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Triangolare U20/23 Ita-Fra-Ger, 10 volte Italia Team

  • Pubblicato: Lunedì, 05 Marzo 2018 08:43

Giovani a Nantes: 10 volte Italia Team!

Il bilancio del DT al settore giovanile e Sviluppo Stefano Baldini all'indomani del Triangolare Indoor e di lanci lunghi (guarda il video dell'intervista)

10-1-10: dieci successi individuali, un record italiano e dieci primati personali. Ecco il bottino finale dell'Italia Team all'Incontro Internazionale Indoor (under 20) e di lanci lunghi (under 20 e under 23) con Francia e Germania a Nantes. "Niente male, soprattutto a livello individuale - il commento del DT del settore giovanile e allo Sviluppo Stefano Baldini -. Sono vittorie che danno il termometro di una squadra con delle punte di assoluto valore. In questo periodo dell'anno ci fa davvero bene incontrare Francia e Germania perché ci aiuta a capire le prospettive e la portata internazionale del nostro movimento giovanile. Abbiamo visto i padroni di casa supermotivati e molto competitivi, la Germania stavolta ha lasciato scoperta qualche specialità". "Per noi - continua l'olimpionico di maratona ad Atene 2004 - è stata una trasferta complicata da alcuni piccoli imprevisti: dall'andata in un momento in cui in mezza Europa non era semplice viaggiare in aereo a causa del maltempo, alle aste che per tre su quattro dei nostri atleti non sono arrivate a destinazione. Per fortuna, ci hanno dato una mano i nostri amici francesi". Nantes che cosa lascia nella valigia dell'Italia Team per la stagione all'aperto? "Torniamo a casa con tante certezze e qualche assenza che si è fatta sentire. Mi è piaciuta la reazione di alcuni ragazzi: chi è caduto si è subito rialzato, chi aveva l'influenza ha fatto di tutto essere comunque in gara e chi era in condizione ha chiuso come si deve questo inverno sotto il tetto. Avevamo anche tanti atleti della categoria allievi, per molti era la prima esperienza in Nazionale, per altri come la triplista Zanon sono arrivati addirittura la vittoria e il record italiano". Prossime tappe dell'onda azzurra dell'atletica? "Continuiamo ad essere competitivi anche di fronte a Nazioni che di solito nelle placing table delle rassegne internazionali ci finiscono davanti. L'anno prossimo tocca a noi organizzare in Italia questo Triangolare. Adesso, però, pensiamo al futuro, soprattutto a quello imminente perché l'onda azzurra non si ferma e ora deve preparasi per un'estate proiettata sui Mondiali under 20 a Tampere e sugli Europei under 18 a Gyor". a.g. www.fidal.it

Stefano alla presentazione della Festa del Cross a Gubbio

  • Pubblicato: Lunedì, 26 Febbraio 2018 10:06

Festa del Cross: conto alla rovescia Il 10 e 11 marzo la rassegna nazionale di corsa campestre torna a Gubbio per il terzo anno consecutivo Ci risiamo. E' iniziato il conto alla rovescia per la Festa del Cross, il campionato italiano individuale e di società per tutte le categorie che per il terzo anno consecutivo si disputerà a Gubbio (quest'anno sabato 10 e domenica 11 marzo) nell'affascinante percorso disegnato nel verde del Teatro Romano. La presentazione, che si è tenuta al Park Hotel Ai Cappuccini, ha visto la presenza dell'olimpionico di maratona ad Atene 2004 Stefano Baldini. "Mi piacerebbe portare Gubbio in Europa, se non proprio per i campionati almeno per altre gare. Sarà che qui mi sento a casa…" le parole del Direttore Tecnico allo Sviluppo FIDAL. Un appuntamento, quello di Gubbio, che in tre anni è diventato ormai un "classico" della corsa campestre in Italia per la soddisfazione del sindaco Filippo Maria Stirati, dei rappresentanti di FIDAL Umbria, il presidente Carlo Moscatelli e il suo vice Fabio Pantalla, del presidente del CONI Umbria Domenico Ignozza e della società Gubbio Runners rappresentata dal vecchio presidente, Marco Busto, ora responsabile tecnico della manifestazione, e dal nuovo Enrico Ceccarelli. "E’ motivo di orgoglio profondo - ha sottolineato il sindaco - per un risultato insperato che ha portato alla riconferma dei campionati di corsa campestre anche per il 2018. E’ un traguardo che ci promuove a pieni voti come città dello sport, con una vocazione di accoglienza e di qualità per la capacità che ha Gubbio di fare squadra, grazie anche al volontariato che anima la comunità e in questo caso alla Gubbio Runners, senza la quale nulla sarebbe stato possibile, e grazie anche ad un ottimo staff comunale". Dopo i saluti del presidente della Gubbio Runners Ceccarelli che ha sottolineato la straordinaria crescita del gruppo, Busto ha ricordato che "rimangono pressoché invariati percorso e specialità, mentre la cerimonia di inizio non sarà più a Piazza Grande ma direttamente nell’area del Teatro Romano. Inoltre un importante convegno è previsto per sabato 10 al Park Hotel Ai Cappucini, con la presenza di Luciano Gigliotti, che ha portato da allenatore all'oro olimpico sia Baldini che Gelindo Bordin". Le due giornate di corsa campestre vedranno oltre 2.000 atleti e centinaia di società provenienti da tutta Italia più le 20 rappresentative regionali in gara nei Campionati Italiani Cadetti. Una ventina, fra individuali e di società più i tantissimi delle staffette assolute e master, i titoli tricolore in palio. Attesi giovani campioni di grandi prospettive come la trentina, bronzo europeo U20 dei 3000 metri, Nadia Battocletti, già vincitrice lo scorso anno tra le Allieve e quest'anno in gara fra le junior, e Yeman Crippa, bronzo europeo under 23 di campestre e qui tricolore assoluto nell'edizione 2016. (fidal.it)

