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Su La Stampa un commento su Breaking2

Baldini: “È un risultato straordinario ma le gare vere sono diverse”

Il campione olimpico: “Senza fattore umano manca il bello dell’atletica”

 

GIULIA ZONCA

Stefano Baldini, quanto vale questo record?  

«Come un test di allenamento. Non voglio togliere emozione o enfasi, il risultato tecnico è molto im-portante. Kipchoge ha dimostrato che oggi vale 2 ore e 2 minuti. È un atleta straordinario, tra i po-chi che possono permettersi certi risultati». 

 

Quindi avrebbe battuto il record del mondo in una gara vera?  

«A livello puramente cronometrico sì, solo che una maratona vera appesantisce i tempi. Lì si è mos-so sull’asfalto liscio, senza una buca, un cordolo, un marciapiede, un dislivello e senza la pressione dell’avversario. Se vicino a lui ci fosse stato Bekele, un altro che adesso può correre così, sarebbero andati più piano perché sarebbero entrati in campo tattica e fattore umano. Il bello dell’atletica in-somma». 

 

Non si può trasferire quel tempo in una maratona reale neanche arrotondando?  

«Kipchoge ha nelle gambe il vero record del mondo, ma una maratona ha tutte le variabili che lui non ha dovuto prendere in considerazione. Faccio un esempio: quando io mi allenavo al meglio della forma sulla Modena-Rubiera, in piano, a 50 metri sul livello del mare tirando al massimo facevo tempi che non uscivano in gara». 

 

Quindi ha senso una prova come quella di Monza?  

«Sì, perché si può studiare e qualche dettaglio in gara può essere trasportato». 

 

La scarpa progettata apposta dalla Nike può davvero migliorare la performance del 4 per cento?  

«Mi sembra uno sproposito e pensarlo sarebbe fare un torto a Kipchoge: anche la scarpa più per-formante può incidere dello 0 virgola qualcosa. Non di più. La differenza l’hanno fatta il tracciato li-scio e il lepraggio aggressivo». 

 

Quanto è lontano il limite delle due ore in una corsa riconosciuta dalla federazione?  

«Ancora tanto, il record di Kimetto può avere i giorni contati, ma quella barriera resiste soli-da».(lastampa.it)

 

    Oggi la carriera degli atleti si può estendere fino ai 40 anni. Eppure una gran parte di top runner italiani non vive ragionando da professionista. C'è questo strano pudore a usare il termine "professionista", che fa sì che molti di loro brucino malamente il periodo più bello della vita.
    Stefano Baldini
       

      "Maratona per tutti" è l'ultimo nato, per chi sogna i 42km e 195 metri, con tabelle di allenamento e consigli utili.

        "Quelli che Corrono" è il mio secondo libro edito da Mondadori, per chi vuole iniziare a muovere i primi passi di corsa.