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Helsinki si avvicina

E' proprio vero, ci sono dei luoghi che ormai frequento da anni e che considero casa: Predazzo è uno di questi. La prima volta sono stato qui nel 1991 e son tornato tantissime volte per allenarmi. Siamo a 1000 metri sul livello del mare e si gode di buona temperatura senza respirare l'umidità della pianura che in questi giorni è devastante. Il programma di allenamento è praticamente finito, ieri ho svolto l'ultimo "lavoro" importante, il solito 23 km (4x 5000 recupero 1000) ad andatura diciamo controllata, senza cercare i tempi a tutti i costi, sempre sotto lo sguardo di Gigliotti che mi ha seguito in bici, anche se dall'alto dei suoi anni fa sempre più fatica a starmi dietro. Molte le interviste in questi giorni, tanti fanno le stesse domande ed è difficile rispondere sempre bene, ogni tanto perdo un pò di pazienza, perchè il disco è sempre quello..."ma rispetto all'anno scorso...?". Cosa posso rispondere? Dico sempre che il 2004 è stato un anno troppo particolare, dove fisicamente mi è andato tutto talmente bene che forse sarà irripetibile, che posso e voglio fare i Campionati Mondiali anche se mi sento un pò meno in forma, che non bisogna vincere a tutti i costi, che ci sono anche gli altri, che farò del mio meglio. Il massimo l'ho toccato l'altro giorno, quando uno bello come il sole mi fa: "Ma se poi non vinci perchè ci vai? Potevi ritirarti da Campione Olimpico e avresti fatto un figurone!" come se sapesse già i risultati, come se contasse solo vincere o non aspettasse altro che la mia figuraccia. Io so solo che sarò soddisfatto se avrò dato il meglio di me stesso, e se questo servirà per un buon risultato bene, sennò vorrà dire che saranno stati più bravi gli altri e mi tengo volentieri ciò che sono e che ho, tanto ci vediamo la prossima volta visto che sarò ancora al via. Sarà retorica, magari ho scritto le stesse cose anche sul diario dell'anno scorso ma io sono fatto così, mi diverto e mi piacciono le grandi sfide; per esempio l'illustre rivista di atletica Track & Field News anche quest'anno non mi mette tra i favoriti al podio e questo è sempre meglio, vorrà dire che c'è tutto da guadagnare. Mi sento comunque bene e cosciente che quando il gioco si farà duro ci sarò. Per questo mi aspetto molto tifo da casa, mi servirà. Ciao e a presto.

Livigno, nuova avventura

Eccoci a Livigno, luogo caro e ricco di bei ricordi. Questa volta sembra diversa dalle altre, come diverso mi sembra tutto dopo quel 29 agosto; non che la cosa mi dispiaccia, anzi, però a volte un pò di sana normalità non guasterebbe ed infatti sento che è quello che sto cercando. Ultimamente le cose sono andate bene ma non benissimo dal punto di vista agonistico, le due gare che ho fatto a Manchester e Arezzo hanno confermato un ritardo nella preparazione rispetto al 2004, ma anche una certa salute fisica che non avevo più da metà marzo almeno. E allora i primi giorni qui sono stati molto positivi, grazie alla compagnia di amici fidati, dal maggior tempo da dedicare all'attività e al recupero e dall'obiettivo che mi sono imposto (Helsinki); questa serenità mi scarica dalle pressioni e mi permette di correre "libero" da condizionamenti esterni. Rispetto alle gare altre cose sono andate invece meglio, infatti continua un certo interesse dei media nei miei confronti che sento fa bene al nostro movimento, questo mese per esempio c'è un articolo su Me's Health e poi le varie recensioni al libro che sta andando molto molto bene. Ho fatto le due presentazioni a Bologna e Milano stupendomi della quantità di persone presenti e della loro qualità, nel senso che non c'erano solo runners ma anche persone esterne alla corsa che però sono comunque interessate alla cosa. Voglio ringraziare ancora Gianni Morandi e Linus che sono stati presenti a questi incontri col pubblico e così u'altro dei "sogni nel cassetto" di quando ero ragazzino si è avverato. In questi giorni si sta facendo sul serio, i Mondiali sono il 13 agosto, quindi non c'è tantissimo tempo e ci stiamo già dando dentro; Gigliotti è discretamente "duro" con i programmi di allenamento e qui già facciamo cose da maratona, anche su ritmi vicini alla gara. So che sarà molto difficile ripetere certe giornate passate ma c'è comunque la voglia di stupire, sarebbe troppo facile dare ragione a chi dice (e sono tanti) che dopo Atene non sono stato più lo stesso e che nel 2005 non riuscirò a concretizzare nulla in maratona, io ci provo, poi a Ferragosto faremo i conti. Ciao e a presto.