A Foligno per testare il percorso dei Campionati Italiani di Mezza Maratona

  • Pubblicato: Martedì, 27 Febbraio 2018 10:05

Mezza maratona, l'olimpionico Baldini torna a Foligno: “Città ideale per correre”

In vista dei campionati italiani assoluti sui ventuno chilometri, l'attuale responsabile tecnico della Fidal ha controllato il percorso ed ha incontrato il sindaco

Foligno ci ha preso gusto. Dopo aver ospitato i Campionati italiani dei 10 chilometri su strada appena due anni fa, ora toccherà alla mezza maratona. Sarà proprio la città della Quintana, il prossimo ottobre, il luogo scelto per assegnare il tricolore dei ventuno chilometri. Un appuntamento tanto atteso, che arriva nell'anno in cui Foligno è stata nominata “Città europea dello sport”. I Campionati assoluti, collegati alla mezza maratona organizzata solitamente dall'Atletica Winner, quest'anno non coincideranno però con il festival de “I Primi d'Italia”. Alla base della decisione ci sono soprattutto motivi logistici e di organizzazione. E' così che i ventuno chilometri al “centro del mondo” si correranno il 21 ottobre prossimo. Podisti professionisti e non si daranno battaglia su un percorso più veloce rispetto al passato, con la mezza maratona che vedrà inoltre l'organizzazione intorno a sé anche di alcune iniziative di natura scientifica. Tra i passi di avvicinamento al 21 ottobre, c'è la visita del direttore tecnico della Fidal, Stefano Baldini. L'oro olimpico nella maratona di Atene 2004, è arrivato a Foligno per visionare il percorso studiato per la competizione. Per lui è un ritorno, visto che già due anni fa testò personalmente il tracciato della dieci chilometri. Lunedì pomeriggio Baldini ha inoltre incontrato il sindaco Mismetti: “Questo evento – ha detto il primo cittadino – rientra nel ragionamento di Città europea dello sport. E' il segno di una città che è cresciuta in maniera importante non solo sotto il profilo sportivo”. Mismetti ha poi toccato il tema delle strutture: “Il nostro sogno – ha sottolineato il sindaco – è quello di realizzare una nuova pista di atletica, che completerebbe l'impiantistica sportiva”. Stefano Baldini si è invece detto “felice di tornare a Foligno, visto che qui nel 1998 ho vinto una mezza maratona che per me è stata una rampa di lancio – ha affermato l'oro olimpico di Atene -. La città dimostra di essere l'ideale per correre: ci aspettiamo almeno 1600 persone”. In Comune lunedì presenti anche i membri dell'Atletica Winner capitanati dal presidente Gian Luca Mazzocchio ed il consigliere comunale delegato allo sport, Enrico Tortolini. (Fabio Luccioli rgunotizie.it)

Su Runner's World la recensione di "Sempre con le ali ai Piedi"

  • Pubblicato: Martedì, 06 Febbraio 2018 15:40

«Ci vuole un fisico bestiale per fare un lavoro come il mio, ma basta un fisico normale, adeguatamente allenato, per tentare e, quasi sempre, vincere l’impresa di portare a termine una maratona. Con un adeguato allenamento possiamo trovarci fianco a fianco in uno sforzo non solo sostenibile, ma straordinariamente piacevole».

