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Arezzo, scalata vincente

La Scalata al Castello di Arezzo è stata una gara positiva. Il percorso nuovo, ricavato nel centro storico, è stato un ottimo banco di prova per testare la condizione attuale, per fare il punto della situazione. 12 giri di 835 metri, 300 dei quali in salita e altrettanti in discesa hanno fatto sembrare questa 10 km più lunga di una normale gara su strada su questa distanza. Tutto ciò mi ha permesso di constatare che nei tratti in discesa ero molto veloce, li infatti si è risolta la gara. Dopo alcuni giri di studio ho visto che guadagnavo nel tratto a scendere per poi soffrire in quello a salire. Temendo il finale del marocchino Driuche, che è molto veloce in volata, sono andato via a 4 giri dal termine, correndo gli ultimi 5 tutti in 2'24" (ottima regolarità quindi) e concludendo in 29'08", che è un ottimo tempo. Gli organizzatori mi hanno poi assicurato che il tracciato è certificato da una misurazione FIDAL, da quest'anno obbligatoria se vuoi omologare i tempi a livello internazionale (anche su strada). Bella anche la cornice di pubblico, che ha potuto vedere la gara in diretta dalla piazza, sede di partenza e arrivo, su uno schermo gigante. Spero si siano divertiti, come mi sono divertito io. Questo tipo di gara mi è sempre piaciuto, il contatto con la gente che è li a pochi centimetri da te che passi a tutta velocità provoca sensazioni particolari e molto piacevoli.

A Napoli ho fatto quattro.

Se la maratona di Londra aveva lasciato qualche segno non troppo positivo, soprattutto a livello di motivazioni, a spazzare via tutto ci ha pensato la mezza maratona di Napoli, condita dal titolo italiano (il 4° dopo 1995-1998 e 2001). Sembrerà strano ma è proprio così, a volte vincere gare anche meno importanti fa sempre più morale di un buon crono in maratona che vale solo un buon piazzamento. Per come è venuto poi il risultato, diciamo in modo inaspettato, me lo sono goduto anche di più, ma ricapitoliamo. Dopo Londra ho fatto 10 giorni di riposo e 10 di allenamento: sedute in palestra, corsa lenta e poca voglia. Del resto quando esci da una maratona di solito hai dato tutto, soprattutto di testa, il più delle volte non ti passa nemmeno per l'anticamera del cervello di gareggiare. Ma c'è stato un pressing, una marcatura a uomo della mia squadra, che voleva corressi a Napoli perchè oltre al titolo individuale c'era pure quello di Società. Al mercoledi ho fatto un test in pista con quelle maschere che misurano il consumo di ossigeno durante lo sforzo, ho corso benino così da decidere che avrei gareggiato, come allenamento, in 1h05', aiuto comunque prezioso per la Corradini. Ma si sa, l'agonismo che mi prende: fatti due calcoli sugli avversari del momento e via, ho fatto i primi 10 km a rimorchio del gruppetto di testa per vedere come reagivo, poi altri 5 a tenere Battocletti nel mirino e poi ho fatto la gara come si deve, battagliando con Matviychuk e battendolo nel finale. Divertito un bel pò, anche se sempre col timore che qualche bicicletta (troppe) di tifosi scatenati mi entrasse nelle gambe. Un weekend positivo allora, una trasferta divertente, con la mia Società che si prende la soddisfazione di arrivare seconda sia tra i maschi che con le donne, nonostante tutti (a parte me naturalmente) durante la settimana lavorino sodo andando al campo solo dopo le sei la sera. Il finale? Scontato, con la solita grande mangiata di pesce, che all'inizio sembrava l'unico motivo della mia presenza, invece ci abbiamo piazzato pure il brindisi finale, cosa vogliamo di piu? Ciao e a presto.

