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2017: l'onda azzurra dei giovani

  • Pubblicato: Sabato, 30 Dicembre 2017 16:35

9 medaglie italiane agli Europei under 20 di Grosseto, 8 in quelli under 23 di Bydgoszcz e all’Eyof di Gyor nella stagione appena conclusa

di Nazareno Orlandi

Eguagliato il maggior numero di medaglie mai vinte agli Europei under 20. Pareggiato il massimo bottino di podi mai raggiunto agli Europei under 23. Come altro fotografare, se non con questi due clic, la stagione dei giovani azzurri? C’è profumo di futuro sulle piste d’atletica di tutta Italia e nel 2017 lo si è respirato a furia di medaglie, di primati e di emozioni travolgenti nelle rassegne di categoria, da Grosseto a Bydgoszcz, passando per Gyor e Samorin. Ma al di là dei numeri, pur decisivi per scattare il selfie dei dodici mesi che stiamo per salutare, quello che rimane negli occhi è l’entusiasmo, lo spirito di gruppo, il lavoro quotidiano della “cantera” azzurra per tenere fede al ricambio generazionale ormai ampiamente in corso.

Obiettivo 2018. Quando si ospita una rassegna continentale come quella di Grosseto, con il luccichio degli under 20 migliori d’Europa, e si conquista la prima piazza nel medagliere maschile, è il segnale che la via tracciata dal d.t. delle squadre giovanili Stefano Baldini, con il supporto di tutta la struttura tecnica, è quella giusta. Lo stesso può dirsi per il medesimo risultato centrato in Polonia. Tra conferme e novità, l’annata ha evidenziato il confortante stato di salute di cui gode il settore, che deve servire da stimolo e da traino per tutto l’ambiente, con l’obiettivo di rimettersi in marcia anche nelle competizioni assolute già a partire dagli Europei di Berlino 2018 quando molti dei giovani interpreti di questa stagione potranno regalarsi il salto di qualità. Nel mappamondo del prossimo anno vanno segnate anche Marrakech per le Gymnasiadi (4-8 maggio 2018), Gyor per gli Europei under 18 (5-8 luglio), Tampere per i Mondiali under 20 (10-15 luglio), Buenos Aires per le Olimpiadi giovanili (11-17 ottobre).

Tris tricolore. Alcuni degli azzurrini, già in questo 2017, si sono meritati la platea internazionale globale, la vetrina scintillante dei Mondiali di Londra. Automatico pensare a quel fenomeno della natura di Filippo Tortu e alla stagione pazzesca che ha vissuto, oscillata tra l’urlo del nuovo record italiano junior dei 100 metri siglato a Savona il 25 maggio (10.15/0.9) e l’abisso dell’infortunio alla caviglia sinistra nella serata del Golden Gala (20.34/0.6 sui 200, quarto azzurro di sempre) che poteva costargli Grosseto e il sogno di Londra. Il brianzolo delle meraviglie ha dribblato la sfortuna che lo stava aspettando sull’ultimo gradino della scalinata di piazza di Spagna e in poche settimane - pur privo della condizione ideale - ha trafitto il vento di Grosseto (10.73/-4.3) per diventare il ragazzo più veloce d’Europa. Qualche settimana dopo, al debutto tra i grandi del mondo nella City, si è spinto fino alla semifinale dei 200 metri (20.62/2.1) e ha assaporato le sensazioni che gli torneranno utilissime nella prossima avventura tra le frecce dell’Olympiastadion. Stesso campo di allenamento di Tortu (Giussano), stesso vizietto: l’oro. Quando un giorno Vladimir Aceti ripenserà a questo 2017 la pelle si riempirà di brividi. La sua apoteosi di Grosseto è tra le maggiori imprese di tutta l’atletica italiana: il biondo venuto dalla Russia, adottato a cinque anni da una famiglia brianzola, si è catapultato per la prima volta sotto i 46 secondi nei 400 metri. Primo junior italiano a osare così tanto, infrangendo dopo sei anni il primato che era detenuto da Michele Tricca: con 45.92 ha scompaginato le ambizioni di tutta la concorrenza del continente e fatto sgolare i compagni di squadra durante Mameli. Bellissimo. Titolo europeo individuale, ma non solo, perché con la sua forma straripante ha pure lanciato la 4x400 che ha fatto esplodere lo Zecchini nell’ultima gara in programma agli Eurojunior. Un finale da film. L’esplosione di una stella.