Sempre con le ali ai piedi di Stefano Baldini è un piccolo grande libro: 42 brevi capitoli e 195 consigli per entrare in modo perfetto, anche dal punto di vista numerologico, nel mondo magico della maratona. Non inganni l’esiguità delle pagine che, al contrario, ne è il punto di forza, l’elemento che consente di puntare all’essenziale. Non un manuale, quindi, ma un libro che con tanta umiltà restituisce il “senso” di una passione, che poi è il senso di una vita dedicata allo sport. Certo, Baldini è Baldini, un campione inarrivabile che è riuscito a mietere successi straordinari fino alla mitica vittoria di Atene 2004 che Linus, nella sua prefazione, celebra facendone l’apologia: «Quella di Stefano non è stata solo una vittoria, ma una specie di sublimazione, l’apice di un percorso che non sarebbe stato più lo stesso».

Male la prima. La carriera di Baldini è eccezionale, certamente frutto di una genetica superlativa che lo ha dotato di tutte le qualità biomeccaniche indispensabili per competere ad alti livelli, ma anche di un carattere che gli ha consentito di affrontare i tanti momenti difficili, primo fra tutti, nel 1995, quello successivo alla sua prima maratona, a Venezia, chiusa con un deludente sesto posto finale, allorquando pensò di dire addio a quel genere di gare. «Più che battuto dagli avversari – scrive – mi sentivo battuto dalla distanza. La maratona era stata più forte di me e avevo la sensazione che non avrei mai potuto sconfiggerla». L’anno successivo per Stefano è «straordinario, con una forma fisica e mentale fantastica», tale da consentirgli brillanti affermazioni su pista; concedersi una seconda possibilità è del tutto ragionevole, ma ecco che l’esperienza successiva, se possibile, è ancora più devastante. La maratona di New York è «un naufragio totale. Sulla First Avenue, dopo 30 km corsi con buona lena, finii di colpo la benzina e iniziai a camminare. Ero così distrutto dai dolori alle gambe e dalla mancanza di energia che per rientrare in albergo mi ci volle un taxi». Una disfatta che avrebbe annientato chiunque, ma che per Stefano Baldini riesce a essere il punto di ripartenza. Baldini e il grande Luciano Gigliotti, suo allenatore, capiscono che bisogna avere il coraggio di cambiare, è ora di intraprendere un programma specifico per la maratona e dedicarle i successivi cinque mesi di durissimo lavoro. Così a Roma, finalmente, quella distanza tanto temibile è domata: Stefano è primo.

La forza di andare oltre. I successi da quel momento in poi si susseguono, ma non mancano problemi fisici grandi e piccoli. Le Olimpiadi di Sydney, poi, sono un flop clamoroso e il campione italiano vi arriva Papa e ne esce cardinale. Sconfortante e, ancora una volta, un bivio: «Mollare tutto e farsi un’altra vita, oppure ripartire da zero e mettere Atene nel mirino, allontanando di quattro anni il giorno nel quale attaccare le scarpe al chiodo». Nello sport praticato a quei livelli la delusione e la conseguente frustrazione sono cocenti, l’equilibrio è messo a dura prova dall’alternarsi di «molti momenti esaltanti ad altrettanti momenti deprimenti. È quindi fondamentale lavorare con la testa, mettere a punto la capacità di leggere le situazioni in modo lucido, esaltarsi e rammaricarsi il giusto, indipendentemente dallo stato di forma del momento». In tale ottica la capacità di interpretare e gestire le proprie emozioni maturata da Baldini è eccezionale e costituisce la forza propulsiva in grado di condurlo, nel 2004, al trionfo della medaglia olimpica di Atene, patria della maratona. Sono passati quasi quindici anni da allora e questo straordinario campione, tutt’altro che arroccato sulla torre d’avorio dei suoi mirabolanti successi, testimonia che «correre è facile, divertente, fa star bene» e continua a vivere la corsa con il piacere di un tempo, «felicemente immerso in questo fluttuare di giovani, di gente che si muove correndo, di gare di tutti i livelli, dal top dell’atletica alla corsa di paese».(http://www.runnersworld.it/libro-ali-piedi-baldini-6893)

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Seguo i talenti nelle categorie allievi e juniores. Li vedo a raduni e gare, cerco di conoscere i loro bisogni, capire le difficoltà. Non sono solo un allenatore. Il mio ruolo consiste nel motivarli e far sì che imparino l'atletica
Stefano Baldini

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