4 settimane per Londra

Nuovamente a Tirrenia, un luogo molto caro perchè è inevitabile che sia così. Pur venendo qui a faticare ti affezioni ai posti dove hai vissuto lunghi e importanti momenti della tua vita. Questo è un periodo fondamentale per un maratoneta come me, sono le ultime 4 settimane prima del grande evento, che è stato preparato per qualche mese anche se mi sembra che il tempo sia volato, ma questo era inevitabile, con tutto quello che è successo dopo Atene. Le gare di avvicinamento sono andate tutte bene, ecco solo Lisbona mi ha lasciato un leggero amaro in bocca, un pò perchè abituato a stare davanti, un pò perchè mi ha dato la sensazione di altre volte: tu corri veloce o comunque abbastanza veloce, gli altri volano e ti sembra di essere fermo, impotente davanti a tanta forza e classe come quella che esprimono questi africani. Capisco che a volte anche i miei avversari provano la stessa cosa nei miei confronti, però non è piacevole, ecco mi sono divertito di più altre volte. Poi però bisogna fermarsi e ponderare, capire il momento nel quale ci si trova e trarre insegnamento da ogni cosa. Una certezza ce l'ho, io mi sto allenando per i 42 km e di questo sono sicuro, gli altri non so, quindi per adesso in attesa del 17 aprile è meglio curare l'orticello sotto casa. Lisbona è stata corsa veloce, con passaggi di alto livello e una seconda parte un pò in affanno ma con un calo relativo, difatti i parziali dal 5° km in poi sono stati tutti simili. Il fatto che Tergat abbia fatto un bel 59'10" mi preoccupa non tanto per la prestazione in se (comunque davvero spaventosa), ma più perchè non oso pensare al passaggio che vorranno impostare alla mezza maratona in quel di Londra: sicuro da record del mondo, quindi non credo di potercela fare all'inizio a stare con lui e in più non voglio vanificare mesi di allenamento con una prima parte suicida. Per questo cercherò alleanze con altri atleti per partire si forte ma non a quei livelli che per me sarebbero forse da suicidio. Devo pensare ad arrivare al 17 aprile al meglio delle mie possibiltà e cercare di migliorarmi in gara, poi mi inventerò qualcosa e vedremo a cosa basterà. Allora sotto col lavoro. Ciao e a presto.

Namibia!