La solita grande Londra

Come è andata questa Maratona di Londra? Alcune cose bene, altre un pò meno. Parto subito dal positivo: sono andato forte per oltre 30 km, su cadenze da primato personale, nonostante la pioggia (la strada era a dir poco scivolosa) e gli avversari che non sono stati certo teneri. Addirittura nella prima mezza, passata in 1h03'10", ho corso con una facilità che non ricordavo di aver mai provato prima, il che mi aveva naturalmente illuso di essere in giornata di grazia. Ho chiuso ancora una volta con un ottimo tempo (2h08'37") che mi ha procurato una marea di consensi nel dopogara, la frase più gettonata è stata "you are very consistent", e la cosa non può che farmi piacere, anche se a volte mi piacerebbe essere un pò meno regolare nelle prestazioni e contare ogni tanto su un picco di rendimento migliore. Altro aspetto positivo, quello di essere riuscito ancora una volta ad arrivare all' appuntamento che conta con una condizione generale molto vicina al 100%, la qual cosa non è semplice, soprattutto a questo livello, dove anche una piccola stupidaggine fa la differenza: infatti ho un pò temuto per un paio di guai muscolari che in questa primavera si sono verificati ma che erano per fortuna di poca importanza e in 3/4 giorni di stop si sono risolti. Gli aspetti negativi non sono molti, ma ci sono: prima cosa il calo finale abbastanza vistoso, e anche se gli ultimi 10 km sono stati con il vento contro e una pioggia fortissima, sono andato a 3'10", cosa inusuale anche quando scoppio di brutto; direi che ho finito la benzina dopo una partenza veloce (14'47" ai 5000) e non ci sono molte altre spiegazioni, se non che preferisco le gare in progressione. Poi il distacco finale patito nei confronti dei primi 3. Nelle gare cosiddette "classiche" la presenza delle lepri porta sempre più spesso la gara su ritmi elevati fino al 25° km, dopodichè (è successo anche domenica a Londra) qualche atleta accelera da 3' fino a 2'50"al km, facendo esplodere il gruppo di testa. E' stato un pò frustrante toccare ancora una volta con mano l' impotenza nel vederti correre a 20 km/h e subire un break di questo genere. Ho provato a seguire e per un 1000 2'55" l'ho fatto anche io, solo che Rutto ha proseguito così per 5 km (attorno ai 14'30") per poi ristabilire il ritmo sui 20 all'ora. Ormai la maggior parte delle gare si risolve così (anche a Parigi, stessa cosa) e io non riesco a cambiare come fanno questi africani; dovrò quindi provare qualcosa in allenamento per tentare di essere più competitivo in queste situazioni. Di certo il gap che mi divide cronometricamente da Tergat, Rutto, Gharib o altri si restringe parecchio nelle gare senza lepri, col caldo, percorsi impegnativi e medaglie in palio, altrimenti non si spiegherebbero i due bronzi mondiali consecutivi a Edmonton e Parigi. Voglio attaccarmi a questa convinzione per coltivare ancora il sogno olimpico di Atene, la strada è quella giusta, la penso così. Ciao e a presto.

