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Indimenticabile!

Che gara, che gara ragazzi! L'avreste mai immaginata così? Nemmeno io. Difatti pensavo ad uno svolgimento diverso, più veloce nella prima parte, quando viceversa nessuno voleva "correre" ma intanto tutti facevano fatica. Ho impiegato del tempo a capire che la situazione era questa, soprattutto non potevo crederci: Tergat affaticato dopo 25 km corsi a 3'12", anche se in salita, non sembra una cosa normale, ed invece lo è. Sono stato bravo a capire dopo Londra (nonostante fossi un pochino avvilito) che le gare per le medaglie e Atene in particolare sono diverse, che quando c'è il man against man (uomo contro uomo) la storia si fa diversa. Ci ho creduto e ci crederò sempre: in quelle gare i primati personali hanno un valore relativo, conta chi sa preparare i grandi appuntamenti, spendere bene le energie e soffrire quando queste finiscono. Conoscevo a memoria il percorso e non ho sbagliato un rifornimento, tutti particolari che alla fine fanno anche la differenza. Ma quando abbiamo scollinato al 32° km la sorpresa di vedere il "mostro" Gharib staccarsi e il "mito" Tergat faticare con l'occhio spento e il volto tirato mi ha moltiplicato le energie, fatto sparire i crampi che in salita mi assalivano e correre gli ultimi 10 km in 28'40" (era discesa si, ma discesa per tutti). L'incidente di Lima ha macchiato la mia prova, ancora oggi molti mi chiedono se senza quel fatto avrei vinto lo stesso. La risposta è sempre scontata (vedi 1'16" di distacco finale), anche perchè io l'incidente non l'ho visto perchè stavo dietro una semicurva a 20 secondi di distacco e ho saputo dell'accaduto solo dopo l'arrivo dai giornalisti. Fosse capitato a me avrei fatto qualcosa in più, avrei reagito, avrei spintonato, avrei allargato la mia linea senza farmi bloccare perchè in quel momento volavo a 2' e 50" al km. Keflezighi si è dimostrato l'avversario più ostico, forte di un primato sui 10000 (27'12") importante e di un premio (500000 $) in caso di vittoria. Ma la mia forza e la mia esperienza hanno avuto la meglio. La tattica è stata quella di non dargli nemmeno un minuto di tempo per pensare che potesse vincere: quindi attaccare sempre. Rischioso ma efficace. Superato Lima non mi sono voltato più, controllavo solo il cronometro sull'auto che precede la testa della corsa: 39° km 2'47", 40° 2'48", 41° 2'44", e non mi sono girato più, chi mi prende a questi ritmi? Potevo fare ancora un altro paio di km così. L'ingresso al Panatinaiko è stato il momento più bello della gara, quella luce, la storia, il mito, anzi la leggenda, ogni tassello di un mosaico al suo posto. Gli ultimi 500 sono stati veloci e goduti fino all'ultimo. Non li dimenticherò mai e mi commuovo ogni volta che li rivedo, anzi ogni volta mi commuovo di più. La premiazione all'Olimpico durante la cerimonia di chiusura è stato l'altro momento bellissimo: essere li, in mondovisione, medaglia d'oro con l'Inno di Mameli è stato emozionante quasi come la nascita di mia figlia: sapevo di avere addosso gli occhi di tutti, ho cantato a squarciagola fiero di essere italiano e il simbolo azzurro di questa Olimpiade. Saluto con piacere tutti quelli che sono venuti per farmi il tifo li ad Atene. Un grazie particolare a Daniele Caimmi: ci siamo allenati insieme negli ultimi 2 anni e purtroppo non ha avuto la mia stessa fortuna nell 'avere salute e condizione per un lungo periodo come il mio: a lui posso dire di non mollare, che la pazienza alla fine pagherà come ha pagato con me. Ciao e a presto.

Che bel percorso...in macchina!

