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La mia recensione di Asics Dynamis

 

Asics Dynamis, divertimento da 5 stelle

 

Correre in gruppo è sempre una buona scusa per alzarsi dalla scrivania e passare qualche ora in piena libertà, quale occasione migliore per provare le nuove Asics Dynamis? 

Tra le ultime nate in casa Asics, Dynamis “invita” a correre. Drop di 8mm, peso ideale (270 grammi) per il mio allenamento di oggi, composto da un mix di riscaldamento a velocità tranquilla e voglia di accelerare appena ne avverto lo stimolo o il percorso scelto mi invoglia a farlo. 

La tomaia, che utilizza la tecnologia Dyntruss, è un rivestimento singolo, si indossa comodamente come un calzino e la chiusura è una sorpresa positiva grazie al sistema di allacciatura Boa System, confortevole e con una facilità di utilizzo che mi ha favorevolmente stupito. Basta un click per allentare o stringere il laccio in modo progressivo, preciso e senza compromessi. 

 L’intersuola in FlyteFoam, tecnologia in grado di alleggerire del 55% una normale piattaforma in Eva, è quello che piace a me, un mix tra l’ammortizzazione e la reattività ideale in qualsiasi situazione, anche quando ci sono curve o marciapiedi da affrontare. La parte mediale del piede è caratterizzata dall’inserto Dynapanel, perfetto per chi, come me, deve controllare una leggera pronazione.

La sensazione in corsa è di controllo del movimento a tutte le velocità. Un’uscita iniziale di 21 km, cui sono seguiti altri allenamenti più brevi, mi ha permesso di valutare le qualità di comfort e reattività che rende Dynamis una scarpa che non esisteva nell’offerta per il runner, che sia agli inizi o atleta evoluto. Il piede resta fresco e asciutto anche dopo parecchi km. Appena le ho sfilate ieri sera dopo 15 km in progressione, già sognavo la prossima uscita di domani….

 

Peso

270 g

•Differenziale di 8 mm

•Leggero

•Sistema di allacciatura Boa

•Passo stabile e uniforme

•Reattiva

•Intersuola in Flytefoam sull'intera lunghezza

•Dynatruss

•Rivestimento interno singolo

•Dynapanel nella zona mediale per il controllo dell'iperpronazione

•Sostegno a zone per la stabilità del rivestimento interno

•Inserto interno laterale per una calzata eccellente

•Tenuta sicura del mesopiede

Stefano alla Chief Coach Youth Academy in Germania

 

Il DT del settore giovanile e allo Sviluppo ha preso parte ad una sei giorni di formazione internazionale all'Accademia di Mainz (Germania)

"Chief Youth Coach Academy" per esplorare il presente e il futuro delle nuove generazioni dell'atletica europea. La DLV-Trainerakademie di Mainz (Germania), dal 27 agosto al 1° settembre, ha ospitato sei intense giornate dedicate alla formazione dei Direttori Tecnici nazionali giovanili del Vecchio Continente. Un'importante occasione di confronto a livello internazionale organizzata da IAAF, EA e DLV (la Federatletica tedesca) che per l'Italia ha visto la partecipazione del DT allo Sviluppo Stefano Baldini.

"E' stata un'esperienza molto interessante - spiega l'olimpionico azzurro di Atene 2004 - e ricca di spunti. Eravamo una ventina di DT under 18 al lavoro per 10-12 ore al giorno. Gli argomenti trattati hanno spaziato su diversi ambiti: dalla parte tecnica a quella psicologica, passando per fisiologia e genetica. Il focus era ovviamente sull'attività giovanile tra sviluppo e allenamento, con in primo piano le problematiche che spesso portano del drop out. Un fenomeno che ovviamente non riguarda solo la realtà italiana".

