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Stefano e le maratone sul Corriere: Roma o Milano?

Baldini "Roma e Milano grandi maratone"

Olimpionico "ma devono crescere e c'e' dubbio concomitanza"

 

 (ANSA) - ROMA, 2 APR - "Roma e Milano sono due maratone tecnicamente eccellenti benchè diverse: ma per raggiungere il livello delle Major devono crescere. Nonostante la concomitanza". Stefano Baldini, oro della maratona ad Atene 2004, è ora direttore tecnico dell'alto livello nella federatletica italiana: difficile per lui 'svelare' il cuore diviso tra la 42 chilometri della Capitale ("ho vinto a Roma nel '98, come nascondere il fascino di quella gara per me") e quella velocissima di Milano ("il tempo del vincitore di oggi e' il più veloce di ogni tempo, in Italia"), alla quale ha presenziato oggi.

 

Stefano sarà ospite della maratona di Belgrado il 22 aprile

(ANSA) - ROMA, 8 MAR - Stefano Baldini, campione olimpico nella maratona ai Giochi di Atene del 2004 e due volte campione europeo, sarà l'ospite speciale alla 30/a edizione della maratona di Belgrado in programma il 22 aprile.

 

"Per noi è un grande onore e motivo di orgoglio avere come ospite il leggendario Stefano Baldini, uno dei più grandi maratoneti della storia", ha detto il direttore dell'evento belgradese Dejan Nikolic.

 

Su Corriere.it 10 consigli di Stefano per finalizzare la maratona

 

Cosa fare prima di una maratona?

I 9+1 consigli di Stefano Baldini

 

Dall’ultimo «lungo» alla dieta alla vigilia della gara. Le «dritte» del campione olimpico di Atene a due settimane dalla «Milano Marathon» 

di Riccardo Bruno per corriere.it

 

1.Smaltire la preparazione

Mancano due settimane alla «EA7 Milano Marathon». Chi meglio di Stefano Baldini — storica medaglia d’oro all’Olimpiade di Atene nel 2004, dirigente Fidal e che guiderà una delle staffette della competizione milanese — può dare i giusti consigli agli amatori. Per non mandare all’aria mesi di preparazione con comportamenti poco corretti alla vigilia della gara (qui anche un video di suggerimenti realizzato con l’Enervit, di cui è «ambasciatore»). «Bisogna aver chiaro che il grosso del lavoro è stato fatto — esordisce Baldini —. L’errore più comune è concentrare alla fine ciò che non si è fatto in precedenza. Le ultime due settimane sono invece il momento in cui smaltire l’allenamento e il lavoro svolto nei mesi di preparazione».

 

2.L’ultimo «lungo»

«L’ultimo allenamento lungo va fatto proprio due settimane prima della maratona. Non deve essere il più lungo, si può ad esempio correre una mezza maratona, oppure fare un lungo in progressione di non più di 30 chilometri, simulando cosa succederà il giorno della gara».

 

3.Simulare la gara

«L’ultimo lungo è anche l’occasione per testare sia l’allenamento che la strategia di integrazione alimentare in gara. Se abbiamo acquistato delle scarpe nuove, vanno almeno provate adesso e poi possono essere riprese il giorno della gara. Va fatta la stessa colazione che si farà il giorno della maratona e assumere integratori, maltodestrine, gel, sali minerali, per evitare sorprese. Ci avviamo vero la bella stagione, le temperature possono salire oltre i 20 gradi, è fondamentale una buona idratazione».

 

4.L’ultima settimana

«Via via che si avvicina il giorno della gara bisogna scemare gli allenamenti. Non vanno coperte distanze lunghissime e, soprattutto nell’ultima settimana, va ricercata la brillantezza, la ricerca di una corsa fluida e il riposo. È buona cosa anche andare da un fisioterapista per una “sistematina” che garantisca maggiore efficienza muscolare».

