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Con la Nazionale Allievi a Camerino

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Praticamente alla vigilia dei Mondiali di Daegu è partito, giovedì 25 agosto a Camerino (MC), il grande raduno nazionale giovanile dell'estate. Fino a domenica 29, le nuove leve dell'atletica italiana si alleneranno qui, sotto la supervisione dello staff tecnico federale, presso le strutture del campus della città universitaria. Tra la settantina di convocati - tutti Allievi classe 1994-95 - c'è chi quest'anno un Mondiale l'ha già fatto. Sono gli azzurrini della squadra che, a luglio, ha preso parte alla rassegna iridata under 18 di Lille (Francia). E, infatti, tra di loro non manca la viceampionessa mondiale del lungo Anastassia Angioi. Presenti anche l'oro olimpico giovanile della marcia Anna Clemente e la primatista nazionale under 20 dell'asta Roberta Bruni, un mese fa vincitrice all'EYOF di Trabzon (Turchia). Senza dimenticare alcuni degli altri allievi saliti sul podio del Festival Olimpico della Gioventù Europea ovvero i mezzofondisti Lorenzo e Samuele Dini, il siepista Italo Quazzola e i lanciatori Martin Pilato e Monia Cantarella.

"E' bello trovarsi - dice il campione olimpico della maratona ad Atene 2004, Stefano Baldini, qui in veste di Tutor, ruolo ricoperto anche dal campione del mondo dei 400hs di Siviglia 1999, Fabrizio Mori - in un gruppo così coeso e compatto. Aver creato un ambiente tanto positivo è già un importante traguardo. E poi, come dimostrano i risultati ottenuti a livello internazionale dagli under 20 e dagli under 23 che vengono da esperienze collegiali analoghe, questo affiatamento è un grosso valore aggiunto per la squadra. Quando mi trovo con loro ho l'impressione che siano già più maturi rispetto a come potevo essere io alla loro età. Sono ragazzi che a 17 anni hanno già gareggiato in rassegne all'estero, esperienze fondamentali che hanno permesso loro di confrontarsi con il resto del mondo. E solo così si cresce. La nostra presenza deve essere un aiuto e uno stimolo. Quello che dico sempre loro, specie dopo una medaglia o un risultato che conta, è "Bravi, ma rimettiti subito sotto. Gli altri, quelli che hai battuto, non ti aspettano e sono già di nuovo al lavoro per fare meglio". La sensazione generale è che ci sia più di qualcosa che cresce nel nostro movimento giovanile, solo il tempo dirà se potranno diventare grandi campioni a livello assoluto. Intanto, l'orizzonte che li attende è sempre più competitivo e selettivo e l'atletica è diventata sempre più uno sport globale. C'è ormai quasi tutto un pianeta che corre, salta e lancia. I Mondiali stavolta li seguirò da casa ed ovviamente farò il tifo per Ruggero Pertile nella maratona. E' un atleta esperto e che sa dosare bene le sue forze e può puntare ad un buon piazzamento. Per il resto il clima e l'umidità della Corea incideranno parecchio sulle prestazioni di tutti, anche se la gara maschile sarà tutta nel segno dell'Africa".

"Veniamo da un'estate - commenta il responsabile tecnico nazionale dell'attività giovanile, Antonio Andreozzi - che ci ha regalato delle belle soddisfazioni nelle grandi rassegne internazionali di categoria con due medaglie ai Mondiali Allievi, sei agli Europei Juniores ed otto all'EYOF. Manifestazioni nelle quali molto spesso anche chi non è arrivato sul podio è stato capace di esaltarsi e superare i propri limiti. Ora siamo di nuovo al lavoro per l'ultima parte della stagione che si chiuderà in autunno (1-2 ottobre) a Rieti, sede dei Campionati Italiani Allievi e al lavoro per accogliere gli Europei Juniores 2013. Il 2012 sarà l'anno dei Mondiali under 20 a Barcellona e in questo gruppo ci sono diversi classe 1994 che possono puntare alla maglia azzurra per l'appuntamento iridato".

"Questa del raduno - racconta l'oro olimpico dei 1500 a Los Angeles 1984, Gabriella Dorio, oggi Tutor delle giovani speranze dell'atletica azzurra -  è un'esperienza bellissima. Per me è un ritorno a Camerino, ci ero già stata lo scorso anno e conservo un buon ricordo di quei giorni. Questi ragazzi hanno ormai raggiunto un'età e un livello in cui hanno capito che questo sport va preso sul serio. Nel mio ruolo di tutor metto tutto di me: i miei trascorsi di atleta, il mio essere donna di atletica e mamma. Con molti di loro si instaura un'intesa molto profonda e che dura nel tempo. Al di là del fatto tecnico, la componente umana è fondamentale. Per la motivazione, ma anche per la fiducia che deve esserci alla base di qualsiasi rapporto. Ed io sono contenta che questi giovani trovino in me una persona pronta ad ascoltarli e con la quale confidarsi, tra l'altro, della prima cotta o di come vanno le cose a scuola. E' un arricchimento reciproco". 

Domani mattina, sabato 27 agosto, tutti gli atleti del raduno e la struttura federale saranno ricevuti presso la Sala della Muta dell'Ateneo camerte dal rettore dell'Unicam, Fulvio Esposito, affiancato dai rappresentanti delle Istituzioni locali e del CUS Camerino. Un rapporto quello tra la città marchigiana e la Federazione che va ormai avanti con successo da 12 anni. Gli atleti sono, infatti, ospiti del college “Enrico Mattei” e l’attività tecnica si svolge al complesso sportivo “Sergio Sabbieti”, in località Le Calvie, messo a disposizione dall’Università e dall’ERSU di Camerino, con il prezioso supporto del CUS e dell’amministrazione comunale.(a.g. per fidal.it) 

 

    Oggi la carriera degli atleti si può estendere fino ai 40 anni. Eppure una gran parte di top runner italiani non vive ragionando da professionista. C'è questo strano pudore a usare il termine "professionista", che fa sì che molti di loro brucino malamente il periodo più bello della vita.
    Stefano Baldini
       

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