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A Grosseto la Nazionale U20 programma il futuro

 

Baldini: ''Generazione atletica, le parole chiave'' (video)

Il Direttore Tecnico del settore giovanile e allo Sviluppo, al termine del raduno nazionale di Grosseto, traccia le linee guida verso la prossima stagione

Stefano Baldini è voluto tornare in cima alla tribuna dello Stadio Zecchini. Durante gli Europei under 20 di Grosseto è stata quella balconata con la ringhiera bianca la postazione da cui non si è perso un attimo delle imprese di tutti gli azzurrini in gara. Da qui ha urlato, tifato ed esultato e da qui oggi guarda all'imminente futuro della nuova generazione atletica. "Quelli degli Europei under 20 - racconta l'olimpionico di maratona che nel suo lavoro può contare sull'apporto dell'assistente Tonino Andreozzi e di campioni di sempre dell'atletica azzurra come Gabriella Dorio, Fabrizio Mori e Nicola Vizzoni - sono stati giorni felici e pieni energia. Questa tribuna è stata sempre tutta esaurita, la cornice perfetta per un impianto rimesso a nuovo e che, al di là dei grandi eventi, è un'importante risorsa anche per l'attività tecnica federale. Qui a Grosseto in questi giorni abbiamo visto al lavoro anche ostacolisti, saltatori e astisti under 25 del Progetto Sviluppo, mentre a Tirrenia si sta allenando il gruppo della marcia".

Archiviato il felice capitolo Grosseto 2017, lo sguardo è già proiettato verso l'anno che verrà: "Il 2018 sarà una stagione con tanti eventi per i giovani dell'atletica italiana. Oltre alle grandi rassegne internazionali di calendario, si parte subito tra un mese con gli Europei di cross in Slovacchia, poi fari puntati sulla stagione indoor che culminerà con il Triangolare all'inizio di marzo a Nantes in Francia. In attesa dei Mondiali U20 di Tampere e degli Europei U18 a Gyor, preceduti dai Campionati del Mediterraneo U23 a Jesolo, abbiamo pianificato anche altri match di categoria. Per la corsa su strada, insieme all'appuntamento autunnale di Rennes, si aggiunge quello di Oderzo a maggio. Spazio alle prove multiple ad Aubagne con un incontro under 20 e under 23 che, a fine luglio, ci vedrà impegnati contro la Francia. Organizzazione e programmazione sono le parole d'ordine e questo sarà il messaggio che intendo far passare nell'incontro che domenica prossima avrò a Bologna con i fiduciari tecnici regionali. E' fondamentale coordinarsi con le strutture del territorio per evitare sovrapposizioni e cercare di seguire da vicino e coinvolgere quella fascia di giovani, magari con un bel potenziale, ma che non sono ancora al 100% parte del mondo dell'atletica".(fidal.it)

 

Stefano inaugura la nuova pista di Tivoli

 

Centinaia di bambine e bambini insieme con i campioni hanno partecipato, la mattina del 17 ottobre, all’inaugurazione del nuovo impianto per l’atletica leggera realizzato dal Comune di Tivoli nello stadio Olindo Galli, in località Arci.

Impianto atletica leggera a Tivoli 

Alla manifestazione "In pista con i campioni", organizzata dal Comune e della Federazione italiana di atletica leggera, i bambini delle scuole elementari hanno provato il nuovo impianto, cimentandosi nella corsa, nel lancio e nel salto in lungo insieme con Stefano Baldini, campione olimpico e due volte campione europeo di maratona; Andrew Howe, azzurro campione europeo e primatista italiano di salto in lungo; Andrea Barberi, azzurro già primatista italiano dei 400 metri. Nell’impianto è già in funzione la scuola di atletica leggera della Federazione.

Asia, una bambina delle scuole elementari, ha tagliato il nastro inaugurale in rappresentanza di tutti i suoi coetanei. La giornata di festa si è conclusa con una merenda preparata dagli studenti del centro di formazione professionale Rosmini.

"Auguro a tutte le bambine e a tutti i bambini, a tutti coloro che amano l’atletica e lo sport in generale, di poter vivere tante giornate come questa – ha commentato il sindaco Giuseppe Proietti –. Una giornata splendida, piena di gioia, di entusiasmo, di voglia di fare e di felicità. E’ una festa di tutti perché rappresenta anche un traguardo e un punto di partenza: da oggi l’atletica torna ad avere una sede degna delle tradizioni sportive di questa città. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile quest’opera e un ringraziamento particolare ai campioni, alla Federazione di atletica e ai bambini che hanno partecipato a questa giornata".(romatoday.it)

 

Ospite con Tania Cagnotto a Settimo Torinese

 

Cagnotto Baldini fanno il pieno di pubblico nella biblioteca Archimede di Settimo

 

Settimo si è vestita a festa nella serata di oggi, giovedì 19 ottobre, per accogliere i due ospiti d'eccezione del Festival dell'Innovazione e della Scienza. Per questa quinta edizione della kermesse di divulgazione scientifica la tuffatrice Tania Cagnotto e il maratoneta Stefano Baldini hanno conquistato il pubblico settimese delle grandi occasioni.

 

Nella sala ragazzi della biblioteca Archimede di piazza Campidoglio, infatti, ci sono tantissimi cittadini arrivati da Settimo (e non solo) per partecipare all'evento che vede i due protagonisti, già medaglia d'oro alle Olimpiadi degli ultimi anni, al centro di una divertente e appassionante intervista condotta dal direttore organizzativo del Festival Dario Netto.