A coordinare i lavori sono stati Günter Lange (IAAF Senior Education Manager) e Wolfang Killing (Direttore DLV Academy Mainz). Tra i vari interventi in programma quelli dello statunitense Loren Seagrave (velocità) e dei tedeschi Herbert Czingon (asta), Elmo Neuberger (genetica), Pericles Simon (fisiologia), Scott Grace, Dietmar Chounard, Jorg Peter (psicologia) e Jurgen Bernhart (tecnico DLV Academy).

Che cosa porta a casa Stefano Baldini da questa esperienza? "Sono rimasto molto colpito dal livello di strutture come quella dell'Academy tedesca e dall'organizzazione sportiva del sistema scolastico che in pratica affianca e coinvolge in maniera crescente i giovani studenti dai 9 ai 18 anni. La Gran Bretagna, invece, investe molte risorse nell'atletizzazione degli under 15 con un sistema premiante meno legato ai risultati e più concentrato sulle abilità che si maturano nel corso del tempo. Si chiama Athletics 365 e prevede, come nel karate, una gradazione di livelli basata su dieci colori. La CYCA continua fino alla prossima estate con la presentazione del project work su cui ognuno di noi sta lavorando e che nel mio caso riguarderà il percorso di avvicinamento e costruzione della squadra azzurra per gli Europei U18 del 2018". E l'Italia dell'atletica? "Diversi colleghi di altri Paesi hanno apprezzato la capillarità della nostra attività giovanile su tutto il territorio e nel corso di tutto l'anno".

Da questo punto di vista quali sono i prossimi appuntamenti riservati ai giovani dell'atletica italiana? "In agosto una quarantina di atleti del comparto endurance (mezzofondo e marcia, ndr) si sono allenati in altura a Sestriere. Dal 31 ottobre al 4 novembre a Grosseto organizzeremo il consueto raduno abbinato alla conferenza di programmazione dell'attività degli under 20 proiettati sugli Europei U18 di Gyor (Ungheria, 5-8 luglio) e sui Mondiali U20 di Tampere (Finlandia, 10-15 luglio). Contiamo di coinvolgere un centinaio tra allievi e juniores con i rispettivi tecnici".(fidal.it)

Torna Deejay Training Center, ogni domenica alle 12 su Radio Deejay

 

A meno di una settimana della tappa milanese dell’attesissima DJ Ten che prevede la partecipazione di 30.000 runner, il prossimo 1 ottobre alle 12,00riparte DeeJay Training Center, programma radio dedicato atutti gli appassionati di endurance, insomma a chi lo sport lo fa! Al timone Linus, affiancato come lo scorso anno da Stefano Baldini e Davide Cassani, che dispenseranno consigli su ciclismo, maratona, triathlon. Ma più consigli, aneddoti, personaggi, curiosità, esperienze, emozioni e cultura sportiva, per arricchire le puntate con il loro punto di vista unico e un po’ “speciale”.

Tanti saranno gli ospiti sportivi e non solo,  legati da un’unica grande passione: lo sport. Immancabili i consigli degli specialisti della nutrizione e dell’integrazione. Elena Casiraghi, esperta in nutrizione dell’Equipe Enervit sarà un punto di riferimento per chi vorrà richiedere informazioni specifiche. Scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. o inviando un messaggio sulla pagina Facebook del programma, saranno soddisfatte tutte le curiosità legate al mondo dell’alimentazione e integrazione sportiva.

Non mancheranno le esperienze e le informazioni, anche scientifiche, sui segreti della giusta integrazione e dell’alimentazione per chi fa sport grazie alla collaborazione con Enervit, sponsor del programma.( www.vanityfair.com )

 

Gazzetta.it compie 20 anni e celebra venti storie da prima pagina

 

Baldini 2004, ai Giochi di Atene il capolavoro del dio di Maratona

L'azzurro si esalta sui 42 km e conquista un oro da brividi battendo il brasiliano De Lima, aggredito a 6 km dal traguardo da uno squilibrato, e scalando così l’olimpo dell’atletica

