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Giomi e Baldini:"Orgogliosi dei giovani"

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Otto medaglie: un oro, quattro argenti e tre bronzi. 26 finalisti per un totale di 101 punti. Ecco, in sintesi estrema, l'Italia dopo i quattro giorni degli Europei Juniores di Rieti. "Gli Europei Juniores - il commento del presidente FIDAL Alfio Giomi - concludono un intenso periodo di attività internazionale che ad ogni appuntamento ha dato conferma dell'ottimo momento che stiamo attraversando a livello giovanile. A Rieti abbiamo vinto otto medaglie con 28 atleti che hanno ottenuto il primato personale, cioè hanno saputo migliorarsi nell'occasione più importante. Insomma, l'approccio alla manifestazione è stato quello giusto. Tutto questo, insieme al record italiano di Perini nei 110hs e a quello della 4x400 femminile che resisteva da 30 anni, sono il segno tangibile di quanto si sia raggiunto qui. L'Italia è quinta nel Placing Table, non si superava la soglia dei 100 punti da 20 anni. Avere tutte e quattro le staffette in finale è la cartina tornasole del buono stato di salute del nostro movimento giovanile. Senza dimenticare che a Rieti, gli azzurri sono andati a medaglia in ogni settore, dalla marcia alla velocità con la 4x100. Peccato, invece, per un episodio che in un contesto come questo ho trovato poco educativo, ovvero il fatto che il turco Ali Kaya oggi non si sia presentato alla premiazione dei 5000 metri. Così non ha fatto onore fino in fondo alla manifestazione". 

L'olimpionico di Atene 2004 Stefano Baldini stila a caldo il bilancio della sua prima stagione da Direttore Tecnico del settore giovanile: "Sono orgoglioso di questi ragazzi! I risultati dei Mondiali Allievi di Donetsk e degli Europei Juniores sono andati oltre le mie aspettative. Un numero simile di medaglie e di finalisti è una soddisfazione immensa. A Rieti sono quasi tutti arrivati al massimo della condizione, segno che il lavoro di programmazione che è stato fatto in questi mesi con i tecnici personali ha funzionato. E' un punto di partenza, ma in diversi di questi giovani intravvedo già il profilo di veri atleti del futuro. Spero che abbiano la possibilità di crescere ed esprimersi per quello che valgono. Qui dal primo all'ultimo giorno, c'è stata la mentalità che serviva che, nella maggior parte dei casi, si è tradotto in un'elevata qualità agonistica. Roberta Bruni? Ha il dna della campionessa e in quanto tale è voluta scendere in pedana senza cercare giustificazioni, malgrado avesse alle spalle un infortunio che l'ha molto limitata negli allenamenti".(RaulLeoni,fidal.it)

    Fare l'atleta è una scelta e va seguita fino in fondo. Il cervello di un top runner deve pensare:"Correre è il mio mestiere, la mia professione". Solo così farà di tutto per farlo al meglio facendo leva su ogni tipo di motivazione, da quella agonistica a quella economica. Quando le motivazioni sono forti i risultati arrivano e una motivazione forte è l'unica strada che ci permetterà di reggere alla concorrenza dei paesi africani.
    Stefano Baldini

     

       

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