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Su lastampa.it si parla di Sestriere

 

Baldini: “Sogno la corsa in montagna ai Giochi”

A Sestriere l’ex olimpionico di Atene 2004 a cacca di talenti ed eredi

 

Luca Casali

Stefano Baldini alza la testa e sorride. A Sestriere, a fianco della pista di atletica, c’è un sentiero di appena 700 metri. Si chiama “sentiero Stefano Baldini”, intitolato all’ultimo italiano a vincere una maratona olimpica, ad Atene, nel 2004; l’uomo al quale la Fidal ha dato il bastone di comando del settore “Giovanile e dello “Sviluppo”. Perché l’Italia dell’atletica ha bisogno del suo carisma e al suo essere vincente per un rilancio che, dopo i mondiali di Londra con zero medaglie, non più aspettare. Baldini guida i giovani e sceglie Sestriere. La sua pista e le sue strutture. E sposa la filosofia della corsa in montagna. 

 

Trail, ultra trail, endurance trail: sono la nuova frontiera della corsa in montagna che sta portando a correre sui sentieri milioni di nuovi podisti in tutto il mondo. E’ d’accordo Stefano Baldini su questo modo di intendere l’atletica? O è una forzatura?  

“Nessuna forzatura, tutto il movimento che produciamo in natura o su un percorso misurato, piuttosto che su una pista di gomma si chiama atletica, benessere e performance. Non tutti hanno il cronometro come obiettivo, è anche bello misurarsi con se stessi su un percorso impegnativo, l’importante è essere pronti e preparati”. 

 

Il futuro dell’atletica leggera passa, anche, dalla corsa in montagna?  

“Abbiamo una bella tradizione, che si rinnova nel tempo grazie alle imprese dei ragazzi che si specializzano nella corsa in montagna. Ci sono anche atleti che la utilizzano come preparazione a maratone o per il cross, io stesso sono stato assiduo frequentatore dei percorsi in natura quando finalizzavo le gare più importanti, nei giorni di rigenerazione”. 

 

In pista i talenti azzurri fanno fatica ad emergere: potrebbe essere diverso in montagna ?  

“In pista la concorrenza si è moltiplicata e questo rende tutto più impegnativo; l’Africa è sempre più dura da battere. Lo spazio per far bene c’è ancora, i nostri ragazzi devono andare a prenderselo con pazienza e dedizione, niente arriva da una stagione all’altra. Bisogna sudarsi ogni piccolo miglioramento, celebrarlo e dimenticarlo in fretta per guardare avanti. In montagna siamo sempre competitivi, peccato che non si possa poi coltivare un sogno olimpico in questa specialità”. 

 

Quanto conta avere una corretta dinamica di corsa per districarsi sui sentieri e stare sulle gambe per ore e ore che sono necessarie per coprire distanze che raggiungono e superano anche i 100 chilometri?  

“Fondamentale a tutte le velocità e su qualsiasi fondo mantenere una meccanica di corsa naturale, agile e economica. Risparmiare energie è la base di tutto perché chi sa correre arriva lontano. Anche gli allenamenti sulla forza hanno grande importanza per chi corre distanze lunghe e su sentieri accidentati, ovviamente non per avere le masse muscolari di lanciatori e velocisti, ma per abbassare i consumi e essere sicuri in discesa”. 

 

Sestiere e l’atletica leggera: infine la ripresa dell’attività. Una pista che sarà rifatta nuova nel 2018 e la Fidal che crede nell’attività di preparazione in altura sulla pista e sui sentieri, come quello intitolato a lei, del Colle.  

“Da qualche anno siamo sempre più presenti e nel 2017, oltre agli stage della corsa in montagna con Paolo Germanetto, abbiamo iniziato un percorso educativo all’allenamento in quota con 30 mezzofondisti che corrono dagli 800 metri alla maratona, oltre ai marciatori e tutti Under 25. La pista nuova ci darà la possibilità di mettere le scarpe chiodate ogni giorno e i pistard più forti, anche stranieri, grazie al passaparola, verranno a provare un anello a 2050 metri di altitudine. Il percorso Baldini è una piacevole sorpresa. Vicinissimo alla pista, va bene come riscaldamento ma anche per correre forte su uno sterrato davvero bello: sono onorato e orgoglioso dell’iniziativa del Comune; lo stiamo usando parecchio”. 

 

Stefano Baldini sarebbe mai potuto essere un trailer?  

“Sono un uomo di pianura che ha imparato ad amare la montagna, così come amo la velocità. Correre forte, senza l’ausilio di nessun mezzo meccanico, è la cosa che mi ha emozionato di più nella vita. Mi manca molto”. 

 

Corre ancora, oggi?  