03 SETTEMBRE 2017 - MILANO

Fra i tanti titoloni della prima pagina della Gazzetta che hanno fatto storia accanto, anzi due anni prima, dell'imbattibile "Tutto vero" dei Mondiali di calcio 2006 c'è sicuramente "Dio di maratona". Perché non suonò blasfemo? Perché in quel 29 agosto del 2004 all'Olimpiade di Atene Stefano Baldini realizzò veramente il massimo delle imprese concesse a un uomo di sport, perché sul traguardo dello stadio Panathinaiko apparve veramente come un semidio. Appunto dio di maratona, come e forse ancora di più di Gelindo Bordin, il veneto con cui condivideva l'allenatore Luciano Gigliotti, che nell'88 a Seul lo aveva preceduto nella stessa impresa ma senza la cornice mitologica che solo l'antica Grecia e il percorso caro a Fidippide potevano concedere. Certo, parliamo di un'epoca in cui i corridori africani non avevano ancora preso le misure dei 42 chilometri e 195 metri (per la verità non le hanno prese del tutto ancora adesso) ma Stefano a 33 anni era allora all'apice di una carriera prestigiosa che l'aveva portato a correre con i migliori alle maratone di New York e Londra ed era fra i favoriti anche ad Atene.

POEMA OMERICO — Quell'oro olimpico vale più di qualsiasi vittoria nelle classiche del podismo, perfino più di un'accoppiata Boston-New York: non solo perché ottenuto sul più prestigioso traguardo della maratona ma anche per i colpi di scena della gara che fu degna di un poema omerico. Era previsto dal copione che nell'ultima giornata di quell'Olimpiade trionfale per i colori azzurri toccasse al nostro Baldini controllare il plotone che accompagnava il favorito d'obbligo, il keniano Paul Tergat. Era previsto dal copione anche che qualcuno, in questo caso il sudafricano Ramaala e il brasiliano Vanderlei de Lima, provasse ad andare in fuga per risvegliare quell'andatura sonnolenta. Era meno previsto invece che l'uomo diventato ultimo tedoforo all'Olimpiade di Rio, cominciasse a fare sul serio costringendo proprio l'azzurro a quell'inseguimento che passerà alla storia dell'atletica. La cronaca sportiva racconta del cedimento clamoroso del campione mondiale Gharib (solo 11° all'arrivo) e del primatista mondiale Tergat (solo 10°) mentre uno sconosciuto eritreo rifugiato negli Usa, Meb Keflezighi, lascia un'ombra imprevista alle spalle della maglia bianca dell'azzurro.

AGGRESSIONE — La cronaca "nera" mostra invece un fanatico religioso in gonnellino scozzese, tale Cornelius Horan, che a sei chilometri dall'arrivo invade il tracciato come aveva già fatto al Gran Premio di Silverstone del 2003. Sono immagini che non appartengono solo alla storia dello sport: il brasiliano aggredito che viene sorretto e rimesso in gara da un corpulento uomo barbuto, Baldini che stacca Keflezighi e raggiunge De Lima a tre km dal traguardo sono nei nostri occhi ancora oggi. Una rimonta su cui si discuterà a lungo: Baldini ha sempre sostenuto (a ragione) che l'aggancio sarebbe avvenuto anche senza l'aggressione, Lima ha riveduto solo nelle interviste all'Olimpiade di Rio la posizione secondo cui senza lo stop sarebbe arrivato da solo al traguardo. A 108 anni dal pastore-contadino Spyridon Louis toccava dunque a un ex contadino emiliano entrare per primo nello stadio Panathinaiko con 2h10'55" davanti a Keflezighi e allo stesso Lima. Quell'immagine del dio di maratona, oggi c.t. giovanile degli azzurri, col pugno alzato è ancora oggi la più diffusa icona mondiale della maratona.Fausto Narducci

Il nuovo Baldini non sta facendo l'asilo. In realtà ce ne sono già e sono grandicelli. Il problema è avere quell'alchimia di condizioni favorevoli, poi tutto avviene da sè .
Stefano Baldini
 

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.