L’oro di Bydgoszcz. Per restare agli ori, che spettacolo la tripletta Crippa-Chiappinelli-Folorunso agli Europei U23 di Bydgoszcz. Yeman Crippa arrivava in Polonia forte di un primato assoluto in tasca, quello dei 5000 indoor firmato a Birmingham (13:23.99, trentacinque anni dopo Venanzio Ortis) nel pomeriggio in cui Mo Farah ritoccava il record europeo e regalava al trentino la canotta: quella che fa bella mostra in camera di Yeman insieme al bouquet di medaglie europee (adesso dieci). Il Crippa di Bydgoszcz è soprattutto la linguaccia mostrata al traguardo dei 5000: un’esultanza incontenibile al termine di una rimonta-show, dopo averne inceneriti quattro nel rettilineo finale con un cambio di passo che a molti ha ricordato quello di Cova ai Mondiali di Helsinki del 1983. Con il bronzo di fine anno a Samorin, agli Eurocross, ha infilato il poker di podi consecutivi tra i prati, ma la rabbia che gli ha lasciato la medaglia d’oro sfumata potrà solleticare la sua fame di successi. Yoghi Chiappinelli terrà a memoria soprattutto due frame: la notte del Golden Gala col suo personal best dei 3000 siepi (8:27.34), quanto bastava per danzare al ballo dei debuttanti di Londra, e la finale di Bydgoszcz, gestita con saggezza sulla pista che l’anno precedente lo aveva visto quinto ai Mondiali tra gli under 20. Il suo esordio iridato assoluto è stata la prima nuotata nelle acque in cui dovrà tuffarsi con costanza dal 2018, come anche per Ayo Folorunso che nelle rassegne giovanili ha fatto scorpacciata di medaglie, per la prima volta del metallo più prezioso: al titolo europeo vinto in Polonia nei 400 ostacoli ha pure aggiunto il trionfo alle Universiadi di Taipei con lo stagionale di 55.63, nonostante qualche problema fisico l’abbia limitata nel mese di giugno.

Generazione Grosseto. Grosseto, wow! La banda dell’Italia Team si è scatenata: oltre ai tre ori, anche cinque argenti e un bronzo, per un totale di 24 piazzamenti tra i primi otto. Il 2017 ha dato visibilità e il giusto riconoscimento a tanti junior e allievi che costituiscono l’intelaiatura della nazionale che verrà. Spaziale il campionato europeo di Alessandro Sibilio, di nuovo a medaglia, dopo il titolo di Tbilisi 2016: argento in Maremma nei 400 ostacoli con una rimonta strepitosa nel rettilineo conclusivo. Ma per completare l’esordio-bomba nella nuova categoria - il prossimo anno potrà stupire anche ai Mondiali under 20 - il napoletano ha aggiunto l’epica cavalcata nell’ultima frazione della staffetta 4x400 coniando quello che ormai è un marchio di fabbrica: l’Effetto-Sibilio. Nel dream team, oltre al già citato Aceti, va sottolineato anche il contributo di Edoardo Scotti ancora in età da allievo, capace quest’anno di sbriciolare i primati nazionali under 18 dei 400 sia al coperto (47.77) che all’aperto (46.87), e di Klaudio Gjetja, a testimonianza della profondità del settore. Altre due le conferme post-Tbilisi. Andrea Dallavalle addirittura avrebbe potuto ritrovarsi in mezzo ai gladiatori di Londra con il 16,87 graffiato a Grosseto, sorprendente minimo mondiale e miglioramento-monstre: il piacentino a inizio giugno contava ancora su un personale di 15,81, azzannato in Toscana tra Firenze (16,46 ai Tricolori junior) e Grosseto (Europei U20), prima di rinunciare alla rassegna iridata preferendo non affrettare i tempi. Colpo dopo colpo, anche Carolina Viscaha strattonato le liste all-time, nel giavellotto, fino a fissare per ora il record italiano junior a 56,15 e a replicare l’argento vinto un anno prima in Georgia, con vista sul mondiale finlandese del 2018 da prendere a spallate. Nei 10.000 l’Italia ha scoperto il talento di Sergiy Polikarpenko che mentre continua a sfogliare la margherita tra atletica e triathlon si è concesso una soddisfazione mica da ridere: argento. Il bronzo di un’altra figlia d’arte come Nadia Battocletti sui 3000 è stato un festival di energia e grinta, ma non l’unico acuto della millennial trentina che agli Eurocross di Samorin ha saputo condurre il sestetto azzurro under 20 a uno storico argento a squadre con il quinto posto individuale e ha pure festeggiato l’oro alla WMRA International Youth Cup di Gagliano del Capo come Alain Cavagna (e a proposito di corsa in montagna: Daniel Pattis gambe d’argento tra i Mondiali di Premana e gli Europei di Kamnik). Grosseto ha esaltato un’altra staffetta. Soltanto la Germania è stata inarrivabile per gli eccentrici moschettieri della 4x100: con Tortu anche Alessandro Zlatan, Nicolas Artuso e Mario Marchei, primatisti italiani (39.50) ventidue anni dopo Alaimo-Ibba-Paggi-Comparini a Nyiregyhaza. Da record anche le reginette della 4x400 (Rebecca Borga, Linda Olivieri, Elisabetta Vandi, Ilaria Verderioseste in 3:35.86). Ha mancato la medaglia (quarta allo Zecchini) ma non si può non menzionare la capitana femminile Elisa Di Lazzaro, inarrestabile nella prima parte dell’anno con un primato dietro l’altro nei 60 ostacoli (8.22) e nei 100 ostacoli (13.24/0.8), oppure - sempre con uno sguardo complessivo sulla stagione - le nuove speranze della velocità Sofia Bonicalza (primato italiano junior indoor sui 200, 23.96) e Dalia Kaddari (record allieve sui 200, 23.68/0.5, a 17 anni dalla Calì). Da Grosseto a Gyor, nello stadio degli Europei allievi 2018, in Ungheria, gli azzurrini hanno raccolto otto medaglie all’Eyof con lo squillo di Diletta Fortuna nel disco e la doppia gioia di Carmelo Musci tra peso (argento) e disco (peso).