In prima fila ci sono gli amministratori comunali e gli "addetti ai lavori", e quindi i tanti rappresentanti delle associazioni sportive settimesi che stanno ascoltando in questi minuti i due ospiti della serata. Nel pomeriggio di oggi Tania Cagnotto è stata protagonista di una breve passeggiata nel centro storico cittadino, mentre il collega Stefano Baldini incontrava i suoi fans sulla pista di atletica della Sisport Fiat di via Regio Parco a Settimo.(nuovaperiferia.it)

 

Bella intervista agli assoluti di Mezza a Agropoli

 

AGROPOLI. Si è conclusa la tanto attesa 18 ° edizione dei Campionati Italiani di Mezza Maratona che oltre agli atleti in gara ha richiamato ad Agropoli anche l’ospite d’eccezione della kermesse sportiva ovvero il CT della nazionale Stefano Baldini, ex maratoneta e mezzofondista italiano, campione olimpico alla maratona di Atene nel 2004 e due volte campione europeo.

Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo e intervistarlo grazie al patron della manifestazione ovvero Roberto Funicello che ebbe il merito e l’onore di far innamorare del Cilento il caro e compianto Pietro Mennea. Stefano Baldini ci ha parlato un po’ di sé e del suo sport.

-E’ la sua prima volta ad Agropoli, che impressione le ha fatto? Ci tornerebbe in vacanza?

Baldini: «È una bella zona. L’ho apprezzata già in primavera quando ha testato personalmente e “correndo” il percorso come è mia consuetudine fare. Ho visitato anche lo stadio e la città sembra offrire tantissime opportunità per l’atletica anche perché ci sono persone capaci di impegnarsi e organizzare eventi di rilievo come un campionato nazionale. Tornerei in vacanza nel Cilento volentieri ma non l’ ho ancora fatto solo perché ho bambini piccoli che mi portano a prediligere zone limitrofe all’Emilia Romagna dove vivo”».

– Se un bambino le chiedesse i motivi per cui dovrebbe scegliere l’atletica come sport cosa gli risponderebbe?

Baldini: «Prima di arrivare alla mezza maratona di tempo ce ne vuole. E’ uno sport graduale. Di certo il bello dell’atletica è che ha in sé sia la bellezza di uno sport individuale sia la peculiarità che lo si pratica di fatto in un campo dove c’è sempre una squadra e quindi la possibilità di lavorare in continua sfida con te stesso ma condividendo con gli altri. L’atletica ti da l’opportunità di scegliere tra corse veloci, prolungate, salti, e quindi di fatto è una multidisciplina alla quale ci si può approcciare già alle elementari come gioco e come preparazione motoria di base ovvero per imparare a saltare e a fare i movimenti alla base di tutti gli sport».

-Come si riconosce un campione?

Baldini: «Prima di dire che uno è un campione oppure un talento dobbiamo dire che ha delle doti che devono crescere negli anni. L’atletica è uno sport che ha una specializzazione molto tardiva ed infatti si ottengono i risultati migliori dopo i 20 anni mentre altri sport come il tennis e la ginnastica ti mettono dinanzi ai campionati nazionali già molto presto e per questo motivo la strada è lunga e quando ti trovi dinanzi un bambino delle elementari che frequenta atletica di certo non gli puoi far fare subito il salto in lungo ma deve approcciare questo sport in maniera graduale».

-Quando ha capito che questo sport avrebbe fatto parte della sua vita?

Baldini: «Io ho capito molto presto che questo sport avrebbe fatto parte della mia vita soprattutto quando ho realizzato che il calcio non faceva per me non sapendo giocare la palla. Infatti correvo solo sulla fascia destra e non su tutto il campo. Poi ho avuto la fortuna di avere dei fratelli più grandi che avevano iniziato con l’atletica prima di me e che inevitabilmente mi hanno portato al campo e li ho superati quasi subito».

-Degli aggettivi per descrivere il suo sport.

Baldini: «Il mio sport, la corsa in particolare, è un sogno. Correre è una sensazione bellissima perché non hai bisogno di nessun mezzo: sei tu da solo e riuscire a esprimere velocità senza nessun mezzo è una sensazione impagabile».

-Qual è stato il momento più bello della sua carriera?

Baldini: «Tutte le prime volte hanno avuto un sapore particolare: la prima volta che ho vinto un campionato italiano, la prima volta che sono stato convocato in nazionale, la prima volta che sono salito su un podio e ho sentito l’inno italiano, la prima volta che ho vinto le olimpiadi, che è stata anche l’ultima ma va bene così. Io ho vinto a 33 anni le olimpiadi quando ormai la tua carriera è alla fine della maturità e questo ha il vantaggio di vivere il momento consapevole di ciò che stai facendo».

-Quanto impegno c’è dietro i successi?

Baldini: «Tanto l’impegno dietro i risultati importanti: almeno 4-5 ore di allenamento al giorno suddivise in due sedute. Io non l’ho mai visto come un sacrificio quanto come un divertimento, perché era una mia scelta farlo ed è stato per me anche una gran fortuna perché mi ha fatto crescere. Da bambino introverso e che poco amava uscire di casa, ho poi potuto girare il mondo grazie a questo sport».

– Per cosa vorrebbe essere ricordato?

Baldini: «Vorrei essere ricordato come una persona onesta. Da atleta come “un osso duro da battere” e poi come allenatore mi piacerebbe far si che i ragazzi possano scegliere e arrivare a fare anche la scelta giusta».(occhiodisalerno.it, foto E.Restaino)

Negli ultimi trent'anni la Iaaf ha favorito molto lo sviluppo dei paesi africani, con progetti che hanno permesso a molti atleti di emergere aumentando fino al livello incredibile di oggi il mezzofondo mondiale. Con una battuta verrebbe da dire che ora deve favorire lo sviluppo dell'Europa, perché dal punto di vista dell'atletica siamo noi i Paesi arretrati, quelli "in via di sviluppo".
Stefano Baldini
 

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