Ieri ho visionato in macchina il tracciato di domenica. Alla TV sembrava altra cosa, l'altimetria sulla carta u'altra ancora. Allora e' stato meglio verificare di persona che invece ci sara' da sudare ancora di piu', perche' le qualita' muscolari e la capacita' di correre in salita e discesa con le gambe stanche fara' la differenza. Comunque mi piace, assomiglia un po' alla Maratona di Madrid, forse qui e' anche piu' difficile, ma se uno sta davvero bene si puo' anche andare forte, come le prime 3 di domenica scorsa. Me lo aveva detto l'amico Giovanni che l'aveva fatta, ma ad aprile, che queste lunghe salite non perdonano. Aggiungiamo che anche oggi ci sono oltre 30 gradi e siamo a posto. Le chiacchiere sugli avversari si sprecano e chi sta meglio, chi sta peggio, chi si nasconde, chi sara' la sorpresa...tutte vicende gia' viste e vissute per fortuna, l'esperienza in questo caso mi sta aiutando a stare fuori dalla bagarre. Spero solo di stare bene io e riuscire a dare il massimo di quello che posso, cosi' come credo gli altri faranno. E' normale, sono le Olimpiadi, ad Atene poi. Il villaggio e' sempre una bella esperienza, anche alla terza Olimpiade, anzi, piu' invecchi e piu' te lo godi. Ciao a tutti, e a presto.

Una gara per uomini veri

Ho seguito con attenzione la maratona femminile di ieri. Questo perchè c'è sempre da imparare qualcosa. In primo luogo mi interessavano le cose logistiche, come rifornimenti, blue line, vento, direzione di corsa rispetto al sole (bisognerà forse usare occhiali perchè avremo il sole in faccia al tramonto almeno fino al 30° km). L'altimetria la verificherò di persona in macchina credo mercoledi (dalla tv non si vedono molto bene i saliscendi). In secondo luogo la gara: già in questo tipo di competizioni i primati personali sono qualcosa di relativo e questo lo dico da un bel pò, ieri in modo particolare sono emerse atlete che sanno correre su un percorso mosso alternando frequenza e ampiezza della falcata in base a salita o discesa, e che sopportano meglio il caldo, che sono grintose fino allo sfinimento, che lottano per qualsiasi posizione (la "viziata" Radcliffe, abituata sempre a vincere, ha mollato appena visto il bronzo involarsi davanti a lei). Tutte queste caratteristiche non sono comuni a tutti, non dico che domenica azzeriamo i 2 minuti e mezzo che mi separano da Tergat, ma il gap potrebbe farsi molto più stretto. Lo dico anche per farmi coraggio, ma senza presunzione, può succedere di tutto. Di sicuro succederà che darò tutto, se proprio devo disidratarmi e finire su una barella con la flebo di zuccheri nel braccio voglio proprio farlo alla maratona olimpica, con la consapevolezza però di averci provato fino in fondo: per qualsiasi posizione finale, per l'Italia, per me stesso e per tutti quelli che anche solo con un gesto o una parola mi sono stati vicini in questi mesi di preparazione. Ciao e a presto.