Eccoci, dal profondo sud del mondo, la Namibia, terra a me molto amica (12° volta che ci vengo) e che mi ha dato molta popolarità, a parte lo sport qui ho giarto quello spot della IP che è andato in tv tutto novembre e dicembre con lo slogan "un uomo che non si ferma davanti a nulla", ma chi è sto fenomeno? Con tutto quello che è successo dopo Atene il pericolo numero uno è stato sempre lo stesso, l'appagamento, subdolo e silenzionso, che ti prende giorno dopo giorno, soprattutto quando inizi a fare fatica negli allenamenti più duri prima e anche in quelli più facili poi. E invece? E invece mi stupisco di me stesso, aspettavo da un giorno all'altro questa situazione a novembre quando ho ricominciato a lavorare duro, poi a dicembre al primo raduno in Toscana con gli altri ragazzi, poi alle gare di dicembre a Parigi e Bolzano e invece niente, il solito Stefano che corre dietro a tutti tutti i giorni. Dopo Bolzano il 31 dicembre ero molto gasato, del resto le gare mi esaltano sempre e la voglia di dimostrare che la medaglia d'oro della maratona olimpica sta al collo della persona giusta fa il resto. Però poi sono venuto qui, lontano dai riflettori del dopo Atene e tutto torna come l'anno scorso, il sudore del gennaio africano, le sveglie che suonano prima delle sette per fare i lavori alle nove, le giornate che si allungano perchè il secondo allenamento è alle sette di sera e non vedi l'ora di andare a dormire perchè crolli dal sonno. Temevo tutto questo, temevo un risveglio brusco sulla realtà di tutti i giorni dopo mesi nei quali forse ho vissuto in u'altra dimensione, o almeno diversa dalla solita. E invece, il solito Stefano che corre dietro a tutti tutti i giorni. Sono davvero felice del fatto che Atene non mi ha cambiato, della mia normalità, della mia salute, mi sto allenando bene e sono carico per le gare che dovrò fare al rientro e dopo, se penso alla Mezza maratona di Lisbona il 13 marzo e alla Maratona di Londra del 17 aprile so cosa mi aspetta, ma la vivo bene. Certo non sono tutte rose, ci sono cose nella vita che vorrei funzionassero meglio, ma non posso lamentarmi di come mi sta andando. Avanti così allora. Ciao e a presto.

Che succede?

Che fatica ragazzi, ma che divertimento. In due mesi e mezzo ho fatto e visto tutto quello che c'era da fare e vedere. Dalle premiazioni ufficiali alle gare, dalle convention alle sfilate, dalle pubblicità ai servizi fotografici. Mai e poi mai avrei pensato che una maratona potesse produrre tanto sconvolgimento in una persona. Salvatemi! Sinceramente avrei voglia di ritornare a fare una vita normale, di fare l'atleta, cioè la cosa che mi riesce meglio, perchè così mi pare di essere leggermente fuori carreggiata. Fortuna che mi ritengo una persona con i piedi per terra e cerco di gestire nel modo più tranquillo possibile la situazione, ma come si fa? Per esempio sono stato a New York per la maratona, ero ospite di Asics che mi ha fatto fare le solite cose di questi eventi: presenza all' expo (2 volte), 1 servizio fotografico e 1 cena. Nel frattempo ho registrato uno speciale per la Rai, ho ricevuto il Premio Abebe Bikila, partecipato al pasta party e seguito la gara domenica, praticamente sono andato di corsa da mattina a sera tutti i giorni. Naturalmente mi sono anche allenato, ogni mattina uscivo alle 7 e 30 incontrando gli atleti che avrebbero gareggiato domenica: tutti mi riconoscevano, italiani e non, che sensazione incredibile, ogni volta che uno gridava il mio nome aumentavo di un secondo a km; risultato che alla fine ero verso i 3' e poco. Tutto questo mi dicono sia il prezzo da pagare per quello che ho fatto, benissimo!, continuo a pagare. Certo che se penso alle aspettative che mi pioveranno addosso alla prossima maratona sarà meglio che cominci ad allenarmi bene, sennò chi li sente i tifosi, e i giornalisti poi. Ciao e a presto!

 
 

Consigli

 

Se voleste dei consigli interessati e interessanti potete leggere questi  libri che ho scritto dopo i Giochi di Atene:

Maratona per tutti

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

Quelli che corrono

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Con le ali ai piedi

“Con le ali ai Piedi”, edito da Mondatori che è stata una bellissima soddisfazione personale, e contiene aneddoti della mia carriera e consigli per chi vuol cominciare a correre per stare in forma o con l’obiettivo maratona.

Per passione

“Per passione” edito da Disney e rivolto per lo più ai ragazzi più giovani , che è stato realizzato insieme ad altri campioni azzurri quali Aldo Montano, Federica Pellegrini e Giorgio Rocca.



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