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Ospite di Extratime su Rai Radiouno

Ospiti dei questa puntata (clicca qui per il podcast): Stefano Baldini, oro nella maratona alle Olimpiadi di Atene nel 2004; Lorenzo Bernardi, pallavolista della generazione dei fenomeni, ora allenatore a Perugia; Ornel Gega, rugbista a Treviso e nella Nazionale italiana

La canzone di Natale di Radio Deejay

È con immenso piacere che vi presentiamo “Natalino Pacchetti” di Elio e le Storie Tese feat. Deejay All Stars. Ecco il video, ospite d’onore: Valentino Rossi!

 

https://www.youtube.com/watch?v=OXxEsaH3OCY

 

Video di Matteo Curti, Davide Fara, Fabio d’Amico e Diego Linciano

 

Stefano nominato Direttore Tecnico allo Sviluppo Fidal

Il Consiglio federale nomina Stefano Baldini Direttore tecnico allo "Sviluppo", a Elio Locatelli il ruolo di Direttore dell'Alto livello.

Il Consiglio federale, nella riunione che ha avuto luogo quest’oggi a Roma, ha varato il nuovo assetto del Settore Tecnico Nazionale per il quadriennio olimpico che si chiuderà con i giochi di Tokyo 2020. L’attività di vertice, quella delle squadre azzurre, sarà sviluppata lungo due assi principali, nell’ambito di un sistema integrato sia sul piano tecnico sia sul piano organizzativo. Il primo asse, definito di “Sviluppo”, includerà nella propria sfera di competenza le squadre giovanili (fino all’Under 23 inclusa) ed una nuova fascia di atleti, composta da coloro che, pur usciti dal giovanile, risultano in possesso di requisiti tali da lasciar intravvedere concrete possibilità di crescita. Il secondo asse, definito “dell’Alto livello” (o “High performance”), toccherà la preparazione degli atleti di primissima fascia, destinati alla partecipazione alle massime rassegne internazionali. I due ambiti, come accennato in precedenza, saranno parte di un’unica gestione coordinata, mirata all’ottimizzazione del training, dei servizi medico-sanitari, e della ricerca scientifica applicata.

A dirigere la fascia di “Sviluppo” il Consiglio federale ha chiamato Stefano Baldini, il campione olimpico della maratona di Atene 2004, già Direttore tecnico delle squadre giovanili nel quadriennio che sta per concludersi, che amplia così il suo raggio d’azione nell’atletica italiana (al suo fianco, Tonino Andreozzi, confermato nell’incarico di assistente al settore giovanile). A guidare “l’alto livello”, l’ex DT delle squadre nazionali Elio Locatelli, di ritorno ad un ruolo di primo piano in azzurro dopo gli anni trascorsi alla Preparazione olimpica del CONI e alla IAAF (dove ha curato, tra le altre cose, proprio la nascita e lo sviluppo dei centri High Performance della Federazione internazionale distribuiti nel mondo). Il vice di Elio Locatelli sarà Roberto Pericoli, il tecnico dei salti in estensione, già allenatore di Fabrizio Donato e co-allenatore (con Raimondo Orsini) di Daniele Greco, la cui riconosciuta esperienza potrà essere messa a beneficio comune nell’ambito delle squadre azzurre. La nuova organizzazione del Settore tecnico nazionale sarà presentata nella seconda metà di gennaio.

“Questo modello nasce dall’esperienza vissuta nel quadriennio appena concluso – il commento del presidente federale, Alfio Giomi – dove abbiamo sentito viva la necessità, da un lato, di concentrare l’attenzione nei confronti di un gruppo ristretto di atleti d’élite, e dall’altro, di fare davvero tutto il possibile per aiutare i nostri migliori giovani ad esprimersi con successo anche nell’atletica dei più grandi. La combinazione, anzi, direi l’integrazione, tra queste due linee d’intervento, determina il modello che abbiamo disegnato, insieme al Consiglio, per il prossimo ciclo olimpico”.