Promesse da podio. Del terzetto Yeman, Yoghi, Ayo s’è detto. Ma Bydgoszcz (tre ori, tre argenti, due bronzi, 29 finalisti) è stata terra di conquista non soltanto per loro. Entrato a febbraio nell’olimpo degli ottometristi italiani del lungo (8,05 nella strabiliante finale degli Assoluti indoor di Ancona con anche Jacobs e Howe sopra gli 8 metri), Filippo Randazzo mirava al bersaglio grosso agli Europeri under 23, e un certo fastidio per quest’argento (7,98/2.1) non l’ha mai nascosto. Ha sorriso, e tanto, un ritrovato Ahmed Abdelwahed, rinato con il trasferimento a Camerino dopo due anni ai box, argento nei 3000 siepi per completare la doppietta azzurra con Chiappinelli. È stata anche la stagione della rivelazione Christian Falocchi che in inverno si è guadagnato il passepartout degli Euroindoor di Belgrado quando ancora non aveva mai indossato l’azzurro e che in estate si è unito al club dei medagliati giovanili azzurri dell’alto (con il pb outdoor di 2,24). In Polonia anche i sigilli di altri due atleti già vincitori di medaglie in contesti internazionali: di bronzo il peso di Sebastiano Bianchetti così come l’alto di Erika Furlani, salita in stagione all’1,92 valido per il vestito da sera di Londra. Nella categoria, frizzante il 2017 dei lanci con le nuove migliori prestazioni italiane di Daisy Osakue (disco, 58,06), Paola Padovan(giavellotto, 57,21) e Sara Fantini (martello, 68,24) protagonista della squadra under 23 per la prima volta sul podio della Coppa Europa di lanci, in Spagna, a Las Palmas.

MEDAGLIERE GIOVANILE 2017 Campionati Europei under 20, Grosseto 3 ori: Filippo Tortu (100), Vladimir Aceti (400), Vladimir Aceti, Edoardo Scotti, Klaudio Gjetja, Alessandro Sibilio (4x400) 5 argenti: Sergiy Polikarpenko (10.000), Alessandro Sibilio (400hs), Andrea Dallavalle (triplo), Alexandru Zlatan, Nicholas Artuso, Mario Marchei, Filippo Tortu (4x100), Carolina Visca (giavellotto) 1 bronzo: Nadia Battocletti (3000)

Campionati Europei under 23, Bydgoszcz (Polonia) 3 ori: Yeman Crippa (5000), Yohanes Chiappinelli (3000 siepi), Ayomide Folorunso (400hs) 3 argenti: Ahmed Abdelwahed (3000 siepi), Christian Falocchi (alto), Filippo Randazzo (lungo) 2 bronzi: Sebastiano Bianchetti (peso), Erika Furlani (alto)

Festival olimpico della gioventù europea, Gyor (Ungheria) 1 oro: Diletta Fortuna (disco) 2 argenti: Giuseppe Filpi (110hs), Carmelo Musci (peso) 5 bronzi: Enrico Sancin (100), Ivan De Angelis (asta), Davide Favro (triplo), Carmelo Musci (disco), Assia El Maazi (2000 siepi)

Campionati Europei di corsa campestre, Samorin (Slovacchia) 1 argento: Nadia Battocletti, Francesca Tommasi, Elisa Cherubini, Micol Majori, Laura De Marco, Ludovica Cavalli (squadra under 20) 1 bronzo: Yeman Crippa (under 23)

Campionati Mondiali di corsa in montagna, Premana 1 argento: Daniel Pattis (under 20) 2 bronzi: Daniel Pattis, Andrea Prandi, Andrea Rostan, Stefano Martinelli (squadra under 20), Paola Varano, Linda Palumbo, Gaia Colli, Anna Frigerio (squadra under 20)

Campionati Europei di corsa in montagna, Kamnik (Slovenia) 1 oro: Daniel Pattis, Andrea Prandi, Andrea Rostan, Matteo Bonzi (squadra under 20) 1 argento: Daniel Pattis (under 20) 1 bronzo: Andrea Prandi (under 20)

International Mountain Running Youth Cup, Gagliano del Capo 3 ori: Alain Cavagna (individuale), Nadia Battocletti (individuale), Nadia Battocletti, Francesca Annoni, Emma Garber, Ludovica Cavalli, Samantha Bertolina (squadra femminile) 1 argento: Alain Cavagna, Andrea Rota, Alessandro Rossi, Alderico Tonin (squadra maschile)

www.fidal.it Foto Colombo/Fidal

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