 

5.Riempire il serbatoio

«Nei tre giorni prima della gara bisogna riempire il serbatoio di energie, senza esagerar. Si possono assumere carboidrati sia a pranzo che a cena, bastano 100 grammi a pasto. Possibilmente anche carboidrati a basso indice glicemico, per stressare meno fegato e apparato digerente».

 

6.Vigilia: corro o non corro?

«Io ho sempre corso. Direi che chi è abituato a uscire 4/5 volte a settimana può farlo, altrimenti va bene anche il riposo. Può essere sufficiente una camminata, se si in una città diversa dalla propria si può approfittare per fare un giro turistico o per lo shopping».

 

7.Niente abbuffate all’alba

«L’abitudine di mangiare un piatto di pasta la notte o all’alba prima della gara non mi è mai piaciuta. È più un aiuto psicologico e può avere una sua validità in altri sport, come nel ciclismo dove puoi digerire pedalando. Nella corsa lo stomaco si chiude, fai fatica a digerire. Meglio fare una buona colazione tre ore prima della gara e poi prendere un integratore tipo Pre Sport mezz’ora prima della partenza».

 

8.Un bicchiere di vino

«L’alcol non è uno zucchero amico dell’endurance. Ma un bicchiere di vino a pasto non è vietato. Io stesso il sabato prima della gara olimpica di Atene a Casa Italia ne ho bevuto un sorso ....»

 

9.Usare la testa (non solo le gambe)

«Una gara come la maratona può dare preoccupazione. Soprattutto negli ultimi giorni si può avere la sensazione di avere piccoli dolori, in generale l’aumenta la sensibilità verso ciò che non funziona o si crede che non funzioni. Invece bisogna spostare l’attenzione su ciò che è andato bene, su quanto abbiamo costruito in settimane e mesi di allenamento. Bisogna pensare alle cose belle della gara, la città senza traffico, il mare di gente che ti incita. Può aiutare molto stare in compagnia, partecipare con un gruppo di amici».

 

10... dopo la gara

«Negli ultimi cento metri, sia che tu sia un professionista oppure un amatore, pensi: “questa è l’ultima maratona.” Due metri dopo aver tagliato il traguardo, pensi invece già alla prossima. é giusto che sia così ma devi mettere in campo un’adeguata strategia di recupero. Le due settimane dopo la gara vanno dedicate alla rigenerazioni, bisogna correre brevi distanza, o praticare altri sport come nuoto o ciclismo. Recupero anche dal punto di vista alimentare. A partire da una buona birra che si può bere la sera dopo la maratona».

 

Grande weekend a Halle

 

Baldini: ''Dai giovani di Halle un pieno di fiducia''

05 Marzo 2017

 

Il Direttore Tecnico allo Sviluppo dopo i successi U20 e U23 contro Francia e Germania: "La strada verso Grosseto 2017 è tracciata. Gran lavoro dei tecnici personali".

di Anna Chiara Spigarolo

Primo posto con gli juniores, secondo con le under 20 e nella combinata, una vittoria storica delle donne dei lanci lunghi e un altro secondo posto nella classifica complessiva outdoor. Oltre a 11 successi individuali (6 indoor, 2 nelle staffette e 3 nei lanci all’aperto) e 2 record italiani under 20. Il bilancio azzurro nell’Incontro Internazionale di lanci lunghi under 23 e under 20 tra Germania, Francia e Italia svoltosi ieri sabato 4 marzo ad Halle (Germania), fa sorridere il Direttore Tecnico allo Sviluppo Stefano Baldini.

 

“Sì, possiamo tornare a casa soddisfatti. Gli under 20 del 2017 sono un gruppo dalle grandi possibilità: la sensazione l’avevamo avuta già in inverno, durante l’attività di raduno e di controllo tecnico, ma qui ad Halle è arrivata una conferma importante contro due nazioni di grande tradizione. Il livello medio è stato decisamente buono, nonostante non schierassimo alcune delle nostre punte”.

Quali sono i punti di forza del settore? 