“Corro 3 o 4 volte la settimana, senza un programma di allenamento, giusto per stare bene e divertirmi, di solito corro dai 10 ai 15 km in progressione, ma a volte mi piace ancora fare delle prove su distanze brevi. Ogni tanto faccio qualche gara per iniziative benefiche, la grinta e la passione per il movimento ci sono sempre”.

Atene 2004, 29 Agosto

 

Sono passati 13 anni, non c’erano smartphone e social network per comunicare. Invece internet era già una certezza. Grazie al sito maratoneti.com, ideato assieme a Daniele Caimmi e Ottavio Andriani, Stefano era all’avanguardia nella comunicazione. Ecco il suo post la mattina della gara e l’articolo scritto da Alessandro Fino che racconta la maratona olimpica.

 

Grazie a tutti!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 10:29 Visite: 271

 

Finalmente questo giorno e' arrivato. Credo di parlare anche a nome di Daniele: sappiate che comunque andra' questa non e' una guerra, ma una gara sportiva, nella quale noi non cercheremo il risultato ad ogni costo, ma di divertirci per primo, onorare l'Italia che rappresentiamo con il massimo dell'impegno per secondo, e per concludere correre per tutti quelli che tifano per noi. Di questo vi ringraziamo gia' da adesso. "Enjoy the competition" diceva un grande atleta del passato, per me sara' cosi'. Ciao a tutti, Stefano.

 

Baldini è ORO olimpico!

Creato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Pubblicato DOMENICA, 29 AGOSTO 2004 Visite: 140

 

Da Atene Non e’ un sogno. E’ Stefano Baldini Oro Olimpico. Poco dopo le 20,10 di questa magica serata di domenica 29 agosto 2004 Stefano Baldini e' Campione Olimpico di Maratona. Dopo 16 anni dalla vittoria di Gelindo Bordin il campione reggiano corona con un’impresa incredibile la sua gia’ stupenda carriera. Stefano ha raccontato sulle pagine personali e sul sito di www.maratoneti.com l’avvicinamento all’Oro piu’ bello di un’Olimpiade, quello di Maratona. Il sapore di quest'oro riveste un significato particolare per non dire unico. E’ stato vinto ai Giochi Olimpici Moderni, nella stessa terra dove gli stessi sono nati nel VIII secolo a.C. e sono stati ricreati con forza e volonta' di uomini illuminati nel 1896. Veniamo alla gara. La condotta tecnica e tattica di Stefano e’ stata ineccepebile. Alla partenza da Maratona era tranquillo, aspettava solo la gara senza alcuna ansia o tensione particolare. Le tante gare e le grandi vittorie, come le sconfitte, gli hanno solo dato saggezza. Cadere e sapere rialzarsi, come arrivare a un filo di fiato da una grande vittoria internazionale non sono mai state iniezioni di sfiducia per Stefano. Anzi, tutto e’ servito per costruire una grande vittoria, per se’ stesso, per l’Italia e per chi lo ha incitato sino alla fine. Stefano ha controllato la gara sin dall’inizio, dopo 50 minuti di gara circa e’ scappato via il brasiliano Vanderlei De Lima. Stefano e’ stato il protagonista dell’azione che lo ha portato con calma e con il passare dei chilometri a recuperare. Sia Gharib (grande favorito e temutissimo avversario alla vigilia); che Tergat hanno tenuto il ritmo di Stefano senza pero’ rendersi a loro volta protagonisti. Con Stefano al termine dei terribili e temuti chilometri che conducevano al 35o chilometro circa c’era solo l’atleta di passaporto statunitense Keflezighi. Intanto clamorosamente un pazzoide (ne circolano tanti sui circuiti internazionali ultimamente…); ha placcato il brasiliano De Lima, testa della corsa che stava subendo una strepitosa rimonta da Baldini. Il brasiliano ha perso qualche secondo ed e’ rimasto per un tantino smarrito. Stefano Baldini lo raggiungeva poi nei chilometri finali, dopo che si era liberato della compagnia dell’americano Nel finale Stefano corre verso la Gloria e la Storia. L’entrata nello Stadio Panathinaiko e’ da brividi, I quasi 30.000 presenti sono solo per questo grande atleta. Bianco, non africano, con una maglia azzurra addosso. Stefano corre l’ultimo giro. A pochi metri dal traguardo comincia a gioire. Il tempo finale e' 2h10'54". L’esultanza e’ meritata, alza le braccia e gli occhi al cielo. Sta con gli dei, forse puo’ sentirsi come loro. Poi compie un gesto che forse la sua mente ha pensato tante volte. Si inginocchia e bacia la pista, compagna di tante fatiche e restutitrice di vittoria. Quindi la corsa e’ verso il suo tecnico, Lucio Gigliotti che e’ gia’ circondato dal dott. Fiorella dal fisioterapista Parazza. E’ la vittoria di Stefano e’ condivisa da tutti coloro che in questi ultimi mesi hanno costruito giorno per giorno i particolari di un grande appuntamento. Finalmente una bandiera tricolore. Stefano la prende con forza, adesso e’ il momento del giro di pista (saranno due e qualcosa in piu’ alla fine…); per raccogliere applausi e farsi fotografare da gente di ogni nazione. Stafano viene subito rapito, la premiazione e’ allo stadio Olimpico, dove alle 21,15 inizia la cerimonia di chiusura dei XXVIII Giochi Olimpici. Questa splendida medaglia d’oro e’ italiana e’ dell’Atletica Italiana…e’ di Stefano Baldini, reggiano di Castelnuovo di Sotto, ottavo di undici figli, figlio di due genitori che insieme a tutta la famiglia devono abbracciare questo ragazzo capace di dedicare la sua vita alla fatica… e premiato a 33 anni con l’oro piu’ luccicante di un’Olimpiade. L'inno di Mameli da qualche emozione a Stefano e agli italiani, momento indimenticabile. Daniele Caimmi e’ giunto invece in ritardo, finale in 2h e 23 minuti, si toccava gli adduttori all’arrivo. Per lui l’abbraccio di tutti per aver concluso seppur in difficolta’ la gara olimpica. Ottima prestazione per Alberico Di Cecco giunto nono a fine gara. Dietro di lui niente poco di meno che… Paul Tergat, il primatista del mondo. Avremo Stefano nei prossimi giorni, forse nelle prossime ore…come avrete avuto modo di vedere… non lascia mai troppo soli i visitatori di www.maratoneti.com.... intanto.... GRAZIE STEFANO!!!!!!!!!!