“In pratica – prosegue il Presidente Giomi – si ribadisce il concetto di un forte sostegno ai tecnici che operano sul territorio, attraverso la messa a disposizione di figure con cui condividere la programmazione dei giovani atleti; e comunque, di tutti quegli atleti che pur non facendo parte del gruppo di élite, possiedono presupposti per una crescita che li collochi a livello internazionale. Sono soddisfatto del percorso che ha condotto a questo risultato: è il frutto del lavoro collegiale che abbiamo svolto in seno al Consiglio, e che esprime l’impostazione culturale dell’atletica italiana: è il miglior risultato che potessimo immaginare”. (www.fidal.it foto G.Colombo)

Ancora a New York con Born2run

Tutti a passo di corsa a Central Park per l’allenamento pre maratona, aspettando la TCS New York City Marathon, in programma il prossimo 6 novembre.

Il gruppone di Born2Run, guidato da tre coach speciali: Stefano Baldini, Laura Fogli e Fulvio Massini, ha percorso la Fifth Avenue, tra le luci al neon, il vapore dei chiusini che sale dal marciapiede, e i raggi del sole che timidamente si riflettono sulle facciate dei grattacieli, e alle 7.30 in punto è arrivato a Central Park.

Un po’ di riscaldamento e stretching, e poi via di corsa per 5-6 km, passando per Bethesda Terrace, con la grande fontana neoclassica al centro, il traguardo della maratona e la statua di Fred Lebow, il fondatore della competizione.

Tanti i maratoneti che si sono dati appuntamento alle prime luci dell’alba; qualcuno è alla sua prima maratona, altri hanno già corso più volte la magica 42 km che nel 2015 ha visto oltre 49 mila finishers. Anche il Campione olimpico di Atene 2004 l’ha corsa più volte, l’ultima lo scorso anno (terminò con il tempo di 2h48’09”). Questa volta però non indosserà la canotta e il pettorale ma sarà comunque presente alla partenza, a Fort Wadsworth.

«Non correrò perché non sono preparato; per motivi di lavoro non ho potuto allenarmi adeguatamente e la maratona è una gara che, anche se la corri per piacere come ho fatto io in questi anni, merita grande rispetto. Negli ultimi mesi ho corso al massimo 15 km, 2-3 volte alla settimana, troppo poco per affrontare 42 km. Godrò comunque della gara; domenica mattina accompagnerò il gruppone alla partenza salendo con loro sul bus che li porterà al Forte. E sabato mattina correrò la Dash To The Finish Line, una corsa di 5 km sempre molto emozionante».

Quali sono i tratti più impegnativi che i maratoneti dovranno affrontare?

«I primi venti km sono un grandissimo piacere; quando sei sul Ponte di Verrazzano, anche se è sempre molto ventoso, si è talmente carichi e pieni di euforia che non ti accorgi di nulla, hai il tempo di concentrarti sulle persone che ti stanno attorno, come se fosse un allenamento cronometrato in mezzo alla gente. A partire da metà gara, dal Pulaski Bridge, tutto si fa più impegnativo. E il Queensborough Bridge è un po’ lo spartiacque tra quello che hai fatto fino a quel momento e le energie che ti rimangono per affrontare la First Avenue. Una strada che amo; lunga sei km, tutta ondulata, ed esaltante. E poi c’è il Bronx, un punto difficile per me perché c’è meno pubblico, sono presenti un po’ di curve e la fatica comincia a farsi sentire». (Irene Righetti per Born2run)

 

 

Fare l'atleta è una scelta e va seguita fino in fondo. Il cervello di un top runner deve pensare:"Correre è il mio mestiere, la mia professione". Solo così farà di tutto per farlo al meglio facendo leva su ogni tipo di motivazione, da quella agonistica a quella economica. Quando le motivazioni sono forti i risultati arrivano e una motivazione forte è l'unica strada che ci permetterà di reggere alla concorrenza dei paesi africani.
Stefano Baldini

 

 

"Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

"Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.