“Dal match internazionale sono arrivate prestazioni a cui non eravamo abituati, frutto di un’attività coordinata e ben programmata fra staff federale, tecnici personali, società e atleti. Anche il calendario è stato ben gestito, armonizzando preparazione e momenti agonistici. Ma soprattutto i tecnici personali stanno lavorando molto bene: il confronto continuo e la programmazione cominciano a rendere. La crescita dei tecnici era ed è un punto fermo di questa federazione: un tecnico, una volta arrivato ad alto livello, può allenare più di un campione nell’arco della propria carriera”.

Archiviato il triangolare di Halle, come proseguirà l’attività under?

“Le attività tecniche sono già programmate. Diversi junior, soprattutto per quanto riguarda lanci e salti, parteciperanno alle attività di sviluppo anche prima del tradizionale raduno di Pasqua, che si svolgerà a Grosseto dal 12 al 15 aprile e che sarà dedicato soprattutto agli under 20. L’attività allievi verrà infatti sempre più delegata ai settori tecnici regionali. Le staffette hanno progetti dedicati: i ragazzi si alleneranno insieme in diverse occasioni, per confrontarsi e provare i cambi.

Grazie al Progetto Meeting avranno diverse occasioni agonistiche dedicate, sia a livello individuale che in chiave 4x100”.

La vittoria della squadra femminile, il secondo posto nella combinata, la tripletta di Carolina Visca, Giada Andreutti, Sara Fantini: i lanci hanno stupito? 

“Dai lanci lunghi sono arrivati risultati davvero buoni: nel triangolare eravamo abituati a subire dai tedeschi e a batterci con i francesi, e invece questa volta siamo stati protagonisti in tutte le gare. È in atto un bel turnover, senza contare che in alcune specialità - penso per esempio al martello femminile - il bacino è più profondo. I risultati di Halle sono frutto anche di un calendario azzeccato: i Campionati Italiani di lanci lunghi svoltisi una settimana fa ci hanno permesso di schierare in Nazionale ragazzi ancora in piena forma. Il risultato della squadra mi dà fiducia anche in vista della Coppa Europa di lanci a Las Palmas: abbiamo selezionato la squadra under 23 migliore possibile, e vogliamo confermare il trend positivo iniziato qui in Germania”.

“Il potenziale della squadra junior si esprimerà completamente solo a luglio a Grosseto. Non dobbiamo dimenticare che questo bel risultato, qui ad Halle, è arrivato senza schierare alcune delle nostre stelle, come lo sprinter Filippo Tortu, la mezzofondista Marta Zenoni o il triplista Andrea Dallavalle. Faccio l’esempio dei 400: mancava quello che sulla carta è il nostro uomo di punta, Vladimir Aceti, eppure Alessandro Sibilio e Edoardo Scotti, che è ancora allievo, sono stati primo e secondo. In questa fascia d’età le soprese sono frequenti e sempre ben accette”.

Questo è stato il fine settimana degli Europei di Belgrado. Quale di questi atleti sarebbe già pronto a giocare con i grandi?

“Sicuramente fra i ragazzi che ho visto in campo ad Halle ce ne sono alcuni che, per maturità tecnica e agonistica, non sfigurerebbero in un palcoscenico superiore. Elisa Di Lazzaro ha dimostrato una continuità e maturità impressionante, e lo dimostra il record italiano under 20 migliorato tre volte agli Italiani junior, agli Assoluti e ieri in maglia azzurra. Lo stesso discorso vale per Rebecca Borga, già capace di conquistarsi un posto da protagonista nella finale dei 400 agli Assoluti e che lascia intravedere una crescita importante. Ma anche Simone Barontini, sugli 800, non sfigurerebbe in un contesto superiore. E sono convinto che in estate diversi U20, oltre a Tortu, potranno giocarsi un posto nelle staffette che contano” (fidal.it)

 

Esiste una medicina in grado di renderti più creativo, più lucido mentalmente, più vitale e più equilibrato, più in forma e più felice: si chiama corsa. Stefano Baldini
 

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