Gazzetta.it 2004 L'importanza del Coach e del Team

Il professor miracolo

Pubblicato nell'edizione del 30 agosto 2004

Gigliotti, l' allenatore di due olimpionici: Bordin e Baldini. «Stefano è eccezionale»

Il Prof ride, il Prof piange, il Prof non sa cosa fare, il Prof non ci sta più dentro: «Fatemi chiamare casa per dire che sono ancora vivo...». Il Prof, il grande Prof, è Luciano «Lucio» Gigliotti, settant' anni splendidamente portati, un bel paio di furbi baffetti, una parlata con inflessione modenese e una carica infinita. E' più di un allenatore. Senza di lui, forse, l' atleta Stefano Baldini non esisterebbe. Anzi, che diamine: il campione olimpico Stefano Baldini. E non ci sarebbe nemmeno questa notte da brividi. Con la maratona che va da Maratona fino al cuore di Atene, lungo il percorso più suggestivo, lungo quarantaduemilacentonovantacinque metri che profumano di gloria. E il Panathinaiko che, col suo carico di fascino e di tradizione, di colpo si colora di bianco, di rosso e di verde. Che spettacolo, che gioia, che impresa. In Italia dire maratona equivale a dire Lucio Gigliotti da almeno vent' anni. Il primo importante successo internazionale di un suo allievo risale all' 86 quando Gelindo Bordin vinse gli Europei di Stoccarda. Già, Gelindo, Gelindoro. Dopo Seul ' 88, ecco Atene 2004. L' attesa e l' incantesimo di un' Italia senza olimpionici per sedici anni, lo hanno rotto dieci giorni fa Ivano Brugnetti e la sua cavalcata trionfale nella venti chilometri di marcia. Ma c' è un lungo filo sottile che unisce le maratone a cinque cerchi della Sud Corea e questa di Grecia. Il comun denominatore è appunto Gigliotti, il Prof. Uno che, dopo Bordin, ha guidato a vittorie che hanno fatto la storia campioni come Alessandro Lambruschini, oggi suo genero e Maria Guida, campionessa continentale di maratona in carica. Lucio è nell' atletica da cinquant' anni: «Nel ' 57 - ama ricordare - sulla carbonella del Giuriati di Milano, corsi un 800 in 1' 55"». Famiglia a parte, ha un altro grande amore: il rugby. Col Modena ha giocato una partita in serie A, poi ne è stato a lungo dirigente. Lucio sapeva, Lucio non bluffa mai: «Non firmerei per il bronzo» aveva detto alla vigilia. Ieri ha accompagnato Stefano alla partenza. E' stato con lui fino a quando ha potuto. Poi, in fretta e furia, coi mezzi dell' organizzazione, ha fatto ritorno ad Atene. S' è diretto al Panathinaiko e quando si è seduto in tribuna presso la postazione Rai, circa cinquanta minuti di gara se ne erano già andati. Seguirne gli sviluppi al suo fianco è stata un' emozione nell' emozione. «Troppo piano, stanno andando troppo piano - ha sbuffato poco dopo il passaggio al 15° chilometro -: così rischiano di coinvolgere nel gioco anche degli outsider e l' accelerazione sarà violenta». Non s' è spaventato quando Raamala ha provato ad allungare, non ha aperto bocca quando è stata la volta di Lima. Baldini è sempre stato nelle posizioni di testa: «E' bello, è bello, si vede che sta bene» ha spiegato il coach poco dopo la mezza. Poi, finalmente, s' è mosso l' iridato Gharib, un califfo: «Era l' ora - ha esclamato Gigliotti - adesso la gara entra nel vivo». Il vantaggio di Lima, però, è salito fino a 42 secondi: «Non mi piace - ha sentenziato - potrebbe diventare un' azione pericolosa». Lì è cominciato il Baldini-show: «Sta correndo sciolto, ha tutto per arrivare fino in fondo - ha commentato l' allenatore -: Tergat, invece, ha un' ampiezza eccessiva». E infatti: il gruppo, sotto l' azione dell' azzurro, si riduceva e anche il keniano era costretto a rallentare. Fino all' invasione, al corpo a corpo con Keflezighi, al sorpasso su Lima e agli ultimi interminabili dieci minuti di azione solitaria. «E' fatta, è fatta» ha presto gridato il Prof, mentre altri suggerivano ancora prudenza. Di colpo, dal suo zainetto, è comparso un vessillo tricolore: «Sta qui dentro da sei mesi - ha svelato - dal giorno in cui abbiamo cominciato a pensare a questa maratona. Sapevo che stasera ci avrebbe fatto comodo. Il ragazzo ha fatto una cosa enorme, da infarto. Rispetto a Bordin mi ha fatto soffrire ancora di più, perché quella di Gelindo non fu un' impresa annunciata, mentre sapevo in che condizioni stava Stefano. Ero addirittura preoccupato tale era la sua sicurezza. Del resto è un uomo con qualità speciali, lucido, serio, determinato e capace di finalizzare al meglio gli obiettivi. E' solo lui l' artefice di questa impresa, ma voglio ringraziare chi ci ha sempre seguito con professionalità e passione, in particolare il dottor Pierluigi Fiorella e il fisioterapista Daniele Parazza». Anche loro due hanno ricevuto i grazie dei tifosi e i complimenti degli staff stranieri: «Lavoro con Stefano dal ' 93 - spiega Parazza anche a nome di Fiorella -. E' una persona eccezionale, con una grande carica umana. Quest' oro è nato in Namibia, nei due raduni di gennaio e marzo a 1860 metri di quota. Poi ci sono state tante altre tappe e tanti altri stage. Ma quel che ha fatto la differenza è il carattere dell' atleta. Erano di mercoledì gli ultimi test sul lattato: eravamo rimasti sbalorditi. Lavorare con Stefano è un onore». Anche la maratona è una disciplina di squadra. Andrea Buongiovanni (Gazzetta.it)

In 2000 ad Amatrice: tutti alla “Corsa della Rinascita”

 

La Amatrice-Configno era alla sua 40esima edizione, la più delicata dopo il terremoto di un anno fa

Oltre 2000 podisti hanno partecipato domenica pomeriggio alla 40° esima edizione della Amatrice- Configno, la classica gara di corsa su strada di km 8,500 ribattezzata quest’anno “Corsa della Rinascita” a significare un ritorno alla vita dopo il terribile terremoto del 24 agosto 2016.

TRE MOMENTI –  L’avvenimento è stato vissuto in tre particolari momenti. Sabato sera una premiazione che ha visto coinvolti fra gli altri i campioni olimpici Stefano Baldini, Gelindo Bordin, Gabriella Dorio ed Ezequiel Kemboi, oltre agli ex olimpionici della maratona, oggi apprezzati giornalisti come Marco Marchei e Franco Fava. Il secondo significativo omaggio ad Amatrice è avvenuto domenica  mattina quando Gelindo Bordin e Gabriella Dorio, insieme a Bruno D’Alessio storico organizzatore della Amatrice- Configno ed a Luigi Salvi dell’ Associazione Configno hanno deposto una corona di fiori bianchi e rossi all’interno della Zona Rossa, tutt’ora inaccessibile, davanti alla Torre Civica. Uno dei luoghi di Amatrice più colpiti dal terremoto di un anno fa. Poi la gara, con la presenza record di oltre 2000 partecipanti.(Gazzetta.it Ph.Gianfranco Grazioli)

Il nuovo Baldini non sta facendo l'asilo. In realtà ce ne sono già e sono grandicelli. Il problema è avere quell'alchimia di condizioni favorevoli, poi tutto avviene da sè .
Stefano Baldini
 

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.