Amatriciana vincente

L'Amatrice-Configno è una gara molto particolare: un atleta che voglia ben figurare su un tracciato come quello (ultimi 5 km che salgono con una pendenza media oltre a 2%) deve essere in buona condizione muscolare e organica. Molti hanno partecipato con altre gare nelle gambe e questo li ha sfavoriti. La mia scelta era invece dettata dalla particolarità del percorso simile (anche se breve) a quello di Atene, dal clima sicuramente caldo e dalla voglia di mettere il numero almeno u'altra volta prima della maratona del 29. Sceso dal fresco di S.Moritz credevo di patire il cambio di temperatura, ma fortunatamente Amatrice si trova a 900 metri sul livello del mare in Provincia di Rieti, in mezzo alle montagne, quindi con aria più fresca e temperatura accettabile. Ma lo zampino gli organizzatori ce lo mettono sempre: difatti, partenza alle 16 in punto e segnalazioni errate nel primo km ci facevano sbagliare strada 2 volte e sudare ancora di più di quella che era già una graticola. Fortunatamente nessuna caduta e solo qualche secondo di ritardo (avrei fatto probabilmente il record del percorso) mi permettevano di rientrare immediatamente sui primi e di iniziare la gara vera e propria, con una prima fuga solitaria già al 3° km, quando inizia la salita (azione stoppata dal keniano Ivuti e dall'etiope Tedesse) e con una parte finale di gara (ultimi 2 km) nella quale ho dato tutto me stesso simulando qualcosa che potesse andar bene per Atene: cambio di ritmo e via, tenere fino alla fine per vedere cosa fanno gli altri. Risultato, Ivuti a 13" di distacco e Tedesse a oltre 1 minuto, rimontato anche da Daniele Caimmi. Una prova soddisfacente, ma che non mi fa volare più alto del necessario. Ho troppa esperienza da credere che Atene sarà una cosa completamente diversa, ma la stessa esperienza mi dice che mi sono allenato tanto, bene e forse come mai. Perciò la conclusione è facile: si va, si da tutto e poi vediamo che succede: se va bene festeggeremo, se saranno più bravi gli altri glielo riconosceremo. Ciao e a presto.

Porto S.Elpidio, ancora primo!

Porto S.Elpidio si è sempre rivelata una gara importante nel cammino di una preparazione verso i grandi eventi estivi: difatti si colloca a luglio, nel pieno dell'allenamento verso la maratona estiva. Quest'anno il percorso è stato portato dalla frazione Corva al lungomare cittadino, così da attirare più pubblico sull'anello di 900 metri allestito dalgli organizzatori. La gara per essere internazionale ha necessitato di una misurazione della Fidal, che ha certificato la distanza di 10000 metri facendoci percorrere 11 giri più il tratto di volata finle. A 50 giorni dalla mia ultima apparizione agonistica devo dire che il nervosismo si è fatto sentire un pò troppo, e pur correndo molto forte dall'inizio alla fine, non sono riuscito a gestire lo sforzo come avrei voluto. Forse perchè Atene si avvicina velocemente, sta di fatto che dopo 3 o 4 giri ed altrettanti scatti del keniano di turno (tale Kiilu, predatore delle ultime gare su strada nazionali) ho perso la pazienza e mi sono messo davanti a tirare come un forsennato per staccare tutti e non avere problemi nel finale. Avrei invece dovuto gestire meglio lo sforzo, controllando all'inizio e accelerando nel finale. Ma non volevo assolutamente rischiare il primo posto in questa gara, perchè vincere fa sempre bene, soprattutto in questo periodo quando l'allenamento si fa intenso e la vittoria ti da serenità. Ho corso la seconda parte più veloce della prima e il 28'10" finale è un gran tempo, considerando il forte caldo e l'umidità altissima, che ci avevano addirittura fatto ritardare lo start di 40' perchè 3 ragazze che avevano partecipato alla sfilata allegorica si erano sentite male. Ho scelto questa gara sia per questo tipo di clima, probabilmente simile a quello olimpico, sia per un fattore puramente scaramantico, in quanto nelle mie 3 apparizioni precedenti sul litorale marchigiano la fortuna aveva fatto si che nella maratona seguente io sarei andato sempre a medaglia. Di solito non credo a queste cose, ma contro questi mostri africani bisogna attaccarsi a tutto.

 
 

Consigli

 

Se voleste dei consigli interessati e interessanti potete leggere questi  libri che ho scritto dopo i Giochi di Atene:

Maratona per tutti

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

Quelli che corrono

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.

Con le ali ai piedi

“Con le ali ai Piedi”, edito da Mondatori che è stata una bellissima soddisfazione personale, e contiene aneddoti della mia carriera e consigli per chi vuol cominciare a correre per stare in forma o con l’obiettivo maratona.

Per passione

“Per passione” edito da Disney e rivolto per lo più ai ragazzi più giovani , che è stato realizzato insieme ad altri campioni azzurri quali Aldo Montano, Federica Pellegrini e Giorgio Rocca.



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