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Intervista sul mensile Runner's World di Gennaio

YOUNG RUNNERS 

La bandiera azzurra 

Di Paolo Marabini

Stefano Baldini è stato un grande talento. Oggi è il direttore tecnico dei giovani azzurri, mai così tanti e così promettenti. L’olimpionico ci spiega come e perché.

 

Il 7 dicembre scorso ha tagliato il traguardo del terzo compleanno nei panni di direttore tecnico del settore giovanile azzurro. Una sfida lanciatagli dal presidente federale Alfio Giomi, a pochi giorni dalla sua elezione al posto di Franco Arese, e raccolta con grande entusiasmo. Oggi – tre anni e qualche giorno dopo – Stefano Baldini tira le prime somme del suo lavoro, che ha conosciuto nel 2015 una grande vetrina, grazie ai successi dei “suoi” ragazzi tra Mondiali under 18, Europei Juniores e Festival Olimpico della Gioventù Europea.

Stefano, soddisfatto? “Sarei un bugiardo se dicessi il contrario. Non posso sottovalutare, tra l’altro, che era da un bel po’ di tempo che non si parlava così tanto di settore giovanile”.

 

L’intervista completa sul numero di gennaio di Runner’s World.

 

 

Buone Feste da stefanobaldini.net

Stefano e lo Staff di stefanobaldini.net augurano a tutti voi un sereno periodo natalizio.

Intervista sul mensile Correre di Gennaio

Cercando nuovi, possibili “Baldini”

È un po’ come ai tempi del “Rischiatutto”, quando Mike Buongiorno chiedeva al concorrente: «Che busta vuole? La “uno”, la “due” o la “tre”?». Le “buste” di una possibile intervista a Stefano Baldini sono ancora di più: c’è quella da campione olimpico, quella da allenatore, quella da commentatore televisivo, quella da testimonial, quella da autore di libri, ma poiché è da più di tre anni che su sulle pagine di Correre presentiamo “Giovani leoni” del mezzofondo, nel numero di gennaio Daniele Menarini ha ritenuto opportuno scegliere la busta da Direttore tecnico giovanile della Federazione italiana di atletica leggera. Appunti, più che un bilancio. Spunti di riflessione.

Parliamo nello specifico di mezzofondo e fondo: in questo quadriennio olimpico che va verso l’epilogo, ci sembra che il settore giovanile abbia mostrato una diffusa vivacità, dalla quale sono emerse, indipendentemente dalla categoria, “personalità” come, ad esempio, Yohannes Chiappinelli, Yemaneberhan Crippa, Federica Del Buono, Marta Zenoni e Nicole Svetlana Reina. Chi altri? 

«Completo il quadro aggiungendo, almeno, Lorenzo Dini e Pietro Riva. A proposito di Riva, porto il suo tecnico, Alessandro Perrone, quale esempio di come dovrebbe funzionare il rapporto tra la struttura tecnica federale e l’allenatore di un atleta, soprattutto di un giovane: collaborazione, condivisione delle informazioni e della programmazione, comune voglia di migliorare. Dietro la crescita tecnica e psicologica che lo ha portato, quest’estate, a conquistare il titolo europeo Juniores nei 10.000 metri c’è anche questo aspetto.»

Tra gli allenatori c’è qualche sorpresa, qualche nome nuovo o sono sempre gli stessi a lavorare sul campo? 

«Nel 2015 l’attività del “Talento federale” ha visto il coinvolgimento di 270 atleti e 250 allenatori. Tra questi, i giovani sono parecchi. È la passione che ci porta a provare la trasformazione da atleta in tecnico. Sono anche tanti, però, quelli che emigrano verso discipline che permettono di vivere del mestiere di allenatore, ed è un patrimonio che si perde. Penso, ad esempio, a Marco Mencarelli, ad Andrea Nuti.»

Una domanda di una sola parola: scuola… 

«… Una risposta di una sola parola: assente. Tutto si esaurisce nell’organizzazione della finale degli Studenteschi, sempre all’ultimo minuto, sempre con “problemi di comunicazione con il Ministero”. Crudele il confronto con il passato: fino agli anni ’80, lo sport italiano, nel complesso delle discipline olimpiche che fanno capo al Coni, poteva contare sul “distacco” di circa 200 insegnanti di educazione fisica, che lavoravano a tempo pieno nelle federazioni sportive conservando il proprio posto da “insegnante di ruolo”. Oggi se ne contano 30 in tutto il mondo dello sport, e tutti impiegati sull’alto livello.»

E a proposito di scuola, tra i modelli che l’estero propone è inevitabile pensare agli Stati Uniti, anche alla luce delle tante nostre “Scarpette in fuga”.

«È un modello buono, ma non ottimale. È pensato per far raggiungere la piena maturità atletica a 23-24 anni, il limite anagrafico della vita universitaria che giustifica la presenza dell’atleta al college. Offrono molto, anche economicamente, oltre che come opportunità per costruirsi un futuro. Inevitabilmente chiedono anche molto. La diciamo senza giri di parole? Ti spremono come un limone.

 

 

L'intervista completa a Stefano Baldini la trovate su Correre di gennaio.

 

 

Domani ultima puntata 2015 di Deejay Training Center

Domani mattina alle 12, su Radio Deejay, ultimo appuntamento 2015 di Deejay Training Center. La popolare trasmissione radiofonica, condotta da Linus con Stefano Baldini e Davide Cassani, chiude così un'annata davvero fortunata. “Lo sport per chi lo fa” avrà come sempre ospite al telefono il Dott. Mondazzi con i suoi fondamentali consigli sull'alimentazione. Se avete coriosità o dubbi su qualsiasi attività sportiva mandate le vostre domande attraverso il profilo Facebook o alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Clicca qui per il podcast

Deejay Training Center torna in diretta nel 2016 domenica 10 gennaio, sempre alle 12.

Esiste una medicina in grado di renderti più creativo, più lucido mentalmente, più vitale e più equilibrato, più in forma e più felice: si chiama corsa. Stefano Baldini
 

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.