Le fatiche del raduno

Normalmente incontro persone che mi dicono: "ma quanto sei fortunato, giri il mondo per allenarti e gareggiare, sempre al caldo quando fa freddo e sempre al fresco quando fa caldo". Effettivamente la cosa potrà anche essere vera e divertente quando sei molto giovane e senza legami, le difficoltà sorgono invece quando ti sei fatto una famiglia e magari, come me, hai pure dei bambini. Quest' inverno per esempio è stato molto faticoso da questo punto di vista: i due raduni a Windhoek (per un totale di 50 giorni) saranno pure superproduttivi dal punto di vista atletico, ma vuoi mettere la serenità e il calore della famiglia, di un piatto cucinato a dovere, di una casa nella quale ho traslocato da 4 mesi e che non mi sono ancora goduto? Succede allora che quando vai via lo fai con una motivazione particolare, perchè se devo investire settimane all' estero le voglio fare bene, investendo al massimo il mio tempo, nel senso che non lascio nulla al caso curando tutte le cose, soprattutto al di fuori dell' allenamento, cioè recupero, massaggi, stretching, sonno, cura dei particolari insomma, che quando sei a casa magari tralasci perchè hai altre cose a cui pensare. L' importanza e la sostanza dei raduni è questa: fare 24 ore su 24 le cose nella stessa direzione, e non è assolutamente facile, ho visto tanti altri ragazzi "saltare" di testa perchè non sopportavano il peso di 3 o 4 settimane fuori. Anche in questo caso devo ritenermi fortunato, nel senso che ho incontrato sulla mia strada un sacco di persone "giuste", a partire dal Prof. Gigliotti, maestro di sport e di vita, che da sempre riempie pranzi e cene di discussioni mai banali, a volte infinite, che abbracciano i più svariati temi (politica, calcio, musica, cultura, gossip e chi più ne ha più ne metta), per arrivare ai compagni d' allenamento che in questi ultimi 15 anni hanno percorso la mia stessa strada per più o meno tempo, allietando o appesantendo le giornate vissute insieme. A volte penso che dovrei scrivere un libro di tutte queste cose e magari lo farò, prima o poi, devo solo trovare qualcuno che me lo scriva e qualcuno che me lo pubblichi, facile no? Ciao e a presto:

Procediamo!

Questo secondo periodo in altura si inserisce all' interno della preparazione per la maratona di Londra come il momento più importante, nel quale si effettuano alcuni allenamenti fondamentali in previsione gara. In queste prime due settimane il programma prevedeva infatti sedute bigiornaliere che hanno superato anche i 40 km totali, molti dei quali vicino al ritmo-gara. Il solito percorso da 10 km fuori del nostro albergo mi ha messo a dura prova fin dall'inizio, ma finora non mi sono ancora ritirato in alcun allenamento: questo è importante perchè la prerogativa di questo raduno è stata dall'inizio quella di finire tutti i workouts, dopo che i giorni successivi alla Roma-Ostia mi avevano costretto a saltare un paio di sedute importanti a causa di una contrattura rimediata l' indomani della mezza capitolina; inoltre il ritiro potrebbe compromettere talvolta quella solidità psicologica tanto cara a chi corre come me gare di endurance. Oggi abbiamo superato la metà-stage, i risultati sono confortanti e la compagnia di forti compagni d'allenamento come Caimmi (che prepara Boston) e Ruggiero (che prepara Torino) mi permette di superare meglio soprattutto i giorni di recupero, nei quali magari non hai molta voglia di fare fatica ma che alla fine fanno segnare lo stesso al contachilometri un bel 32. In questi anni di periodi in altura per la Nazionale è stato molto importante avere al proprio fianco, oltre ai compagni di raduno, anche altri atleti come Ruggiero oggi, oppure Andriani o Goffi in passato, che vengono a spese proprie cercando di trovare giovamento nell' allenarsi in compagnia di chi sta preparando maratone importanti, per cercare a loro volta di migliorarsi aumentando il livello di qualità del gruppo di lavoro. Ciao e a presto.

 
 

Consigli

 

Se voleste dei consigli interessati e interessanti potete leggere questi  libri che ho scritto dopo i Giochi di Atene:

Maratona per tutti

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

Quelli che corrono

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Con le ali ai piedi

“Con le ali ai Piedi”, edito da Mondatori che è stata una bellissima soddisfazione personale, e contiene aneddoti della mia carriera e consigli per chi vuol cominciare a correre per stare in forma o con l’obiettivo maratona.

Per passione

“Per passione” edito da Disney e rivolto per lo più ai ragazzi più giovani , che è stato realizzato insieme ad altri campioni azzurri quali Aldo Montano, Federica Pellegrini e Giorgio Rocca.



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