delusione di Sidney e con il mio allenatore avevamo scelto la mezza di Torino di marzo e poi la maratona del mese successivo; avrei saltato Londra correndo una gara con meno pressioni e un ritmo meno esasperato. Che errore! Simretu Alemayehu partì come un razzo e io mollai il freno a mano molto tardi. Il suo tempo (2.07’45”) è stato a lungo il più veloce in maratona in Italia, io andai in crisi alla fine proprio al Valentino, ma quel giorno sul traguardo del Palavela nacque il Baldini-due che arrivò ad Atene». Oggi è il dt delle giovanili azzurre. Il Piemonte regala soddisfazioni e speranze «L’atletica ha tradizione e ci sono società importanti, come Saf e Cus o Sisport. Ma anche la Canavesana, piuttosto che la zona di Volpiano. E Alessandria che ha regalato al mondo la Straneo. Il Piemonte è una regione che vola e Torino è capofila di un movimento di valore. E oltre agli strumenti, ha le persone, gli allenatori. Due in particolare, Gianni Crepaldi e Alessandro Nocera stanno costruendo giovani di prospettiva». In quale specialità? «Gianni segue una ventina di mezzofondisti, lui era in nazionale, correva cross e 3000 siepi, è stato allenato anche da Gigliotti, da cui ha preso spunti e oggi è uno dei più quotati d’Italia. Nocera lavora con i velocisti, Marani e Manenti sono le sue frecce, non le sole. Ma la lista è lunga, con Valeria Musso che ha scoperto Marco Fassinotti e oggi allena tra gli altri Stefano Sottile. A Biella, ci sono Clelia Zola e Andrea Bello. Agli italiani cross, a Gubbio, il Piemonte ha fatto la parte del leone con gli Under 16 e non solo». Se diciamo Pietro Arese? «Vi dico che porterò Pietro ai mondiali juniores a Tampere, dal 10 al 16 di luglio. Le convocazioni partiranno a giorni. È un ragazzo forte in diverse discipline, lo vedi correre in pista e nel cross e capisci che ha dei numeri. Ha vinto anche il titolo sui 1500. Ora è competitivo a livello europeo, nel mondo fatica ma ha fatto un grande salto di qualità ed ha un futuro radioso». Oltre a lui? «Ci aspettano ora gli Europei Under 18 a Gyor, in Ungheria. Abbiamo appena fatto le convocazioni. Porterò due saltatori in lungo, Davide Favro e Veronica Crida, credo molto in loro come in Rebecca Menchini, sui i 100». Il talento puro? «Sono tanti. Ma Daisy Osakue, che è stata la nostra capitana a Jesolo, oltre a essere un’atleta da ottime prestazioni è una donna che ha un peso specifico importante in una squadra. Qualcosa che nasce da lontano, da un’educazione che la porta ad andare a studiare negli Stati Uniti rimettendosi in gioco completamente: non tutti i ragazzi oggi hanno questo coraggio». Altri nomi? «Stefano Sottile si è già messo in mostra vincendo il titolo italiano con un 2.24 indoor: a vent’anni non è un cattivo biglietto da visita. Poi c’è Matteo Capello, figlio della generazione di Lavillenie. Il francese ha spostato i parametri del salto con l’asta, che prima era frequentato solo da russi, americani e francesi con fisico da decatleti. Matteo ha dimostrato che anche chi non è 1.90 per 80 chili può salire molto in alto grazie a velocità e acrobazia. È in rampa di lancio, mi aspetto che esploda a livello europeo». Donne? «Anche Sara Zabarino verrà al mondiale under 20 per il giavellotto, è tecnicamente molto preparata ma è anche una ragazza molto sveglia con misure molto importanti per la categoria. Poi va tenuta d’occhio Letizia Tiso, che invece sta vivendo un anno più difficile, ma sono certo che mi smentirà perché da questo week-end comincerà a correre veloce». Chi di loro può sognare l’Olimpiade di Tokio? «Pochissimi, forse un paio. Anche perché cambiano gli standard di selezione e qualificarsi sarà molto difficile. Ma credo che tutti loro abbiano grandi numeri e debbano pensare a progetto che oltre. Il «tutto e subito» è una politica rischiosa, non nascono tutti Tortu». Perché? «A 20 anni si comincia a fare sul serio se prima eri alle superiori. Gli studi dimostrano che servono 10000 ore in 10 anni per arrivare al top delle potenzialità di un atleta, per questo hanno tanta strada da fare». Lingua che vince a 40 anni è un esempio o la denuncia di un movimento? «Vince perché lancia lungo, non per carenza di avversari e per questo è un esempio positivo, racconta l’evoluzione dello sport di alto livello, che si può fare a lungo e con risultati se vivi nel modo giusto. Lo ha dimostrato anche Fabrizio Donato saltando 16.62 nel triplo a 42 anni. Loro si divertono. I ragazzi non devono perdere tempo, perché la nostra carriere non dura tanto, ma se ti piace quel che fai e se vivi nel modo giusto vai avanti». Ci manca un maratoneta torinese. O no? «In prospettiva c’è Pietro Riva di Alba, campione europeo juniores nel 2015 sui 10.000. Ama correre le distanze lunghe, non so se arriverà a breve alla maratona ma è uno che va forte. Tra i più grandi i nomi ci sono, ma è vero che sono pochi». Ma l’Italia corre, i parchi sono pieni. Questo non aiuta? «Ci sono due correnti di pensiero: per qualcuno la massa abbassa l’asticella e non fa crescere movimento; per altri, come me, alimenta il mercato che indirettamente mette risorse su impianti e gare. Questo alla lunga porterà risultati». Il difetto a Torino e fuori? «Qui come in altre città il problema è la gestione degli impianti, che dovrebbe essere affidata alle società. Un campo come il Nebiolo sarebbe così aperto sempre all’attività, gli atleti si sentirebbero totalmente a casa loro. La gestione è importante, qui come altrove. Restando a Torino mi spiace che la maratona non sia più quella di una volta, perché era una gara importante e merita di tornare ad esserlo. Qui si corre tantissimo, credo basti un circuito di organizzatori capaci di collaborare per raggiungere grandi risultati. Non vedere più il meeting di atletica è un dispiacere».(torino.corriere.it)